Una lezione gratuita di Fotografia sul formato Raw

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Sabato 18 aprile, alle ore 16:00, alla Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme di Napoli, si terrà Le potenzialità del formato Raw, una lezione gratuita a cura di Luca Sorbo, docente dei corsi di Fotografia e di Fotogiornalismo della Pigrecoemme.

Modalità di partecipazione

L’incontro è gratuito e la prenotazione, fino a esaurimento posti, è obbligatoria.
Prenotazioni e informazioni al numero 081 5635188.

L’incontro

L’avventura della fotografia è anche la storia della ricerca di una matrice per produrre in modo meccanico dei multipli. Il primo esperimento di Niepce del 1827 con il bitume di giudea era un tentativo di ottenere una matrice da incisione. Daguerre inventò un positivo unico che era, a seconda di come lo si guardava, negativo\positivo. Talbot realizzò le sue riprese sulla sua carta da lettera sensibilizzata con l’argento e le chiamò “calotipi” e poi le stampò a contatto, chiamando le stampe Talbotibi. Hershel coniò il nome “fotografia” che poi ebbe tanta fortuna.

Anche il digitale si confronta con il problema della matrice. Il formato Raw è l’insieme di tutte le informazioni che il sensore è riuscito a catturare ed anche il Raw deve essere, come si dice oggi, lavorato.

L’incontro indagherà la natura di questo formato, le sue potenzialità e come questo si ponga rispetto al resto della storia della tecnica della fotografia. Infine, si faranno anche delle dimostrazioni pratiche per come sviluppare al meglio un file con Camera Raw.

10 film sulla tortura

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Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura
o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
(art. 5 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

All’indomani della sentenza di condanna del tribunale di Strasburgo, l’Italia ha scoperto di non avere una legislazione sulla tortura. Al netto di considerazioni di pancia, di quelle da indignados per intenderci, si diceva qui a bottega che la cosa potrebbe non essere interpretata in modo negativo, perché una nazione che non concepisca simile aberrazione non ne prevederà neanche le conseguenze. I fatti, tuttavia, dimostrano che, invece, alla tortura si è fatto ricorso eccome, e non certo dal G8 di Genova.
Il caso dell’anarchico Pinelli, tanto per raccontare di un periodo, quello degli anni di piombo, in cui il ricorso alla tortura da parte degli organi di polizia è ben più che un sospetto.

La tortura è strettamente legata ad una condizione di sopraffazione e, di conseguenza, non può prescindere da due attanti: il detentore del potere, il carnefice, e la vittima. Dopo l’11 settembre 2001 (quindi dopo i fatti della Diaz) la tortura ha trovato nuova linfa. E inevitabilmente ha invaso l’immaginario audiovisivo. Basti pensare a serie come 24, che fa della tortura quasi una presenza costante di sceneggiatura (quasi una nuova tappa obbligata del vogleriano “viaggio dell’eroe”), o a quanto subito da Theon Greyjoy, ad opera di Ramsay Snow, in Game of Thrones, per non parlare del cambiamento, proprio a seguito di tortura, di Nicholas Brody in Homeland o dell’uso particolare che si fa del cucchiaio in Utopia.

Vi proponiamo 10 film che affrontano, più o meno latamente, il tema della tortura.

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10 motivi per restare a casa a Pasquetta

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Ce ne sarebbero tanti: 1) se non andate a scuola, il giorno dopo è lavorativo; 2) il traffico; 3) in qualsiasi posto andiate, troverete torme di vandali decise a sabotare il vostro desiderio di tranquillità con pallonate, musica ad alto volume e schiamazzi; 4) il traffico; 5) insozzare un’oasi con avanzi di cibo non è propriamente un comportamento ecosostenibile; 6) il traffico. Se non volete dar retta a noi, tenete conto almeno dei consigli di questi registi che, anche in tempi non sospetti, hanno già provato a mostrare le controindicazioni di dissennate gite fuori porta.

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Pigrecoemme lancia il primo corso di Regia approssimativa

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Da sempre attenta alle tendenze più in voga nel mondo dell’audiovisivo, Pigrecoemme ha deciso di lanciare un nuovo corso che, crediamo, faccia la felicità di tanti tra quelli che amano improvvisare con la m.d.p. e che vogliono diventare registi per riprendere, neanche tanto bene, gattini o bambini buffi. Da oggi, 1 aprile 2015, sono aperte le iscrizioni al primo corso di Regia Approssimativa per principianti. Dopo 8 incontri di due ore (all’incirca) potrete dirvi registi approssimativi. Questo, più o meno, si intende. Di seguito il programma:

1 – Scavalcare sistematicamente il campo. Esercitazione pratica.

2 – Non avere nessuna idea di dove mettere la m.d.p. Esercitazione pratica.

3 – Non preoccuparsi minimamente dei raccordi, tanto si aggiusta tutto al montaggio. Esercitazione pratica.

4 – Delegare le riprese al direttore della fotografia e limitarsi a dire “azione” per una questione di rispetto dei ruoli. Esercitazione pratica.

5 – Limitarsi a girare una serie di sketches ché altrimenti la coerenza narrativa mette in difficoltà. Esercitazione pratica.

6 – Riprendere la macchinetta del caffè: un banco di prova per ogni principiante che voglia rimanere tale. Esercitazione pratica.

7 – Valorizzare un territorio: come farsi finanziare dalle Film Commission senza avere nulla da raccontare.

8 – Mantenere l’inquadratura più a lungo possibile sui marchi: product placement all’italiana. Esercitazione pratica.

Stefano Incerti presenta Stessa rabbia, stessa primavera alla Mediateca Santa Sofia

Continua giovedì 2 aprile con Stessa rabbia, stessa primavera, documentario di rara intensità di Stefano Incerti, la bella rassegna Cinema al quadrato – Il cinema che si racconta della Mediateca Santa Sofia del Comune di Napoli.
Il ciclo di proiezioni, a cura di Francesco Napolitano e Armando Andria, giunto alla quinta edizione, anche quest’anno si è prefisso un’insolita esplorazione nella storia del cinema attraverso una serie di ritratti che autori cinematografici hanno dedicato a loro colleghi. Quello che così anche questa volta è emerso è una rilettura di alcuni momenti essenziali della ricerca cinematografica contemporanea, colti con straordinaria attenzione ai linguaggi e una non meno scoperta partecipazione emotiva.
Ed è proprio questo il caso Stessa rabbia, stessa primavera che Stefano Incerti girò nel 2003 sul set di Buongiorno, notte di Marco Bellocchio. Interviste al regista, agli attori e scampoli di riprese rubate davano l’occasione a Incerti per una riflessione sulla fase storica e politica in cui maturarono, nel 1978, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro ad opera delle Brigate rosse, attraverso testimonianze di ex militanti nella Sinistra armata. Ma è anche un sentito omaggio che il regista napoletano fa a Bellocchio e a tutto il suo cinema, che sin dall’esordio de I pugni in tasca metteva al centro della sua cinepresa le dinamiche che legano gli uomini al potere e che li spingono, fatalmente, alla ribellione.
Alla proiezione (Via Santa Sofia 7, ore 18:30, ingresso libero) sarà presente l’autore. Dopo l’incontro col pubblico, ci saranno altre due proiezioni, entrambe di Marco Bellocchio, anche queste particolarmente interessanti: Abbasso il zio (Italia 1961, 15’) e Addio del passato (Italia 2000, 47’).

Info: Mediateca Santa Sofia Via Santa Sofia,7
Tel. 081 7953183-84
mediateca.santasofia@comune.napoli.it

10 canzoni italiane nelle soundtrack di film stranieri

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Capita di ascoltare canzoni nostrane in produzioni straniere: film belli, film brutti, film da Oscar. Accostamenti a volte ovvi (In ginocchio da te di Gianni Morandi in una cruenta scena di Blood Ties di Guillaume Canet), a volte improbabili (Una tribù che balla di Jovanotti in Un boss sotto stress di Harold Ramis). Ascoltarle, comunque, fa sempre uno strano effetto, quasi di rivalsa. Come vincere una competizione sportiva.

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