{"id":488,"date":"2012-03-17T13:41:39","date_gmt":"2012-03-17T11:41:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=488"},"modified":"2026-01-07T12:44:01","modified_gmt":"2026-01-07T11:44:01","slug":"enrico-ghezzi-al-pan-all-rassegna-storia-permanente-del-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/enrico-ghezzi-al-pan-all-rassegna-storia-permanente-del-cinema\/","title":{"rendered":"Enrico Ghezzi al PAN per la rassegna Storia permanente del cinema"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gioved\u00ec 22 marzo<\/strong> <strong>2012 <\/strong>alle ore 18,00 <strong>Enrico Ghezzi<\/strong> e la redazione di <strong>Fuori orario<\/strong> incontrano il pubblico del <strong>PAN \u2013 Palazzo delle arti di Napoli<\/strong>.<br \/>L\u2019appuntamento, a cura di <strong>Alberto Castellano<\/strong>, muover\u00e0 le mosse da <strong>Zaum \u2013 andare a parare<\/strong>, programma di Ghezzi ancora pi\u00f9 sperimentale e radicale del mitico Blob, che RAITRE ha trasmesso, in sei puntate, nell\u2019estate 2011.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Si inizia il 20 marzo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intero ciclo di <strong>Zaum sar\u00e0 <\/strong>intanto <strong>proiettato<\/strong>, nell\u2019ambito della rassegna <strong>Storia permanente del cinema<\/strong>, co-curata da <strong>Pigrecoemme<\/strong>, <strong>marted\u00ec 20<\/strong> e <strong>mercoled\u00ec 21 marzo<\/strong>, dalle <strong>ore 15,00 alle 21,00<\/strong>, e <strong>gioved\u00ec 22 marzo<\/strong>, <strong>dalle 15,00 alle 18,00<\/strong>, nella rinnovata <strong>FilmZone<\/strong> del PAN \u2013 Palazzo delle arti di Napoli di via dei Mille 60. Le proiezioni e l\u2019incontro sono a ingresso gratuito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Rovescio speculare&#8221; di Blob, <strong>Zaum <\/strong>ha come tema di fondo la <strong>Catastrofe<\/strong>. Dagli scontri di Genova durante il G8, al mattino esiziale ed essenziale dell\u201911 settembre 2001, il programma di Ghezzi ancora una volta investiga, tra schegge inedite di film mitici e invisibili (tra cui il <strong>Don Chisciotte<\/strong> di <strong>Orson Welles<\/strong> e <strong>L\u2019Enfer<\/strong> di <strong>Henri-Georges Clouzot<\/strong> con Brigitte Bardot e Romy Schneider), e derive situazioniste, la deflagrazione del senso nel racconto filmico. Tra metafore calcistiche, voci e corpi, Zuam \u00e8 la narrazione dell\u2019entropia come nuova e unica epica possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito la <strong>scheda di presentazione del programma e le sinossi delle sei puntata<\/strong> a cura di <strong>Enrico Ghezzi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Zuam \u00e8 il \u2018resto\u2019 di un programma quotidiano che avrebbe dovuto seguire BLOB essendone il rovescio speculare (repertorio raro e intenso da pi\u00f9 di duemila anni di immagini scagliato e proiettato in carezza costante sulle tematiche e le ossessioni del presente fino a provocarne pi\u00f9 l\u2019evaporazione che la fissione, mentre Blob opera da sempre un\u2019archeosintesi immediata del quotidiano in una specie di fusione fredda dell\u2019immenso archivio istantaneo che dalla tv in poi si compila e dis-ordina).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Tema di fondo \u00e8 la Catastrofe, immane e assoluta, o acquisita, gi\u00e0 data, sorseggiata, interiorizzata da un decennio che si apre con gli scontri del G8 di Genova intorno al nulla della zonarossa e con l\u2019attacco in piena luce all\u2019oscurit\u00e0 della caverna Capitale\/Immagine, nel mattino dell\u201911 settembre con le Twin Towers trasformate in faci sinistre prima di crollare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Tenendo conto che la catastrofe pi\u00f9 forte \u00e8 gi\u00e0 avvenuta (naturale e innaturale come tutte le catastrofi)nell\u2019epifania postuma che \u00e8 sempre l\u2019immagine, enrico ghezzi con la redazione di FUORI ORARIO si \u00e8 arrovellato sui materiali dell\u2019anarchivio di Cose (mai) Viste, e altri trovandone e procurandosi (troverete pi\u00f9 avanti la lista di inediti e prime visioni tv), in un montaggio disteso che infatti non \u00e8 un montaggio, ma piuttosto un \u2018tramontaggio\u2019, un passare gioioso da una terribilit\u00e0 a un godimento nel tramonto del costruirsi, verso una passione quasi estatica delle immagini, dove il passare da un soggetto o da un \u2018film\u2019 preciso all\u2019altro \u00e8 reminiscenza di un senso e di una memoria nascosti, all\u2019opposto dell\u2019asserzione ideologica affermata quasi sempre mediante la drammaturgia autoritaria del montaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Tutto \u00e8 repertorio, rush (filmato girato e spesso mai utilizzato, e qui riaffiorano le rushes di Welles per il Don Chisciotte suo maledetto e per Mister Arkadin (Rapporto Confidenziale), di Paradjanov per Sayat Nova, di Fellini per La Voce della Luna, oltre a quelle di Clouzot per L\u2019Enfer con Bardot e Schneider),e anche questa prima parte, nella monografia sul G8, si appoggia molto sui \u2018girati\u2019 di decine di ore ininterrotte filmati per Blob e per Fuoriorario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Pi\u00f9 della met\u00e0 di ogni puntata si impernier\u00e0 su un tema monografico, e il resto sar\u00e0 costituito per passaggi e striature di altre immagini dagli altri cinque temi principali. I temi quindi, ancor pi\u00f9 che intersecarsi, si accavallano e concorrono, fili paralleli e sovrapposti di memorie che si favoriscono o ostacolano l\u2019un l\u2019altra, in direzione della terra impossibile (e comunque sempre pi\u00f9 catastrofica e catastrofizzata) che \u00e8 il presente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>La prima parte, la puntata di domani (realizzata da Daniel Franchina e da Donatello Fumarola) dedicata allo \u2018scontro fisico\u2019 a partire dal G8, si aprir\u00e0 col capolavoro del cineasta armeno Artavadz Pelesjan (che sar\u00e0 a Venezia quale soggetto, \u2018impossibile\u2019 a sua volta, di un film di Pietro Marcello in cui fuori orario \u00e8 coinvolto), NACHALO\/L\u2019INIZIO, del 1967. Nove minuti, a partire dal cinquantenario della rivoluzione d\u2019ottobre, che sconvolgono il cinema e le incertezze rassicuranti del montaggio, verso qualcosa che \u00e8 ancora da farsi e da sentirsi (echi se ne trovano perfino nel recente bellissimo Tree Of Life di Malick). Risulter\u00e0 ancor pi\u00f9 chiaro che lo scontro fisico a genova si mostr\u00f2 proprio nell\u2019atto di svanire quasi, sempre troppo veloce frenetico accelerato o rallentato, raramente a una velocit\u00e0 \u2018giusta\u2019. I mille e mille occhi incontrollabili delle tele camerine individuali formano gi\u00e0 e troppo tardi una \u2018comunit\u00e0 improbabile\u2019, che filma e controlla se stessa sul limite del riguardarsi e riinquadrarsi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>E poi si cominciano a mostrare i frammenti di un film (A Confronto\/By Comparison) che \u2018sfiler\u00e0\u2019 tutto intero nel corso delle sei parti di ZAUM, sequenze girate in tutto il mondo dal cineasta Haroun Farocki, che mostrano i diversi modi di produzione ancora in atto di un oggetto seriale di base quale \u00e8 il MATTONE.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>(La stessa cosa avviene e avverr\u00e0 nelle prossime settimane con altri due film che vengono in qualche modo proposti quasi integralmente da ZAUM (ma potranno esser visti da settembre in programmazione normale a Fuori Orario), l\u2019intensissimo SABATO del russo Mindadze, primo film (2010) sulla tragedia di Chernobyl, e il magnifico diario sulla malinconia filmica ARIRANG di Kim Ki Duk, visto e premiato all\u2019ultimo festival di Cannes.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>I temi monografici delle altre cinque parti (che vengono realizzate ciascuna da una diversa coppia di coautori di Fuori Orario) saranno nell\u2019ordine (peraltro ancora da farsi fino in fondo):<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>CATASTRIONFO &#8211; (i trionfi della catastrofe, sempre innaturali nella nostra innaturalit\u00e0 da Titanic -anzi tremontianamente TitaNietzsche? \u2013 a Fukushima)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>You(No)Tube &#8211; la geniale catastrofe del net o del web, rete di tutti e di nessuno, per nessuno e per tutti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Lo Spazio di U(c)lisse &#8211; la lentezza del lavoro di ingegneri e di astronauti, il trascorrere delle orbite nella calma irreale kubrickiana, in sovrimpressione con la fine del tempo nello spazio che ci guarda dalla luna<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Vogliamo Vivere \/ Essi Vivono \/Apparizioni e Sparizioni &#8211; l\u2019apoteosi del corpo e il suo venir meno, tra immortalit\u00e0 necrofilia makeup clonazione, il trucco e l\u2019anima <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Catastrofette del capitale &#8211; a ripartire dall\u2019undicisettembre (filosofi e cineasti e le immagini stesse ripensano e ridicono quel che forse non fu mai pensato, il nostro esser grandi (mattoni!) piccoli matti, fool del gioco del capitale)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>ZAUM &#8211; andare a parare<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>E il titolo? ZAUM. Ah s\u00ec, \u00e8 il sogno dei febbrili futuristi russi estremi, Krucenich, e il geniale Velimir Chlebnikov, parola transmentale che non vuol dir nulla appunto perch\u00e9 oltre la mente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Il tentativo artistico pi\u00f9 spinto e perdente del secolo (gli si affiancarono \u2013schiacciandolo- le pi\u00f9 terribili \u2018opere d\u2019arte totali\u2019 del novecento, il regime stalinista e quello nazista), fingere un altro spazio e forma di vita, pensando e immaginando cos\u00ec intensamente da esserlo e diventarlo loro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>ANDARE A PARARE<br \/>Se ne vedono parecchie di parate, in ZAUM, a partire proprio da quella gigantesca del cinquantenario (1967) della rivoluzione d\u2019ottobre sulla Piazza Rossa a Mosca. Tutto il mondo e tutti noi del resto siamo sempre in parata, le immagini tutte e le immagini che noi siamo, narcisi in libera uscita o in visita guidata allo stagno. Frequenze intensissime iperdimensionali, o fantomatiche sgranate quasi dissolte, quali ci apparvero e ci appaiono ancora quelle sfilate risibilmente potenti e il piccolo grande passo lunare dell\u2019uomo\/umanit\u00e0. Fino alla maschera ultima particolare del pararsi, essere icone nulliste del grande fratello, che proseguono in streaming il giocolavoro impercettibile iniziato dai fratelli Lumi\u00e8re e dai lavoranti della loro fabbrica, tante volte filmati in uscita tra il 1984 e 1985. Che forse ci raggiunsero da subito, o che non raggiungeremo mai.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>OSPITI e COSE DETTE<br \/>ZAUM non ha ospiti n\u00e9 conduttori n\u00e9 studio. A stento trasparenze di volti, nuche, corpi. VOCI. Franco Battiato sceglie dice regala alcune parole e massime sapienziali. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>GUY DEBORD declina le sue impassibilit\u00e0 appassionanti nelle nuovecchie Registrazioni Magnetiche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><em>Alcune scritte e molte voci OFF, voci fuoricampo fuoricorpo fuoritutto da un film noir mai girato (da egh a carmelo bene).<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/386516218033178\/\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"86\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/evento-facebook.png?resize=500%2C86&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-479\" title=\"Enrico Ghezzi al Pan\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/evento-facebook.png?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/evento-facebook.png?resize=300%2C51&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"MsoNormal wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enrico Ghezzi al PAN di Napoli, nell&#8217;ambito della rassegna Storia permanente del cinema co-curata da Pigrecoemme. Presenta Alberto Castellano.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11,1,3],"tags":[383,662,532,15,58,665],"class_list":["post-488","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-generale","category-scuola-di-cinema","tag-alberto-castellano","tag-enrico-ghezzi","tag-eventi-napoli","tag-pan","tag-pigrecoemme","tag-storia-permanente-del-cinema"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=488"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/488\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3979,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/488\/revisions\/3979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}