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Ogni cosa è illuminata

(USA 2005) di Liev Schreiber con Elijah Wood, Eugene Hutz, Boris Leskin, Jonathan Safran Foer, Stephen Samudovsky, Zuzana Hodkova

Opera prima scritta e diretta dall'attore Liev Schreiber, il film, tratto dal libro di Jonathan Safran Foer, racconta del triplo viaggio di formazione affrontato dal giovane ebreo americano Jonathan Safran Foer (Elijah Wood), dalla sua guida ucraina Alex (Eugene Hutz, front della band gipsy-punk Gogol Bordello) e dal nonno di quest'ultimo alla ricerca di uno shtetl, Trachimbord, dove forse vive ancora Augustina, la donna che salvò il nonno di Jonathan dai nazisti.
Non c'è traccia in questo film della storia, fantastica e soprendente, di Trachimbord, nuovo Macondo della letteratura contemporanea. Nulla si dice dello splendido personaggio di Brod, donna intelligentissima e bella come il cosmo della quale nel libro si diceva che la sua vita "fu una lenta assimilazione del fatto che il mondo non era per lei". Nulla delle invenzioni, degne di un Gabriel Garcia Marquez, che arricchivano il capolavoro letterario concepito dall'allora ventitreene Safran Foer, rimane nel film che preferisce rimanere nella duarata standard di un'ora e mezza e concentrarsi sul tema della memoria, sulla condanna del nazismo, sulla dolcezza della messa in scena. Solo di Alex, personaggio fenomenale, rimane la divertentissima parlata da ucraino che studia l'Iinglese (il suo spassoso linguaggio informava di sè il romanzo e ne era uno dei punti di forza), a scapito, tuttavia, di una sua rappresentazione più macchiettistica (nel libro il suo personaggio subisce un'evoluzione alla quale qui si accenna solo). La presenza di Hutz, delle bande balcaniche che seguono i protagonisti suonando chiassosamente, alcune immagini del trailer facevano pensare all'ennesima, temuta, Kustuicata. Non solo, il film poteva rischiare di essere il surrogato malriuscito della pellicola di cui chi scrive ha sempresognato: un Cent'anni di solitudine diretto dal regista di Undergound. Invece Schreiber ha saputo contenersi: ha tagliato, pur dopo averle girate, parecchie scene di grana surrealista fanfarona con cui voleva forse sopperire all'irrapresentabilità della parte del romanzo dedicata a Trachimbrod (sono
visibili nel DVD) ed ha saputo distillare da un capolavoro di 350 pagine un piccolo film pieno di qualità, in grado di pizzicare con grazia le corde dell'animo degli spettatori grazie ad una cast pefetto e ad un coraggioso approccio visivo, permettendosi financo di dare un nuovo senso al titolo che, per Foer (attenti al suo cameo in una delle primissime inquadrature) era solo la storpiatura, secondo Alex, di "E' tutto chiaro".

(Giacomo Fabbrocino)

 

ogni cosa  illuminata

ogni cosa  illuminata, dal film

scuola di cinema Pigrecoemme Napoli

Scuola di Cinema Pigrecoemme

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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