Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis – Recensione


«Mister’, mister’, scavez’ a per’» recita uno dei brani, bellissimi, scritti da Enzo Avitabile per la quarta regia (e 1/3 se contiamo uno degli episodi di Vieni a vivere a Napoli) di Edoardo De Angelis. E De Angelis, effettivamente, indaga il mistero a piedi scalzi. Vulnerabili. Esposti. Agli strali di parte della critica italiana. Alcuni definiscono Il vizio della speranza un’opera controversa, ma è il giudizio su di essa ad esserlo, non l’opera. Che invece rivela una maturità incredibile del regista di Indivisibili e soprattutto il coraggio di osare e andare fino in fondo in un territorio minato: quello della fede, della spiritualità e del miracolo.

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10 film Blumhouse per Halloween, ma non i soliti

Il padre di Jason BlumIrving, era un gallerista che una volta scrisse un film per un amico il quale gli propose o pochi soldi o percentuale sugli incassi. Blum scelse i soldi. Quell’amico era Russ Meyer, il film L’immorale Mr. Teas e incassò oltre un milione di dollari.

Ellissi.

Jason Blum lavora per la Miramax e al Sundance vede The Blair Witch Project. Non gli piace e investe su Happy, Texas. Il primo incasserà più di 140 milioni di dollari, il secondo non arriverà a due. Un trauma che il buon Jason si apprestava a rigirare a suo favore una volta aperta la sua casa di produzione: la Blumhouse. Il resto è storia. Paranormal ActivityInsidiousThe PurgeOuijaSinister, la scoperta dei talenti del new horror Mike Flanagan (Oculus) e James De Monaco (ma anche, fuori dal genere, di Damien Chazelle di cui produce Whiplash), la rigenerazione di registi in declino (M. Night Shyamalan), la consacrazione con Get Out. Tutte pellicole che già avrete visto. Questa playlist vi propone film forse meno noti (e meno di successo), ma che denotano la forte impronta di quello che, a tutti gli effetti, può essere definito il Roger Corman del Terzo Millennio. Buona lettura.

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10 film da vedere sui player on line

Le polemiche autorevoli tra pro e contro Netflix in quel di Cannes (Pedro AlmodóvarChristopher Nolan contro, Martin Scorsese, cui Netflix ha prodotto il prossimo film, a favore) lasciano, o lasceranno, davvero il tempo che trovano. Specialmente qui in Italia dove la sala non è più, già da tempo, il luogo privilegiato per certe visioni difficili, di nicchia, d’essai. C’è un problema di distribuzione e di copie. Alcuni film di cui leggiamo o non vengono distribuiti o vengono distribuiti in talmente poche copie che in alcuni centri è impossibile vederli. Inutile girarci intorno: i player on line spesso colmano questo vuoto. Netflix non produrrà forse capolavori, ma rende disponibili alcuni titoli impossibili da reperire altrove. E anche se le pellicole Amazon godono di passaggi in sala (si pensi a Manchester by the Sea) questo non significa che questo passaggio ci sia in ogni paese, ma su Amazon Prime Video sì. Vi segnaliamo dieci titoli che potete vedere on line del tutto legalmente.

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10 improbabili coppie cinematografiche

Avreste mai immaginato Massimo Ciavarro e Nicole Kidman assieme in un film? Immaginatelo pure. Si tratta di Un’australiana a Roma, diretto da Sergio Martino nel 1987. Ma di incredibili accostamenti di casting è piena la storia del cinema. Ecco 10 improbabili coppie cinematografiche  🙂 

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10 film da vedere prima di leggere Ready Player One

Avete letto bene. Questa non è una playlist come le altre che potete trovare in rete. Che fanno riferimento alla trasposizione cinematografica del libro di Ernest Cline. Anche perché, e qui azzardiamo una brevissima recensione del film di Steven Spielberg, la natura dei due testi è estremamente diversa. Il romanzo di Cline rende ragione di un’intera generazione di “sfigati” che negli anni ’80 ha coltivato le proprie passioni ai margini di una società di yuppies e paninari che la comandavano. Ed è forse il primo testo che lo fa legittimando, nell’intreccio, proprio la nostalgia per quella decade. Non c’è una storia ambientata negli anni ’80 (come in Stranger Things dei Duff Brothers), ma un’avventura ambientata nel futuro (il 2045), una caccia al tesoro i cui indizi necessitano di una conoscenza approfondita e geek della cultura e dell’immaginario pop degli eighties. Cultura e immaginario del passato cui i protagonisti si rapportano come ci si relazione col Mito. Cline, però, è nato nel 1972 e, come molti di noi, compreso chi scrive, ha vissuto gli anni ’80 da adolescente. Spielberg no, anzi è parte di quel passato mitizzato dall’autore letterario. La sensazione, nel vedere il film, uno spettacolo magistralmente orchestrato, è che manchi di anima; Spielberg qui fa la figura di un J J Abrams qualunque, un abile e furbo cavalcatore di trend che, tuttavia, non sente la materia che tratta. Ci si commuove più leggendo il romanzo che vedendo il film, nonostante il cinema sia un medium decisamente più immersivo e questo non solo per le fisiologiche modifiche e la maggior concentrazione dell’azione (ma l’innamoramento di Wade verso Art3mis è davvero troppo repentino, il linguaggio filmico prevede anche le ellissi temporali, i sintagmi a episodi e stavolta Spielberg sembra dimenticarlo), ma perché Cline è uno di noi, Spielberg no. Infatti, la pellicola pare attingere ad un immaginario più pop(olare) che nerd, i riferimenti a pellicole semisconosciute si riducono ad una battuta di James Halliday (che pare quasi un easter egg di un Cline sceneggiatore in un copione che capisce essere diventato altro) a Bill Ted (riferimento assente nel libro), i due protagonisti di Bill & Ted’s Excellent Adventure, diretto da Stephen Herek nel 1989 (con Keanu ReevesAlex Winter) e che poi negli anni ’90 avrà un seguito (questo distribuito in Italia, a differenza del primo, Un mitico viaggio) mentre vediamo King KongLa febbre del sabato sera (che è degli anni ’70). Insomma un immaginario meno di nicchia, più di massa. Unica eccezione: la splendida scena in cui Spielberg omaggia uno dei “suoi” miti, Stanley Kubrick, con una scena fantastica, la migliore del film, la quale, per concezione, ricorda un’opera del videoartista polacco Zbigniew RybczyńskiSteps, guarda caso datata 1987. La nostra guida prevede 10 film da vedere, accompagnati dai passi del romanzo in cui vengono citati.

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10 Black Comedy all’italiana

Leggerete, in giro per il web in occasione dell’uscita di Metti la nonna in freezer, esordio alla regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi (quelli di Inception Berlusconi), che l’Italia non ha una tradizione di dark comedy. Non ne siamo convinti: è vero che il concetto di black humour è di matrice anglosassone, ma è altrettanto corrispondente alla realtà che la commedia all’italiana ha spesso visto la penna degli sceneggiatori intinta nel nero pece di una visione disillusa e pessimistica della vita e della società. Noi siamo pur sempre quelli che in I soliti ignoti hanno inaugurato la morte di un personaggio di un film comico, per non parlare di Il sorpassoLa grande guerra. Di Black Comedy vere e proprie, comunque, non possiamo contarne tante. Ve ne proponiamo 10.

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