Gli allievi di Pigrecoemme? Al Museo di Capodimonte…

Per la La notte dei musei – evento che coinvolgerà l’intera Europa – sabato 14 maggio 2011, alle ore 21,30, il Museo di Capodimonte, con l’Associazione Musicale Maggio della Musica, presentano Clic si suona, una serata dedicata ad alcuni dei più interessanti giovani fotografi e musicisti della scena campana.

Lo diciamo subito: avremmo segnalato la serata in ogni caso, convinti come siamo della particolarità e della suggestione del progetto, ma lo facciamo oggi con ancora maggiore calore e attenzione perché, con orgoglio, possiamo dire che il Museo di Capodimonte aveva coinvolto Pigrecoemme diversi mesi orsono nell’organizzazione dell’evento, chiedendo alla nostra Scuola di segnalare alcuni degli allievi più interessanti dei nostri corsi di Fotografia.

Il progetto, a cura di Linda Martino con la collaborazione di Flaviana Frascogna, mette infatti in mostra dieci fotografi (due dei quali, ex studenti di Pigrecoemme: Gaetano Massa e Luca Schettino), chiamati a raccontare, attraverso le immagini, viaggi, emozioni, incontri, volti, di paesi e di uomini, ora vicini, ora remoti, ognuno con le proprie storie, che, tutti insieme, forniranno un unico, serrato percorso poetico. Le musiche di Marco Sannini, eseguite dai musicisti del Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli, fungeranno da colonna sonora di questo percorso di immagini e, nell’osmosidi dei linguaggi, creeranno un’unica sinestetica narrazione, ricca di suggestioni e di sorprese.
I fotografi in mostra sono: Dario Bocchetti, Paolo Bosso, Piero Cremonese, Ernesto De Bartolomeis, Andrea De Franciscis, Flaviana Frascogna, Gaetano Massa, Janine Pereira Alves, Luca Schettino e Giuseppe Trincone. Mentre le musiche di Marco Sannini saranno eseguite dallo stesso Marco Sannini, alla tromba, Tancredi D’Alò, alla chitarra, Renato Grieco, al basso e da Massimo Del Pezzo, alle percussioni.
Un plauso particolare a Rino Sorrentino, artista di grande sensibilità, autore, in questo caso, del bellissimo lavoro grafico della manifestazione.

C’è tempo per le vacanze! A giugno i corsi estivi di Pigrecoemme

Anche quest’anno Pigrecoemme organizza, nel mese di giugno, i suoi corsi di Sceneggiatura, Regia e Montaggio in forma intensiva. Stesso numero di ore (24), stessi argomenti trattati, ma meno giorni (6) e più vicini tra loro.  Questo il calendario:

Montaggio: 6,7,8,9,10 e 13 giugno dalle 10,30 alle 14,30

Sceneggiatura: 6,7,8,9, 13 e 14 giugno dalle 15 alle 19

Regia: 15,16,17, 22,23 e 24 giugno dalle 15 alle 19

Un’occasione per chi durante l’anno non è riuscito a trovare il tempo, per chi ha scoperto i nostri corsi troppo tardi, per chi riesce a prendersi una settimana per sé più facilmente di quanto possa prendersi un giorno a settimana. Per informazioni scrivete a corsi@pigrecoemme.com o telefonate allo 0815635188.

Midnight Bingo. Un nuovo documentario prodotto da Pigrecoemme

Midnight Bingo è il secondo documentario terminato quest’anno da Antonio Longo, ex partecipante ai nostri corsi e da qualche tempo attivo in vari campi della produzione audiovisiva.
Dopo Una storia invisibile, Longo si occupa di un fenomeno al contempo bizzarro e tragico: il bingo clandestino organizzato a Napoli per proteggersi dalle morse, forse ben più pericolose, del bingo legale.

Su Youtubehttp://youtu.be/AY4GO6tk1b0?hd=1
Su Vimeohttp://vimeo.com/22237711

Il documentario, coprodotto dalla Scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli, è stato montato dal Nostro Rosario Gallone, mentre io mi sono occupato della postproduzione e del color grading. Alla macchina c’era il direttore delle fotografia Rocco Marra.
I credits completi sono qui: http://www.youtube.com/watch?v=AY4GO6tk1b0

Il nuovo corso di fotogiornalismo parte il 14 maggio a Napoli

Parte Sabato 14 maggio a Napoli il nuovo corso di Fotogiornalismo di Pigrecoemme, che quest’anno presenta, oltre all’ormai consolidata collaborazione con l’agenzia romana Graffiti Press (che fornirà gli accrediti giornalistici e lo stage finale), alcune interessanti novità, tra cui una sezione del corso dedicata alla fotografia naturalistica, a cura di Natalino Russo, e un’altra, sulla fotografia sportiva, a cura di Alessandro Cuomo dell’agenzia Cuomo, struttura che segue il Calcio Napoli a bordo campo da vent’anni.

A chi è indirizzato il corso di fotogiornalismo

Il Corso di Fotogiornalismo di Pigreoemme, coordinato da Luca Sorbo, è diretto a chi, avendo già acquisite le competenze di base della fotografia, voglia intraprendere la carriera di fotogiornalista. Il corso è anche consigliato al fotoamatore evoluto che voglia approfondire le dinamiche del racconto fotografico e abbia intenzione di collaborare part-time con un’agenzia, come pure a coloro che sono interessati a conoscere e ad approfondire l’interessante ricerca visiva e, tout court, artistica che il mondo del fotogiornalismo presenta attualmente.

Il Corso di Fotogiornalismo di Pigreoemme presenta un’esperienza teorica e pratica variegata e completa, che permette da subito al corsista di confrontarsi con la professione. Interessante, in tal senso, ricordare come lo scorso anno, Luigi Fedullo, uno studente del corso, si sia visto pubblicare alcune foto, tirate durante lo stage finale, sulla prima pagina del quotidiano Il Manifesto.

Tutti i corsi di Pigrecoemme che rilasciano attestati di frequenza validi per i crediti formativi si svolgono presso la sede di Pigrecoemme di Piazza Portanova 11, a Napoli, nei pressi dell’Università Federico II al Corso Umberto I.

Iscrizioni e informazioni al numero 081 5635188 oppure sul web: www.pigrecoemme.com

Pigrecoemme su Facebook: http://www.facebook.com/scuola.di.cinema.pigrecoemme

io. identità opposte. Una mostra fotografica sull’autoritratto

Dalle ore 18 di giovedì 24 marzo fino a venerdì 22 aprile 2011, gli spazi di Pigrecoemme tornano ad essere galleria, con la mostra io. identità opposte, a cura di Luca Sorbo, docente dei corsi di Fotografia di Pigrecoemme, e di chi scrive, che raccoglie cinquantasei autoritratti di ventotto giovani fotografi napoletani, che si interrogano sulle certezze e le incertezze della rappresentazione di sé ai tempi del digitale.

Nei giorni successivi all’inaugurazione la mostra sarà visitabile, fino al 22 aprile, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13,30 e dalle 15 alle 17,30.

Di seguito, alcuni degli spunti critici da cui la mostra ha preso le mosse.

Dobbiamo a Victor I. Stoichita, e al suo bellissimo Breve storia dell’ombra, il ritorno, nell’ordine del discorso contemporaneo, del tema dell’autoritratto come uno dei motivi fondamentali della cultura occidentale, sorta di cartina di tornasole dell’idea che, nella rappresentazione di sé, ci sia necessariamente la rappresentazione del proprio mondo e che, siffatta rappresentazione, ragioni, inevitabilmente, sempre con la finitezza di tale mondo. Autoritratto come pensiero del limite, perché l’autorappresentazione  avrebbe in sé sempre il ricordo dell’ombra, di quel gesto primigenio e fondante, cioè, in cui, sul solco umbratile del sé (dove la mano si muove sull’analogia dell’ombra), si disegna la storia dell’arte e la si intreccia, punto dopo punto, col tema della morte. Che è sempre la propria morte. L’analogia tra ombra e se stessi, allora. Anzi, tra ombra e rappresentazione di sé.
Ora, l’analogia stabilisce un rapporto di similitudine tra due o più modelli. E basta un punto analogico, alla Filosofia, per supporre che ce ne siano altri, cosa che può spingerci a ipotizzare che, tra modelli analoghi, possa esistere sempre una vera e propria coincidenza identitaria.
È analogico, per definizione, ciò che non è numerabile, e l’opposto di analogico è digitale, parola determinante della nostra modernità, che la Matematica ci indica come un insieme finito di elementi.
Il lavoro di trasformazione da analogico a digitale si chiama, com’è noto, digitalizzazione, che, allora, è sempre un’approssimazione tassonomica dell’esistente, una riproduzione-rappresentazione che, per esistere (meglio: per far esistere) presuppone una semplificazione del segnale, cioè del rappresentato, che, in quanto analogico, è intrinsecamente non numerabile, ovvero potenzialmente infinito. Quindi, il digitale ha in sé l’idea del finito.
Ma, da quando nei sistemi di rappresentazione visiva è subentrata la centralità assoluta dell’immagine digitale, in ambito estetico, il senso di questa finitezza è o non è un’ipotesi di discorso cosciente? In altre parole, fino a che punto l’immagine digitale sa (conosce, racconta, concettualizza…) la sua natura finita?
E nel mondo della fotografia? Che cosa ci dice il passaggio epocale dall’immagine analogica (un numero di punti infinito) all’opposta immagine digitale (un’insieme chiuso di ipotesi)? E, spingendoci oltre, che cosa una fotografia digitale inevitabilmente rivelerebbe di sé, se non prima di tutto il proprio destino di discorso omologato (ovvero, etimologicamente discorso permesso in quanto discorso già fatto nel correlativo analogico, quasi un modello platonico ) sotto il giogo del pixel? E se questa tirannia dell’omologazione al finito investisse la propria rappresentazione? Non si arriverebbe al paradosso che, nel profilo sottile dell’ombra – come da Plinio il vecchio in poi ci è stato narrato – ci sarebbe maggiore libertà che in qualsiasi, perfettamente riproducibile, immagine digitale?

A questo punto, un’immagine digitale diventerebbe il campo di battaglia su cui, ogni volta, si mette in gioco la ricostruzione completa dell’esistente (avete presente Tron?). In tal senso, un autoritratto digitale si tramuta in una massacrante tenzone per la definizione dell’io, non solo contro la paura dell’omologazione, ma proprio come polemos tra l’idea di sé e il suo opposto numerabile (e finito) il sé digitale…
(Corrado Morra)

Di seguito i nomi dei fotografi che hanno cercato con passione di rispondere a tali quesiti o, più semplicemente, di divertirsi un po’. A tutti loro il nostro grazie: Silvia Bellio, Claudia Biancardi, Vittoria Boccia, Giuliana Borrelli, Viola Bufano, Alma Carrano, Sabrina Cirillo, Livia Cosenza,
Paola Cundari, Enrico De Luca, Giusi De Luca, Rosalinda Falco, Valeria Ferraro, Paola Finale, Valentina Fraioli, Stefania Furbatto, Sofia Giordano, Martina Ippolito, Eleonora Ivagnes, Fabia Lonz, Carla Manno, Serena Mastroserio, Daniela Persico, Daniele Rippa, Pepe Russo, Linda Russomanno, Loreto Terranova, Gianni Valentino.

La palla a due punte al YoungAbout ed i nuovi corsi di Pigrecoemme.

Il documentario La palla a due punte ha ricevuto una lusinghiera attestazione di stima dall’organizzazione del YoungAbout – Festival internazionale Giovani e cinema, giunto alla sua quinta edizione. Il mediometraggio diretto dal nostro ex allievo Gaetano Massa e coprodotto da Pigrecoemme, oltre ad essere selezionato nella sezione mediometraggi,  è stato scelto anche per essere proiettato il 14 marzo alle 17 a margine di una tavola rotonda sui temi della legalità. Inutile dire che siamo orgogliosi di Gaetano e contenti di aver visto giusto scegliendo di coprodurlo e di montarlo (il montaggio è firmato Rosario Gallone).

Maggiori informazioni: http://www.youngabout.com/index.php?option=com_content&view=article&id=146&Itemid=251&lang=it

Ricordate inoltre che il 4 aprile cominciano i nuovi corsi di Pigrecoemme:

  • Analisi e critica (dal 4 aprile ogni lunedì dalle 16 alle 19).
  • Montaggio Premiere (dal 5 aprile ogni martedì dalle 16 alle 19, disponibili posti per la classe mattutina dalle 11 alle 14).
  • Scenografia con Renato Lori (dal 6 aprile ogni mercoledì dalle 16 alle 18)
  • Regia (dal 7 aprile ogni giovedì dalle 16 alle 19).
  • Sceneggiatura (dall’8 aprile ogni venerdì dalle 16 alle 19).
  • Fotografia analogica e digitale dal 2 maggio.
  • Fotogiornalismo e Reportage dal14 maggio.

Maggiori informazioni su http://www.pigrecoemme.com/corsi.htm o allo 0815635188.

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