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School of Rock
(Usa 2003) di Richard Linklater con Jack Black, Joan
Cusack, Mike White
Se prendete Lattimo fuggente e,
al posto di Walt Whitman ci mettete i Who, avrete School
of Rock. Non con queste parole, ma una formula del genere vi è
stata ammanita un po in tutte le riviste specializzate. Così
come la sottolineatura dellabile regia di Richard Linklater.
Che, in realtà, pur avendo avuto altrove uno sguardo personale
(Prima dellalba, Waking Life), qui fa
lunica cosa intelligente: mettersi al servizio del debordante protagonista
Jack Black. Lattore, leader anche del gruppo Tenacious
D. (nonché amico di Dave Grohl dei Foo-Fighters,
con cui ha girato il video di Low), è perfetto nel ruolo
di Dewey Finn, frustrato rocker sovrappeso che, per smettere di
scroccare laffitto del suo coinquilino, decide di scroccargli una
supplenza in una prestigiosa scuola. Inopinatamente il loser insegnerà
ai ragazzi a credere in loro stessi e ad inseguire i loro sogni. Il film
fila via liscio e scontato, se volete (ma di quella scontatezza che fa
grande il cinema medio), se non fosse per un particolare tuttaltro
che trascurabile: la composizione della classe. In barba a qualsiasi correttezza
politica di facciata, ecco una vera e propria classe mista con maschi,
femmine, bimbi e bimbe grasse, afroamericani, nippoamericani, wasp,
snob e finanche un bimbo effemminato che fa lo stilista del gruppo.
(Rosario Gallone)
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