Vi anticipiamo: belle scene di inseguimento ne esistono tante e tante mancheranno da questa lista e siamo sicuri che non mancherete di segnalarcene altre, ma è la natura delle liste e poi, se solo avessimo voluto inserire gli inseguimenti di Friedkin (maestro indiscusso del car chase: Jade, Vivere e morire a Los Angeles) avremmo occupato cinque dei dieci posti disponibili. Per cui… leggete e polemizzate!
10 film in cui gli animali se la cavano da soli senza l’intervento di animalisti da tastiera
In gergo si potrebbero chiamare eco-vengeance che, a onor del vero, ricomprendono quei film in cui tutta la natura si ribella all’uomo cattivo, quindi anche alberi, distese d’acqua, trifidi e via dicendo. Questa lista, invece, contempla pellicole in cui a rivoltarsi contro l’uomo sono gli animali e, tra questi, abbiamo preferito inserire quelli in cui bestie normalmente innocue o di cui è difficile aver paura, diventano pericolose. Pertanto non ci troverete squali, orche, coccodrilli, anaconde o enormi dinosauri. Buona lettura.
Sabato 8 novembre, un incontro gratuito sulle tecniche di fotografia partecipativa
Sabato 8 novembre, alle ore 16,30, nell’ambito della rassegna Incontri fotografici della Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme di Napoli, la fotografa e ricercatrice napoletana Claudia Nuzzo presenta, in un incontro gratuito, le principali tecniche della fotografia partecipativa.
La fotografia partecipativa appartiene alle metodologie visuali PAR (Participatory Action Research), una serie di pratiche e di tecniche che utilizzano la fotografia con lo scopo di promuovere il personale punto di vista di un gruppo di persone attraverso l’analisi o la realizzazione di immagini. L’incontro è l’ideale per quanti – fotografi, semplici appassionati, professionisti e volontari impegnati nel sociale – vogliano mettere a punto alcune tecniche base di questo interessante aspetto della narrazione fotografica.
Durante l’incontro, Claudia Nuzzo – ricercatrice esperta in tecniche di fotografia partecipativa –, illustrerà le potenzialità di queste tecniche: photo elicitation (foto stimolo), reflexive photography (fotografia riflessiva), photovoice (foto voce) e photo stories (foto storie).
L’excursus partirà dall’analisi del lavoro da lei svolto, insieme a un gruppo di bambini del campo rom di Scampia, i quali hanno raccontato la loro vita attraverso le immagini. Sarà poi presentato il progetto Cobra e le foto storie realizzate da un gruppo di indigeni macushi nella foresta Amazzonica, Guiana, dove in collaborazione con la Open University di Londra Nuzzo ha tenuto un training in fotografia partecipativa.
La fotografia partecipativa
Le tecniche di fotografia partecipativa sono utilizzate in vari ambiti di ricerca con lo scopo di condividere idee e punti di vista e stimolare l’azioni per un possibile cambiamento sociale.
Utilizzando un linguaggio visuale, alcune di queste metodologie, possono essere utilizzate anche da chi non sa leggere né scrivere e rappresentano, dunque, un mezzo efficace per dar voce a problemi e preoccupazioni di gruppi marginalizzati o oppressi.
Alle pareti, saranno esposti alcuni degli scatti più significativi dei progetti presi in esame.
Modalità di partecipazione
L’incontro, fino a esaurimento posti, è a ingresso gratuito e sarà presentato da Luca Sorbo, curatore dei corsi di Fotografia e di Fotogiornalismo della Pigrecoemme.
Prenotazioni e info al numero 081 5635188.
I 10 horror che non dovrebbero mancare nella vostra maratona di Halloween
Non vorrete mica fare la maratona di Halloween propinando a voi ed ai vostri amici i soliti film? Può essere un’occasione anche per un excursus storiografico meno scontato nel cinema horror ed è quello che ci proponiamo di consigliarvi con questa lista. Però i primi due non possono mancare…
Presentazione di “Still in Life” all’Accademia di Belle Arti di Napoli
Venerdì 9 maggio 2014, nell’ambito dell’incontro con Raffaela Mariniello al Teatro A. Niccolini dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato proiettato il video “Still in Life”, diretto da Raffaela Mariniello con il nostro docente e fondatore Giacomo Fabbrocino (qui anche montatore) e prodotto dalla Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme.
Il video è una riflessione che usa lo strumento della videoarte per fissare nella memoria collettiva l’episodio del rogo di Città della Scienza, il polo di ricerca e innovazione, situato nell’ex area industriale di Bagnoli, che attirava più di 350.000 visitatori all’anno e che il 4 marzo 2013 fu completamente arso da un incendio di origine probabilmente dolosa.
L’incontro è stato introdotto dalla direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Aurora Spinosa e dalla storica dell’arte Lea Mattarella.
Abbiamo pubblicato una parte del panel: speriamo possa essere di vostro interesse.
10 film che un hipster non può fare a meno di vedere se vuole definirsi tale
A quale hipster ci riferiamo? All’esistenzialista disegnato da Norman Mailer in The White Negro, che vive questa condizione come reazione alla cultura dominante (bianca) manifestandola prima di tutto attraverso l’ascolto di musica (nera)? No, l’hipster cui facciamo riferimento è quella figura che, ammettiamolo, odiano un po’ tutti, tranne gli hipster. L’hipster, oggi, è il nuovo paninaro, solo che si finge dandy. È, insieme coi grillini e Magalli, colui contro il quale si scatena principalmente l’ironia della rete. Colpa anche sua, è vero, così attento alla forma più che alla sostanza, alla barba e baffi in tagli strani, all’outfit, all’ecologia ostentata, alla musica indipendente dipendente dai soldi di papà ed alle letture (dis)impegnate. Ecco, questa lista è rivolta a lui. È lui che non può fare a meno di apprezzare questi film, ma per motivi diversi da quelli per cui li apprezziamo noi.





