10 film da salvare di registi normalmente pippe

Ammettiamolo: ci sono registi che, per quanti sforzi facciano, non riescono proprio ad imbroccarne uno di film. O quasi. A volte, qualche buontempone, visto che li girano sempre allo stesso modo, annovera alcuni di loro addirittura tra gli autori (leggi: Tony Scott e Michael Bay), come se Stanley Kubrick avesse girato ogni film con lo stesso stile. Però, in alcuni casi, magari per sbaglio, involontariamente, un buon lavoro nel loro curriculum c’è. Eccoli

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Al via i prossimi colloqui di selezione per il corso di Recitazione

Terminata la prima tornata di colloqui per le selezioni al nostro corso di Recitazione, è ancora possibile iscriversi.
Vi ricordiamo che il corso, a cura di Lucio Allocca, Cristina Florio e Angelo Serio, è organizzato in sette mesi di lezioni in aula e in una parte finale, di circa due mesi, dedicata al casting e alle riprese di un cortometraggio finale prodotto dalla Pigrecoemme.

Il corso è pensato per quanti vogliano avvicinarsi all’arte dell’attore esplorando le tecniche di recitazione davanti alla macchina da presa, ma non trascura gli elementi tecnici ed espressivi legati al teatro.

Qualora siate interessati, potete prenotare il colloquio telefonandoci al numero 081 5635188 oppure scrivendoci all’indirizzo email: corsi@pigrecoemme.com lasciando un vostro recapito telefonico.

Le 10 imprescindibili soggettive della storia del cinema

La soggettiva è “l’inquadratura che mutua lo sguardo di un personaggio”. Solo per questo le altre inquadrature possono chiamarsi oggettive. In realtà anche queste tradiscono un punto di vista, quello del regista. Christian Metz, infatti, sostiene che, come in psicanalisi, anche al cinema, per lo spettatore, sia possibile individuare un’identificazione primaria (con il dispositivo ovvero con la macchina da presa) ed un’identificazione secondaria (con un personaggio). A differenza di quanto si potrebbe erroneamente pensare, però, l’identificazione dello spettatore coi personaggi non passa per la soggettiva, anzi questa, lasciando fuori campo il soggetto possessore dello sguardo, ottiene l’effetto opposto ed infatti è l’inquadratura ideale per mantenere il mistero sull’assassino, sul mostro, sul pericolo. Ecco le 10 imprescindibili soggettive della storia del cinema, quelle che, indipendentemente dalla qualità del film in cui compaiono, hanno significato qualcosa di importante nell’evoluzione di questa particolare figura retorica della settima arte.

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10 mediocri film degli anni ’80 che ci sembrano cult perché avevamo l’acne

Ci sono film che noi quarantenni abbiamo visto da ragazzi, negli anni ’80, e di cui serbiamo un ricordo bellissimo. Forse perché li abbiamo visti in piena tempesta ormonale, perché gli anni ’80 saranno pure stati un black hole estetico, ma le sale erano ancora piene ed il mercoledì si pagavano 3500 lire. E poi nella seconda metà degli ’80 c’è stato il boom dei videoregistratori e quindi vai di noleggio. Quei film abbiamo paura di rivederli. Temiamo che si rivelino delle abnormi sciocchezze. Preferiamo conservarli dentro di noi così come li ricordiamo. Ognuno avrà i suoi. Questi sono i nostri 10.

1 – Dr. Creator, specialista in miracoli di Ivan Passer

Già immagino le proteste. In fondo ha nobili natali (Ivan Passer era immigrato cecoslovacco che, in patria, aveva sceneggiato l’esordio di Milos Forman, Gli amori di una bionda). Ma l’allure eighties è data da attori ora in declino (di tanto in tanto Virginia Madsen torna in auge, ma Vincent Spano e Mariel Hemingway sono tutt’al più guest di qualche telefilm) ed un’ingenuità nell’affrontare temi importanti (Dio, la clonazione, l’amore) che abbiamo perso da un bel po’.

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Ecco la vincitrice del concorso “Racconta il tuo amore per il cinema”

Il concorso di PigrecoemmeRacconta il tuo amore per il cinema“, abbinato al cortometraggio L’amore è un segno, scritto e diretto dal nostro Rosario Gallone con gli allievi del Master di cinema e del corso di recitazione, è giunto al termine. Ed ha una vincitrice. Si chiama Chiara Sellitto, è di Napoli e il suo racconto, in 999 caratteri (complimenti Chiara per il preciso rispetto dei termini del concorso!), ci ha colpito perché, in modo originale, ha spiegato quanto una passione, come quella per il cinema e i film, possa entrare dentro la vita di qualcuno, tanto da riempirne una giornata tipo.

Complimenti a Chiara e grazie a tutti quelli che hanno partecipato. E’ stato un piacere leggere di tanti per i quali il cinema conta quanto conta per noi.

Ecco il testo di Chiara, riportato dal post originale.

Apro gli occhi, alzo lo sguardo: Uma mi fissa, abbasso lo sguardo: il mio alluce mi fissa, sussurro ”muoviti!”. Scatto in piedi perché “il mattino ha l’oro in bocca”. Bevo un latte più, scendo. Prendo un cornetto e faccio la diva davanti alle vetrine. All’università il professore esclama “bisogna sconfiggere i cattivi, Gotham ha bisogno del suo vero eroe”, ricordandomi perché faccio legge. Esco. Vedo una busta dell’immondizia. “Questa busta era lì; danzava, con me”ed è investita dal mio pullman. Lo inseguo e la gente grida “corri Chiara!”, lo perdo. Incontro un anziano, è cieco. Gli dico che voglio diventare una persona importante e lui risponde “Vattinni chista è terra maligna!”. Credo abbia ragione. Sul pullman mi trovo un grassone addosso: “ah le calde tette di Bob”. Invio ad Amelie le cartoline del mio Nano in tour per l’Europa. Vado a casa e mi mettono a letto Yann ed Ennio. Il cinema è vita, io sono “una degli insaziabili, una di quelli che si siedono vicinissimi allo schermo”.