Amati (le donne amano gli uomini con i baffi, ma, di recente, anche moda e pubblicità a quanto pare) e odiati (sono un trend hipster e gli hipster sono i “nuovi” paninari per quantità di fiele riversata su di loro) i baffi hanno una storia artistica non trascurabile (chi non conosce i baffi alla Gioconda di Marcel Duchamp?). E tra le arti, la settima, quella cinematografica, ha sempre avuto coi baffi un feeling particolare. Ecco i più stilosi di sempre.
Lo sciacallo, la scimmia e il lupo di Wall Street
Lo sciacallo (titolo italiano che fa pensare ad un remake, ma probabilmente scelto per paura che l’originale Nightcrawler facesse pensare ad un altro spin-off del franchise Marvel degli X-Men) aspirerebbe, nelle intenzioni, ad essere L’asso nella manica 2.0, ovvero a raccontarci l’amoralità e la manipolazione mediatica nell’era del giornalismo partecipativo. Sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda.
A dispetto dell’ottimismo debordante dal manifesto dei blogger tedeschi del 2009 in cui si leggevano cose al limite dell’ingenuità quali “Internet è la vittoria dell’informazione”, i fatti hanno dimostrato che, con buona pace di McLuhan, il medium non è il messaggio, ma, semmai, la forma del messaggio.
Il messaggio è sempre lo stesso e quasi sempre è manipolato.
Di come Birdman arrivi alla verità e Whiplash solo alla realtà.
Ci sono due opere particolarmente interessanti che concorrono agli Oscar 2015 (a parte Boyhood, un film-teoria che mette insieme l’immagine-tempo e l’immagine-movimento di Deleuze restituendo, ad un tempo e del tempo, sia un’immagine diretta che indiretta, per dirla, stavolta, con Henry Bergson): Whiplash di Damien Chazelle e Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) di Alejandro González Iñárritu. Whiplash è l’opera prima di Damien Chazelle (sceneggiatore di Il ricatto di Eugenio Mira, un thriller anche questo declinato in forma musicale) derivante da un suo cortometraggio dell’anno precedente in cui J.K.Simmons già rivestiva il ruolo dell’inflessibile Fletcher.
10 film di cui conoscete meglio il remake
La pratica del remake è sempre vista con sospetto. Dai cinefili, ma anche dai semplici spettatori di superficie (per dirla con Lino Miccichè). Certo, di fronte ad inspiegabili operazioni quali il reboot di Nightmare o, ancor di più, il rifacimento (quasi) all black di Funeral Party di Frank Oz (ad opera di un irriconoscibile Neil Labute), è dura confutare questa stigmatizzazione, ma, a volte, il remake è un modo per superare barriere linguistiche e/o di costume. Oppure un’occasione per rifare meglio un film non eccelso per regioni estrinseche (scarso budget, attori non all’altezza, origine televisiva).
Corso di Analisi e critica Speciale Francesco Rosi
Il corso di Analisi e Critica di Pigrecoemme che parte il prossimo 30 gennaio non sarà come gli altri. E per due motivi:
1) per la prima volta abbiamo deciso di rendere la seconda parte del corso, quella dedicata all’analisi di testi filmici, monografica. Non 4 monadi isolate, legate solo dal loro essere opere cinematografiche diacronicamente considerate, ma 4 film intimamente legati gli uni agli altri;
2) per questa nostra prima volta abbiamo deciso di rendere omaggio a Francesco Rosi, il grande regista napoletano, scomparso di recente, che tanto ha significato per la storia del nostro cinema, per la storia del cinema mondiale (non ci sarebbe mai stato un JFK di Oliver Stone senza un Salvatore Giuliano di Rosi), ma anche per la storia del nostro paese (il film sul bandito di Montelepre fu utilizzato, con successo, da alcuni parlamentari italiani per ottenere l’istituzione della Commissione Parlamentare Antimafia).
I film di Rosi che gli allievi dovranno analizzare saranno (in ordine cronologico inverso):
- C’era una volta (1967) (27 febbraio 2015, incontro condotto da Rosario Gallone)
- Le mani sulla città (1963) (6 marzo 2015, incontro condotto da Rosario Gallone)
- Salvatore Giuliano (1962) (13 marzo 2015, incontro condotto da Vincenzo Esposito)
- La sfida (1958) (20 marzo 2015, incontro condotto da Vincenzo Esposito)
Laboratorio di recitazione cinematografica di secondo livello

Un laboratorio pratico di recitazione di nuova concezione, quello a cui ha lavorato negli ultimi anni il regista Angelo Serio, e che ora Pigrecoemme propone in dodici incontri settimanali a partire da venerdì 13 febbraio fino al 15 maggio 2015 (orario delle lezioni: 11.00 – 14.00).
Un laboratorio per attori e per allievi attori
Il laboratorio, destinato ad attori e ad allievi attori, ha lo scopo di aprire nuove possibilità rispetto al classico approccio alla recitazione, proponendo un lavoro sì sulla profondità, necessaria perché un attore possa dare spessore al proprio personaggio, ma che parta da un elemento fondamentale: la curiosità che è la chiave per accedere a una nuova consapevolezza, indispensabile per comprendere che la ricerca sul profondo non necessita obbligatoriamente di un lavoro sulla sofferenza, ma può essere affrontata – molto più semplicemente – con leggerezza, indagando se stessi per aprire nuove porte d’accesso alla creazione.
Gli incontri prevedono che si lavori davanti alla macchina da presa; le esercitazioni saranno poi esaminate in sala di proiezione e al banco di montaggio.
Argomenti del laboratorio:
- Il provino
- Il regista
- Capire la sceneggiatura
- La preparazione
- Il pensiero chiave
- Le prove e il fissaggio
- Comportamento davanti alla MdP
- La posizione della Mdp
- Dal Master al Primo Piano e al Fuori campo
- Obiettivi
- Voce, suono, illuminazione e movimento
- Esercitazioni pratiche
Quota di partecipazione
Il costo del corso è di € 300 in tre rate di € 100 oppure € 270, se pagati in un’unica soluzione entro il secondo appuntamento (20 febbraio).
Come ci si iscrive?
Per iscriversi è necessario compilare l’apposito modulo presso la nostra sede e versare un acconto di € 50.
Al momento dell’iscrizione è necessario mostrare un documento di identità.
Contatti
tel: 0815635188
email: corsi@pigrecoemme.com



