10 horror diretti da donne

Theda BaraBarbara SteeleBarbara ShelleyJamie Lee CurtisSimone Simon: l’horror sembrerebbe non poter fare a meno dei personaggi femminili, di volta in volta in ruoli di temibili minacce o di scream queen. In entrambe le tipologie, tuttavia, è evidente lo sguardo maschile dietro la mdp che vede la donna, sempre di volta in volta, come pericolo o come bersaglio della propria violenza. Le cose cambiano nello slasher anni ’70/’80 che annovera, tra gli elementi che lo caratterizzano (come ci rivelano Marco Greganti nel suo Slasher, pubblicato per i tipi della NPE edizioni, o Carol Clover nel suo saggio Men, Women and Chainsaws: Gender in the Modern Horror Film), la Final Girl ovvero l’eroina che si salva nell’epilogo. Allo stesso modo, Isabel Cristina Pinedo, nel suo Recreational Terror: Women and the Pleasures of Horror Film Viewing afferma che l’horror contemporaneo non degradi la donna, ma in qualche modo costituisca addirittura un incoraggiamento a lottare contro i propri mostri per vincere una sottomissione prima culturale che fisica. Quelli presi in considerazione in questa playlist sono horror che non solo hanno donne come protagoniste, ma sono diretti da donne e, nella maggior parte dei casi, usano il genere per affrontare tematiche inerenti il corpo e la condizione femminile. Buona lettura.

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Guido D’Apuzzo e le meraviglie del Foro Stenopeico

Guido D’Apuzzo e le meraviglie del Foro Stenopeico

Venerdì 20 ottobre alle 16:00, nell’ambito della rassegna Incontri fotografici, Luca Sorbo, docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli e curatore dei nostri corsi di fotografia, incontrerà nella sede della Pigrecoemme Guido D’Apuzzo, profondo conoscitore delle possibilità creative del foro stenopeico, per parlare di questa pratica fotografica che pur situandosi all’origine della fotografia ha ancora oggi notevoli possibilità creative.

Sarà anche presentata una piccola mostra dell’autore.

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Michele Rosiello – Dalla Pigrecoemme a Gianni Morandi

Fra qualche settimana comincerà il nuovo corso di recitazione della Pigrecoemme. Tra gli ex allievi, nell’ultimo anno, due in particolare stanno ottenendo soddisfazioni professionali che rappresentano anche una gratificazione per la nostra scuola e per i docenti che li hanno seguiti anche dopo il loro percorso formativo nella struttura. Uno è Arturo Muselli, visto in La parrucchiera di Stefano Incerti, La tenerezza di Gianni Amelio e prossimamente in Gomorra 3. L’altro è Michele Rosiello, che dopo un ruolo nella seconda stagione di Gomorra, è protagonista di L’isola di Pietro, fiction ora in onda su Canale 5 e che ha segnato il ritorno di Gianni Morandi davanti alla macchina da presa (l’ultimo suo ruolo, coraggiosissimo, risaliva al sottostimato Padroni di casa di Edoardo Gabriellini). Abbiamo chiesto a Michele Rosiello di parlarci di questa e di altre esperienze fatte negli anni successivi alla sua frequentazione della nostra scuola.

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Blade Runner 2049 – Il cinema come replicante

Uno dei temi che ossessiona Dennis Villeneuve è sicuramente la creazione. Che va intesa sia in senso anatomico (quante madri e quanti padri ci sono nei suoi film: dalla Nawal di La donna che canta alla Louise Banks di Arrival passando per i vendicativi Keller di PrisonersAlejandro di Sicario) che artistico (i riferimenti all’Es in MaelströmEnemy per non parlare del linguaggio degli alieni in Arrival). Questo stesso tema lo ritroviamo nell’attesissimo sequel di Blade RunnerBlade Runner 2049, declinato sia nei confini del diegetico che dell’extradiegetico o paratestuale.

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I 10 peggiori film tratti da serie cult

Del processo inverso, serie tratte da film cult che diventano a loro volta cult (Fargo su tutte o il francese Les revenants) ce ne siamo occupati qui. In questa playlist, invece, troverete elencati pessimi film tratti da serie cult. Buona lettura.

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L’ultima vita della Gatta Cenerentola

In principio fu Giambattista Basile. O forse no. Perché la storia dell’orfana costretta a servire matrigna e sorellastre sembrerebbe avere origini cinesi o egiziane, addirittura. La verità è che, come sempre, la tradizione orale di miti, racconti e leggende fa sì che sia difficile risalire alla vera origine degli stessi. Basile, però, giunse prima di Perrault e dei Fratelli Grimm cui si ispirò Disney per il suo celeberrimo lungometraggio di animazione nel 1950. Inutile dire che la coraggiosa operazione della MAD Entertainment di Luciano Stella, firmata da Alessandro Rak (già regista del precedente L’arte della felicità, Oscar europeo come miglior film d’animazione nel 2014 e fratello di Michele Rak, ovvero uno dei più importanti studiosi dell’opera di Basile), Ivan CappielloMarino GuarnieriDario Sansone, guarda soprattutto a Napoli e quindi a Lo Cunto de li Cunti del 1634 ed alla versione teatrale di Roberto De Simone del 1976. Noi di Pigrecoemme siamo particolarmente legati a questo film, dato che tra gli sceneggiatori di Gatta Cenerentola figura anche il nostro docente e fondatore Corrado Morra.

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