Enrico Ghezzi al PAN per la rassegna Storia permanente del cinema

Giovedì 22 marzo 2012 alle ore 18,00 Enrico Ghezzi e la redazione di Fuori orario incontrano il pubblico del PAN – Palazzo delle arti di Napoli.
L’appuntamento, a cura di Alberto Castellano, muoverà le mosse da Zaum – andare a parare, programma di Ghezzi ancora più sperimentale e radicale del mitico Blob, che RAITRE ha trasmesso, in sei puntate, nell’estate 2011.

Si inizia il 20 marzo

L’intero ciclo di Zaum sarà intanto proiettato, nell’ambito della rassegna Storia permanente del cinema, co-curata da Pigrecoemme, martedì 20 e mercoledì 21 marzo, dalle ore 15,00 alle 21,00, e giovedì 22 marzo, dalle 15,00 alle 18,00, nella rinnovata FilmZone del PAN – Palazzo delle arti di Napoli di via dei Mille 60. Le proiezioni e l’incontro sono a ingresso gratuito.

“Rovescio speculare” di Blob, Zaum ha come tema di fondo la Catastrofe. Dagli scontri di Genova durante il G8, al mattino esiziale ed essenziale dell’11 settembre 2001, il programma di Ghezzi ancora una volta investiga, tra schegge inedite di film mitici e invisibili (tra cui il Don Chisciotte di Orson Welles e L’Enfer di Henri-Georges Clouzot con Brigitte Bardot e Romy Schneider), e derive situazioniste, la deflagrazione del senso nel racconto filmico. Tra metafore calcistiche, voci e corpi, Zuam è la narrazione dell’entropia come nuova e unica epica possibile.

Di seguito la scheda di presentazione del programma e le sinossi delle sei puntata a cura di Enrico Ghezzi.

Zuam è il ‘resto’ di un programma quotidiano che avrebbe dovuto seguire BLOB essendone il rovescio speculare (repertorio raro e intenso da più di duemila anni di immagini scagliato e proiettato in carezza costante sulle tematiche e le ossessioni del presente fino a provocarne più l’evaporazione che la fissione, mentre Blob opera da sempre un’archeosintesi immediata del quotidiano in una specie di fusione fredda dell’immenso archivio istantaneo che dalla tv in poi si compila e dis-ordina).

Tema di fondo è la Catastrofe, immane e assoluta, o acquisita, già data, sorseggiata, interiorizzata da un decennio che si apre con gli scontri del G8 di Genova intorno al nulla della zonarossa e con l’attacco in piena luce all’oscurità della caverna Capitale/Immagine, nel mattino dell’11 settembre con le Twin Towers trasformate in faci sinistre prima di crollare.

Tenendo conto che la catastrofe più forte è già avvenuta (naturale e innaturale come tutte le catastrofi)nell’epifania postuma che è sempre l’immagine, enrico ghezzi con la redazione di FUORI ORARIO si è arrovellato sui materiali dell’anarchivio di Cose (mai) Viste, e altri trovandone e procurandosi (troverete più avanti la lista di inediti e prime visioni tv), in un montaggio disteso che infatti non è un montaggio, ma piuttosto un ‘tramontaggio’, un passare gioioso da una terribilità a un godimento nel tramonto del costruirsi, verso una passione quasi estatica delle immagini, dove il passare da un soggetto o da un ‘film’ preciso all’altro è reminiscenza di un senso e di una memoria nascosti, all’opposto dell’asserzione ideologica affermata quasi sempre mediante la drammaturgia autoritaria del montaggio.

Tutto è repertorio, rush (filmato girato e spesso mai utilizzato, e qui riaffiorano le rushes di Welles per il Don Chisciotte suo maledetto e per Mister Arkadin (Rapporto Confidenziale), di Paradjanov per Sayat Nova, di Fellini per La Voce della Luna, oltre a quelle di Clouzot per L’Enfer con Bardot e Schneider),e anche questa prima parte, nella monografia sul G8, si appoggia molto sui ‘girati’ di decine di ore ininterrotte filmati per Blob e per Fuoriorario.

Più della metà di ogni puntata si impernierà su un tema monografico, e il resto sarà costituito per passaggi e striature di altre immagini dagli altri cinque temi principali. I temi quindi, ancor più che intersecarsi, si accavallano e concorrono, fili paralleli e sovrapposti di memorie che si favoriscono o ostacolano l’un l’altra, in direzione della terra impossibile (e comunque sempre più catastrofica e catastrofizzata) che è il presente.

La prima parte, la puntata di domani (realizzata da Daniel Franchina e da Donatello Fumarola) dedicata allo ‘scontro fisico’ a partire dal G8, si aprirà col capolavoro del cineasta armeno Artavadz Pelesjan (che sarà a Venezia quale soggetto, ‘impossibile’ a sua volta, di un film di Pietro Marcello in cui fuori orario è coinvolto), NACHALO/L’INIZIO, del 1967. Nove minuti, a partire dal cinquantenario della rivoluzione d’ottobre, che sconvolgono il cinema e le incertezze rassicuranti del montaggio, verso qualcosa che è ancora da farsi e da sentirsi (echi se ne trovano perfino nel recente bellissimo Tree Of Life di Malick). Risulterà ancor più chiaro che lo scontro fisico a genova si mostrò proprio nell’atto di svanire quasi, sempre troppo veloce frenetico accelerato o rallentato, raramente a una velocità ‘giusta’. I mille e mille occhi incontrollabili delle tele camerine individuali formano già e troppo tardi una ‘comunità improbabile’, che filma e controlla se stessa sul limite del riguardarsi e riinquadrarsi.

E poi si cominciano a mostrare i frammenti di un film (A Confronto/By Comparison) che ‘sfilerà’ tutto intero nel corso delle sei parti di ZAUM, sequenze girate in tutto il mondo dal cineasta Haroun Farocki, che mostrano i diversi modi di produzione ancora in atto di un oggetto seriale di base quale è il MATTONE.

(La stessa cosa avviene e avverrà nelle prossime settimane con altri due film che vengono in qualche modo proposti quasi integralmente da ZAUM (ma potranno esser visti da settembre in programmazione normale a Fuori Orario), l’intensissimo SABATO del russo Mindadze, primo film (2010) sulla tragedia di Chernobyl, e il magnifico diario sulla malinconia filmica ARIRANG di Kim Ki Duk, visto e premiato all’ultimo festival di Cannes.

I temi monografici delle altre cinque parti (che vengono realizzate ciascuna da una diversa coppia di coautori di Fuori Orario) saranno nell’ordine (peraltro ancora da farsi fino in fondo):

CATASTRIONFO – (i trionfi della catastrofe, sempre innaturali nella nostra innaturalità da Titanic -anzi tremontianamente TitaNietzsche? – a Fukushima)

You(No)Tube – la geniale catastrofe del net o del web, rete di tutti e di nessuno, per nessuno e per tutti

Lo Spazio di U(c)lisse – la lentezza del lavoro di ingegneri e di astronauti, il trascorrere delle orbite nella calma irreale kubrickiana, in sovrimpressione con la fine del tempo nello spazio che ci guarda dalla luna

Vogliamo Vivere / Essi Vivono /Apparizioni e Sparizioni – l’apoteosi del corpo e il suo venir meno, tra immortalità necrofilia makeup clonazione, il trucco e l’anima

Catastrofette del capitale – a ripartire dall’undicisettembre (filosofi e cineasti e le immagini stesse ripensano e ridicono quel che forse non fu mai pensato, il nostro esser grandi (mattoni!) piccoli matti, fool del gioco del capitale)

ZAUM – andare a parare

E il titolo? ZAUM. Ah sì, è il sogno dei febbrili futuristi russi estremi, Krucenich, e il geniale Velimir Chlebnikov, parola transmentale che non vuol dir nulla appunto perché oltre la mente.

Il tentativo artistico più spinto e perdente del secolo (gli si affiancarono –schiacciandolo- le più terribili ‘opere d’arte totali’ del novecento, il regime stalinista e quello nazista), fingere un altro spazio e forma di vita, pensando e immaginando così intensamente da esserlo e diventarlo loro.

ANDARE A PARARE
Se ne vedono parecchie di parate, in ZAUM, a partire proprio da quella gigantesca del cinquantenario (1967) della rivoluzione d’ottobre sulla Piazza Rossa a Mosca. Tutto il mondo e tutti noi del resto siamo sempre in parata, le immagini tutte e le immagini che noi siamo, narcisi in libera uscita o in visita guidata allo stagno. Frequenze intensissime iperdimensionali, o fantomatiche sgranate quasi dissolte, quali ci apparvero e ci appaiono ancora quelle sfilate risibilmente potenti e il piccolo grande passo lunare dell’uomo/umanità. Fino alla maschera ultima particolare del pararsi, essere icone nulliste del grande fratello, che proseguono in streaming il giocolavoro impercettibile iniziato dai fratelli Lumière e dai lavoranti della loro fabbrica, tante volte filmati in uscita tra il 1984 e 1985. Che forse ci raggiunsero da subito, o che non raggiungeremo mai.

OSPITI e COSE DETTE
ZAUM non ha ospiti né conduttori né studio. A stento trasparenze di volti, nuche, corpi. VOCI. Franco Battiato sceglie dice regala alcune parole e massime sapienziali.

GUY DEBORD declina le sue impassibilità appassionanti nelle nuovecchie Registrazioni Magnetiche

Alcune scritte e molte voci OFF, voci fuoricampo fuoricorpo fuoritutto da un film noir mai girato (da egh a carmelo bene).

 

Dal 25 febbraio Lo spett/attore: stage di approfondimento per attori condotto da Lucio Allocca

Lo spett/attore

L’abbattimento della Quarta Parete – Stanislavskij, Cechov e il teatro d’Arte di Mosca

Uno studio-laboratorio condotto da Lucio Allocca che, in 6 incontri, guiderà i partecipanti alla scoperta della più grande rivoluzione nell’arte dell’attore del secolo scorso.

Quano l’attore “vive” il personaggio fa sì che lo spettatore perda la coscienza di essere a teatro e che la distanza tra palco e platea si accorci fino ad annullarsi.

Attraverso documenti ed esercitazioni, Lucio Allocca introdurrà una ricerca che ha influenzato l’intera arte teatrale del ‘900, da Grotowski a Beck fino a Peter Brook. Senza dimenticare l’influenza sulla recitazione cinematografica attraverso il filtro strasberghiano.

Nel laboratorio intensivo”Stanislavkij, Cecov ed il Teatro D’Arte di Mosca” saranno messi a disposizione degli iscritti, sia per consultazione, sia per studio le seguenti pubblicazioni:

Stanislavskij
La mia vita nell’arte (Casa Usher)
Il lavoro dell’attore su se stesso (Bulzoni)
Il lavoro dell’attore sul personaggio (Bulzoni)
Le mie regie (Ubu Libri)

Vachtangov – La gioia della scena (Il Principe costante)

Henri Troyat – Cechov (Bulzoni)

Aurelio Zanco, A. Villa –  Anton Pavlovič Čechov (Firenze “La voce” 1925″)

Gherardo Casini Editore 1966 –  “Tutto il Teatro di Cechov” (Riccamente illustrato con foto e appunti originali)

Michail Cechov –  La tecnica dell’ attore (Dino Audino )

Claudio Vicentini-  L’arte di guardare gli Attori (Marsilio)

Documenti video:
“Il gabbiano”. Ripresa televisiva negli studi RAI.

Regia di Orazio Costa Giovangigli

“Il giardino dei Ciliegi”. Ripresa televisiva Dal Piccolo Teatro di Milano.
Regia di Giorgio Strehler

  • Dal 25 febbraio al 31 marzo, 6 incontri di 3 ore ciascuno, il Sabato dalle 16 alle 19.
  • Quota di iscrizione: €200

Informazioni allo 0815635188 o scrivendo a corsi@pigrecoemme.com

Ford Real World Challenges: uno studente di Pigrecoemme in finale

Lo scorso dicembre, la scuola di cinema Pigrecoemme è stata contatta dalla Direzione comunicazione e pubbliche relazioni di Ford Italia, affinché coinvolgesse i suoi studenti di cinema in un concorso – Ford Real World Challenges – per la produzione di un video virale, nell’ambito di una campagna pubblicitaria con la quale l’azienda ha deciso di promuovere le sue nuove tecnologie.
Una prima selezione avrebbe stabilito, tra gli studenti di tutte le scuole di cinema italiane, a quali idee affidare un budget di 2.000 sterline per la realizzazione del concept.
Tra i tanti progetti arrivati, Ford Italia ha deciso di selezionarne solo tre, tra cui quello di un nostro studente del corso annuale di cinema: Enrico De Luca, che ha realizzato un divertente e sofisticato spot sul nuovo sistema di parcheggio semiautomatico della Ford, l’Active Park Assist, montato sui nuovi modelli Focus.
Il video di De Luca, pubblicato da pochi giorni sul canale ufficiale di Youtube di Ford Italia, se la vedrà con gli altri video prodotti dagli studenti di cinema di Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, per un premio finale di 5.000 sterline.
Inoltre, i vincitori saranno invitati, a spese di Ford, ad assistere alle riprese della nuova campagna pubblicitaria di Ford, e potranno seguire un tirocinio presso il WPP Group, società leader mondiale di comunicazione e marketing.
Complimenti a Enrico, allora, e in bocca al lupo!

Ecco il video.

Pigrecoemme presenta La Trace, reportage sulla storia dell’Institut Français di Napoli

Il servizio culturale dell’ambasciata di Francia ha di recente deciso di unire i vari istituti di cultura presenti in Italia sotto un’unica denominazione: Institut Français Italia. E’ per questa ragione che anche il Grenoble, il prestigioso centro di cultura francese di Via Crispi 86, adesso cambia nome e diventa Institut Français Napoli. Per festeggiare la nuova organizzazione, l’Istituto francese di Napoli ha organizzato una serata speciale, piena di eventi.
Lunedì 30 gennaio, infatti, ci sarà l’inaugurazione di una mostra di Ernesto Tatafiore dedicata a François Villon; alle ore 19, alla sala Dumas, ci sarà la proiezione del video La trace, breve documentario, a cura della Scuola di cinema Pigrecoemme, che raccoglie le testimonianze di intellettuali e di artisti legati alla storia dello storico istituto.
La serata, a ingresso gratuito, proseguirà con un intervento musicale del soprano e fisarmonicista Nicole Renaud e si concluderà con un buffet di specialità francesi.
Approfittiamo dell’occasione per ringraziare pubblicamente Fabrice Morio, direttore artistico dell’istituto, con cui da due anni collaboriamo con entusiasmo, per aver scelto ancora una volta la nostra struttura per questa importante manifestazione.

Il corso di Scrittura TV parte il 3 febbraio

A causa dello sciopero generale dello scorso 27 gennaio, il corso di Scrittura TV partirà con una settimana di ritardo, ovvero venerdì 3 febbraio. Approfitto dell’occasione per ricordare che, ancora per pochi giorni, sono aperte le iscrizioni.
Intanto, ci fa piacere informarvi che, con gli studenti del corso dello scorso anno, abbiamo appena terminato le riprese di una webserie, con cui saremo presto online.
Il progetto, nato all’interno del corso, si basa su un format innovativo, che ha di recente suscitato l’interesse di un’ammnistrazione pubblica della provincia di Caserta, che ci ha commissionato la prima serie. Cinque puntate, in fase di post-produzione che, con un linguaggio divertito e leggero, si occuperà di un problema decisamente serio. La cosa che ci sembra interessante sottolineare è che gli ex studenti, in questo modo, si sono subito trovati coinvolti in una vera e propria produzione che, oltre a presentarsi come un ulteriore tassello del percorso formativo, ha rappresentato una concreta occasione di lavoro. Ma molto presto ne saprete di più.

Storia permanente del cinema. Al Pan ancora film gratuiti

Riparte martedì 17 gennaio, negli spazi del PAN – Palazzo delle arti di Napoli, in via dei Mille 60, la rassegna Storia permanente del cinema.
L’evento, a cura della Scuola di cinema Pigrecoemme, della Mediateca S. Sofia del Comune di Napoli e del regista Marcello Sannino, in collaborazione con la Mediateca Il Monello, presenta, a ingresso gratuito, un ciclo di oltre cento film, in lingua originale con i sottotitoli in Italiano, per tre giorni a settimana: dal martedì al giovedì, con proiezioni alle 15, alle 17 e alle 19.

Per quanto riguarda la sezione Temi, lavoro a cui anche questa volta Pigrecoemme è chiamata, vi segnalo la piccola e raffinata rassegna di cinema gotico Pan del diavolo (una chicca su tutte, Gli invasati di Robert Wise), a cura di Rosario Gallone, quella sul metacinema (tra i tanti titoli, imperdibile Il ladro di orchidee di Spike Jonze), a cura di Giacomo Fabbrocino e una selezione di film sul tema dell’ospitalità (da L’ospite inatteso a… L’esorcista!) a cura di Corrado Morra.
Questo nuovo ciclo presenta inoltre una nuova sezione, che si preoccuperà di approfondire temi e suggestioni della Settima arte.
In tal senso, preziosi saranno i contributi dell’associazione FilmOff di Antonio Andretta sul cinema noir americano; e quelli di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito, che cureranno Rock around the screen. Storie di cinema e musica pop, selezione, che, partendo dall’omonimo libro (Liguori editore), ci accompagnerà in una curiosa ed entusiasmante investigazione dei connubi tra cinema e popular music.
Inoltre, a fine marzo, sarà proiettato ZAUM – andare a parare, a cura di Enrico Ghezzi e della redazione di Fuori Orario, che saranno al PAN il 22 marzo, introdotti dal critico Alberto Castellano.

(scarica il programma stampabile e le schede dei film in pdf)