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La ragazza con l'orecchino di perla

(Gran Bretagna, Lussemburgo 2003) di Peter Webber, con Colin Firth, Scarlet Johansson, Judy Parfitt, Tom Wilkinson.

L'antefatto? Un copia e incolla di portata straordinaria. Provate a ripassarvi la libera e suggestiva interpretazione della storia di Dr. Jekill & Mr. Hide che Valerie Martin dà nel suo Mary Reilly, ed in seguito filmato da Stephen Frears nell'omonima pellicola con Julia Roberts e John Malkovich, e capirete perché. Qui basti questo: un piccolo mondo antico (non più l'Inghilterra vittoriana, ma la scalpitante protomodernità dell'Olanda mercantile della metà del XVII secolo), sospeso tra la tracotante volgarità dell'immanenza (i soldi che mancano, lo stress, le mogli – sempre loro, le petulanti – che da Socrate in poi non sanno far altro che limitare il genius at work...) e lo slancio pindarico verso il sublime di un uomo solo al comando, lì l'inarrivabile scienziato, qui il tenebroso (lo so, il termine è straordinariamente abusato e banale, ma fa coppia perfetta con la piattezza del personaggio) pittore Johannes Vermeer (Colin Firth). Ma, in questo film, l'olandese non vola. Novella Beatrice, ponte tra l'inferno di ogni giorno e le mire di eterno, è come la giovanissima Griet (Scarlet Johansson) che, da una famiglia in difficoltà economiche, si trova a servizio nella casa dell'artista. La tipa, al posto suo proprio non ci vuole stare, e più che rassettare e pulire preferisce, con abilità maieutica, mescere i colori al maestro che – già languido, tra osanna e ispirazione che finalmente s'incarna – troverà nella fisiognomica eterea della ragazzina i motivi, anche grazie al surplus economico di una preziosa perla che le impreziosirà un lobo, per una rinnovatissima ispirazione. Storia d'amore a suon di sfioramenti (e dopo Lost in Traslation, la Johansson sembra essersi specializzata in questi amori masturbatori), eros che non si consuma, consumandosi solo il pigmento sbriciolato per le tinte, il plot ci racconta della definitiva normalizzazione sessuale dell'Occidentale (anzi ne sancirebbe, nell'Olanda della nascente borghesia, la vera eziologia repressiva): come l'ultimo Castellitto e all'opposto del tentativo finale dei sognatori di Bertolucci di ritrovare sul campo del corpo la vera natura della rivoluzione. Ma in questo film non c'è altro corpo se non quello delle tele, più carnali e vere degli stessi modelli, simulacri del reale platonico che qui e lì affiora. Sullo sfondo, l'ombra di una velata denuncia, nella protervia del committente, il potente van Ruijven, convinto (e, oggi, come dargli torto?) che la ricchezza valga più delle anime. Un puttaniere perfetto, invece, nella misura in cui è, lui collezionista, l'unico vero gestore dei corpi di questo film (e della vita): ovvero degli stessi dipinti. L'unico insomma che sembra consapevole della valenza politica della verità foucaultiana del corpo. Personaggio interessante, chiaramente avvilito dalla mancanza di verve dello script, che lascia intuire quali inedite espressioni possa mai acquisire il buon vecchio Barbablu... Ma diciamola tutta, il compito di questo film non era affatto facile: tirare, dall'acclamatissimo e fortunato romanzetto di Tracy Chevalie un film decente, era roba da poteri paranormali. E la sfida era persa già a tavolino se la sceneggiatura di Olivia Hetreed non fa altro che risolvere ogni nodo tematico nelle onomatopee dei sussurri di due amanti contriti, mentre la regia di Peter Webber non va oltre un calligrafico tableau vivant delle opere dell'olandese. Scolastica – tutta maniera e ombre e lacche – la fotografia di Eduardo Serra, belli, invece – ma era fin troppo facile – i costumi di Dien van Straalen. Insomma, con La ragazza con l'orecchino di perla non siamo certo nel melodramma melmoso di una Elisa di Rivombrosa, ma, a dispetto della finta dotta matrice (il “genio da poster” di un Vermeer che, coi vari Klimt, Van Gogh ecc., è uno dei blue chip della cultura da Bignami di noi bei contemporanei) sempre roba da collana Harlequin-Mondadori rimane.

(Corrado Morra)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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