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Moonlight Mile (Usa 2002) di Brad Silberling con Dustin Hoffman, Susan Sarandon, Jake Gyllenhaal, Holly Hunter, Ellen Pompeo

Sia pure in maniera sommessa (il lancio non è stato dei più convincenti, sulla base di un riscontro non irresistibile negli Usa), ecco un film che mette al palo sia La stanza del figlio che In the Bedroom. Innanzi tutto perché parte da un'intuizione tanto semplice quanto geniale: se racconto l'elaborazione di un lutto, devo raccontare quella e basta; se do modo di allo spettatore di conoscere chi muore prima della dipartita devio, inevitabilmente, l'attenzione verso il morto. Pertanto Silberling (partito da uno spunto autobiografico: la morte, nel 1989, della fidanzata, l'attrice Rebecca Schaeffer, uccisa da un fan; del resto la morte è un tema costante anche dei suoi lavori precedenti, Casper e City of Angels) sceglie di raccontare dal funerale in poi. E scopriamo che l'assenza ha sfumature tragicomiche (Ben, un uomo che si scusa al telefono se risponde dopo il nono squillo, e la moglie Jojo fanno di Joe, ragazzo della figlia, il feticcio di lei, sia pur in modo diverso), che la morte violenta non chiama vendetta (Ben vorrebbe vedere l'assassino della figlia squartato, ma nell'aula del tribunale è tutta un'altra cosa) e che il modo migliore di ricordare è "lasciar andare" ("Posso dire a te quello che non ho mai detto a lei: vai" dice Ben a Joe; Jojo stacca tutti gli adesivi disseminati da Diana per imparare l'italiano; ancora Ben dà i soldi al proprietario del bar in cui Diana è morta, per far riparare la vetrina rotta da quel giorno.

(Rosario Gallone)

Susan Sarandon

Jake Gyllenhaal e Dustin Hoffman

Dabney Coleman

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