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AL
TEATRO ELICANTROPO
PIGRECOTEATRO PRESENTA
NASI AL CIELO
Teatro
Elicantropo: Vico Gerolomini, 3 (nei pressi di via Tribunali
e via Duomo) Napoli
Dal 18 al 21 maggio 2006
Giovedì 18, venerdì 19 e sabato 20 maggio ore 21,00 – domenica
21 maggio ore, 1830
Prenotazioni (consigliate per la particolare struttura dello spazio)
e informazioni: 081- 296640
Costo del biglietto: 10 euro
Compagnia Pigrecoteatro presenta
Nasi al cielo
Produzione: Scuola di Cinema
Pigrecoemme
Regia teatrale: Maria Benoni e Marina
de Rogatis
Scenografie video: Giulio
Arcopinto
Attori: Adriana Savastano, Angela Van Opejnen, Raffaela Erminio,
Carla Manzo, Marina de Rogatis
Drammaturgia: Scrittura di scena con testi originali
Dal 18 al 21 maggio , il Teatro Elicantropo ospita NASI
AL CIELO lo spettacolo di Pigrecoteatro ,
la compagnia teatrale di Pigrecoemme .
Lo spettacolo, con la regia di Maria Benoni e Marina de
Rogatis e le scenografie video di Giulio Arcopinto ,
presenta una scrittura di scena sull'assenza e sulla speranza
che mette insieme suggestioni d'antan e modernariato industriale,
la nuda terra esiziale e l'aspirazione allo spazio siderale,
il nulla e l'infinito, dove il materiale imprevedibile delle
improvvisazioni si condensa nella forma semplice e immediata
dei tableaux: micropartiture che s'intrecciano come fili di materiale
diverso a formare un unico tessuto fatto di corpi, suoni, voci
e immagini proiettate. Un segno teatrale fortemente affine al
cinema, povero, sobrio, ridotto all'osso, al minimalismo essenziale
di una punteggiatura, al buio, alla luce.
Note di regia
La morte ride di se stessa allo specchio delle sue innumerevoli
declinazioni... Fine, distruzione, perdita, sparizione, paura,
paralisi, distanza, censura, espulsione, ripetizione, eliminazione,
clausura... Ma anche imbarazzo, disagio, gaffe , sfida
e leggerezza. Cinque attrici, cinque ombre, cinque figure in fuga
verso la vita... Morte come rovescio. Paradosso del quotidiano.
Morte individuale e morte collettiva.
In uno spazio ridotto e in un tempo frammentato,
in una sorta di successione di dettagli cinematografici, lo spettatore
assiste ad una serie di “morti minime”. Abitudini e cose che
finiscono senza un finale apparentemente eclatante.
Pre-testo dello spettacolo è appunto
la morte in questo nostro tempo fatto di contraddizioni, di guerre
e di tentate tregue, di malesseri per le continue stragi che
fanno morti e lasciano i vivi sospesi
Partendo da questa traccia, pesante,
imbarazzante, tentiamo una difficile eppure necessaria elaborazione
del lutto. Portiamo al parossismo l'orologio inceppato della
comunicazione mediatica che spettacolarizza la morte e la violenza
facendone pornografia. Uno “spettacolo” sulla
morte che non vuole “dare spettacolo” di sé. Respiriamo
questa contraddizione in una partitura che prova a mettere in scena
la paura di morire per vincere la paura della vita.
Alle azioni delle attrici fanno da contrappunto figure, presenze/assenze,
che si affacciano dalla superficie in tela di tre monoliti, lapidi,
finestre, paraventi dislocati sulla scena in maniera asimmetrica.
Le immagini moltiplicano il gioco di
sguardi di cui è intessuto
lo spettacolo chiamando in causa lo spettatore stesso. Il tempo
dell'azione vive, così, di una serie di contrasti necessariamente
ironici: tra la “gravità” dei corpi in scena, in bianco
e nero, e la leggerezza colorata dei pixel, tra il mondo disperatamente
chiuso e ordinato che dà mostra di sé in basso, e
lo sguardo di figure impalpabili e naif che restituisce un universo
fatto di solitudini... Solitudini inceppate, caotiche, nevrotiche,
più o meno consapevolmente crudeli che intanto ridono e
ridono e ridono, con i Nasi al cielo…
Info: www.pigrecoemme.com
Ufficio stampa: 081 5635188; 339 2853572
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