{"id":3047,"date":"2021-10-30T10:27:35","date_gmt":"2021-10-30T08:27:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=3047"},"modified":"2021-11-05T15:46:24","modified_gmt":"2021-11-05T14:46:24","slug":"freaks-out-di-gabriele-mainetti-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/freaks-out-di-gabriele-mainetti-la-recensione\/","title":{"rendered":"Freaks Out di Gabriele Mainetti &#8211; La recensione"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1023\" height=\"508\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-2001-recensione-del-film.jpg?resize=1023%2C508&#038;ssl=1\" alt=\"freaks out 2001 recensione del film\" class=\"wp-image-3062\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-2001-recensione-del-film.jpg?w=1023&amp;ssl=1 1023w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-2001-recensione-del-film.jpg?resize=300%2C149&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-2001-recensione-del-film.jpg?resize=768%2C381&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1023px) 100vw, 1023px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 in rete un video essay di <strong>kogonada<\/strong>, <em>What is neorealism?<\/em>, in cui l&#8217;autore, confrontando la versione italiana di <em>Stazione Termini<\/em> di <strong>Vittorio De Sica<\/strong> con quella montata a Hollywood da <strong>David O. Selznick<\/strong>, sottolinea quali siano le caratteristiche pi\u00f9 evidenti di uno stile, prima che fenomeno, di cos\u00ec largo successo in tutto il mondo. <em>Excessive<\/em>, <em>Distraction<\/em>, <em>Unnecessary Diversion<\/em> sono le peculiarit\u00e0 che <strong>kogonada<\/strong> riconosce al neorealismo: la digressione, la dilatazione del racconto, la tendenza a eccedere. Leggendo le recensioni di <em>Freaks Out<\/em> si nota la stigmatizzazione, in quelle negative come in quelle positive, proprio di questi aspetti. Si ascrive a <strong>Mainetti<\/strong> l&#8217;eccesso (di stile e di racconto, ma anche di durata), la tendenza a debordare. In una delle prime scene, quella del rastrellamento cui assistono i protagonisti poco dopo essere stati abbandonati (?) da <strong>Israel<\/strong>, abbiamo la possibilit\u00e0 di vedere proprio uno di quegli episodi marginali cui allude <strong>kogonada<\/strong>, episodi che non fanno progredire la narrazione (fattore inaccettabile per la fabbrica dei sogni), ma definiscono un contesto, un ambiente, un&#8217;atmosfera: una giovane non ebrea finge di essere lei la madre di un neonato mentre la donna (la madre legittima) che lo ha in braccio, e che sta per essere deportata, viene fatta passare per la nutrice, la tata. Cos\u00ec salva il bambino da morte certa, incassando il commosso ringraziamento della sventurata.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nel 2016, all&#8217;uscita di <em><a href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/jeeg-robot-salvera-litalia-dalla-commedia\/\">Lo chiamavano Jeeg Robot<\/a><\/em>, ebbi modo di sostenere che il cinema di <strong>Gabriele Mainetti<\/strong> non insegue modelli americani, come quello di <strong>Luc Besson<\/strong>, ma li rielabora secondo una sensibilit\u00e0 tutta nostra, facendosi glocal senza snaturarsi. Come il cinema bis italiano che, nella storia, \u00e8 riuscito a ritagliarsi uno spazio di originalit\u00e0 pur partendo da modelli preesistenti: dallo spaghetti western al poliziottesco passando per il &#8220;giallo&#8221; all&#8217;italiana, il peplum e il gotico. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-block-embed-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"What Is Neorealism?\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/68514760?h=e6ccb5b742&amp;dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"1200\" height=\"675\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"627\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-mainetti-film-2020.jpg?resize=1024%2C627&#038;ssl=1\" alt=\"freaks out mainetti film 2021 - recensione\" class=\"wp-image-3050 size-full\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-mainetti-film-2020.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-mainetti-film-2020.jpg?resize=300%2C184&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-mainetti-film-2020.jpg?resize=768%2C470&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>Fa piacere quindi oggi leggere <strong>Giona A. Nazzaro<\/strong> su <strong>Film TV<\/strong> ribadire questo concetto (&#8220;<em>C&#8217;\u00e8 voluto tempo prima che si comprendesse che Sergio Leone non era solo quello che copiava Kurosawa o uccideva il western [&#8230;] Chiss\u00e0 quanto tempo ci vorr\u00e0 affinch\u00e9 si comprenda che Mainetti \u00e8 l&#8217;ultimo discendente &#8211; in ordine cronologico &#8211; di un cinema italiano trasversale, d&#8217;autore, personale e schiettamente popolare, che ha avuto proprio in Leone prima e Dario Argento poi le sue formulazioni pi\u00f9 alte<\/em>&#8220;) perch\u00e9 la differenza, rispetto ai diversi tentativi di rivitalizzare il cinema di genere in <strong>Italia<\/strong> (tentativi che, occorre sottolinearlo, hanno avuto una spinta maggiore da <em>Jeeg Robot<\/em> in poi) \u00e8 proprio in questa capacit\u00e0 di restare ancorati a una tradizione che \u00e8 solo nostra. Capacit\u00e0 che \u00e8 di <strong>Gabriele Mainetti<\/strong> alla regia, ma sua e di <strong>Nicola Guaglianone<\/strong> alla sceneggiatura. Perch\u00e9 i <em>Freaks Out<\/em> (of the Circus) non sono gli <strong>X-Men<\/strong>, ma sono i &#8220;mostri&#8221; della commedia all&#8217;italiana. Sono &#8220;quattro di noi&#8221;, sono i mostri di <strong>Dino Risi<\/strong>, sono <em>La donna scimmia<\/em> di <strong>Marco Ferreri<\/strong>, sono <em>L&#8217;armata Brancaleone<\/em> di <em>soliti ignoti<\/em> di <strong>Mario Monicelli<\/strong> per i quali, per\u00f2, la pasta e fagioli non \u00e8 un surrogato poco consolatorio del mancato furto. Qui salame e caciotta sono il premio per aver ucciso una moltitudine di nazisti. <\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"659\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-grabriele-mainetti-recensione-1024x659.jpg?resize=1024%2C659&#038;ssl=1\" alt=\"freaks out grabriele mainetti recensione\" class=\"wp-image-3058\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-grabriele-mainetti-recensione.jpg?resize=1024%2C659&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-grabriele-mainetti-recensione.jpg?resize=300%2C193&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-grabriele-mainetti-recensione.jpg?resize=768%2C494&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-grabriele-mainetti-recensione.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>E se <strong>Mainetti<\/strong> \u00e8 discendente di quel cinema di cui parla <strong>Nazzaro<\/strong>, <strong>Nicola Guaglianone<\/strong>, per formazione (\u00e8 allievo di <strong>Leo Benvenuti<\/strong>) e inclinazione, \u00e8 l&#8217;erede di una tradizione che ha sempre guardato ai freaks (si pensi alle gemelle siamesi di <em>Indivisibili<\/em>) e ha costantemente valorizzato, in virt\u00f9 di questa attenzione, i cosiddetti caratteristi. E anche questo \u00e8 un aspetto che troverete in <em>Freaks Out<\/em>: pensate a &#8220;il gobbo&#8221; impersonato da <strong>Max Mazzotta<\/strong> oppure a <strong>Gambaletto<\/strong>, interpretato da <strong>Michelangelo Dalisi<\/strong>, personaggi marginali, ma che restano impressi nella memoria dello spettatore. Memoria che <strong>Mainetti<\/strong> e <strong>Guaglianone<\/strong> sollecitano ripetutamente, spingendo il pubblico a incastrare tessere di puzzle diversi, perch\u00e9, come noi (&#8220;due di noi&#8221;), sono stati spettatori di commedia all&#8217;italiana, di neorealismo e di cinema americano. I partigiani di <em>Freaks Out<\/em>, pertanto, sembrano provenire sia da <strong>Lizzani<\/strong> (<em>Il gobbo<\/em>) sia dallo steampunk (o da <em>Mad Max<\/em> nello scontro finale); il circo \u00e8 pi\u00f9 quello di <strong>Fellini<\/strong> (con tanto di motivo musicale, ancora di <strong>Mainetti<\/strong> insieme con <strong>Michele Braga<\/strong>, che omaggia <strong>Nino Rota<\/strong>) che di <strong>Tod Browning<\/strong> sicch\u00e9 il rapporto tra <strong>Matilde<\/strong> e <strong>Fulvio<\/strong> potrebbe ricordare quello tra <strong>Gelsomina<\/strong> e <strong>Zampan\u00f2<\/strong>, con <strong>Cencio<\/strong> a fare <strong>Il matto<\/strong>.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"632\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-mainetti-film-2021.jpg?resize=1024%2C632&#038;ssl=1\" alt=\"freaks out mainetti film 2021 - recensione\" class=\"wp-image-3051 size-full\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-mainetti-film-2021.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-mainetti-film-2021.jpg?resize=300%2C185&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-mainetti-film-2021.jpg?resize=768%2C474&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>Comunque la si metta, e qualunque sia il giudizio finale, nessuno pu\u00f2 negare che ci si trovi di fronte a del cinema. E che cosa sia il cinema per gli artefici viene esplicitato nella prima scena: il cinema \u00e8 meraviglia (l&#8217;esibizione di Cencio), divertimento (Mario), spavento (Fulvio), elettricit\u00e0 (Matilde). Cinema a 360 gradi, come quello che <strong>Franz<\/strong> vede nella sua allucinazione (con l&#8217;etere o nell&#8217;etere), cinema che avvolge, immerge. In fondo, l&#8217;alter ego di <strong>Mainetti<\/strong> e <strong>Guaglianone<\/strong> \u00e8 proprio il personaggio interpretato da <strong>Franz Rogowski<\/strong>: un visionario pronto a tutto pur di realizzare la sua visione, finanche a finire nella merda. La follia di chi sa che la sua \u00e8 una prospettiva unica, \u00e8 un vortice in cui si viene travolti dal treno della Ciotat e da <em>Il grande dittatore<\/em>, da <strong>Spielberg<\/strong> e da <em>Springtime for Hitler<\/em>, dai <strong>Radiohead<\/strong> e da <em>Bella ciao<\/em>. <\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"540\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-poster-franz-cover-1024x540.jpg?resize=1024%2C540&#038;ssl=1\" alt=\"freaks out poster franz cover\" class=\"wp-image-3052 size-full\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-poster-franz-cover.jpg?resize=1024%2C540&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-poster-franz-cover.jpg?resize=300%2C158&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-poster-franz-cover.jpg?resize=768%2C405&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freaks-out-poster-franz-cover.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>Tocca ribadirlo, per\u00f2: <strong>Mainetti<\/strong> non \u00e8 <strong>Tarantino<\/strong> n\u00e9 tarantiniano. <em>Freaks Out<\/em> non \u00e8 <em>Bastardi senza gloria<\/em> (fugacemente citato nell&#8217;inquadratura basso\/alto<em> <\/em>nella quale sbucano <strong>Il gobbo<\/strong> e <strong>Gambaletto<\/strong> che scoprono <strong>Matilde<\/strong> nel bosco). <strong>Gabriele Mainetti<\/strong> \u00e8 <strong>Gabriele Mainetti<\/strong>, perch\u00e9 non imita nessuno. C&#8217;\u00e8 chi sostiene che il film sia troppo lungo, ma gli si possono rimproverare l&#8217;eccesso, la distrazione, le digressioni non necessarie? Si pu\u00f2 rimproverare a un innamorato tanta attenzione per l&#8217;oggetto del suo amore? <strong><a href=\"https:\/\/blog.screenweek.it\/2021\/10\/freaks-out-recensione-roberto-recchioni-795415.php\/\">Roberto Recchioni<\/a><\/strong> sostiene che <em>Freaks Out<\/em> consti di tre atti di cui il primo splendido, il secondo meno, il terzo una maionese impazzita, coraggiosa e divertente. Tre atti, come da manuale di sceneggiatura. Tre atti che, per\u00f2, sono anche i tre atti dell&#8217;idea di cinema di <strong>Mainetti<\/strong> (e ce l&#8217;ha dal suo esordio): il primo in cui il regista si presenta (\u00e8 un regista italiano e guarda a una tradizione italiana), il secondo in cui c&#8217;\u00e8 il conflitto (con una tradizione che non ci appartiene) e il terzo in cui avviene la risoluzione e un nuovo equilibrio, un nuovo cinema, un cinema che fonda tradizione italiana e <em>sense of wonder <\/em>di matrice hollywoodiana (ma con molti meno soldi: provate a chiedere alla <strong>Marvel<\/strong> di fare <em>Freaks Out<\/em> con l&#8217;equivalente di 13 milioni di euro). Un nuovo cinema come quello di <strong>Sergio Leone<\/strong> e di <strong>Dario Argento<\/strong>. Un cinema che fa uscire frastornati. E non \u00e8 forse questo che chiediamo quando ci immergiamo nel buio di una sala?<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 in rete un video essay di kogonada, What is neorealism?, in cui l&#8217;autore, confrontando la versione italiana di Stazione Termini di Vittorio De Sica con quella montata a Hollywood da David O. Selznick, sottolinea quali siano le caratteristiche pi\u00f9 evidenti di uno stile, prima che fenomeno, di cos\u00ec largo successo in tutto il mondo. &#8230; <a title=\"Freaks Out di Gabriele Mainetti &#8211; La recensione\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/freaks-out-di-gabriele-mainetti-la-recensione\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Freaks Out di Gabriele Mainetti &#8211; La recensione\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,1],"tags":[1513,1054,2417,1583,2429,2427,2420,2425,2423,2424,2418,2430,2431,2428,1555,2426,2421],"class_list":["post-3047","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-generale","tag-commedia-allitaliana","tag-dario-argento","tag-freaks-out","tag-gabriele-mainetti","tag-giona-a-nazzaro","tag-il-grande-dittatore","tag-kogonada","tag-larmata-brancaleone","tag-lizzani","tag-mario-monicelli","tag-nicola-guaglianone","tag-roberto-recchioni","tag-sergio-leone","tag-springtime-for-hitler","tag-tarantino","tag-tod-browning","tag-x-men"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3047"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3047\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}