{"id":3486,"date":"2023-12-30T14:16:46","date_gmt":"2023-12-30T13:16:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=3486"},"modified":"2023-12-30T14:16:48","modified_gmt":"2023-12-30T13:16:48","slug":"i-10-migliori-film-del-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/i-10-migliori-film-del-2023\/","title":{"rendered":"I 10 migliori film del 2023"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"932\" height=\"460\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Leila_e_i_suoi_fratelli.jpeg?resize=932%2C460&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3488\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Leila_e_i_suoi_fratelli.jpeg?w=932&amp;ssl=1 932w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Leila_e_i_suoi_fratelli.jpeg?resize=300%2C148&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Leila_e_i_suoi_fratelli.jpeg?resize=768%2C379&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non saremo i <a href=\"https:\/\/www.cahiersducinema.com\/boutique\/produit\/decembre-2023-n804\/\">Cahiers du Cinema<\/a>, non saremo <a href=\"https:\/\/www.bfi.org.uk\/sight-and-sound\">Sight &amp; Sound<\/a>, ma a nostro modo anche la nostra lista dei dieci migliori film dell&#8217;anno \u00e8 una tradizione. Come il panettone e il presepe. <br \/>Istruzioni per l&#8217;uso: non \u00e8 una classifica, i film presenti sono solo quelli distribuiti in Italia nel 2023 e, <em>last but not least<\/em>, che sono riuscito a vedere. \u00c8 un gioco e come tale va preso. Ci saranno titoli che per voi non ci dovrebbero essere o che addirittura \u00e8 assurdo che ci siano e mancheranno titoli per voi imprescindibili. Che dire? <em>\u00c0 la guerre comme \u00e0 la guerre<\/em>. Buona lettura.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1)  <strong>Leila e i suoi fratelli <\/strong><em>di Saeed Roustaee<\/em><br \/>Nessuno vuole fare finta che il cinema non sia cambiato, che l&#8217;immaginario videoludico non abbia colonizzato la settima arte e non \u00e8 mia intenzione stracciarmi le vesti o rimpiangere un passato che pu\u00f2 essere ancora celebrato attraverso il recupero dei classici. <strong>Saeed Roustaee<\/strong>, tuttavia, dimostra che un grande cinema popolare \u00e8 tuttora possibile, che si possono ancora girare scene di massa con centinaia di comparse &#8220;vere&#8221; (una scena in fabbrica come quella dell&#8217;incipit forse solo in <em>I compagni<\/em> di <strong>Monicelli<\/strong>, manco in <strong>Petri<\/strong>). Il titolo richiama <strong>Visconti<\/strong> (pi\u00f9 quello italiano, a dire il vero), ma i numi tutelari di <strong>Roustaee<\/strong> sono <strong>Monicelli<\/strong> appunto, <strong>Scola<\/strong>, <strong>Coppola<\/strong> (il matrimonio). <em>Leila e i suoi fratelli<\/em> \u00e8 il grande romanzo iraniano. E gi\u00e0, perch\u00e9 la famiglia <strong>Jourablou<\/strong> \u00e8 una sineddoche dell&#8217;<strong>Iran<\/strong> che soffoca le donne per mantenere vive tradizioni sclerotizzate solo per motivi economici. La protagonista ci viene presentata mentre fa una terapia per dolori alla schiena perch\u00e9 \u00e8 lei a reggere il peso di una famiglia sciagurata, ostaggio di un (aspirante) patriarca imbelle e anaffettivo. Un film enorme, un film che dovreste pretendere di vedere dopo le abbuffate di personaggi generati da algoritmi, per poter rispecchiarvi, nel bene e nel male, nell&#8217;umanit\u00e0 che, in fondo, esiste ancora.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"LEILA E I SUOI FRATELLI | Trailer Italiano Ufficiale HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OfBk2oDl1EI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) <strong>Il sol dell&#8217;avvenire<\/strong> <em>di Nanni Moretti<\/em><br \/><strong>Netflix<\/strong> vuole il momento <em>what the fuck<\/em> e lui, <strong>Giovanni\/Nanni<\/strong>, gli d\u00e0 il <em>what if<\/em>. Come <strong>Tarantino<\/strong>, l&#8217;esteta della violenza, colui che l&#8217;ha resa seducente: il contrario del <strong>Kieslowski<\/strong> di <em>Breve film sull&#8217;uccidere<\/em>. Perch\u00e9 se la storia non si fa con i se, i film s\u00ec ed \u00e8 questa la magia del cinema. In fondo anche l&#8217;ultima opera di <strong>Moretti<\/strong> \u00e8 una sorta di bilancio della propria carriera (come <strong>Spielberg<\/strong>, <strong>Sorrentino<\/strong>, magari meno come <strong>Branagh<\/strong>). Del resto, a proposito di bilancio, vorrebbe girare un film da Il nuotatore di <strong>John Cheever<\/strong> (da cui \u00e8 stato gi\u00e0 tratto <em>Un uomo a nudo<\/em> di <strong>Frank Perry<\/strong>). Qualcuno potrebbe definirla autocelebrazione, ma l&#8217;impressione \u00e8 che un&#8217;opera apparentemente solare e ricca di umorismo (la scena in cui tiene in ostaggio un set per dissertare di rappresentazione della violenza \u00e8 degna del miglior <strong>Woody Allen<\/strong>) nasconda una terribile sofferenza per ci\u00f2 che non si \u00e8 pi\u00f9. Giovani, innanzi tutto. E in sintonia col presente. No, Giovanni non lo \u00e8. Non \u00e8 a tempo: \u00e8 stonato quando canta <strong>Noemi<\/strong> (Sono solo parole: un cambio di rotta da Le parole sono importanti?) e quando batte le mani su <em>Think<\/em> di <strong>Aretha Franklin<\/strong>. E, diversamente dal solito, resta pi\u00f9 volte senza, le parole (quando conosce il fidanzato della figlia, di fronte ai producer di <strong>Netflix<\/strong>). Di&#8217; qualcosa, <strong>Giovanni<\/strong>. E <strong>Giovanni<\/strong> la dice. E la dice pure di sinistra. Cos\u00ec quel <em>what if<\/em> finale riguarda la Storia e anche la storia del suo cinema che pu\u00f2 continuare a esistere nonostante intorno sia tutto cambiato. E che marcia accanto a lui in un epilogo felliniano, ma che non avrebbe sfigurato neanche in un musical di <strong>Boris Barnet<\/strong>. E gi\u00e0, perch\u00e9, alla fin fine, quel musical antistaliniano con <strong>Silvio Orlando<\/strong>, sebbene non nei panni del pasticciere, <strong>Nanni Moretti<\/strong> lo ha fatto. E noi gli vogliamo bene per questo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"IL SOL DELL&#039; AVVENIRE di Nanni Moretti (2023) - Trailer Ufficiale HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Tj2SzXLyADw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) <strong>Bussano alla porta<\/strong> <em>di M. Night Shyamalan<\/em><br \/>Nessuno pi\u00f9 del sottoscritto pu\u00f2 essere felice della ritrovata maestria di <strong>M. Night Shyamalan<\/strong> (appannata anche negli ultimi lavori, per quanto osannati). <em>Bussano alla porta<\/em> \u00e8 un film bellissimo, sfiora il capolavoro, ma soprattutto un&#8217;opera che racconta il presente, sebbene non per quello che dice in superficie.<br \/>SEGUONO SPOILER (di romanzo e film) &#8211; LEGGETE DOPO LA VISIONE (E DOPO LA LETTURA DEL LIBRO).<br \/>&#8220;<em>Gli altri bambini hanno un solo pap\u00e0<\/em>&#8220;. Lo dice <strong>Wen<\/strong> a <strong>Leonard<\/strong>, nell&#8217;incipit, e rappresenta la vera chiave di lettura dell&#8217;adattamento che <strong>Shyamalan<\/strong> fa di <em>La casa alla fine del mondo<\/em> di <strong>Paul G. Tremblay<\/strong> e di cui cambia il finale. Perch\u00e9 nel libro <strong>Wen<\/strong> muore, uccisa accidentalmente da uno dei padri, e alla fine il sacrificio non sar\u00e0 compiuto. <em>Bussano alla porta<\/em> \u00e8 sicuramente speculare a <em>E venne il giorno<\/em>, ma lo \u00e8 ancor di pi\u00f9 rispetto a <em>The Village<\/em> (l\u00ec la realt\u00e0 si rivelava una menzogna, qui si fatica a credere che non lo sia), l&#8217;ultimo lavoro meravigliosamente politico del regista di <em>Il sesto senso<\/em> prima di <em>Bussano alla porta<\/em>. Il mago del twist, nella sua ultima fatica, torna a costruirne uno, che, per\u00f2, non \u00e8 diegetico, ma paratestuale, di interpretazione. Si parla di fede (<strong>Shyamalan<\/strong> lo fa da <em>Praying with Anger<\/em>), di apocalisse, di Covid, di postverit\u00e0, di rifiuto a credere e s\u00ec, anche di libero arbitrio, ma \u00e8 un <em>trompe l&#8217;oeil<\/em>. L&#8217;epilogo, tutt&#8217;altro che lieto, ci dice che la paura della coppia gay di protagonisti non era infondata perch\u00e9 questo \u00e8 un mondo, cos\u00ec tanto precipitato nel suo oscurantismo, che scatena piaghe bibliche se una bambina non torna ad avere &#8220;un solo&#8221; pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Bussano alla Porta | Trailer Ufficiale\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Br8yxfprdRU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4) <strong>Killers of the Flower Moon<\/strong> <em>di Martin Scorsese<\/em><br \/>In superficie, il regista di <em>Gangs of New York<\/em> torna a sconquassare il mito fondativo dell&#8217;<strong>America<\/strong>: un paese nato sul sangue, lo sterminio, il sopruso, il profitto e il furto. Tuttavia la violenza esplode di tanto in tanto e sono lampi in un impianto stilistico che, invece, ricorda pi\u00f9 <em>Silence<\/em> che i gangster movie di cui <strong>Scorsese<\/strong> \u00e8 maestro riconosciuto. Il che non significa che il regista non sia consapevole di trarre uno &#8220;spettacolo&#8221; da una storia vera, come sottolinea quella sorta di <em>True Crime<\/em> radiofonico che, nel finale, informa sui destini dei protagonisti e in cui il cameo di <strong>Scorsese<\/strong> d\u00e0 conto dell&#8217;imperativo morale che ne ha ispirato e motivato la regia. Pi\u00f9 profondamente, <strong>Scorsese<\/strong> ci mostra i lupi nell&#8217;immagine che <strong>Hollywood<\/strong> cerca di dare di s\u00e9. <strong>William Hale<\/strong>, il personaggio interpretato da <strong>Robert De Niro<\/strong>, si fa sineddoche di un&#8217;ideologia woke che, lungi dall&#8217;essere la tirannia delle minoranze denunciata dai detrattori, si rivela l&#8217;ennesimo travestimento di un&#8217;industria culturale che, proprio come <strong>Hale<\/strong> (&#8220;amico&#8221;degli Osage), si traveste da baluardo di equit\u00e0 e giustizia sociale mentre persegue solo e unicamente il profitto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Killers of the Flower Moon \u2014 Official Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EP34Yoxs3FQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5) <strong>L&#8217;ultima notte di Amore<\/strong> <em>di Andrea Di Stefano<\/em><br \/>Vi dico un titolo: <em>Nuit blanche<\/em> di <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Jardin<\/strong>. Non posso dire vi sblocco un ricordo, perch\u00e9 lo avrete visto in pochi (quanti sono i frequentatori di Rai 4). Dico <em>Nuit blanche<\/em> in quanto, pi\u00f9 che il poliziottesco o il crime alla <strong>Di Leo<\/strong>, <em>L&#8217;ultima notte di Amore<\/em> mi ha fatto pensare a questo nero francese contraddistinto da unit\u00e0 di luogo e di azione (o al polar sporco di <strong>Marchal<\/strong>). L\u00ec una discoteca, qui un tratto autostradale mirabilmente utilizzato come teatro di gran parte dell&#8217;azione e dell&#8217;intreccio. <strong>Andrea Di Stefano<\/strong> fa sicuramente tesoro dell&#8217;esperienza americana e costruisce un racconto teso e senza un solo momento di stanca. Facce giuste, ottima direzione degli attori che credono a quello che fanno (<strong>Linda Caridi<\/strong> bravissima).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"L&#039;ultima notte di Amore (2022) - TRAILER UFFICIALE\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NkgFRm-M4lU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6) <strong>Decision to Leave<\/strong> <em>di Park Chan-wook<\/em><br \/>In fondo chi \u00e8 innamorato \u00e8 come un detective: cerca indizi che gli dimostrino di essere ricambiato, a volte tende trappole, fa domande. La detection amorosa contempla anche l&#8217;inseguimento, il ghosting, la violazione della privacy. Ma le immagini, per quanto possano essere universali, possono ingannare anche pi\u00f9 di una traduzione non fedele (<strong>Jang Hae-joon<\/strong> non ha mai detto &#8220;ti amo&#8221;, ma in qualche modo lo ha detto). <strong>Park Chan-wook<\/strong> ci consegna una delle storie di amor fou pi\u00f9 struggenti degli ultimi anni (e forse di sempre), tra <em>Mia dolce assassina<\/em> di <strong>Claude Miller<\/strong> e <em>Vertigo<\/em> di <strong>Hitchcock<\/strong> con un po&#8217; di <em>Insomnia<\/em>, ma nessuna delle ispirazioni deborda tanto da farne un calco. <em>Decision to Leave<\/em> \u00e8 del tutto originale, \u00e8 estremamente erotico (pur con solo un bacio tra i protagonisti) e ha uno degli epiloghi pi\u00f9 belli di sempre.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Decision To Leave, il nuovo film di Park Chan-wook | Trailer ITA HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-FKkI5ZXCRk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7) <strong>R.M.N. &#8211; Animali selvatici<\/strong> <em>di Cristian Mungiu<\/em><br \/><strong>Csilla<\/strong>, forse, \u00e8 l&#8217;unico personaggio &#8220;in vena di amore&#8221; ed \u00e8 per questo che si esercita a suonare la soundtrack firmata da <strong>Shigeru Umebayashi<\/strong> per il capolavoro di <strong>Wong Kar-wai<\/strong>. Si distingue dagli altri abitanti del villaggio, probabilmente ridotti &#8220;as bestas&#8221; e di qui il titolo italiano. Perch\u00e9, a pochi mesi dalla distribuzione del film di <strong>Sorogoyen<\/strong> (che non figura in questa playlist per un&#8217;incollatura, ma anche perch\u00e9 con questo e <em>Il male non esiste <\/em>condivide tematica e poetica), \u00e8 giunto nelle sale l&#8217;ultima fatica di <strong>Cristian Mungiu<\/strong> che, con quella del regista spagnolo, ha molto in comune. O, perlomeno, almeno fino al lungo piano sequenza dell&#8217;assemblea cittadina perch\u00e9, di l\u00ec in poi, il film deraglia meravigliosamente in una direzione metafisica in cui la &#8220;luccicanza&#8221; del piccolo <strong>Rudi<\/strong> si fa metafora di una situazione esplosiva che anche un bambino sa poter finire solo con l&#8217;autodistruzione e gli orsi quasi si antropomorfizzano. <strong>Mungiu<\/strong> gira un film corale, s\u00ec, ma in cui la coralit\u00e0 non rappresenta l&#8217;eterogeneit\u00e0 bens\u00ec serve a sottolineare quanto l&#8217;ignoranza sia radicata e diffusa trasversalmente. <em>Coram populo<\/em> si assiste a un&#8217;esplosione di luoghi comuni, stereotipi razziali, rancori sopiti tra le etnie presenti nel villaggio. Perch\u00e9, alla fine, si \u00e8 sempre zingari di qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"R.M.N. - Official Trailer | HD | IFC Films\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aGi_xGhu1j8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">8) <strong>Foglie al vento<\/strong> <em>di<\/em> <em>Aki Kaurism\u00e4ki<\/em>\/<strong>The Old Oak<\/strong> <em>di Ken Loach<\/em><br \/>In <em>Tempi moderni<\/em>, per l&#8217;ultima volta, <strong>Charlot<\/strong> e la sua compagna si allontanano dalla mdp nell&#8217;ultima inquadratura camminando verso un orizzonte e un futuro (si spera) migliori. Successivamente <strong>Chaplin<\/strong> far\u00e0 ancora questa camminata, ma nei panni di <strong>Monsieur Verdoux<\/strong> e sar\u00e0 affiancato da un secondino che lo accompagna al patibolo. <strong>Aki Kaurism\u00e4ki<\/strong> ritorna all&#8217;allontanamento dei protagonisti come cammino verso una vita meno brutta (e il nome del cane \u00e8 abbastanza chiaro su questo punto). Faremmo male a dare per morti cineasti come <strong>Loach<\/strong> e <strong>Kaurism\u00e4ki<\/strong> perch\u00e9 <em>The Dead Don&#8217;t Die<\/em> e lottano insieme a noi. Cos\u00ec come peccheremmo nel vedere in <em>Foglie al vento<\/em> un divertissement atemporale perch\u00e9, se \u00e8 vero che dei Nokia obsoleti, gli internet caf\u00e9, i telefoni a disco, le radio, ci farebbero pensare a un tempo passato, il film di <strong>Jarmusch<\/strong>, le notizie sulla guerra in Ucraina, il turbocapitalismo che sfrutta i lavoratori e li licenzia se prendono per s\u00e9 prodotti scaduti, fanno s\u00ec che ci si rispecchi in un presente mai cos\u00ec deprimente. Eppure ci sono <em>Un amore splendido<\/em> e la solidariet\u00e0 tra ultimi che possono salvarci. Grazie <strong>Ken<\/strong> e grazie <strong>Aki<\/strong> per averci dato speranza. <em>Foglie al vento<\/em> \u00e8 stato il vero film di Natale, quello che dovreste vedere tutti per stare meglio.<br \/>Per la recensione di <em>The Old Oak<\/em> rimando al mio pezzo su <strong><a href=\"https:\/\/www.pointblank.it\/recensione-film\/ken-loach\/old-oak\">Point Blank<\/a><\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Foglie al vento I Trailer Ufficiale HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Iy4fD9s--44?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"THE OLD OAK (2023) Trailer ITA del Film di Ken Loach\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UISzHYfIb6E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">9) <strong>Asteroid City<\/strong> <em>di<\/em> <em>Wes Anderson<\/em><br \/><em>Double Wes<\/em>.<br \/>Il solito <strong>Anderson<\/strong>? Per i detrattori, che ne denunciano la sterile reiterazione di stilemi, s\u00ec. Se non fosse per il fatto che lo stesso <strong>Wes Anderson<\/strong> contempla in <em>Asteroid City<\/em> le perplessit\u00e0 di alcuni critici. <br \/>&#8220;<em>Continuo a non capire quest&#8217;opera<\/em>&#8221; <br \/>&#8220;<em>Non importa. Continua a raccontare la storia<\/em>&#8221; <br \/>All&#8217;uscita di <em>The French Dispatch<\/em> sostenevo che il regista dei <em>Tenenbaum<\/em>, consapevole di aver generato emuli, sembrava stanco di essere frainteso quale regista solo di superficie sia dai suoi epigoni che dai critici (anche stavolta), mentre, a essere poco pi\u00f9 che pigri, si poteva scorgere sotto la superficie (neanche pi\u00f9 sua in esclusiva, visto quanto facilmente viene riprodotta) quel sentore di morte che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 dell&#8217;assenza di un tempo. \u00c8 lutto. <br \/>Con <em>Asteroid City<\/em>, Anderson va oltre, in zona <em>8 e 1\/2 <\/em>(e s\u00ec, non vi meravigliate: anche l\u00ec c&#8217;era un&#8217;astronave), raccontando, proprio come <strong>Fellini<\/strong>, un&#8217;impasse che \u00e8 dei personaggi e sua. Tutti girano a vuoto e il regista lo fa, ricorrendo, a mia memoria per la prima volta, a movimenti di macchina circolari, a 360\u00b0, che tornano al punto di partenza senza che sia cambiato alcunch\u00e9 (una rappresentazione visiva del &#8220;girare a vuoto&#8221;). Complementare ad <em>Asteroid City<\/em> \u00e8 <em>La meravigliosa storia di Henry Sugar<\/em>, il corto diretto per <strong>Netflix<\/strong>, dove all&#8217;impurit\u00e0 baziniana si oppone l&#8217;assenza di ogni forma di adattamento. <strong>Henry Sugar<\/strong> \u00e8 teatro e letteratura filmati (durante il dialogo tra <strong>Imdad Khan<\/strong> e lo yoga \u00e8 un attrezzista a spostare il primo da destra a sinistra, la mdp resta ferma) che suona forse come un de profundis per il cinema. Ma se, come cantava <strong>Caterina Caselli<\/strong>, &#8220;si muore un po&#8217; per poter vivere&#8221;, ecco riecheggiare analogamente il &#8220;<em>Non puoi svegliarti se non ti addormenti<\/em>&#8221; di <em>Asteroid City<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"ASTEROID CITY | Trailer Ufficiale (Universal Studios) - HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/pnEO_owCweU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">10) <strong>Trenque Lauquen<\/strong> <em>di Laura Citarella<\/em><br \/>Primo film di <strong>El Pampero Cine<\/strong> a essere distribuito in <strong>Italia<\/strong>, <em>Trenque Lauquen<\/em> \u00e8 una vertigine narrativa come solo, forse, <em>Manoscritto ritrovato a Saragozza<\/em>. Un continuo rinvio a media diversi (decisamente vintage come la radio, il giornale di carta stampata, la corrispondenza epistolare, il telegiornale) che, proprio in quanto media, mediano una verit\u00e0 sfuggente. Dopo aver appreso da altri (narratori inaffidabili?) i particolari della vicenda di <strong>Laura<\/strong>, nell&#8217;ultimo blocco narrativo giunge il resoconto oggettivo e silenzioso (dell&#8217;autrice <strong>Citarella<\/strong>) dei giorni trascorsi dalla protagonista successivamente all&#8217;ultima registrazione lasciata a <strong>Juliana<\/strong>. Un&#8217;immersione panica nella natura, che giunge fino alla sparizione, tracciando quasi un legame con un altro epilogo bellissimo, quello di <em>Il male non esiste<\/em> di <strong>Ryusuke Hamaguchi<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Trenque Lauquen I Trailer Ufficiale HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/79QJw-upCWk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non saremo i Cahiers du Cinema, non saremo Sight &amp; Sound, ma a nostro modo anche la nostra lista dei dieci migliori film dell&#8217;anno \u00e8 una tradizione. Come il panettone e il presepe. Istruzioni per l&#8217;uso: non \u00e8 una classifica, i film presenti sono solo quelli distribuiti in Italia nel 2023 e, last but not &#8230; <a title=\"I 10 migliori film del 2023\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/i-10-migliori-film-del-2023\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I 10 migliori film del 2023\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[950,1,919],"tags":[2545,2550,2553,2549,2557,2034,2555,2547,2554,2186,2546,963,2556,2548,2552,1237],"class_list":["post-3486","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-generale","category-playlist","tag-2545","tag-aki-kaurismaki","tag-bussano-alla-porta","tag-cristian-mungiu","tag-decision-to-leave","tag-ken-loach","tag-killer-of-the-flower-moon","tag-leila-e-i-suoi-fratelli","tag-m-night-shyamalan","tag-martin-scorsese","tag-migliorifilm","tag-moretti","tag-park-chan-wook-2","tag-saees-roustaee","tag-trenque-lauquen","tag-wes-anderson"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3486"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3493,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3486\/revisions\/3493"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}