Sul David Bowie attore speriamo si voglia soffermare più in là il nostro Corrado Morra, che di Bowie è quasi il biografo ufficioso. Questa playlist intende rendere conto della profonda influenza che la sua musica ha ricevuto e ridato al cinema. Buona lettura.
Sarà pure un appuntamento classico, questo, ma per noi di Pigrecoemme è solo il secondo anno e, onde evitare di stilare una lista (non una classifica, una lista) uguale alle tante in circolazione, abbiamo pensato di limitarci ai film datati (secondo l’IMDB) 2015, non distribuiti in Italia nel 2015. Quindi non ci saranno Vizio di forma e Birdman, né American Sniper, che, pure, per noi sono tra le migliori visioni di quest’anno. Buona lettura, con annessi commenti di dis/approvazione.
La volontà di aumentare l’impatto visivo, il Sense of Wonder dell’esperienza dello spettatore cinematografico, è sempre scaturita dalla necessità di sconfiggere (quando non di recuperare terreno sul)la concorrenza del piccolo schermo. Il Cinemascope e il Vistavision nacquero, negli anni ’50, come risposta alla profonda crisi delle sale successiva al boom della TV. Ora che si fa difficoltà a chiamare gli apparecchi televisivi “piccolo schermo” e le modalità di fruizione, con gli Smart Tv collegati alla rete, sono cambiate ed aumentate, cosa può rappresentare un unicum esperibile solo nella sala? Film proiettati ad una risoluzione di 10.000 × 7.000 in sale dotate di schermi e proiettori adatti? Si può nelle sale IMAX. Il primo cinema IMAX della storia è il Cinesphere presente nel parco Ontario Placeb a Toronto già dal 1971, ma oggi le sale sono poco meno di mille in tutto il mondo, tre delle quali in Italia, due in Lombardia ed una, udite udite, in Campania, presso la multisala Happy di Afragola. L’esperienza, lo diciamo avendola provata, è davvero entusiasmante, ma la nostra passione ci ha subito portato a pensare quali film del passato ci piacerebbe vedere in questo formato. La lista, come ormai è abitudine, comprende 10 titoli.
Per molti è The Voice e, sicuramente, la musica ed il canto hanno rivestito un ruolo importante nella vita professionale di Frank Sinatra, quasi quanto le (tante) donne e le amicizie più (la mafia) o meno (i sodali del Rat Pack) discusse. Ma Frank Sinatra fu anche un grande attore e non solo di musical. Ecco dieci film per ricordarlo in questa veste.
L’orgoglio nazionale spesso fa sì che i media diano risalto alla notizia della partecipazione di nostri attori a film stranieri, anche se, poi, spesso quella partecipazione è ridotta a pochi secondi ed i film in questione non sono neanche questi capolavori (vedi il caso degli abominevoli The Tourist e di Sotto il sole della Toscana). La maggior parte delle volte, certo, i nostri attori finiscono coll’incarnare i cattivi, ma non si è sempre detto che sono quelli i personaggi memorabili di una pellicola?
Domenica 17 maggio 2015 è andata in onda l’ultima puntata della pluripremiata serie Mad Men, creata da Matthew Weiner per la AMC, dopo otto anni e sette stagioni. Raccontare la storia americana dagli anni ’60 al 1971 (la serie finisce con Hilltop, lo spot della Coca Cola in cui per la prima volta veniva intonato, da un gruppo di hippies – come quelli con cui Don Draper fa yoga nell’ultima scena – il brano che ancora oggi cantiamo: «I’d Like To Teach the World to Sing, In Perfect Harmony…») attraverso la vita e le carriere di un gruppo di pubblicitari, non è stata una semplice trovata (lo dimostra l’insuccesso di altre serie che hanno provato a fare lo stesso con altri contesti, tipo Pan Am), ma rivela una precisa idea di America («l’amore è stato inventato da uomini come me per vendere collant»), che lucra su tutto. Poco meno di un mese prima, in Italia, il 21 aprile, andava in onda l’ultima puntata di 1992 in cui Stefano Accorsi veste i panni di un cinico pubblicitario in forza alla berlusconiana Publitalia all’esplosione di Tangentopoli. Ed il cinema?