Su Gt Channel l’omaggio di Pigrecoemme e The Others a Blake Edwards

4 gennaio ore 23,40: Midnight Movies, la costola del The Others televisivo, omaggerà lo scomparso Blake Edwards con la messa in onda di La pantera rosa. Niente di nuovo, direte voi. Lo ha fatto Sky, lo farà La7. Certo, ma loro non hanno Rosario Gallone (già immagino quelli tra di voi che commenteranno “buon per loro” e sappiate che ho appuntato i vostri nomi nel mio libro nero) che introdurrà il film e che coglierà l’occasione vieppiù per una breve riflessione sulla filmografia di Edwards e sul valore dirompente che ebbe nella commedia classica hollywoodiana. Già che ci siamo rendiamo noto anche che Gt Channel ha cambiato frequenza. Ora è sul canale 667 del Digitale Terrestre e nella lista canali lo trovate segnalato come NTV Music. L’omaggio a Edwards verrà replicato il 5 gennaio in prima serata. A gennaio, poi, comincerà la programmazione regolare di The Others. Già siamo in grado di annunciarvi una puntata in compagnia di Toni D’Angelo, figlio di Nino, e regista indipendente tra i più interessanti della nuova generazione (suo Una notte) ed un’altra che vedrà come ospite Rocco Marra, direttore della fotografia di Una Notte e di Focaccia Blues di Nico Cirasola. Vi aspettiamo.

Non perdete “L’uomo di vetro”, stasera su Rai Tre

No, non perdetelo, perché L’uomo di vetro di  Stefano Incerti (che terrà un seminario presso la scuola di cinema Pigrecoemme ill 20 ed il 21 gennaio) è un film che concentra in sé il meglio del cinema Italiano degli ultimi anni. A recitare la parte di Leonardo Vitale, il primo “pentito di mafia”, un eccezionale David Coco accompagnato da un cast d’eccellenza: Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta e Anna Bonaiuto. Alla sceneggiatura una delle più brillanti penne del cinema italiano, Heidrun Schleef. Alla fotografia Pasquale Mari, già responsabile della luministica di almeno tre dei capolavori italiani degli ultimi anni (Buongiorno, notteIl regista di matrimoniL’ora di religione). La scenografia è firmata da Renato Lori, anch’egli docente presso Pigrecoemme.

Non perdetelo, perché L’uomo di vetro (distribuito malissimo alla sua uscita nelle sale) è, a partire dal tema di cui tratta per arrivare al rigore della messa in scena, un film profondamente morale, onesto ed importante che indica una strada oggi più che necessaria per il nostro cinema: quella dell’impegno civile. Una strada che Stefano Incerti, poi, continuerà a percorrere col successivo e bellissimo Complici del silenzio.

L’uomo di vetro, venerdì 17 dicembre, ore 21.05, Rai Tre.

La mostra Fantastico napoletano, al Grenoble fino al 22 dicembre

Chiusa la rassegna sul cinema fantastico, vi ricordo che, al Grenoble – l’Istituto di studi francesi di Via Crispi 86 a Napoli –  la mostra fotografica “Fantastico napoletano” può essere visitata fino al prossimo 22 dicembre (dal lunedì al venerdì, 9-13,30 e 15-18,30).
Sarà pure poco elegante dirselo da soli, ma l’esposizione, che vedeva impegnati sedici fotografi – studenti dei corsi di Fotografia di Pigrecoemme e alcuni tra i più interessanti fotografi della nuova scena napoletana – è stata accolta con grande partecipazione dal pubblico e dalla stampa. In tal senso, vogliamo ringraziare in particolar modo Alessandro Chetta del Corriere del Mezzogiorno online, Ilaria Urbani di Repubblica e Paola De Ciuceis del Mattino (se volete leggere l’articolo sul quotidiano napoletano sul web, bisogna che vi registriate), per l’attenzione e le belle parole che hanno voluto riservare alla nostra iniziativa.
Inoltre, se avete voglia di approfondire un po’ di suggestioni e di spunti di riflessione sui film passati in rassegna e, va da sé, sulla mostra, vi segnalo che, sulle pagine di The Others Magazine, la rivista di approfondimento online di Pigrecoemme (ora anche in TV), potrete leggere un bell’articolo di Alessandro Cenni, giovane e interessante critico, che, tra l’altro, abbiamo avuto il piacere di avere come studente dei nostri corsi di Analisi del film e di Scrittura per la televisione (scusate la digressione, ma a proposito di quest’ultimo corso mi sembra utile informarvi che il 21 gennaio parte di nuovo, confermando la collaborazione con Fabrizio Cestaro, e allargando la squadra dei docenti ad altri importanti professionisti del settore, tra cui Benedetta Fabbri (producer Publispei) e Cristina Pittalis (broadcaster Mediaset). Insieme ai curatori dei corsi di Pigrecoemme, chiudono la squadra degli insegnanti: Anna Coluccino (sceneggiatrice e coordinatrice del corso), Claudio Grimaldi (sceneggiatore e casting director), il giornalista e critico Diego Del Pozzo, il direttore della Film Commission Regione Campania Maurizio Gemma e il regista RAI Antonio Mauriello).
Infine, ultimi, doverosi ringraziamenti a Senny Rapoport, uno dei fotografi in mostra, che, per Pigrecoemme, sta preparando un breve lavoro video sull’evento e, ultimo ma non ultimo, a Manuel Scholz, ex studente del nostro corso di Cinema, autore, in questo caso, della breve, “godardiana” 🙂 clip sul vernissage dello scorso 6 dicembre, che potete vedere qui sopra.

The Others su GT Channel. La Scuola di cinema e televisione Pigrecoemme in TV

E’ giunta l’ora. L’ora di The Others in tv, intendiamo. Infatti, da giovedì 16 dicembre venerdì 17 dicembre intorno alle ore 23,00 su GT Channel (risintonizzate il decoder) andrà in onda la puntata pilota della rivista di approfondimento cinematografico della Scuola di cinema Pigrecoemme. Ospiti in studio Gaetano Di Vaio e Fabio Gargano di Figli del Bronx. Vedremo immagini tratte da Napoli, Napoli, Napoli di Abel Ferrara; Il loro Natale (altro titolo “ferrariano”), documentario di Gaetano Di Vaio presentato all’ultimo Festival del cinema di Venezia, nella Sezione Controcampo Italiano, e Vomero Travel di Guido Lombardi, anch’esso presente all’ultimo Festival di Venezia nella Sezione cortometraggi.
Il sottoscritto conduttore spera vivamente che diventi per voi un appuntamento irrinunciabile, a partire dal prossimo gennaio. Nonostante lui 😀

A quanti volessero partecipare alla trasmissione con i loro cortometraggi, ricordiamo di scrivere a corti@gtchannel.tv per sottoporre il materiale. A presto.

Pigrecoemme partner culturale del I Miglio D’Oro FilmFestival

17- 18- 19 dicembre 2010
Portici (NA), Teatro “E. De Filippo”,  C.so Umberto I

Ancora un’occasione per noi di Pigrecoemme di incoraggiare chi, giovane o meno, cerca di alimentare l’offerta culturale di una città e di una Provincia che ne hanno davvero bisogno: Il “Miglio D’oro Film Festival” è la prima rassegna di cinematografia indipendente e fotografia mai realizzata nella città di Portici. Il progetto si fonda su una collaborazione scaturita tra il “Forum dei Giovani” di Portici, organo che idea e crea in piena sinergia con l’Assessorato alle Politiche Giovanili , insieme a Davide Borrelli, responsabile del progetto in seno al Forum dei Giovani nonché direttore amministrativo del festival e Giovanni Mazzitelli, regista autoctono e curatore artistico della rassegna.

Ad animare l’iniziativa, il desiderio di offrire alla cittadinanza e all’intero pubblico di fruitori l’occasione per scoprire, coltivare ed approfondire la conoscenza di una delle forme di cinematografia più interessanti ma spesso meno esposte: il cortometraggio. Il bando è aperto a tutti i registi ed i fotografi che abbiano compiuto almeno 16 anni di età, ed è stato esteso a livello internazionale. I partecipanti concorrono con una massimo di 2 corti ciascuno.

Tra tutti i lavori pervenuti, verranno scelti circa venti cortometraggi, che saranno proiettati durante i tre appuntamenti serali e tra i quali saranno scelti i vincitori dei premi di categoria che una giuria mista, presieduta da Antonio Cola e costituita da esperti e dai rappresentanti del Forum, consegnerà nella serata di chiusura.

La stessa giuria, in sinergia col pubblico, valuterà le foto esposte in mostra durante la rassegna e in lizza per il premio “Occhio al Cinema”. Ad accompagnare la proiezione dei corti e il dibattito che ne seguirà ci saranno ospiti illustri come il critico cinematografico Valerio Caprara, il presidente dell’ANSA Mario Zaccaria e Pasquale Renza. Inoltre, proietteranno i loro lavori emblematici Antonio Cola, presidente della Giuria, e Marcello Sannino, regista porticese vincitore del “Torino Film Festival” 2009. La rassegna si concluderà domenica 19 dicembre con la proclamazione dei premi e la proiezione del “Miglior Cortometraggio”.

Il finissage avrà luogo intorno alle 22 al “Fabric Hostel” in Vico dei Nastri, dove registi, ospiti e pubblico avranno modo di interagire e continuare a dibattere in un’atmosfera più familiare. Ciò che anima il festival è l’assoluto desiderio di proporre, in un’ottica democratica e vicina agli spettatori, un’offerta cinematografica valida ma spesso poco nota perché oscurata dalle grandi produzioni e dalla poca dimestichezza del pubblico con il “formato breve” su celluloide.

Proprio perché “giovane” e alla sua prima edizione, il MDFF ha cercato il consenso e la presenza di guide d’eccellenza, facendosi affiancare dall’ autorità del “Giffoni Film Festival” e dell’ “Acque Dolci Film festival”, partner culturali della rassegna. PORTICI, CITTA’ D’ARTE.

Portici è da secoli una cittadina di cultura e d’arte: residenza estiva dei Borbone sin dal ‘600, capolinea a Pietrarsa della prima tratta ferroviaria in partenza da Napoli , sede della facoltà di Agraria dell’Università di Napoli “Federico II” e del Centro di Ricerca per le Energie Alternative ENEA, Portici lega il suo nome ormai da anni ad una nota manifestazione musicale e teatrale quale il “Mozart Box”, oltre che al progetto di Cineforum realizzato presso il “Cinema Teatro Roma” e curato da Ciccio Capozzi e Paola Acampa.

E’ in continuità con un’identità così ricca e variegata, e in dialogo con un passato fervido e aureo, che i giovani odierni propongono il “MDFF”, fiduciosi che il pubblico accoglierà ed amerà il primo esperimento in materia di cinema indipendente, che si spera inauguri un’abitudine.
www.migliodorofilmfestival.it

FANTASTICO NAPOLETANO. AL GRENOBLE, UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DI PIGRECOEMME

Si inaugura lunedì 6 dicembre 2010 alle ore 18, nelle sale dell’Institut Français de Naples Le Grenoble (a Napoli, in Via Crispi, 86), l’esposizione fotografica Fantastico napoletano.

La mostra, a cura della Scuola di Cinema e Fotografia Pigrecoemme, presenta quaranta scatti di sedici autori – allievi dei corsi di Fotografia di Pigrecoemme e alcuni tra i più interessanti giovani fotografi napoletani – impegnati in un’affascinante indagine sulle tracce del genere fantastico a Napoli.
La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 22 dicembre (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,30 alle 13,30 e dalle 15 alle 18,30).

Una mostra sul fantastico a Napoli, oggi. Come dire?, munacielli vs. munnezza
Una mostra sulle presenze a Napoli del fantastico – genere, per definizione, diviso tra reale e irreale, che, nelle parole del critico cinematografico francese René Prédal, è sempre ciò che “turba e sovente inquieta” – è una sorta di tautologia. Perché Napoli – proverbialmente chimerica e multiforme, sospesa eternamente  tra il nero lugubre della pietra lavica e la luce porosa del tufo, in bilico costante sulla soglia sottile tra il sogno e il tonfo – è probabilmente il posto perfetto attraverso cui narrare le incertezze della percezione, le figurazioni misteriose della fantasia, l’ombra dell’onirico, lo scorcio umbratile dell’altrove… E quale luogo meglio di Napoli (città pur sempre fondata da una sirena, no?), potrebbe metaforicamente dirci di quanto la dissolvenza tra certo e incerto, tra reale e immaginario, parli infondo, e senza neppure dover scomodare Freud, sempre di ognuno di noi? In tal senso, il fantastico si rivelerebbe come un tratto identitario di sconcertante chiarezza.
Eppure, sarà poi possibile, dopo la pecora Dolly e le mirabilie attuali e prossime venture dell’ingegneria genetica, parlare di fantastico?
Romolo Runcini, uno dei maggiori studiosi del genere, ci insegna come il fantastico sia un’esperienza che, paradossalmente, eluda ogni altra memoria esperienziale, sia, cioè, un atto sempre nuovo e perturbante, che, in questa unicità ontologica, sarebbe “pericolosamente vicina al Sacro”.
Se così fosse significherebbe che il fantastico (e l’esperienza del Sacro) non avrebbe mai valenza etogenetica (e se fosse così, la dottrina salvifica dell’Exemplum che fine mai farebbe?), avendo i crismi, ogni volta, della rivelazione. E le chimere, i mostri, le ombre, i fantasmi, le belle ‘mbriane, le janare, i munacielli, tutti i miti, insomma, e le leggende (di cui evidentemente Napoli è pur pregna), sarebbero, prima che dato antropologico e genii loci, figure dello sconcerto e della meraviglia (cioè del Sublime), anfratti e pieghe del reale, sì, ma dove ognuno di noi si svelerebbe, come bambini, nascondendosi. In uno sguardo sempre vergine e stupito. Ovvero in un’eterna “prima volta”. Ma non è forse vero che, alfine, ogni rivelazione ha in sé una rivoluzione?

Rivoluzione? Certo, annosa e mai risolta è la questione se il ricorso al fantastico sia fuga dalla realtà oppure sguardo alternativo sul mondo: gesto di rinuncia o estremo affondo politico nella ricerca di uno spazio sociale ideale?
Mai come ora un tale discorso si fa urgente, e basti riflettere sul fatto che pure questa semplice mostra sul fantastico cade in un momento in cui Napoli è colta, ancora una volta – stravolta dall’ormai mitica monnezza (anzi mitologica, a questo punto, visto che è una vera e propria idra inespugnabile e immortale), in un frangente di ingiustificabile e mortificante agonia (e taciamo dei crolli pompeiani).
Com’è possibile, ci potremmo chiedere tutti, concentrarsi sugli incerti confini del sogno e delle chimere dell’altromondo quando, intorno a noi, sembra tanto prossimo il collasso di questo mondo?

Certo non è compito nostro rispondere al quesito e sciogliere così l’arcano, ma ci si permetta, indegnamente, di avanzare un contributo alla discussione alla maniera del John Cage delle sue mitiche conferenze degli anni sessanta, ovvero rispondendo alla domanda senza una risposta, ma con una domanda nuova di zecca: e se l’esplorazione dell’altromondo non fosse, invece, l’unico modo col quale scoprire davvero – come pur auspicato dal pensiero politico più radicale di certa nostra contemporaneità – che “un altro mondo è possibile”? Se, cioè, nell’altrove si potesse davvero scorgere l’altro, non in quanto nemico-diverso-da-me, ma l’ospite, che proprio in quanto diverso da me, come insegna Alcesti, mi dia identità? E, a questo punto, pure dietro al fantastico, potremmo essere certi di trovare, non più i clangori dispotici di un brave new world, ma un mondo veramente nuovo. O meglio, la luce, se non della rivoluzione, almeno di una rivoluzione. (Corrado Morra)

Un particolare rinrgraziamento va a Fabrice Morio, direttore di fresca nomina del Grenoble, per la sensibilità e l’attenzione con cui ha accolto il nostro progetto, e a cui vanno i nostri più sinceri auguri di buon lavoro, e ai sedici fotografi in mostra che, in tempi strettissimi, e con contagiosoentusiasmo, hanno permesso che quest’esposizione fosse messa in piedi: Silvia Bellio, Silvia Cappiello, Sabrina Cirillo, Gabriele De Ruggero, Peppe Esposito, Luciana Gagliardi, Sabrina Iorio, Fabia Lonz, Serena Mastroserio, Alberto Mazzarino, Daniela Persico, Senny Rapoport, Daniele Rippa, Pepe Russo, Roberto Russo e Paolo Visone.

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