{"id":37,"date":"2008-02-23T13:37:25","date_gmt":"2008-02-23T11:37:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/a-proposito-di-formazione-audiovisiva\/"},"modified":"2008-02-23T13:39:51","modified_gmt":"2008-02-23T11:39:51","slug":"a-proposito-di-formazione-audiovisiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/a-proposito-di-formazione-audiovisiva\/","title":{"rendered":"A proposito di formazione audiovisiva"},"content":{"rendered":"<p>Ripropongo qui quanto da me scritto nel catalogo di &#8216;O Curt 2008 a proposito della formazione audiovisiva e delle scuole di cinema.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito di &#8216;O Curt torna, dopo la piacevole prima esperienza dell&#8217;anno scorso, la sezione dedicata ai lavori realizzati dagli studenti delle scuole di cinema italiane. Otto opere che spaziano  dalla sperimentazione al comico, dal recupero delle tradizioni orali allo <em>spoof<\/em> e che si cimentano coraggiosamente con i linguaggi del \u201ccinema cinema\u201d, del documentario, della televisione e, consapevolmente, con i tempi ristretti di quel prodotto, riservato a pochi e selezionatissimi fruitori, chiamato  \u201ccortometraggio di fine corso\u201d.<\/p>\n<p>Tutte le opere presenti in rassegna &#8211; cos\u00ec come quelle che ci sono pervenute, ma che per motivi di tempo non saranno proiettate &#8211; sono visibilmente permeate di entusiasmo, di sapienza, di padronanza tecnica e linguistica, e se, com&#8217;\u00e8, possono apparire imperfette allo spettatore occasionale,  \u00e8 solo a causa delle non illimitate risorse economiche e tecnologiche a disposizione delle scuole che le hanno prodotte. La loro imperfezione, insomma,  non pu\u00f2 di certo essere imputata al lavoro approssimativo dei docenti o alla poca passione in esse investita dai loro giovani autori. Gi\u00e0, perch\u00e9 in Italia, a parte pochissime eccezioni non sempre degne di lode, le scuole di cinema sono strutture indipendenti e private, arditamente tese verso la folle e  molteplice <em>mission<\/em> di formare professionisti, diffondere la cultura del cinema e, al contempo, tenere in vita un mercato che ruota attorno ad una merce, la formazione alle arti ed ai mestieri del cinema, che in Italia \u00e8 ora un bene di lusso ma che, in una societ\u00e0 evoluta, andrebbe assimilata all&#8217;istruzione di alto livello e pertanto considerata un bene irrinunciabile.<\/p>\n<p>Nella patria di Pastrone (l&#8217;inventore, diciamolo, del blockbuster), di De Sica, Rossellini e Fellini, ci si lamenta da tempo immemore di un cinema nazionale debole ed ansimante, e da pi\u00f9 parti si biasimano le errate politiche statali sulla cinematografia. Produttori ed autori levano le voci per chiedere pi\u00f9 attenzione e pi\u00f9 denaro ed il termine di paragone, nei discorsi tra gli studenti cos\u00ec come nei consigli di amministrazione delle case di produzione, \u00e8 l&#8217;industria cinematografica statunitense. Ci si dimentica quasi sempre per\u00f2 di riflettere sulla formazione.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti esiste, \u00e8 vero, un&#8217;industria efficiente (e crudele) che crea arte e ricchezza, ma quest&#8217;industria arruola cineasti che prima di mettere piede in uno studio anche solo come interni non pagati possiedono gi\u00e0 una formazione solidissima, acquisita nelle organizzatissime scuole di cinema della West Coast e nelle prestigiose accademie dell&#8217;East Coast.<br \/>\nGli storici del cinema sono concordi nell&#8217;affermare che negli anni &#8217;70 Hollywood fu salvata dai <em>Movie Brats<\/em>, i primi autori spudoratamente  autoconsapevoli del cinema americano. Ebbene, costoro &#8211; alcuni dei quali rispondono ai nomi di Martin Scorsese (Master of Fine Arts presso la NYU&#8217;s Tisch School of the Arts), Francis Ford Coppola (M.F.A. in film directing conseguito alla UCLA Film School), John Milius, George Lucas (entrambi ex studenti alla University of Southern California School of Cinema-Television), Brian De Palma (Sarah Lawrence College) &#8211; arrivarono alla regia di opere commerciali dopo aver sgobbato sui banchi, sui set, e nelle sale di montaggio delle scuole di cinema.<br \/>\nPossiamo, poi,  non trarre delle conclusioni interessanti dopo aver constatato che cineasti importantissimi e cos\u00ec diversi tra loro quali il roboante John McTiernan, l&#8217;oscuro David Lynch, il filosofico Terrence Malick, il tormentato Paul Schrader, l&#8217;integrato Edward Zwick, il magistrale Janusz Kami\u0144ski, il cult delle nuove generazioni Darren Aronofsky, il discontinuo Martin Brest e l&#8217;unica donna al modo ad aver diretto almeno un paio di Blockbuster, Mimi Leder, si siano tutti diplomati presso lo stesso istituto di istruzione cinematografica avanzata (l&#8217;AFI Conservatory)? No, non possiamo. Quel che possiamo, invece, \u00e8 augurarci, per il bene del nostro cinema, che in Italia si investa di pi\u00f9 nella formazione cinematografica, magari riconoscendo il ruolo di quei centri di formazione cine-televisiva che  gi\u00e0 da tempo operano sul campo ottenendo risultati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripropongo qui quanto da me scritto nel catalogo di &#8216;O Curt 2008 a proposito della formazione audiovisiva e delle scuole di cinema. Nell&#8217;ambito di &#8216;O Curt torna, dopo la piacevole prima esperienza dell&#8217;anno scorso, la sezione dedicata ai lavori realizzati dagli studenti delle scuole di cinema italiane. Otto opere che spaziano dalla sperimentazione al comico, &#8230; <a title=\"A proposito di formazione audiovisiva\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/a-proposito-di-formazione-audiovisiva\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su A proposito di formazione audiovisiva\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[84,112,111,108,113,107,87,109,110],"class_list":["post-37","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale","tag-o-curt","tag-afi-conservatory","tag-david-lynch","tag-formazione-audiovisiva","tag-paul-schrader","tag-scuola-dicinema","tag-scuole-di-cinema","tag-steven-spielberg","tag-terrence-malick"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}