Cerchi un corso di Photoshop rapido ed efficace per migliorare le tue competenze fotografiche?

Nel tempo il corso di fotografia organizzato dalla Pigrecoemme a Napoli si è sviluppato per offrire ai suoi allievi la possibilità di affrontare tutti gli aspetti della fotografia.

Uno dei punti salienti del corso è il Modulo D, dedicato all’uso di Photoshop. Studiato per chi abbia già possesso delle basi tecniche dello scatto e voglia cimentarsi nella post-produzione: un passaggio obbligatorio, oggi, nella fotografia digitale. 

Il modulo, un vero e proprio corso a se stante, inizia il 28 febbraio e costa € 350,00.

Il programma del corso di Photoshop

Tutte le lezioni si svolgono dalle 16:00 alle 19:00

1) IL FLUSSO DI LAVORO DEL FOTOGRAFO DIGITALE (mercoledì 28 febbraio 2018)
Vedremo quale è il flusso di lavoro che deve gestire il fotografo dalla ripresa alla post-produzione. Rifletteremo anche sulle potenzialità e limiti del digitale.

2) LO SVILUPPO DIGITALE – CAMERA RAW (lunedì 5 marzo 2018)
Impareremo a gestire il formato Raw, che è il formato grafico capace di restituirci tutta la potenzialità delle immagini che abbiamo realizzato in fase di ripresa.

3) OTTIMIZZARE LE FOTO IN PHOTOSHOP (mercoledì 7 marzo 2018)
Spiegheremo come effettuare l’analisi visiva dell’immagine e decidere sugli interventi da realizzare. Panoramica delle funzioni di Photoshop. Impareremo ad ottimizzare la luminosità, il colore e il contrasto.

4) I FILTRI (lunedì 12 marzo 2018)
Faremo una panoramica dei filtri presenti.
Vedremo in particolare il filtro “Correzione lente” e quello “Luci ed ombre”.

5) I FILTRI – RITOCCARE LE FOTO. LE SELEZIONI (mercoledì 14 marzo 2018)
Impareremo ad intervenire sulle immagini per eliminare graffi, macchie, ed oggetti indesiderati. Effettueremo anche una panoramica sulle selezioni. 

6) L’H.D.R. E LE FOTO PANORAMICHE (lunedì 19 marzo 2018)
Impareremo ad utilizzare le possibilità dell’H.D.R. che ci consente di superare i limiti della latitudine di posa del nostro supporto fotosensibile.

7) B/N IN DIGITALE E RITOCCO VISO  (mercoledì 21 marzo 2018)
Si analizzeranno le potenzialità e le problematiche di realizzare immagini in B|N in digitale. Si imparerà ad effettuare i viraggi, le intonazioni e a colorare un’ immagine.
Vedremo alcuni trucchi per valorizzare un viso.

8) ESERCITAZIONE PRATICA  (lunedì 26 marzo 2018)
Verifica di quanto appreso durante il corso mediante alcune esercitazioni.

Prenotazioni e informazioni al numero 081 5635188
o all’indirizzo email: corsi@pigrecoemme.com.

Lezione gratuita di fotografia: il formato RAW

lezione gratuita sul RAW

Sabato 13 gennaio 2018, alle ore 16:00, alla Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme di Napoli, si terrà una lezione gratuita sulle potenzialità del formato Raw  a cura di Luca Sorbo, docente dell’Accademia di belle Arti di Napoli e dei corsi di Fotografia della Pigrecoemme.

Modalità di partecipazione

L’incontro è gratuito e la prenotazione, fino a esaurimento posti, è obbligatoria.
Prenotazioni e informazioni al numero 081 5635188.

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Autonomia visiva del photo book – incontro con Antonello Scotti.

antonello scotti

Sabato 20 gennaio 2018 alle ore 16:00 alla Pigrecoemme, in piazza Portanova 11 a Napoli, si svolgerà un incontro con Antonello Scotti, a cura di Luca Sorbo, docente all’Accademia di Belle Arti e curatore dei nostri corsi di fotografia. Tema dell’appuntamento: L’autonomia visiva del photo book.

Da diversi anni Antonello Scotti, artista visivo e docente di progettazione di arti figurative al liceo ‘Filippo Palizzi’ di Napoli, si occupa della produzione d’immagini e della loro collocazione, ambientale ed editoriale.

L’incontro si articolerà in due momenti: la presentazione di parte della recente produzione artistica di Scotti, in prevalenza fotografica e una discussione sul come, secondo lui, redigere un libro fotografico. Scotti mostrerà alcuni esempi di prodotti editoriali da lui realizzati in veste di book designer.

Di seguito un estratto, da un testo del 2013, stilato da Antonello Scotti in occasione della progettazione del libro “_08_08 Operating Theater”, del fotografo Pino Musi, cui ha curato il concept editoriale.

“Per non fare un photo book è necessario rendere irriconoscibile il percorso narrativo, irriconoscibile nel senso che una configurazione quanto più è frammentaria tanto più il significato, esplicito o remoto, è non riconoscibile. Ovvero alterare quegli assiomi di certezza presenti di sovente in quella tipologia di libro: la struttura consequenziale data per assonanze di forme, per contiguità cromatica, per contrappunti di pieni e vuoti, etc. In un non photo book, queste norme, sono scientemente non applicate. In un non photo book, l’inizio, la fine e l’intermezzo non hanno un peso determinante. Il percorso tra le immagini, e tra i testi e le immagini, seguono un itinerario cosiddetto antinomico: i testi non accompagnano le immagini, le foto non si accompagnano; tutto si contra-dice (la traduzione che scelgo, della parola latina ‘contra’, è nell’accezione di in cambio, in risposta). Quindi il testo cerca un cambio, una risposta dall’immagine e viceversa. Cosa si scambiano testo e immagine? Si scambiano una posizione di non quiete. Dico di ‘non quiete’ e non di non forma. Quest’ultima, da un punto di vista grafico, è un mero pleonasmo: rappresentare il caos in forma grafica, in un campo definito, diventa un esercizio di stile. Comunque, il testo e la foto si configurano in un ordine di opposizione apparente: quest’ordine visivo, lo definirei, traendo una definizione oppositiva direttamente dalla fisica, traente – spingente. Potremmo così sostenere che un non photo book ha carattere doppio. Opera da una parte un’azione di coinvolgimento verso chi lo guarda, nel contempo opera un respingimento verso un altrove. Questo altrove resta, comunque, tra i testi e le immagini”.

 

Come partecipare all’incontro

L’incontro, fino a esaurimento posti, è a ingresso gratuito.
È gradita la prenotazione al  numero 081 5635188.

I 10 migliori film del 2017

Anche il blog di Pigrecoemme, ormai, come altre riviste più o meno quotate, ha, da diversi anni, un appuntamento fisso con la playlist di fine anno nella quale, in maniera parziale e arbitraria, ci mancherebbe altro, il nostro Rosario Gallone indica i 10 film migliori dell’anno solare (non della stagione). Ogni elenco, compreso questo, va preso nel modo giusto: confrontare i propri gusti con quelli dell’estensore, indicare i film mancanti o quelli che “perché questo e non quest’altro?”, una lista di consigli per visioni future. Si tratterà di un gioco, ma di un gioco serio perché le analisi di un testo filmico rappresentano un esercizio critico/speculativo col quale essere più o meno d’accordo, ma che spinge alla riflessione ed allo “spettatorato attivo”. Se vogliamo trovare un fil rouge che unisce  gran parte delle pellicole di questa playlist, possiamo individuarla nella rappresentazione del femminino e, senza allontanarsi tanto, del corpo estraneo (sia esso estraneo per razza, passato, scelte, età). Buona lettura.

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10 thriller/horror ambientati sul treno

La leggenda, non la storia, ci racconta che il primo treno rappresentato sul grande schermo (quello in arrivo alla stazione della Ciotat) abbia spaventato il pubblico, convinto che sarebbe stato investito dal mezzo di trasporto. Successivamente, il treno ha sempre sollecitato la fantasia degli sceneggiatori di thriller e horror perché, ovviamente, il luogo angusto e in movimento (al pari dell’aereo) rappresenta un’occasione decisamente ghiotta per aumentare il tasso di suspence di una vicenda. In occasione dell’uscita di Assassinio sull’Orient-Express, seconda trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Agatha Christie (dopo quella firmata da Sidney Lumet), diretta da Kenneth Branagh, vi proponiamo una selezione di (dieci) film di genere horror o thriller, ambientati sul treno. Buona lettura. E visione.

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La sophisticated comedy italiana in 10 film

Uno dei generi meno storicizzati in Italia è la sophisticated comedy che, sebbene messa in ombra dalla commedia all’italiana, ha avuto, principalmente in due periodi storici (quello fascista, passato alla storia come cinema dei telefoni bianchi, data l’ambientazione borghese) e quello a cavallo degli anni settanta/ottanta, un suo appeal commerciale ed una sua riconoscibilità. Le caratteristiche sono quelle della matrice di provenienza, ovvero la commedia sofisticata americana che ha visto in LubitschWilder i suoi massimi esponenti ed artefici: ambientazione alto-borghese, intreccio frequentemente di natura sessual-sentimentale e fondato soprattutto su equivoci, scarsa satira di costume (se non di quello sessuale). A questi elementi, in alcuni casi (o anche solo in alcuni momenti narrativi di alcuni film) si nota il ricorso a meccanismi tipici della pochade francese (in particolare di quella di Georges Feydeau) quali il ritmo irrefrenabile di entrate e uscite di scena, da e in stanze (soprattutto camere da letto). Manca del tutto l’interesse per l’attualità, tipico della commedia all’italiana (che ereditava la poetica dell’hic et nunc dal neorealismo), ragion per cui il genere è stato spesso, anche nei suoi esiti migliori, accusato di essere fuori dal suo tempo e, per questo, politicamente biasimabile. Ve ne proponiamo, come è abitudine di queste playlist, dieci esempi.

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