Colpiti a sorpresa, come tutti, dall’emergenza Covid-19, siamo rimasti inizialmente disorientati, ma in poco tempo siamo riusciti a organizzare due corsi di cinema online che già hanno raccolto un incoraggiante numero di adesioni.
Il corso online di montaggio parte il 7 aprile e il corso online di critica cinematografica il giorno dopo.
Dura stare a casa, eh? Beh, se siete appassionati di cinema (e forse lo siete, visto che state leggendo il nostro blog), potreste sciropparvi le millemila ore di registrazione video (e anche audio! Altrimenti non si capirebbe nulla, che diamine!) dei 5 appuntamenti di Situazione Critica organizzati nel 2019 dalla Pigrecoemme, con il contributo della Regione Campania e della Film Commission Regione Campania.
Steamboat Willie, del 1928, è considerato il debutto pubblico di Mickey Mouse.
Uno dei temi scottanti, parlando di impero Disney, è sempre stata la colonizzazione dell’immaginario. Oggi, con l’acquisizione degli universi Star Wars e Marvel, della Fox e con l’approdo nel panorama degli OTT (Over the Top) con Disney +, la colonizzazione sembra essersi fatta più aggressiva, quasi a voler fare terra bruciata dei concorrenti. Uno degli espedienti migliori per radicarsi globalmente è sempre stato controllare ogni fase del processo, non solo produttivo, ma anche distributivo, compreso l’adattamento in ogni paese. Una cosa, tanto per intenderci, che nell’ “altro cinema” faceva Stanley Kubrick. Non è quindi un caso che Roberto De Leonardis sia stato l’adattatore di fiducia sia della Disney (e amico di Walt) che di Kubrick di cui ha adattato Spartacus, Barry Lindon, Arancia meccanica, 2001 Odissea nello spazio. Di questa figura importantissima del cinema, di cui, tuttavia, si sa poco, ci parlerà Nunziante Valoroso che per la Royfilm, fondata da Roberto De Leonardis, lavora.
L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Campania.
L’undicesimo appuntamento di Situazione Critica – l’iniziativa della scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli cominciata a maggio 2018 – si terrà mercoledì 11 dicembre 2019 a partire dalle 11:00 e sarà l’occasione per presentare La dissolvenza del lavoro – Crisi e disoccupazione attraverso il cinema, pubblicato per i tipi della Ediesse. Ne parlerà, con Rosario Gallone, l’autore Emanuele Di Nicola.
La dissolvenza del lavoro. Crisi e disoccupazione attraverso il cinema Copertina flessibile – di Emanuele Di Nicola
Il primo dei dieci film proiettati il 28 dicembre 1895 al Salon indien du Grand Café di Boulevard des Capucines a Parigi, fu La Sortie de l’usine Lumière. La storia del cinema, quindi, ha avuto inizio con la rappresentazione del lavoro. Anzi: con la mise en abîme del lavoro (la rappresentazione della fabbrica di proprietà degli inventori del cinema). La sortie apparteneva al catalogo delle tranches de vie e questa caratteristica ha sempre contraddistinto il cinema, i film che di lavoro si sono occupati. Da Fronte del porto di Elia Kazan a Tuta blu di Paul Schrader negli USA, passando attraverso I compagni di Mario Monicelli, il cinema che ha rappresentato il lavoro ha sempre mirato al realismo dell’approfondimento tematico, anche quando sceglieva vie formali diverse come il fantascientifico Omicron di Ugo Gregoretti o il surreale La classe operaia va in paradiso di Elio Petri. Oggi, però, il lavoro è altro: si è polverizzato in mille tipologie, quasi nessuna prevista a tutela del lavoratore, il quale soffre una condizione ormai paraschiavistica, di continuo ricatto. Con la fine del lavoro è tramontata anche la lotta di classe e ha lasciato il posto a una lotta intra/classe che fa vittime solo tra gli ultimi. Chi è riuscito a raccontare il lavoro nel passaggio tra queste diverse fasi è l’irriducibile Ken Loach, cui negli ultimi anni si sono affiancati i fratelli Dardenne dal Belgio e il francese Stephan Brizé, col suo disilluso dittico La legge del mercato e In guerra.
L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Campania.
Dalla introduzione al volume La dissolvenza del lavoro– Crisi e disoccupazione attraverso il cinema firmata da Renato Fontana, ordinario di Sistemi organizzativi complessi e sistemi socioeconomici presso il dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale all’università La Sapienza di Roma:
“Il valore sociale del cinema consiste soprattutto nel denunciare condizioni intollerabili rappresentate attraverso le immagini e i dialoghi; a volte con leggerezza, a volte con toni drammatici, altre volte con ironia. Mi sembra che la pura e semplice scelta del tema costituisca una dichiarazione di guerra nei confronti della riorganizzazione del sistema capitalistico, che ha reso i ricchi più ricchi e i poveri più poveri. Ciò ha condotto a determinare squilibri paurosi anche nell’Occidente industrializzato. Non sarebbe male se imprenditori e dirigenti irresponsabili andassero più spesso al cinema.”.