FANTASTICO NAPOLETANO. AL GRENOBLE, UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DI PIGRECOEMME

Si inaugura lunedì 6 dicembre 2010 alle ore 18, nelle sale dell’Institut Français de Naples Le Grenoble (a Napoli, in Via Crispi, 86), l’esposizione fotografica Fantastico napoletano.

La mostra, a cura della Scuola di Cinema e Fotografia Pigrecoemme, presenta quaranta scatti di sedici autori – allievi dei corsi di Fotografia di Pigrecoemme e alcuni tra i più interessanti giovani fotografi napoletani – impegnati in un’affascinante indagine sulle tracce del genere fantastico a Napoli.
La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 22 dicembre (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,30 alle 13,30 e dalle 15 alle 18,30).

Una mostra sul fantastico a Napoli, oggi. Come dire?, munacielli vs. munnezza
Una mostra sulle presenze a Napoli del fantastico – genere, per definizione, diviso tra reale e irreale, che, nelle parole del critico cinematografico francese René Prédal, è sempre ciò che “turba e sovente inquieta” – è una sorta di tautologia. Perché Napoli – proverbialmente chimerica e multiforme, sospesa eternamente  tra il nero lugubre della pietra lavica e la luce porosa del tufo, in bilico costante sulla soglia sottile tra il sogno e il tonfo – è probabilmente il posto perfetto attraverso cui narrare le incertezze della percezione, le figurazioni misteriose della fantasia, l’ombra dell’onirico, lo scorcio umbratile dell’altrove… E quale luogo meglio di Napoli (città pur sempre fondata da una sirena, no?), potrebbe metaforicamente dirci di quanto la dissolvenza tra certo e incerto, tra reale e immaginario, parli infondo, e senza neppure dover scomodare Freud, sempre di ognuno di noi? In tal senso, il fantastico si rivelerebbe come un tratto identitario di sconcertante chiarezza.
Eppure, sarà poi possibile, dopo la pecora Dolly e le mirabilie attuali e prossime venture dell’ingegneria genetica, parlare di fantastico?
Romolo Runcini, uno dei maggiori studiosi del genere, ci insegna come il fantastico sia un’esperienza che, paradossalmente, eluda ogni altra memoria esperienziale, sia, cioè, un atto sempre nuovo e perturbante, che, in questa unicità ontologica, sarebbe “pericolosamente vicina al Sacro”.
Se così fosse significherebbe che il fantastico (e l’esperienza del Sacro) non avrebbe mai valenza etogenetica (e se fosse così, la dottrina salvifica dell’Exemplum che fine mai farebbe?), avendo i crismi, ogni volta, della rivelazione. E le chimere, i mostri, le ombre, i fantasmi, le belle ‘mbriane, le janare, i munacielli, tutti i miti, insomma, e le leggende (di cui evidentemente Napoli è pur pregna), sarebbero, prima che dato antropologico e genii loci, figure dello sconcerto e della meraviglia (cioè del Sublime), anfratti e pieghe del reale, sì, ma dove ognuno di noi si svelerebbe, come bambini, nascondendosi. In uno sguardo sempre vergine e stupito. Ovvero in un’eterna “prima volta”. Ma non è forse vero che, alfine, ogni rivelazione ha in sé una rivoluzione?

Rivoluzione? Certo, annosa e mai risolta è la questione se il ricorso al fantastico sia fuga dalla realtà oppure sguardo alternativo sul mondo: gesto di rinuncia o estremo affondo politico nella ricerca di uno spazio sociale ideale?
Mai come ora un tale discorso si fa urgente, e basti riflettere sul fatto che pure questa semplice mostra sul fantastico cade in un momento in cui Napoli è colta, ancora una volta – stravolta dall’ormai mitica monnezza (anzi mitologica, a questo punto, visto che è una vera e propria idra inespugnabile e immortale), in un frangente di ingiustificabile e mortificante agonia (e taciamo dei crolli pompeiani).
Com’è possibile, ci potremmo chiedere tutti, concentrarsi sugli incerti confini del sogno e delle chimere dell’altromondo quando, intorno a noi, sembra tanto prossimo il collasso di questo mondo?

Certo non è compito nostro rispondere al quesito e sciogliere così l’arcano, ma ci si permetta, indegnamente, di avanzare un contributo alla discussione alla maniera del John Cage delle sue mitiche conferenze degli anni sessanta, ovvero rispondendo alla domanda senza una risposta, ma con una domanda nuova di zecca: e se l’esplorazione dell’altromondo non fosse, invece, l’unico modo col quale scoprire davvero – come pur auspicato dal pensiero politico più radicale di certa nostra contemporaneità – che “un altro mondo è possibile”? Se, cioè, nell’altrove si potesse davvero scorgere l’altro, non in quanto nemico-diverso-da-me, ma l’ospite, che proprio in quanto diverso da me, come insegna Alcesti, mi dia identità? E, a questo punto, pure dietro al fantastico, potremmo essere certi di trovare, non più i clangori dispotici di un brave new world, ma un mondo veramente nuovo. O meglio, la luce, se non della rivoluzione, almeno di una rivoluzione. (Corrado Morra)

Un particolare rinrgraziamento va a Fabrice Morio, direttore di fresca nomina del Grenoble, per la sensibilità e l’attenzione con cui ha accolto il nostro progetto, e a cui vanno i nostri più sinceri auguri di buon lavoro, e ai sedici fotografi in mostra che, in tempi strettissimi, e con contagiosoentusiasmo, hanno permesso che quest’esposizione fosse messa in piedi: Silvia Bellio, Silvia Cappiello, Sabrina Cirillo, Gabriele De Ruggero, Peppe Esposito, Luciana Gagliardi, Sabrina Iorio, Fabia Lonz, Serena Mastroserio, Alberto Mazzarino, Daniela Persico, Senny Rapoport, Daniele Rippa, Pepe Russo, Roberto Russo e Paolo Visone.

CINEMA FANTASTICO? FANTASTICO! E COL GRENOBLE, VINCI UN CORSO DI CINEMA ALLA PIGRECOEMME

Nell’ambito della rassegna I maestri del cinema francese – ciclo di film sul fantastico a cura dell’Institut Français de Naples Le Grenoble –, la Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme di Napoli presenta la mostra fotografica Fantastico napoletano, quaranta sorprendenti scatti di allievi dei nostri corsi di Fotografia e di alcuni dei più interessanti fotografi napoletani.
L’inaugurazione, al Grenoble, a Napoli, in Via Crispi 86, è lunedì 6 dicembre alle 18 e sarà visitabile, dal lunedì al venerdì (dalle ore 9,30 alle 13,30 e dalle 15 alle 18,30), fino a mercoledì 22 dicembre.

Ma la rassegna (al Grenoble nei giorni 6, 7, 9 e 10 dicembre, ad ingresso gratuito) è anche l’occasione per aggiudicarsi, attraverso un concorso aperto a tutti, un corso completamente gratuito a scelta tra quelli di Regia, Sceneggiatura o Analisi e critica del film della Scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli.
Partecipare è semplicissimo: basta andare ad una delle proiezioni della rassegna al Grenoble (in fondo, trovate il programma completo) e registrarsi al concorso lasciando, ad un addetto di Pigrecoemme, i propri dati. Quindi, una volta visto il film, non resterà altro che scrivere una recensione personale della pellicola (sono sufficienti poche righe, ma ben accette sono evidentemente anche analisi più articolate) e spedirle, entro mercoledì 22 dicembre, all’indirizzo di posta elettronica corsi@pigrecoemme.com
Si può partecipare inviando recensioni di uno o più film della rassegna. Tra tutte le recensioni pervenute, i docenti della Scuola Pigrecoemme ne sceglieranno una, che sarà pubblicata sulla rivista di critica cinematografica online The Others, a cui andrà un corso completo, a scelta del vincitore, tra quelli di Regia, Sceneggiatura e Analisi e critica del film, che si svolgeranno da lunedì 24 gennaio 2011.
Un’ultima cosa: visto il clima natalizio in cui cade l’iniziativa, abbiamo pensato bene di permettere al vincitore di poter eventualmente a sua volta regalare il corso che si è aggiudicato ad un’altra persona a sua scelta.

Ecco, nello specifico, i giorni e gli orari in cui, presso gli spazi del Grenoble (e prima della visione dei film gratuiti), ci si potrà registrare al concorso di Pigrecoemme.

Lunedì 6 dicembre: dalle ore 18 alle 21.
Martedì 7 dicembre: dalle ore 18 alle 19.
Giovedì 9 dicembre: dalle ore 18 alle 19.
Venerdì 10 dicembre: dalle ore 18 alle 21.

Di seguito, i dettagli della rassegna.

IL PROGRAMMA
(Gli eventi – le proiezioni dei film, la mostra fotografica, gli incontri – sono ad ingresso libero e si terranno, tutti, presso l’Institut Français de Naples Le Grenoble, a Napoli, in Via Crispi, 86)

Lunedì 6 dicembre
Ore 18: Inaugurazione della mostra fotografica Fantastico napoletano, a cura della Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme. Espongono: Silvia Bellio, Silvia Cappiello, Sabrina Cirillo, Gabriele De Ruggero, Peppe Esposito, Luciana Gagliardi, Sabrina Iorio, Fabia Lonz, Serena Mastroserio, Alberto Mazzarino, Daniela Persico, Senny Rapoport, Daniele Rippa, Pepe Russo, Roberto Russo, PaoloVisone.

Ore 19: Presentazione del libro L’invention d’un genre – le cinéma fantastique français di Frédéric Gimello-Mesplomb. Sarà presente l’autore.

Ore 21: Proiezione in pellicola del film di Alfred Machin, La manoir de la peur (1924, col.. Le didascalie in francese saranno tradotte in simultanea in italiano). Accompagnamento musicale dal vivo dell’orchestra del Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli.

Martedì 7 dicembre
Ore 19: Proiezione in pellicola del film di Jean Cocteau, La Belle et la Bête (1946, b/n).

Giovedì 9 dicembre
Ore 19: Proiezione in pellicola del film di Marcel L’Herbier, La Nuit fantastique (1942, b/n., in lingua originale con sottotitoli in inglese).

Venerdì 10 dicembre “Soirée cinéma!
Ore 19: Proiezione in pellicola del film di animazione di René Laloux, La Planete sauvage, sceneggiato con Roland Topor (1973, col., in lingua originale con sottotitoli in inglese).

Ore 20,15: Pausa culinaria fantastica! Serata speciale, tutta dedicata al cinema e al fantastico. In tal senso, il contributo degli spettatori consisterà nel portare un piatto – dolce o salato, è lo stesso – ispirato, per gusto, colore, forma, particolarità degli ingredienti, alla cultura fantastica. Il piatto, che sarà battezzato con il nome del suo inventore, sarà condiviso tra tutti gli spettatori, tra il primo e il secondo film della serata.

Ore 21,15: Proiezione in pellicola del film di Luc Besson, Le dernier combat (1983, col.).

Ore 23: Proiezione in pellicola del film di Robin Campillo, Les revenants (2003, col., in lingua originale con sottotitoli in inglese).

Insomma, ve ne sarete resi conto: curata da Fabrice Morio, direttore di fresca nomina del prestigioso Istituto francese, questa rassegna sul fantastico è decisamente interessante. Rivolta agli appassionati del genere, ai cinefili più ortodossi, ma anche ai semplici curiosi, l’iniziativa, infatti, mette insieme un piccolo ciclo di film – rigorosamente proiettati in 35 mm –, di fama proverbiale (bastino La Belle et la Bête, capolavoro assoluto, sospeso tra fantasia e melo, o l’animazione “politica” de La Planete sauvage co-sceneggiato dal grande Roland Topor), con titoli tutti da scoprire (o riscoprire), tra i quali l’angosciante muto di Alfred Machin, La manoir de la peur, il classico La Nuit fantastique e film interessantissimi, e poco visti in Italia, tra cui Le dernier combat (un Besson à la Saramago, in cui si immagina che gli uomini non abbiano più la parola) e Les revenants di Robin Campillo, che presenta un’inquietante scenario: l’inspiegabile ritorno in vita di migliaia di defunti! E tutto questo, ad ingresso gratuito, e mica è poco…

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