Napoli Film Festival 2015 Day 5: Rabin, the Last Day

Napoli Film Festival

Due anticipazioni in una quelle di ieri al Metropolitan: la seconda nazionale dell’ultimo Docufilm di Amos Gitai, Rabin, the Last Day, già proiettato e applaudito il mese scorso in occasione della 72esima Mostra del Cinema di Venezia, e l’apertura speciale della Quinta Edizione di Venezia a Napoli. Il cinema esteso,  che avrà luogo dal 22 al 25 Ottobre.

Gitai, attraverso flashback, documenti reali e ricostruzioni fedeli, racconta le ultime ore di vita del Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin, ucciso da Yigàl Amìr, un attivista dell’organizzazione EYAL (Organizzazione dei Guerrieri  Ebrei) contro la pace, in occasione di un comizio politico.

“Il film rappresenta la commissione d’inchiesta che nella realtà non è mai stata attuata”, dice il regista.
“Due anni di ricerche accurate, nel tentativo di rendere il pubblico non un semplice spettatore, ma un fruitore in grado di interpretare quanto accaduto”.

Per questo motivo, Amos Gitai sceglie di partire dalla fine, ricostruendo lentamente, con dovizia di particolari, le ultime ore di Rabin e del suo assassino, l’entusiasmo dell’uno e l’assenza totale di emozioni dell’altro. Ma dalla pellicola trapela, in modo non troppo velato, anche l’idea di un complotto ordito ai danni del ministro, con quella macchina che nella corsa disperata verso l’ospedale ha impiegato più del dovuto, l’assenza di una protezione adeguata, la testimonianza di chi lo ha visto dirigersi da solo verso l’autovettura dopo lo sparo,  a indicare come il colpo mortale fosse stato inferto in un secondo momento; ma il regista non conferma, lasciando alla pellicola la responsabilità di ciò che le sue immagini dicono.

Rabin ha combattuto per creare un collante di pace tra Israele e la Palestina, una pace intesa come armonia di differenze, come un occhio attento ai bisogni dell’altro e una fuga dalla perfezione, da quell’appiattimento identitario che è fonte di fanatismo;  ha tentato di rompere l’equilibrio, ricostruendolo in una ricomposizione in ordine sparso di tutti i suoi pezzi, e Amos Gitai  fa lo stesso nel film, con quel suo cinema che è proprio perdita costante e cercata di un equilibrio.
“In un periodo storico in cui siamo bombardati di informazioni, ho voluto trasformare le informazioni in conoscenza. Ma la conoscenza è dolore”, rivela il regista israeliano a fine intervista. E tutto il dolore del suo popolo traspare in quella figura che cammina di spalle sotto la pioggia, l’immagine fuori fuoco della giustizia che si allontana da un territorio ancora troppo affamato di pace.

Napoli Film Festival 2015 Day 3: Giancarlo Siani e Fortapàsc

Fortapasc

Verità e non verosimiglianza.

Nell’incontro di ieri al Metropolitan “Ricordando Giancarlo Siani” Marco Risi, Andrea Purgatori e Libero De Rienzo, rispettivamente regista, sceneggiatore e protagonista del film Fortapàsc, a trent’anni dalla sua morte hanno reso omaggio al giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 a ventisei anni, con una breve intervista di Federico Monga, vicedirettore de Il Mattino, che ha anticipato la proiezione. La sottile linea di demarcazione tra verità e verosimiglianza, evidenziata da Libero De Rienzo, incarna il cuore pulsante della pellicola e della vita del giornalista partenopeo: il coraggio, la forza, l’anima di essere un giornalista “giornalista”, che si scrolla di dosso la comoda veste del giornalista “impiegato” per scegliere e raccontare la verità.

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Napoli Film festival 2015 Day 2: Durak di Yury Bykov

Durak al Napoli Film festival

Strana immagine è la tua, disse, e strani sono quei prigionieri. – Somigliano a noi, risposi; credi che tali persone possano vedere, anzitutto di sé e dei compagni, altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte? – E come possono, replicò, se sono costretti a tenere immobile il  capo per tutta la vita?
Platone, Opere, vol. II

Nel Mito della Caverna platonico l’uomo che tenta di liberare i prigionieri e  ricondurli verso la luce, per vedere non più solo l’ombra ma la verità delle cose è Socrate, e conosciamo bene il suo destino. Il destino del protagonista del film russo Durak (Il Pazzo) di Yuri Bykov, proiettato ieri pomeriggio al Grenoble, Institut français Napoli, nell’ambito della Rassegna Europa/Mediterraneo e già visto al Locarno Festival 2014, è solo in apparenza diverso. Dima Nikitin (Artem Bystov), idraulico che di notte studia per diventare ingegnere, ha ereditato dal padre un’onestà che lo fa schivo e silenzioso in un mondo saturo di parole urlate e di vendetta.

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Black & Chrome: Mad Max in bianco e nero e senza dialoghi.

Mad Max Black & Chrome

George Miller in persona, in polemica con la tendenza diffusissima alla desaturazione o al look “orange & teal” (chi segue i nostri corsi di montaggio sa di cosa stiamo parlando) avrebbe affermato che la versione migliore di Mad Max: Fury Road sarebbe stata in bianco e nero e senza dialoghi.

Beh, qualcuno l’ha realizzata davvero!

Guardatela finché resiste onlline! 🙂

 

Still in life entra a far parte della collezione del Madre

Still in life al Museo madre

Venerdì 22 maggio, alle ore 19:00, apre al pubblico il quarto capitolo di Per_formare una collezione, progetto di acquisizioni del museo Madre nato nel 2013 come luogo di approfondimento e di confronto sul senso ultimo e sulle prassi cui il corpo di una collezione museale deve oggi rispondere. Con quest’evento lo spazio di Via Settembrini inaugura anche la nascita del primo nucleo della collezione dedicato alla videoarte.
Ed è proprio nell’ambito di quest’operazione che vi segnaliamo l’acquisizione da parte del Madre dell’opera Still in life, video che l’artista Raffaela Mariniello ha girato nel 2014 all’indomani dell’incendio di Città della scienza, firmandone la regia con Giacomo Fabbrocino, docente dei corsi di Montaggio della Pigrecoemme.

Il video, prodotto da Pigrecoemme e Studio Trisorio, è stato presentato per la prima volta nel marzo dello scorso anno, presso la galleria Trisorio di Napoli nell’ambito di una mostra personale della fotografa napoletana. E ora il Madre – leggendo quest’opera come una potente e poetica riflessione sulla caducità (estetica, ma soprattutto esistenziale) della nostra complicata contemporaneità – ha deciso di dedicare al video un’intera sala, che dal 22 maggio entrerà a far parte del percorso espositivo permanente del museo di arte contemporanea di Napoli.

Per “Cinema e storia”, Palombella rossa all’Accademia di Belle Arti

palombella-rossa

Mercoledì 20 maggio, alle ore 10:30, presso il teatro dell’Accademia di Belle arti di Napoli, Corrado Morra, docente del corso di sceneggiatura di Pigrecoemme, introdurrà Palombella rossa di Nanni Moretti.
La proiezione, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, si inserisce nel programma della XVII edizione della rassegna Cinema e storia, dedicata quest’anno agli anni Ottanta.
Organizzata dall’Accademia di belle arti di Napoli e dall’Università degli studi di Napoli “Federico II” – Master di II livello in drammaturgia e cinematografia, Cinema e storia è a cura di Mario Franco, Pasquale Iaccio e Vincenzo Esposito.

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