{"id":2842,"date":"2020-08-14T09:52:56","date_gmt":"2020-08-14T07:52:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=2842"},"modified":"2020-08-14T13:23:29","modified_gmt":"2020-08-14T11:23:29","slug":"blaxploitation-2-lost-pieces","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/blaxploitation-2-lost-pieces\/","title":{"rendered":"Blaxploitation 2 &#8211; Lost Pieces"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/maxresdefault.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1\" alt=\"Blaxploitation-2-cover\" class=\"wp-image-2844\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/maxresdefault.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/maxresdefault.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/maxresdefault.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/maxresdefault.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sono trascorsi 5 anni dalla prima <a href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/la-blaxploitation-in-10-film\/\">playlist<\/a> sulla <em>blaxploitation&nbsp;<\/em>(probabilmente in rete una tra le cose pi\u00f9 complete in italiano sull&#8217;argomento) e i tempi sembravano maturi per un&#8217;appendice. Nel frattempo&nbsp;<em>Moonlight<\/em> ha vinto un&nbsp;<strong>Oscar <\/strong>come miglior film, come&nbsp;<strong>Spike Lee<\/strong> per la sceneggiatura di&nbsp;<em>BlackKklansman&nbsp;<\/em>(nella quale non manca di stigmatizzare proprio il filone\/genere di cui parliamo) e&nbsp;<strong>Jordan Peele<\/strong> per quella di&nbsp;<em>Scappa &#8211; Get Out<\/em>. Ma non c&#8217;\u00e8 ruffianeria nella scelta di redigere il primo sequel della storia (breve) del blog di <strong>Pigrecoemme<\/strong>, n\u00e9 maldestro tentativo di accodarsi al <em>Black Lives Matter<\/em>. Chi scrive \u00e8 stato molto critico sia nei confronti di <em>Moonlight<\/em> sia di&nbsp;<em>Black Panther<\/em>. Anzi, proprio quest&#8217;ultimo ha suffragato l&#8217;idea che dalla <em>blaxploitation<\/em> non si sia mai venuti fuori solo che ora la si fa coi soldi della <strong>Disney<\/strong>. Perch\u00e9 \u00e8 di quello che si tratta, se anche&nbsp;<strong>Anthony Mackie<\/strong> (che nel&nbsp;<strong>MCU<\/strong> interpreta&nbsp;<strong>Falcon<\/strong>) ha dichiarato: <em>&#8220;Mi d\u00e0 fastidio aver interpretato sette film Marvel in cui ogni produttore, ogni regista, ogni stuntman, ogni costumista, ogni singola persona sul set era bianca. Ma poi hanno fatto&nbsp;Black Panther con un regista nero, un produttore nero, una costumista nera, un coreografo degli stunt nero. Questo fatto \u00e8 pi\u00f9 razzista di ogni altra cosa perch\u00e9 trasmetti l&#8217;idea che puoi ingaggiare persone nere solo per un film su neri. Stai dicendo che non sono abbastanza bravi quando hai un cast per lo pi\u00f9 bianco?&#8221;.&nbsp;<\/em>La&nbsp;<em>blaxploitation&nbsp;<\/em>di cui parliamo noi \u00e8 quella classica, quella&nbsp;<em>seventies<\/em>, e ci siamo sforzati di recuperare titoli trascurati nella prima playlist e perle indiscutibili. Buona lettura.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:44% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"580\" height=\"785\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/206552.1020.A.jpg?resize=580%2C785&#038;ssl=1\" alt=\"sugar_hill\" class=\"wp-image-2845\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/206552.1020.A.jpg?w=580&amp;ssl=1 580w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/206552.1020.A.jpg?resize=222%2C300&amp;ssl=1 222w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">1 &#8211; <strong>Sugar Hill<\/strong> <em>di Paul Maslansky<\/em><br \/>Dopo la notte, ma prima dell&#8217;alba dei morti viventi di <strong>Romero<\/strong>, tocca a <strong>Paul Maslansky <\/strong>recuperare la tradizione vodoo degli zombi, quella descritta da <strong>William Seabrook<\/strong> nel suo libro <em>The Magic Island<\/em>: <em>&#8220;Gli occhi erano il peggio. Non era la mia immaginazione. In verit\u00e0 erano come gli occhi di un morto, fissi, sfocati, incapaci di vedere. L&#8217;intero volto, per quel che importa, era gi\u00e0 messo abbastanza male. Era assente, come se non ci fosse niente dietro. Sembrava non solo senza espressione, ma incapace di averne una&#8221;<\/em>. In questa come in altre pubblicazioni (nonch\u00e9 nella precedente produzione cinematografica, da <em>L&#8217;isola degli zombies<\/em> del 1932 a <em>Ho camminato con uno zombie<\/em> del 1943), si precisa che gli zombi sono esseri umani vivi resi passivi da un sortilegio (pi\u00f9 realisticamente da una neurotossina presente nella polvere somministrata loro durante il rito). In <em>Sugar Hill<\/em>, invece, in una sorta di commistione tra tradizione e nuovo immaginario post <strong>George A.Romero<\/strong>, il vodoo richiama sulla terra proprio i morti, anzi gli schiavi morti nelle piantagioni a causa delle vessazioni dei &#8220;signori&#8221; bianchi. A fare da <strong>Cicerone<\/strong> c&#8217;\u00e8 il <strong>Baron Samedi<\/strong>, figura classica del vodoo, che si vede anche in <em>007 &#8211; Vivi e lascia morire<\/em>, non a caso il <em>Bond movie<\/em> che maggiormente fu influenzato dalla moda <em>blaxploitation<\/em>. Nonostante lo scopo sia il lucro pi\u00f9 bieco, il film riesce comunque a mettere a segno la stoccata politica cogli schiavi trapassati che diventano strumento di vendetta della protagonista (<strong>Marki Bey<\/strong>) contro i nuovi schiavisti. Nei panni di <strong>Mama Maitresse<\/strong>, la medium che mette in moto tutto, troviamo <strong>Zara Culley<\/strong> meglio nota come <strong>Mamma Jefferson<\/strong> della nota sitcom <em>I Jefferson<\/em>.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Sugar Hill (1974) - Trailer #2\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wuBzDJ27w0I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 36%\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"792\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/bitd125photo.jpg?resize=792%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"ganja_and_hess\" class=\"wp-image-2846\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/bitd125photo.jpg?resize=792%2C1024&amp;ssl=1 792w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/bitd125photo.jpg?resize=232%2C300&amp;ssl=1 232w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/bitd125photo.jpg?resize=768%2C993&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/bitd125photo.jpg?w=936&amp;ssl=1 936w\" sizes=\"auto, (max-width: 792px) 100vw, 792px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">2 &#8211; <strong>Ganja &amp; Hess<\/strong> <em>di Bill Gunn<\/em><br \/>Nel 1972 <strong>Samuel Z. Arkoff<\/strong> aveva fatto bei dollaroni con <em>Blacula<\/em> e la produzione chiese a <strong>Bill Gunn<\/strong> di realizzare qualcosa di simile. Ma <strong>Bill Gunn<\/strong> non aveva niente a che fare con la <em>blaxploitation<\/em> e il suo <em>Ganja &amp; Hess<\/em> \u00e8 pi\u00f9 dalle parti di <em>Sweet Sweetback&#8217;s Baadasssss Song<\/em> di <strong>Melvin Van Peebles<\/strong>. Non a caso vinse il Premio della Critica al Festival di Cannes del 1973. Il riconoscimento, tuttavia, non si ripercosse sul successo di pubblico: la <strong>Kelly\/Jordan Enterprises <\/strong>lo distribu\u00ec nel 1973, ma fu un tremendo fiasco. La <strong>Heritage Enterprises<\/strong> lo tagli\u00f2 e aggiunse circa 15 minuti di <em>found footage<\/em> da un altro film distribuendolo un anno dopo col titolo <em>Blood Couple<\/em> spacciandolo per un <em>blaxploitation movie<\/em> classico. Infine, nel 1975, la <strong>Goldstone<\/strong> lo rimise in circolazione nello stesso cut di <em>Blood Couple<\/em>, ma rititolandolo <em>Double Possession<\/em>. In tutto questo, <strong>Bill Gunn<\/strong>, artista a tutto tondo e poco interessato a ingaggiare battaglie legali con la produzione, deposit\u00f2 una copia originale del film presso il Museo d&#8217;Arte Moderna. Ragion per cui oggi siamo in grado di vederlo nella sua versione originaria. Nel ruolo di <strong>Hess<\/strong> c&#8217;\u00e8 <strong>Duane Jones<\/strong> ovvero l&#8217;iconico protagonista nero di <em>La notte dei morti viventi<\/em> di <strong>George A. Romero<\/strong> e le musiche del film sono di <strong>Sam L. Waymon<\/strong>, fratello di <strong>Nina Simone<\/strong>, che compare anche nei panni del reverendo <strong>Luther Williams<\/strong>. <em>Ganja &amp; Hess<\/em> parla, gi\u00e0 nel 1973, di identit\u00e0 nera, di imborghesimento black (basti vedere come i due protagonisti trattano il domestico <strong>Archie<\/strong>: come due &#8220;padroni&#8221; bianchi). Insomma, <strong>Jordan Peele<\/strong> non \u00e8 arrivato primo. E neanche <strong>Spike Lee<\/strong> che nel 2015, infatti, organizza un <em>crowdfunding<\/em> per realizzarne un remake. <em>Da Sweet Blood of Jesus<\/em> (che trovate su <strong>Amazon Prime Video<\/strong>) ricalca abbastanza fedelmente l&#8217;intreccio del prototipo prendendosi alcune licenze (la pi\u00f9 vistosa: il primo sacrificio di <strong>Ganja<\/strong> non \u00e8 un muscoloso e aitante uomo, ma una donna) e, forse anche in forza dei tempi, decisamente pi\u00f9 <em>exploitation<\/em> dell&#8217;originale. Sicuramente <strong>Spike Lee<\/strong>, seppur autore, \u00e8 regista pi\u00f9 tradizionale che rende narrativo quel che in <strong>Gunn<\/strong> era <em>arty<\/em> e concettuale. <\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ganja &amp; Hess Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4VFO43171M4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"714\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/slaughter_poster_04.jpg?resize=714%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"slaughter\" class=\"wp-image-2847\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/slaughter_poster_04-scaled.jpg?resize=714%2C1024&amp;ssl=1 714w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/slaughter_poster_04-scaled.jpg?resize=209%2C300&amp;ssl=1 209w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/slaughter_poster_04-scaled.jpg?resize=768%2C1101&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/slaughter_poster_04-scaled.jpg?resize=1072%2C1536&amp;ssl=1 1072w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/slaughter_poster_04-scaled.jpg?resize=1429%2C2048&amp;ssl=1 1429w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/slaughter_poster_04-scaled.jpg?w=1786&amp;ssl=1 1786w\" sizes=\"auto, (max-width: 714px) 100vw, 714px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">3 &#8211; <strong>Slaughter<\/strong> <strong>uomo mitra<\/strong> <em>di Jack Starrett<\/em><br \/>Secondo <strong>Darius James<\/strong> (in <em>That\u2019s Blaxploitation!: Roots of the Baadasssss \u2018Tude \u2013 Rated X by an All-Whyte Jury<\/em>) il primo film che rispetta tutti i canoni dell&#8217;<em>exploitation black<\/em> non \u00e8 <em>Sweetback&#8217;s Baadasssss Song<\/em>, troppo artistico e d&#8217;autore, ma <em>Slaughter<\/em> diretto da <strong>Jack Starrett<\/strong> (successivamente al timone anche di <em>Cleopatra Jones: licenza di uccidere<\/em>) e prodotto dallo scaltro <strong>Samuel Z. Arkoff<\/strong> con la sua <strong>AIP<\/strong> (<strong>American International Pictures<\/strong>). Il protagonista \u00e8 <strong>Jim Brown<\/strong>, <em>running back<\/em> dei <strong>Cleveland Browns<\/strong> dal 1957 al 1965<strong> <\/strong>e poi attore (cominciando dalla serie A di <em>Quella sporca dozzina<\/em>, <em>Base artica zebra<\/em>, <em>I 6 della grande rapina<\/em> per poi diventare star della <em>blaxploitation<\/em>). <strong>Darius James<\/strong> ha tutti i motivi per ritenere <em>Slaughter<\/em> il prototipo della <em>blaxploitation<\/em>: la trama \u00e8 ridotta all&#8217;osso, il protagonista non si capisce che lavoro faccia (\u00e8 un ex berretto verde, nero &#8220;<em>e questa \u00e8 una notizia<\/em>&#8221; afferma una finta giornalista nei primi minuti del film). Si pu\u00f2 definire una sorta di avventuriero che persegue una vendetta personale e incidentalmente si trova a lavorare con i Federali contro un nemico comune: il mafioso <strong>Mario Felice<\/strong>. Anche se il vero nemico \u00e8 <strong>Dominick Hoffo<\/strong> interpetato da <strong>Rip Torn<\/strong>. Scene d&#8217;azione, pochi fronzoli, sesso interrazziale (con <strong>Stella Stevens<\/strong>) e grandangoli che irrompono piuttosto gratuitamente nel d\u00e9coupage. Il successo fu tale che appena un anno dopo la <strong>AIP<\/strong> confezion\u00f2 il sequel affidandolo al pi\u00f9 solido <strong>Gordon Douglas<\/strong> (regista di <em>Assalto alla terra<\/em>, quello con le formiche giganti). <em>Slaughter&#8217;s Big Rip-Off<\/em> (in Italia giunto col titolo <em>Un duro al servizio della polizia<\/em>) approfitta di un evidente budget pi\u00f9 alto (ma non di tanto) e di una maggior professionalit\u00e0 dietro la mdp per guadagnarne in efficacia nella parte action, ma non nel plot. La sinossi, infatti, \u00e8 la solita riga di trama scritta su un tovagliolino sporco. Le musiche del sequel, imprescindibili nella <em>blaxploitation<\/em>, sono di <strong>James Brown<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Slaughter (1972) - Trailer HD 1080p\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kc8TU4D0ltY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"750\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sAXm4DekviDqETxnxsTQM4druy5.jpg?resize=500%2C750&#038;ssl=1\" alt=\"dolemite\" class=\"wp-image-2848\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sAXm4DekviDqETxnxsTQM4druy5.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sAXm4DekviDqETxnxsTQM4druy5.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4 &#8211; <strong>Dolemite<\/strong> <em>di Rudy Ray Moore<\/em>\/<strong>Dolemite is my name<\/strong> <em>di Craig Bewer<\/em><br \/>Prima di <em>Dolemite is My Name <\/em>su <strong>Netflix<\/strong>, forse l&#8217;unico altro <em>biopic<\/em> sulla <em>blaxploitation<\/em> \u00e8 <em>Baadasssss! How to Get the Man&#8217;s Foot Outta Your Ass<\/em> con cui <strong>Mario Van Peebles<\/strong>, nel 2003, ricostruiva le vicende produttive di <em>Sweetback&#8217;s Baadasssss Song<\/em> del padre <strong>Melvin<\/strong>. La storia di <strong>Rudy Ray Moore<\/strong>, comico afroamericano diventato celebre per il suo personaggio di <strong>Dolemite<\/strong>, un <em>pimp<\/em> che parla in rima (negli anni &#8217;80 gli fu riconosciuto il titolo di &#8220;Padrino del rap&#8221;), nelle mani di <strong>Scott Alexander <\/strong>e<strong> Larry Karaszewski<\/strong> (gli sceneggiatori di <em>Ed Wood<\/em>, <em>Larry Flint<\/em>, <em>Man on the Moon<\/em>, <em>Big Eyes<\/em>, <em>American Crime Story<\/em>) diventa un emblematico viaggio dell&#8217;eroe <em>loser<\/em> che ce la fa con la forza della volont\u00e0 e contro tutti (finanche contro la <strong>AIP<\/strong> che con la <em>blaxploitation<\/em> ci aveva guadagnato, ma a quel tempo cercava di rifarsi un&#8217;immagine). Del resto, <em>Dolemite<\/em> non trova spazio neanche nell&#8217;imprescindibile libro di <strong>Darius James<\/strong> dove si spiega bene cosa fosse il <em>pimp<\/em> (e si cita <em>Pimp: The Story of My Life<\/em> firmato da <strong>Iceberg Slim<\/strong>, al secolo <strong>Robert Beck<\/strong>, che fu davvero un protettore prima di ritirarsi ed essere riconosciuto da molti quale iniziatore della <em>Street Lit<\/em>. <strong>Irwine Welsh<\/strong> ha detto di lui: \u201cI<em>ceberg Slim ha fatto per il pimp quello che Jean Genet ha fatto per l\u2019omosessuale e ladro e William Burroughs ha fatto per il tossico: ne ha articolato i pensieri e i sentimenti, vivendoli di persona. La grande differenza \u00e8 che quelli erano bianchi<\/em>\u201c).<br \/>Per cui <strong>Dolemite is My Name<\/strong> riempie un vuoto e aggiunge un nuovo capitolo al puzzle dei perdenti di successo che <strong>Alexander &amp; Karaszewski<\/strong> stanno costruendo negli anni. Grazie a <strong>Tim Burton<\/strong>, <strong>Milos Forman<\/strong>, <strong>Ryan Murphy<\/strong> e in questo caso a un <strong>Eddie Murphy<\/strong> che dimostra quanto il cinema, in fondo, sia stato ingeneroso con lui.<br \/><strong>Rudy Ray Moore<\/strong> sarebbe tornato nei panni di <strong>Dolemite<\/strong> in <em>The Human Tornado<\/em> e come protagonista in altre due pellicole della fase calante della <em>blaxploitation<\/em>: <em>Petey Wheatstraw<\/em> e <em>Disco Godfather<\/em>.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Dolemite: 1975 Theatrical Trailer (Vinegar Syndrome)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WvMrqJU2jPY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Dolemite Is My Name 2019 Official Trailer HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MKqjQTowdUY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"846\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/AmazingGraceposter.jpg?resize=600%2C846&#038;ssl=1\" alt=\"Amazing_Grace\" class=\"wp-image-2849\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/AmazingGraceposter.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/AmazingGraceposter.jpg?resize=213%2C300&amp;ssl=1 213w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">5 &#8211; <strong>Amazing Grace<\/strong> <em>di Stan Lathan<\/em><br \/>Nel 1974 l&#8217;aria \u00e8 cambiata. Apparentemente. <strong>MGM <\/strong>e <strong>United Artists<\/strong> uniscono le loro forze e i loro budget per produrre <em>Amazing Grace<\/em> diretto dal giovane afroamericano <strong>Stan Lathan<\/strong> (che poi \u00e8 diventato un regista televisivo affidabile da <em>Sanford &amp; Son<\/em> a <em>Hill Street<\/em> fino agli show di <strong>Cedric The Entertainer<\/strong> e soprattutto di <strong>Dave Chappelle<\/strong>). La protagonista di <em>Amazing Grace<\/em> \u00e8 un mito della cultura black (per nulla conosciuta in Italia): <strong>Moms Mabley<\/strong>, forse la prima e, per tanto tempo l&#8217;unica, stand-up comedian donna e afroamericana. Nel 2013 <strong>Whoopy Goldberg<\/strong> ha diretto per la <strong>HBO<\/strong> un doc su di lei (<em>Moms Mabley: I Got Somethin&#8217; to Tell You<\/em>) e viene citata anche in  <em>The Marvelous Mrs. Maisel<\/em>. <em>Amazing Grace<\/em> \u00e8 una commedia ed \u00e8 decisamente un&#8217;opera politica. <strong>Grace&nbsp;Taesdale Grimes<\/strong> non \u00e8 una <em>mammy<\/em> (semmai la impersona per poter sottrarre documenti importanti al sindaco corrotto), aiuta il suo nuovo vicino a vincere le elezioni a sindaco di <strong>Baltimora<\/strong> e soprattutto a sottrarsi al gioco del partito repubblicano che vuole usarlo solo per togliere voti ai liberali perch\u00e9 &#8220;<em>dopo tutti i sit-in in cui non ti sei seduto, dopo tutto quello che hai fatto per l&#8217;uomo bianco, non ti lascer\u00e0 fare quello che vuoi fare<\/em>&#8220;. <strong>Grace<\/strong> arringa i giovani universitari in un&#8217;aula magna sicch\u00e9 anche il prologo in treno (con uno scontro generazionale tra afroamericani) che pareva un semplice diversivo assume un significato importante. <strong>Welton J. Waters<\/strong> diventa sindaco e <strong>Grace<\/strong> (o <strong>Moms Mabley<\/strong>) alla fine guarda in macchina e annuncia allo spettatore che alla Casa Bianca hanno bisogno di lei. Ce ne vorr\u00e0 di tempo, ma le immagini del sindaco e della moglie <strong>Creola<\/strong> che salutano i cittadini, viste a posteriori, fanno pensare a <strong>Barack <\/strong>e <strong>Michelle Obama<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Amazing Grace Official Trailer #1 - James Karen Movie (1974) HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aGc6R9k77fc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/1.jpg?resize=717%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"devils_express\" class=\"wp-image-2850\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/1.jpg?resize=717%2C1024&amp;ssl=1 717w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/1.jpg?resize=210%2C300&amp;ssl=1 210w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/1.jpg?resize=768%2C1096&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/1.jpg?w=912&amp;ssl=1 912w\" sizes=\"auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">6 &#8211; <strong>Devil&#8217;s Express<\/strong> <em>di Barry Rosen<\/em><br \/>Della <em>blax fu<\/em> ne abbiamo parlato anche nella prima playlist dedicata alla <em>blaxploitation<\/em>. Si tratta di una costola del filone la cui star \u00e8 <strong>Jim Kelly<\/strong>. L&#8217;unica perch\u00e9 gli altri sono dimenticabili e dimenticati. Come <strong>Warhawk Tanzania<\/strong>, protagonista di sole due pellicole, <em>Black Force<\/em> e questo <em>Devil&#8217;s Express<\/em> che \u00e8 talmente brutto da fare il giro e diventare sublime. Il raschiamento del fondo di un genere ormai alla frutta nel 1976 prevede guerra tra gang di neri e cinesi (<strong>Black Spades<\/strong> e <strong>Red Dragons<\/strong>, infatti \u00e8 noto anche col titolo alternativo <em>Gang Wars<\/em>), un prologo ambientato in Cina nel 200 a.C. con una mattanza girata talmente male che si vede schizzare il sangue dalla lama prima che abbia colpito, la sottrazione di un amuleto da parte di un amico\/allievo del protagonista che si chiama <strong>Rodan<\/strong> come il mostro alato del film di <strong>Ishir\u014d Honda<\/strong>, un demone che si impossessa del corpo di un cinese che arriva a <strong>New York<\/strong> con degli occhi dipinti palesemente sulle palpebre chiuse e che poi si installa nella metropolitana, lunghe sequenze con musica a coprire i dialoghi (forse troppo brutti, forse non registrati), il protagonista e la sua donna che fanno colazione mangiando uova e pancetta con le bacchette per far capire che amano la cultura orientale (ma fino a un certo punto), scontri che sembrano dimostrazioni a neofiti delle tecniche di arti marziali per quanto sono impacciati e lenti, un vecchio saggio cinese interpretato, non si capisce perch\u00e9, da un attore giovane con della creta messa male in faccia e, per concludere, il <em>redde rationem<\/em> conclusivo tra <strong>Luke<\/strong> e il demone che \u00e8 un mostro della laguna nera fatto cogli scarti di cartapesta. Da non perdere.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"&quot;DEVIL&#039;S EXPRESS&quot; TV AD (1976, aka &quot;GANG WARS&quot;)\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lLLDuHphZAY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen title=\"\"DEVIL'S EXPRESS\" TV AD (1976, aka \"GANG WARS\")\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:47% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"473\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/which-way-is-up.jpg?resize=600%2C473&#038;ssl=1\" alt=\"which_way_is_up\" class=\"wp-image-2852\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/which-way-is-up.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/which-way-is-up.jpg?resize=300%2C237&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">7 &#8211; <strong>Which Way Is Up? <\/strong><em>di Michael Schultz<\/em><br \/>Di <em>Which Way Is Up?<\/em> <strong>Richard Pryor<\/strong> non parla nemmeno nella sua autobiografia <em><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Che-cazzo-faccio-Unautobiografia-sboccata\/dp\/8865060921\">Che cazzo ci faccio io qui?<\/a><\/em> pubblicata in Italia da <strong>Sagoma Comedy<\/strong>. Si tratta, incredibile a dirsi, del remake americano di <em>Mim\u00ec metallurgico ferito nell&#8217;onore<\/em> di <strong>Lina Wertm\u00fcller<\/strong>, in cui <strong>Pryor<\/strong> interpreta tre ruoli (<strong>Leroy Jones<\/strong>, suo padre <strong>Rufus Jones<\/strong> e il reverendo <strong>Lenox Thomas<\/strong> che qui ha il ruolo rivestito nell&#8217;originale dal brigadiere <strong>Amilcare Finocchiaro<\/strong>). Dietro la mdp <strong>Michael Schultz<\/strong> gi\u00e0 al timone, con <strong>Pryor<\/strong>, di <em>Car Wash<\/em> e di <em>Il circuito della paura<\/em> (<em>biopic<\/em> su <strong>Wendell Scott<\/strong>, primo pilota nero del circuito <strong>Nascar<\/strong>) dove sostitu\u00ec <strong>Melvin Van Peebles<\/strong> che protest\u00f2 per la esigua presenza di neri nella troupe senza la solidariet\u00e0 di <strong>Pryor<\/strong>. Il che ci riporta al tema del film perch\u00e9, pi\u00f9 o meno come l&#8217;originale, <strong>Leroy<\/strong> diventa bandiera della protesta sindacale (casualmente), ma ben presto trova pi\u00f9 conveniente stare al soldo del &#8220;padrone&#8221; bianco, del capitalismo tentacolare (un anello indossato dagli accoliti qui sta ai nei di <strong>Turi Ferro<\/strong> che nel film italiano interpreta tutti i cugini <strong>Tricarico<\/strong>). Combattuto tra la conquista di maggiori diritti, un&#8217;idea rivoluzionaria di identit\u00e0 razziale e di genere, e atavici costrutti mentali del maschio nero, <strong>Leroy<\/strong> verr\u00e0 abbandonato da tutti come <strong>Mim\u00ec<\/strong>, ma mentre per quest&#8217;ultimo ci sar\u00e0 la solitudine totale ben rappresentata dal Campo Lungo nella cava dove cade disperato, il primo trover\u00e0 un motivo di riscatto rispondendo per le rime al titolare della <strong>Agrico<\/strong> e avviandosi lungo la strada verso un futuro ignoto, ma migliore.<br \/><br \/><\/p>\n\n\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Which Way Is Up? (1977) trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oQmDOSMVSLk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/s-l1000.jpg?resize=384%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"emma_mae\" class=\"wp-image-2853\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/s-l1000.jpg?w=384&amp;ssl=1 384w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/s-l1000.jpg?resize=192%2C300&amp;ssl=1 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">8 &#8211; <strong>Emma Mae<\/strong> <em>di Jamaa Fanaka<\/em><br \/>Lo avrete letto nella prima playlist: nella blaxploitation <strong>Pam Grier<\/strong> non ha avuto rivali. <em>Cleopatra Jones<\/em> e <em>T.N.T. Jackson<\/em> non hanno inciso quanto <em>Foxy Brown<\/em> o <em>Coffy<\/em>. Men che meno ha potuto fare qualcosa <strong>Lola Falana<\/strong> (molto nota anche in <strong>Italia<\/strong> dove apparve in tv, in un paio di musicarelli, <em>Stasera mi butto<\/em> e <em>Quando dico che ti amo<\/em>, e, diretta da <strong>Siro Marcellini<\/strong>, fu addirittura protagonista di uno spaghetti-western, <em>Lola Colt<\/em>), interprete principale di <em>Lady Cocoa<\/em>, perch\u00e9 il personaggio del titolo \u00e8 una pupa del gangster che intende testimoniare contro di lui, quindi una vittima, un bersaglio da proteggere a differenza delle donne forti dei film citati. <em>Lady Cocoa<\/em> \u00e8 inguardabile per un&#8217;ora, poi negli ultimi trenta minuti si riprende, tra twist narrativi e azione scatenata (e con una coppia di taciturni killer che sembra arrivare da un film mai fatto dei <strong>Coen<\/strong>), ma il lavoro di <strong>Matt Cimber<\/strong> non ha lasciato tracce come quasi tutta la sua filmografia. A provare a fare qualcosa di diverso \u00e8 <strong>Jamaa Fanaka<\/strong> nel 1976.  <em>Emma Mae<\/em> aspira a essere spaccato sociale, ma la parabola che porta la protagonista eponima a trasformarsi da ingenua ragazza di campagna a imprenditrice, rapinatrice e <em>agit prop<\/em> \u00e8 del tutto implausibile per quanto \u00e8 rapida, priva di approfondimento psicologico e gratuita. <strong>Jerry Hayes<\/strong> (questa risulta la sua unica prova da attrice) mena e d\u00e0 calci, ma il momento migliore \u00e8 quando, a finire sotto i suoi colpi, \u00e8 il nero che l&#8217;ha illusa e ingannata. L\u00ec <em>Black Power<\/em> e <em>Girl Power<\/em> confluiscono in un unico personaggio (infatti \u00e8 noto anche col titolo <em>Black Sister Revenge<\/em>). Troppo poco, comunque, per l&#8217;ambizione evidente della pellicola.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Emma Mae (1976, trailer) [Jerri Hayes, Ernest Williams II, Malik Carter ]\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NQZUkw98q-o?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"566\" height=\"839\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Boss-Nigger-Poster.jpg?resize=566%2C839&#038;ssl=1\" alt=\"Boss_Nigger_Poster\" class=\"wp-image-2854\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Boss-Nigger-Poster.jpg?w=566&amp;ssl=1 566w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Boss-Nigger-Poster.jpg?resize=202%2C300&amp;ssl=1 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">9 &#8211; <strong>Boss Nigger<\/strong> <em>di Jack Arnold<\/em><br \/>Gli esempi di western <em>blaxploitation<\/em>i si contano sulle dita di una mano pi\u00f9 uno e in tutti c&#8217;\u00e8 <strong>Fred Williamson<\/strong>: a partire da <em>Libero di crepare<\/em> (e relativo seguito <em>The Soul of Nigger Charlie<\/em>) fino a <em>Joshua<\/em> passando per <em>Adi\u00f3s Amigo<\/em> (che interpreta al fianco di <strong>Richard Pryor<\/strong> e dirige anche) e <em>La parola di un fuorilegge&#8230; \u00e8 legge!<\/em> diretto da <strong>Antonio Margheriti<\/strong>. <strong>Williamson<\/strong> ha condiviso con altri il ruolo di icona del filone, ma ha detenuto da solo lo scettro di questa costola. <em>Boss Nigger<\/em>, tra l&#8217;altro, \u00e8 il primo film che sceneggia lasciando la direzione alla mano esperta di <strong>Jack Arnold<\/strong> (s\u00ec proprio lui: il regista di <em>Il mostro della laguna nera<\/em>) conosciuto sul set di <em>Con tanti cari&#8230; cadaveri detective Stone<\/em>. <strong>Boss Nigger<\/strong> solidarizza con gli ultimi, coi messicani, perch\u00e9, come recita il testo della canzone che accompagna i titoli, &#8220;<em>Black man in a white man&#8217;s town.<br \/>He&#8217;s got trouble<\/em>&#8220;. Si autoproclama sceriffo e insieme col sodale <strong>Amos<\/strong> (<strong>D&#8217;Urville Martin<\/strong>, frequente partner cinematografico di <strong>Williamson<\/strong>) instaura una legge nuova, in base alla quale dire &#8220;negro&#8221; ti costa 20 dollari di multa o 4 giorni di carcere. La pellicola ha un andamento finanche picaresco, ma l&#8217;epilogo \u00e8 tragico e disilluso (siamo nel 1974: il western, tra variante spaghetti e rivisitazione <em>New Hollywood<\/em>, ha perso quella sua aura mitica) perch\u00e9 la vittoria di <strong>Boss Nigger<\/strong> \u00e8 davvero amara. E stavolta le parole della canzone, &#8220;<em>He&#8217;s so bad.<br \/>They call him boss; he&#8217;s the boss; boss nigga<\/em>&#8220;, fanno quasi da crudele contrappunto a quanto effettivamente avvenuto.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Boss Nigger trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fWDTw7IjeiI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 44%\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"489\" height=\"750\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/tumblr_m69ekhF5kG1qa23ofo1_500.jpg?resize=489%2C750&#038;ssl=1\" alt=\"the_black_gestapo\" class=\"wp-image-2855\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/tumblr_m69ekhF5kG1qa23ofo1_500.jpg?w=489&amp;ssl=1 489w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/tumblr_m69ekhF5kG1qa23ofo1_500.jpg?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w\" sizes=\"auto, (max-width: 489px) 100vw, 489px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">10 &#8211; <strong>The Black Gestapo<\/strong> <em>di Lee Frost<\/em>\/<strong>Black Samson<\/strong> <em>di Charles Bail<\/em><br \/>La Trinit\u00e0 che, secondo <strong>Darius James<\/strong>, negli anni &#8217;70 sostitu\u00ec quella classica <em>Coon-Tom-Mammy<\/em>, fu quella delle tre P: <em>Pusher-Pimp-Panther<\/em>. Il terzo elemento \u00e8 quello che combatte per la dignit\u00e0 dei neri e la conquista di maggiori diritti. La <strong>Grace<\/strong> di <em>Amazing Grace<\/em>, come detto, si traveste da <em>Mammy<\/em>, ma in fondo \u00e8 una vera <em>Panther<\/em>. Chiudiamo questa seconda playlist dedicata alla <em>blaxploitation<\/em> con due titoli i quali trattano in modo diverso le rivendicazioni del <em>Black Power<\/em>. In <em>The Black Gestapo<\/em> una frangia dell&#8217;Esercito Popolare del <strong>Generale Ahmed<\/strong> (&#8220;<em>Nessuno ti rispetter\u00e0 se non ti rispetti<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Martin Luther King aveva un sogno ed \u00e8 stato fatto saltare nell&#8217;eternit\u00e0 con lui<\/em>&#8220;), comandata dall&#8217;ambiguo <strong>Colonnello Kojah<\/strong>, stanca dei soprusi e delle estorsioni della mafia comandata da <strong>Vince<\/strong> (lo stesso regista), decide di abbandonare la strada pacifica e usare la violenza. Ma il potere d\u00e0 alla testa e questa forza di polizia finisce semplicemente col sostituirsi alla mafia, perpetrando gli stessi crimini, ma con l&#8217;aggravante di farlo ai danni dei fratelli neri. Anche il <strong>Generale Ahmed<\/strong> disseppellir\u00e0 l&#8217;ascia di guerra per porre fine alla vergogna. <em>The Black Gestapo<\/em> vive dell&#8217;ambiguit\u00e0 del filone: sembra voler mettere sul tavolo il tema della degenerazione dell&#8217;esercizio del potere, ma in fondo mira soltanto all&#8217;esibizione di sesso e violenza (che contempla anche un&#8217;evirazione nella vasca da bagno che anticipa quella della <strong>Jennifer<\/strong> di <em>I Spit on Your Grave<\/em> di <strong>Meir Zarchi<\/strong>) come ogni prodotto <em>exploitation<\/em>. Del resto, <strong>Lee Frost<\/strong> \u00e8 uno dei nomi di punta del genere in ogni sua diramazione: come <strong>R.L.Frost<\/strong> lo ricordiamo artefice di <em>Camp 7 Lager femminile<\/em>, un <em>WIP<\/em> (<em>Women in Prison<\/em>) <em>naziploitation <\/em>diventato di culto. E dalla <em>naziploitation<\/em> alla <em>black naziploitation<\/em> (compreso accostamento incosciente tra <strong>Hitler<\/strong> e l&#8217;apparizione del titolo) \u00e8 un attimo.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"622\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/black_samson_poster_01-2.jpg?resize=622%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"black_samson\" class=\"wp-image-2858\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/black_samson_poster_01-2-scaled.jpg?resize=622%2C1024&amp;ssl=1 622w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/black_samson_poster_01-2-scaled.jpg?resize=182%2C300&amp;ssl=1 182w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/black_samson_poster_01-2-scaled.jpg?resize=768%2C1264&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/black_samson_poster_01-2-scaled.jpg?resize=933%2C1536&amp;ssl=1 933w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/black_samson_poster_01-2-scaled.jpg?resize=1244%2C2048&amp;ssl=1 1244w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/black_samson_poster_01-2-scaled.jpg?w=1555&amp;ssl=1 1555w\" sizes=\"auto, (max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Black Samson<\/em>, invece, \u00e8 distribuito dalla <strong>Warner<\/strong>. E si nota. Siamo sempre nell&#8217;ambito della serie B e di investimenti limitati, ma anche ben lontani dalla sciatteria e dalla miseria di <em>The Black Gestapo<\/em>. Basterebbe la scena finale della rivolta contro i mafiosi (il tema della guerra tra neri e mafiosi italoamericani \u00e8 ricorrente nella <em>blaxploitation<\/em> e sicuramente <strong>Noah Hawley<\/strong> ne ha tenuto conto nell&#8217;ideazione della quarta stagione di <em>Fargo<\/em>), spettacolare e certamente dispendiosa, per capire che ci troviamo nello stesso fottuto sport, ma in una serie maggiore. <strong>Samson<\/strong> (<strong>Rockne Tarkington<\/strong>) \u00e8 un <em>Panther<\/em> senza macchia che,  come il giudice biblico da cui prende il nome, cerca di mantenere la pace nel suo quartiere cacciando i Filistei rappresentati dai mafiosi che hanno interesse a gestire affari sporchi, ma anche &#8220;fratelli&#8221; finiti sulla cattiva strada (<strong>Arthur<\/strong> che, invece, della Trinit\u00e0 \u00e8 il <em>Pusher<\/em>). <strong>Samson<\/strong> \u00e8 un <em>Panther<\/em> e ha un leone nel suo bar frequentatissimo. Quando la sua nemesi <strong>Johnny Nappa<\/strong> gli far\u00e0 esplodere il locale e rapir\u00e0 la sua donna, <strong>Samson<\/strong> capir\u00e0 che non \u00e8 solo e la gente del suo quartiere comprender\u00e0 che l&#8217;unione fa la forza. Che il colpo finale a <strong>Johnny Nappa<\/strong>, nello scontro conclusivo, sia assestato da <strong>Samson<\/strong> con una catena, invece che col bastone con cui si accompagna solitamente, \u00e8 un segno della riscossa nera. E un auspicio.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"The Black Gestapo (Ghetto Warrios) - Trailer (1975)\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5t_GIRJ1_2k?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Black Samson (1974) trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/o5a6igG29yk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo 5 anni Rosario Gallone torna a scrivere di blaxploitation con una nuova playlist.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[950,1,919],"tags":[2355,2365,1366,1344,2354,2364,2359,2352,2361,2356,58,1354,2351,1353,2357],"class_list":["post-2842","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-generale","category-playlist","tag-black-gestapo","tag-black-samson","tag-blax-fu","tag-blaxploitation","tag-darius-james","tag-emma-mae","tag-fred-williamson","tag-ganja-hess","tag-lina-wertmuller","tag-moms-mabley","tag-pigrecoemme","tag-richard-pryor","tag-slaughter","tag-spike-lee","tag-whoopy-goldberg"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2842"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2842\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}