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Mare dentro (Spagna 2004) di Alejandro Amenabar con Javier Bardem, Lola Duenas, Mabel Rivera
Mare dentro è tratto dalla storia vera di Ramon Sampedro che, dopo essersi imbarcato appena diciannovenne su una nave norvegese con l’intento di girare il mondo, all’età di venticinque anni a causa di un tuffo fatto da uno scoglio in un giorno di risacca, resta paralizzato dal collo in giù. “Il mare mi ha dato la vita e il mare se l’è ripresa” dirà lo stesso Ramon in un momento di sconforto. Il film narra la sua vera storia: quella di circa ventisei anni di interminabile battaglia, addirittura legale, per ottenere il consenso a ricorrere all’eutanasia. L’esito fu negativo ma Ramon riuscirà ugualmente a portare a termine il suo piano, grazie all’aiuto di Rosa, giovane ragazza madre abbandonata da tutti e due i padri dei suoi figli, e innamoratasi perdutamente di Ramon, anche perché probabilmente un paraplegico fisicamente non può abbandonarti e andare via. Oltre a Rosa anche un’altra figura femminile si innamorerà perdutamente di lui: la claudicante avvocatessa Julia, che gli prometterà a di aiutarlo a realizzare il suo sogno, ovvero “rinascere a nuova vita” morendo, ma poi non manterrà la promessa.
Onore e merito alle due figure femminili protagoniste del film, ma il motore della vicenda non può che essere considerato Ramon Sampedro alias Javier Bardem ed in particolare, unico e assoluto protagonista del film, il suo volto. Bardem è strepitoso, intenso, spiritoso, riesce con la sola mimica facciale a trasmetterci l’essenza e l’interiorità di un uomo la cui vita si regge su un gioco delle contraddizioni interminabile: vitalità e desiderio di morire, determinazione e sofferenza, lirismo e cinismo, commozione e distacco. Spesso il tempo è sospeso tra il sogno e la realtà, fino al punto da condurci attraverso lo sguardo di Ramon oltre la finestra in un volo onirico nel cielo alla ricerca del tanto agognato/odiato mare (non è un caso che il paesaggio che si vede dalla camera d'ospedale è di montagna!). Assolutamente da non perdere e mi raccomando preparate i fazzoletti!
Nel 1996 Sampedro pubblicò i suoi scritti raggruppati
nel libro Cartas desde el inferno, a cui seguirà nel
1998 il postumo Cando eu caia.
Oscar per il miglior
film in lingua non inglese
(Letizia Gallone)
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MARE DENTRO
Mare dentro, in alto mare – dentro, senza peso
nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà
che fanno vero un desiderio nell’incontro.
Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una
saetta, il mio corpo cambiato non è
più il mio corpo, è come penetrare al centro
dell’universo:
L’abbraccio più infantile, e il più puro dei
baci fino a vederci trasformati in
un unico desiderio
Il tuo sguardo il mio sguardo, come un’eco
che va ripetendo, senza parole: più dentro,
più dentro, fino al di là del tutto, attraverso
il sangue e il midollo.
Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio
essere morto, perché io con la mia bocca
resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli.
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