Adobe Premiere vs DaVinci Resolve nel cinema: i dati

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Quando si discute di software per il montaggio video, soprattutto negli ultimi anni, il confronto tra Adobe Premiere Pro e DaVinci Resolve tende spesso a diventare una discussione tra tifoserie. Resolve viene indicato da molti come il programma emergente capace di riunire montaggio, color correction, effetti visivi e audio in un unico ambiente; Premiere continua invece a essere percepito come uno degli standard più diffusi per il montaggio cinematografico, televisivo, documentario e dei contenuti audiovisivi in genere.

Alla Pigrecoemme utilizziamo Adobe Premiere Pro come principale piattaforma didattica per il montaggio. Abbiamo quindi provato a verificare se questa scelta fosse sostenuta anche dall’effettivo impiego dei due software nelle produzioni professionali, ponendoci una domanda molto precisa: quali film, documentari e serie sono stati realmente montati con Premiere Pro e quali sono stati realmente montati con DaVinci Resolve?

La precisazione è fondamentale. Non ci interessava sapere in quali produzioni un software fosse semplicemente presente durante la post-produzione. Volevamo sapere quale programma fosse stato utilizzato per il montaggio creativo, cioè per selezionare le inquadrature, costruire le scene, determinare ritmo e durata, organizzare la struttura narrativa e arrivare al picture lock.

È una distinzione particolarmente importante nel caso di DaVinci Resolve.

Quindi, addentriamoci nel confronto Adobe Premiere Vs. DaVinci Resolve!

Montare un film non significa “colorarlo”

DaVinci Resolve nasce storicamente come uno dei sistemi di riferimento per la color correction e il digital intermediate. Nel tempo Blackmagic Design lo ha trasformato in una suite estremamente completa, aggiungendo un vero NLE (Non Linear Editor), strumenti VFX attraverso Fusion, una DAW (Digital Audio Workstation) con Fairlight e numerose funzioni collaborative.

Questo significa però che cercare semplicemente online «film realizzati con DaVinci Resolve» produce risultati fuorvianti. Decine di film molto importanti hanno utilizzato Resolve, ma spesso dopo che il film era già stato montato, per il conform, il grading, l’online, il finishing o il mastering.

Un film colorato in Resolve non è, per questo, un film montato in Resolve.

Lo stesso criterio è stato applicato a Premiere: non abbiamo considerato sufficiente la presenza di After Effects, Photoshop, Frame.io o di altri strumenti Adobe. Per entrare nella nostra lista doveva esserci una fonte attendibile che documentasse l’utilizzo di Premiere Pro come NLE per il montaggio.

Il risultato di questa distinzione è significativo.

ADOBE Premiere compare molto più spesso come strumento di montaggio

Nel corpus che abbiamo costruito e progressivamente verificato abbiamo individuato, nella versione già consolidata dello studio, circa 150 produzioni documentate montate con Adobe Premiere Pro, contro poco più di 50 produzioni documentate montate con DaVinci Resolve.

La ricerca è ancora aperta e continua a produrre integrazioni per entrambi i programmi. Questi numeri, quindi, non devono essere interpretati come quote di mercato: non significa che Premiere possieda una certa percentuale del mercato e Resolve un’altra. Il nostro database non è un campione statistico dell’intera produzione audiovisiva mondiale e, soprattutto, la disponibilità pubblica di informazioni sui workflow varia enormemente da produzione a produzione.

Il dato che emerge è però abbastanza chiaro: quando restringiamo il confronto al solo montaggio creativo documentato, Premiere Pro ricorre molto più frequentemente di DaVinci Resolve.

Ed è una differenza ancora più interessante perché Resolve compare moltissimo nelle ricerche generiche sulla post-produzione cinematografica. Se non si separano le diverse fasi, si può facilmente avere l’impressione che venga utilizzato come NLE in un numero di film paragonabile a Premiere. Analizzando nel dettaglio le fonti, invece, molti di quei titoli scompaiono dalla lista: Resolve era utilizzato per il grading, il conform o il finishing, mentre il montaggio era stato effettuato altrove (in Premiere o Avid Media Composer).

Dal cinema indipendente ai film premiati

Premiere non è naturalmente l’unico software utilizzato professionalmente per il montaggio, e il confronto completo dovrebbe comprendere anche Avid Media Composer, che mantiene un ruolo centrale soprattutto nelle grandi produzioni cinematografiche e televisive, laddove le produzioni indipendenti e più giovani tendono ad usare software più moderni, come appunto Premiere e Resolve.

Se il confronto viene limitato a Premiere e Resolve, la presenza del software Adobe nel creative editorial è considerevole.

Nel nostro lavoro abbiamo incontrato film come Gone Girl di David Fincher, montato da Kirk Baxter; Deadpool di Tim Miller; The Florida Project di Sean Baker; Everything Everywhere All at Once dei Daniels, vincitore tra gli altri dell’Oscar per il miglior montaggio; Anora di Sean Baker, Palma d’oro a Cannes e vincitore di cinque Oscar; oltre a numerosi film indipendenti presentati a Sundance, SXSW, Tribeca e agli altri principali festival internazionali.

Particolarmente significativa è la presenza di Premiere nel documentario che per noi è molto interessante, perché oggi il documentario è più spesso del cortometraggio la porta d’ingresso alle professioni cinematografiche.

Il nostro database comprende, tra molti altri, Minding the Gap di Bing Liu, RBG di Betsy West e Julie Cohen, Crip Camp di Nicole Newnham e Jim LeBrecht, My Octopus Teacher di Pippa Ehrlich e James Reed, Navalny di Daniel Roher, The Eternal Memory di Maite Alberdi, Black Box Diaries di Shiori Ito, Sugarcane di Julian Brave NoiseCat ed Emily Kassie e numerosi altri titoli passati da Sundance o candidati agli Oscar.

Le successive ricerche hanno fatto emergere ulteriori documentari e film indipendenti montati con Premiere, tra cui Chasing Coral, Fresh Dressed, Richard Linklater: Dream Is Destiny, Amy Tan: Unintended Memoir, The Python Hunt, Assembly e Remaining Native.

Questo è un aspetto particolarmente rilevante per una scuola di cinema. Il documentario e il cinema indipendente sono infatti contesti in cui il montatore lavora spesso con grandissime quantità di materiale, strutture narrative che vengono scoperte durante il montaggio e workflow meno rigidamente compartimentati rispetto alle grandi produzioni industriali.

Noi stessi abbiamo montato con Premiere Pro, coivolgendo ex allievi, due lungometraggi molto apprezzati dalla critica: Flavioh – Tributo a Flavio Bucci e Un consiglio a Dio.

Resolve sta comunque crescendo come NLE

La ricerca ci ha permesso anche di correggere un’altra impressione iniziale: sarebbe sbagliato considerare DaVinci Resolve soltanto un programma di color correction.

Esiste ormai un numero crescente di produzioni realmente montate in Resolve.

Tra i casi più interessanti abbiamo trovato Safety di Reginald Hudlin, film Disney+ montato integralmente in Resolve da Terel Gibson; The Oath di Ike Barinholtz; The Killing of Two Lovers di Robert Machoian; This Is Not a Burial, It’s a Resurrection di Lemohang Jeremiah Mosese; il documentario di Dave Grohl What Drives Us; il film d’animazione The Inventor; Rains Over Babel, presentato al Sundance Film Festival; e diverse produzioni documentarie indipendenti recenti.

Ulteriori ricerche hanno individuato casi come Winny, Curse of the Sin Eater, The Ninth Order, Champions of the Golden Valley, The Real Yellowstone, Bad Like Brooklyn Dancehall, Don’t Go Below, Haunted Places e To the Moon di Tadhg O’Sullivan.

In alcuni di questi casi le fonti permettono addirittura di seguire il lavoro del montatore all’interno di Resolve: creazione dei selects, organizzazione delle scene, rough cut, timeline separate, montaggio offline e successive revisioni.

Resolve è quindi ormai, senza dubbio, anche un vero NLE professionale.

Ma è proprio il fatto di aver applicato a entrambi i programmi lo stesso criterio che rende interessante il confronto: la crescita di Resolve nel montaggio è evidente, ma la quantità e la varietà delle produzioni documentate che utilizzano Premiere come piattaforma di editing rimangono sensibilmente superiori nel nostro corpus.

Perché insegniamo Premiere Pro

La scelta della Pigrecoemme di utilizzare Premiere Pro nella didattica non nasce dall’idea che esista un software universalmente «migliore».

Il montaggio cinematografico non coincide con il programma utilizzato. Un raccordo sbagliato rimane sbagliato in Premiere, Resolve o Avid; la capacità di costruire una scena, governare il tempo, scegliere una performance, comprendere il fuori campo e organizzare narrativamente il materiale viene prima dell’interfaccia.

Quando però si insegna il mestiere è necessario scegliere anche uno strumento.

E i dati raccolti rafforzano la nostra scelta di Premiere.

Premiere è utilizzato come vero strumento di montaggio in una quantità molto ampia di documentari, film indipendenti, lungometraggi destinati alle sale, produzioni per piattaforme streaming e serie televisive. La sua presenza non riguarda semplicemente una fase tecnica della post-produzione: riguarda il luogo nel quale il film viene effettivamente costruito.

Per un allievo questo ha un valore concreto. Imparare Premiere significa confrontarsi con un ambiente di montaggio che non è soltanto adatto alla didattica o alla produzione di contenuti leggeri, ma che è stato e continua a essere utilizzato per montare opere presentate a Cannes, Venezia, Sundance, SXSW e Tribeca, film candidati o premiati agli Oscar e produzioni per Netflix, Disney+, HBO e altri grandi broadcaster e piattaforme.

Resolve resta naturalmente uno strumento che è utile conoscere. La sua integrazione tra montaggio, color, compositing e audio è uno dei progetti software più interessanti della post-produzione contemporanea, e la sua diffusione come NLE sta aumentando.

Ma conoscere Resolve non significa che Premiere abbia perso importanza come piattaforma di montaggio. I dati che abbiamo raccolto raccontano, semmai, il contrario: quando smettiamo di contare genericamente i film che «hanno usato» un programma e chiediamo invece con quale software è stato realmente montato il film, Premiere emerge con una presenza professionale decisamente più ampia.

Come abbiamo raccolto i dati

Per questa ricerca abbiamo utilizzato strumenti di intelligenza artificiale come supporto alla ricerca online, interrogando ChatGPT e Perplexity con richieste molto restrittive.

Non abbiamo però considerato ChatGPT o Perplexity come fonti.

L’AI è stata utilizzata per individuare possibili produzioni, interviste, case study e articoli tecnici. Per ogni titolo abbiamo poi cercato una fonte online in grado di documentare specificamente il montaggio: interviste ai montatori e ai registi, case study pubblicati dai produttori dei software, articoli di riviste specializzate nella post-produzione, documentazione dei festival e testimonianze dirette dei professionisti coinvolti.

Sono stati esclusi i titoli per i quali risultava documentato soltanto l’utilizzo del programma per color grading, conform, dailies, transcoding, VFX, online editing o finishing.

In alcuni casi la distinzione ha portato a eliminare film che vengono frequentemente associati online a DaVinci Resolve. In altri casi abbiamo trovato conferme molto precise: montatori che descrivono rough cut, selects, timeline, scene editing o picture editing effettuati direttamente all’interno del programma.

Il database resta un lavoro aperto. Nuove interviste o nuovi case study possono aggiungere titoli o permettere di correggere attribuzioni precedenti. Proprio per questo preferiamo parlare di corpus documentato e non di statistica assoluta sull’intera industria.

La conclusione, almeno allo stato attuale della ricerca, è però robusta: DaVinci Resolve è diventato un NLE professionale a tutti gli effetti e il suo utilizzo nel montaggio è in crescita, ma Adobe Premiere Pro presenta ancora una casistica documentata molto più ampia come strumento di montaggio creativo vero e proprio.

Ed è esattamente questo il lavoro che ci interessa insegnare: non semplicemente utilizzare un software, ma montare.

Puoi scaricare il documento completo in PDF con tutti i dati qui.

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