{"id":2705,"date":"2020-04-19T16:05:56","date_gmt":"2020-04-19T14:05:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=2705"},"modified":"2020-04-19T16:43:16","modified_gmt":"2020-04-19T14:43:16","slug":"lozploitation-in-10-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/lozploitation-in-10-film\/","title":{"rendered":"L&#8217;Ozploitation in 10 film"},"content":{"rendered":"\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ozploitation.jpg?resize=1200%2C674&#038;ssl=1\" alt=\"ozploitation\" class=\"wp-image-2707\" width=\"1200\" height=\"674\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ozploitation.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ozploitation.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ozploitation.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ozploitation.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ozploitation.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa significa il prefisso &#8220;oz&#8221;? Si tratta della forma contratta della pronuncia sonora australiana (o neozelandese) della parola <em>aussie<\/em> (<em>\u0252zi<\/em> con la sonora \/z\/ al posto della sorda \/s\/) con la quale si indica il cittadino australiano per distinguerlo da quello inglese colonizzatore. La <em>cultural cringe<\/em> (sudditanza culturale) che per secoli ha caratterizzato gli Australiani ha fatto in modo che <em>aussie<\/em> fosse connotato e utilizzato spregiativamente.  Spesso dagli stessi Australiani. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ozploitation<\/em> risulta quindi dalla fusione tra <em>oz<\/em> ed <em>exploitation<\/em> con cui si indica un tipo di film che punta ai bassi istinti dello spettatore schiacciando il pedale del sesso e della violenza senza lesinare in dettagli espliciti sia dell&#8217;uno che dell&#8217;altra. L&#8217;autore di questo neologismo parrebbe essere <strong>Mark Hartley<\/strong>, regista del documentario <em>Not Quite Hollywood: The Wild, Untold Story of Ozploitation!<\/em>, il quale avrebbe raccolto il suggerimento di <strong>Quentin Tarantino<\/strong> (abbondantemente chiamato in causa nel film in qualit\u00e0 di esperto) ovvero definire <em>aussieploitation<\/em> le innumerevoli pellicole di genere (dalla commedia <em>ocker<\/em> sul tipico <em>aussie<\/em> rozzo e con un problematico rapporto con le donne, di cui <em>Mr Crocodile Dundee<\/em> rappresenter\u00e0 la versione edulcorata ed esportabile, all&#8217;horror passando per il thriller e la fantascienza distopica) girate in Australia tra i &#8217;70 e gli &#8217;80. Il motivo di questa proliferazione di cinema in un paese nel quale negli anni &#8217;50 si erano girati solo tredici lungometraggi e nel triennio 1963-1966 neanche uno, \u00e8 di matrice politica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla fondazione dell&#8217;<strong>Australian Council of the Arts<\/strong> a opera del primo ministro <strong>Harold Holt<\/strong> nel 1967 si arriver\u00e0, nel 1975, alla creazione dell&#8217;<strong>Australian Film Commission<\/strong> passando per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;<strong>AFTS<\/strong>, la prima scuola di cinema australiana guidata da <strong>Jerzy Toepliz<\/strong>. Film d&#8217;autore e film di genere invadono le sale, vengono promossi all&#8217;estero (<em>Patrick<\/em>, un horror seminale di <strong>Richard Franklin<em> <\/em><\/strong>sar\u00e0 presente a Cannes nella <em>Quinzaine des realisateurs<\/em>) e favoriscono le carriere di registi e attori che emigreranno a <strong>Hollywood<\/strong> (<strong>Peter Weir<\/strong><em><strong>, <\/strong><\/em><strong>Bruce Beresford<\/strong>, <strong>Phillip Noyce<\/strong>, <strong>George Miller<\/strong>, <strong>Mel Gibson<\/strong> e pi\u00f9 di recente <strong>Nicole Kidman<\/strong>, <strong>Russell Crowe<\/strong>, <strong>Hugo Weaving<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"219\" height=\"300\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ozploitation-nocturno.jpeg?resize=219%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"ozploitation nocturno\" class=\"wp-image-2711\"\/><figcaption>La copertina del numero 84 di Nocturno<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente l&#8217;<em>ozploitation<\/em> si ritrova anche in pellicole pi\u00f9 recenti (da <em>Animal Kingdom<\/em> e <em>The Rover<\/em> di <strong>David Mich\u00f4d<\/strong> al dittico <em>Wolf Creek<\/em> di <strong>Greg McLean<\/strong> che trasforma in <em>villain<\/em> il protagonista dell&#8217;<em>ocker movie<\/em> con tanto di quiz alla <em>Scream<\/em> sulla cultura <em>aussie <\/em>nel secondo capitolo e questo senza tirare in ballo i remake: <em>Patrick<\/em> firmato, nel 2013 dal <strong>Mark Hartley<\/strong> che ha coniato il termine <em>ozploitation<\/em>; <em>Long Weekend<\/em>, <em>Turkey Shoot<\/em>), ma noi prenderemo in considerazione i primi due decenni, quelli in cui il filone si \u00e8 sviluppato senza consapevolezza di esserlo. In Italia non c&#8217;\u00e8 una pubblicistica sul tema (e molti dei film <em>ozploitation<\/em> non sono mai stati distribuiti), fatta esclusione per un dossier di quella riserva indiana che \u00e8 <strong>Nocturno<\/strong> (numero 84). <strong>Pigrecoemme<\/strong> arriva seconda. Buona lettura.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1 &#8211; <strong>Wake in Fright <\/strong><em>di Ted Kotcheff<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando nel 2002 venne pubblicato il saggio intitolato <em>Prigionieri dell&#8217;Oceania &#8211; Il riscatto postmoderno del cinema degli antipodi<\/em> a firma del sottoscritto, <em>Wake in Fright<\/em> non era stato ancora ritrovato, restaurato da <strong>Scorsese<\/strong> e riproiettato a <strong>Cannes<\/strong> dove aveva concorso nel 1971. La tesi del saggio era che il cinema australiano nasceva postmoderno tra istanza autoriale europea (inglese) e necessit\u00e0 commerciale (americana), tra alto e basso. <em>Wake in Fright<\/em> era (ed \u00e8) una scheggia impazzita, un corpo estraneo (non a caso rifiutato dalla comunit\u00e0 australiana), diretto dal canadese <strong>Ted Kotcheff<\/strong> (quello di <em>Rambo<\/em> e <em>Weekend con il morto<\/em>) e con due inglesi protagonisti. <strong>Gary Bond<\/strong>, quasi un sosia di <strong>Peter O&#8217; Toole<\/strong>, \u00e8 una sorta di <strong>Lawrence d&#8217;Australia<\/strong> precipitato nell&#8217;Inferno dell&#8217;outback aussie che sembra la <strong>Sicilia<\/strong> apocalittica di <strong>Cipr\u00ec<\/strong> e <strong>Maresco<\/strong>, con uomini che sublimano la sessualit\u00e0 nel gioco, le sbronze, la caccia al canguro e le risse, tutti salvo l&#8217;altro civilizzato, <strong>Doc<\/strong>, <strong>Donald Pleasance<\/strong>, artefice di uno stupro alla <em>Deliverance<\/em>. Un Inferno che, come il nastro di <strong>Moebius<\/strong>, ti riconduce sempre al punto di partenza e che prevede, come contrappasso, che un uomo che lavora con le parole non si faccia mai comprendere, un Inferno che \u00e8 un po&#8217; l&#8217;alba dell&#8217;uomo dove gli inserti dei canguri che stramazzano a terra ricordano quelli, flashforward, dei tapiri di <em>2001<\/em>. Il saggio era compreso nel primo (e unico) numero dei <strong>Quaderni della Mediateca<\/strong>, <em>Cinema 2001 &#8211; E dopo l&#8217;Odissea?<\/em> Tutto torna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Wake in fright | Movie 1971 [Full HD Trailer]\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CT2ZVsWyU5Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2 &#8211; <strong>La banda della BMX<\/strong> <em>di Brian Trenchard-Smith<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un <em>fil rouge<\/em> che lega l&#8217;<em>ozploitation<\/em> al cinema bis italiano (e non \u00e8 solo il <em>sequel<\/em> apocrifo di <em>Patrick<\/em> o il filone post atomico scaturito in egual misura dai successi di <em>Interceptor<\/em> e <em>1997 &#8211; Fuga da New York<\/em>): tentativo di emulare, con minori mezzi, generi di successo della fabbrica dei sogni hollywoodiana e l&#8217;utilizzo, frequente, di vecchie glorie o attori minori provenienti dalla Mecca del cinema. <strong>Brian Trenchard-Smith<\/strong>, per esempio, aveva ingaggiato <strong>George Lazenby<\/strong> (che era stato, una tantum, 007) per <em>The Man from Hong Kong<\/em> (al fianco di <strong>Sammo Hung<\/strong>). <em>La banda della BMX<\/em>, complice probabilmente anche il doppiaggio italiano ai minimi termini, si inserisce nel solco dell&#8217;<em>adventure movie<\/em> per teenager, ma la recitazione \u00e8 da filodrammatica, i personaggi (i <em>villains<\/em> soprattutto) caricaturali a dir poco. Sembra una di quelle produzioni a basso costo realizzate negli Usa dagli Italiani tipo <em>Il ragazzo dal kimono d&#8217;oro<\/em> di <strong>Fabrizio De Angelis<\/strong> (e un brano della colonna sonora pare uscito dalle menti di altri due <strong>De Angelis<\/strong>: i fratelli <strong>Guido <\/strong>e <strong>Maurizio<\/strong> aka gli <strong>Oliver Onions<\/strong>) che pure serv\u00ec da trampolino di lancio per <strong>Kim Rossi Stuart<\/strong>. E <em>La banda della BMX<\/em> lo fu, trampolino di lancio, per una sedicenne <strong>Nicole Kidman<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"The Papers - I&#039;m Ready To Fly (BMX Bandits) (1983)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qRVrXCGpFXY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"388\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/manfromhongkong-1458077359-726x388-1.jpg?resize=726%2C388&#038;ssl=1\" alt=\"George Lazenby in The Man from Hong Kong\" class=\"wp-image-2733\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/manfromhongkong-1458077359-726x388-1.jpg?w=726&amp;ssl=1 726w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/manfromhongkong-1458077359-726x388-1.jpg?resize=300%2C160&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/manfromhongkong-1458077359-726x388-1.jpg?resize=640%2C342&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><figcaption>George Lazenby in The Man from Hong Kong<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3 &#8211; <strong>Squadra speciale 44 magnum<\/strong> <em>di Bruce Beresford<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diciamolo subito: la Squadra Speciale non c&#8217;\u00e8 e men che meno la 44 magnum (retaggio di <strong>Callaghan<\/strong>, con il riferimento al quale, evidentemente, all&#8217;epoca intendevano piazzare ogni poliziesco). Trattasi di <em>oz crime movie<\/em> (uno dei pochi) firmato da quel <strong>Bruce Beresford<\/strong> che aveva esordito col prototipo dell&#8217;<em>ocker comedy<\/em>, <em>The Adventures of Barry McKenzie<\/em>, ma che solo con il successivo <em>Breaker Morant<\/em>, un film in costume di matrice anglosassone, sarebbe giunto a Hollywood. Dove avrebbe poi girato <em>A spasso con Daisy<\/em> e una serie di pellicole di grande professionalit\u00e0, ma calligrafiche e anodine. Come gran parte delle pellicole oceaniche di quel fervido periodo, anche questa prende a modello un genere americano come il poliziesco, ma se ne allontana per violenza, tasso gore (gli intestini in bella vista del malcapitato sparato da un rapinatore all&#8217;inizio; una tortura cui Tarantino non ha potuto non ispirarsi per quella analoga di <em>Le Iene<\/em>) ed assenza di qualsivoglia morale (il migliore dei personaggi \u00e8 comunque un poliziotto che ha preso bustarelle di poca entit\u00e0, ma pur sempre bustarelle).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bwEDvsmk4yc\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"620\" height=\"372\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Barry-Humphries-and-Barry-013.jpg?resize=620%2C372&#038;ssl=1\" alt=\"The Adventures of Barry McKenzie\" class=\"wp-image-2729\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Barry-Humphries-and-Barry-013.jpg?w=620&amp;ssl=1 620w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Barry-Humphries-and-Barry-013.jpg?resize=300%2C180&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><figcaption>The Adventures of Barry McKenzie<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4 &#8211; <strong>Roadgames<\/strong> <em>di Richard Franklin<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Richard Franklin<\/strong> \u00e8 stato, tra gli Australiani, il pi\u00f9 devoto degli epigoni di sir <strong>Alfred Hitchcock<\/strong> che ebbe modo di conoscere durante gli studi in California. Tornato in <strong>Australia<\/strong>, dopo aver diretto una serie TV, un <em>ocker movie<\/em> e un softporno con <strong>John Holmes<\/strong> tra gli interpreti, esplode coll&#8217;horror <em>Patrick<\/em> (un prodotto emblematico del filone, in bilico come \u00e8 tra thriller hitchcockiano e <em>L&#8217;esorcista,<\/em> che ha avuto, a ulteriore conferma del successo internazionale, una consacrazione del nostro cinema bis attraverso il sequel apocrifo <em>Patrick vive ancora<\/em> di <strong>Mario Landi<\/strong>, interpretato addirittura da <strong>Gianni Dei<\/strong> e <strong>Carmen Russo<\/strong>). <em>Patrick<\/em> \u00e8 scritto da <strong>Everett De Roche<\/strong> col quale <strong>Franklin<\/strong> torna a collaborare per questo curioso omaggio a <em>La finestra sul cortile<\/em>, dove la finestra \u00e8 un parabrezza di un rimorchio e il cortile \u00e8 l&#8217;autostrada australiana. Come \u00e8 tradizione dell&#8217;<em>ozploitation<\/em>, <em>Roadgames<\/em> rinuncia alla verosimiglianza per la sua natura postmoderna (il primo omicidio, i vari automobilisti che ritornano scena dopo scena proprio come dei vicini di casa) e ci restituisce un regista capace di costruire una grande tensione. Due anni dopo <strong>Franklin<\/strong> diriger\u00e0 <em>Psycho II<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Road Games - Trailer (1981) 1080p HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/txVhlNWj8QU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Patrick (1978) - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mckNPYADMkQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5 &#8211; <strong>Ghosts&#8230; of the Civil Dead<\/strong> <strong><em>di John Hillcoat<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ghosts&#8230; of the Civil Dead<\/em> \u00e8 l&#8217;esordio alla regia (A.D. 1988) di <strong>John Hillcoat<\/strong> (il cui western aussie <em>The Proposal<\/em> gli aprir\u00e0 le porte di Hollywood, ma 17 anni dopo). <strong>Hillcoat<\/strong> fino ad allora aveva diretto videoclip, dei <strong>Depeche Mode<\/strong> e, tra gli altri, di <strong>Nick Cave<\/strong> che cosceneggia il film (oltre a firmare la colonna sonora e a ritagliarsi un cameo). <em>Ghosts&#8230; of the Civil Dead<\/em> \u00e8 un <em>prison movie <\/em>raffreddato (nonostante la violenza) che racconta di come, lungi dal servirsene per scopi sociologici, l&#8217;esperimento di <strong>Stanford <\/strong>possa quasi essere usato al fine di inasprire la repressione violenta. Lo fa in 4:3, in maniera rapsodica, intervallando gli episodi con schermate che ci dicono di un&#8217;indagine di una Commissione. L&#8217;<em>homo homini lupus<\/em> quale strategia governativa e di marketing per le aziende che gestiscono la &#8220;sicurezza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ghosts of the Civil Dead 1988 Trailer NTSC UNCUT DVD $12 Cultcine com\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5M1lmbeJP_I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2>6 &#8211;&nbsp;<strong>Le macchine che distrussero Parigi<\/strong><em> di Peter Weir<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;anno dopo sarebbe arrivato <em>Picnic ad Hanging Rock<\/em> e il successo internazionale, ma l&#8217;anima <em>ozploitation<\/em> di <strong>Peter Weir<\/strong> \u00e8 in questa sua opera seconda<em> <\/em>cui qualcosa deve pure <em>Interceptor<\/em>. Pi\u00f9 che un futuro prossimo e distopico (come <strong>George Miller<\/strong>), <strong>Peter Weir<\/strong> costruisce una dimensione parallela corrispondente alla cittadina di <strong>Paris<\/strong> che metonimicamente rappresenta forse un&#8217;Australia fondata sul razzismo, sul sopruso e un&#8217;autosufficienza che sfiora la promiscuit\u00e0 (come in <em>Wake in Fright<\/em> e, perch\u00e9 no?, in <em>Calvaire<\/em> di <strong>Fabrice Du Weltz<\/strong>) e che, su queste basi, non pu\u00f2 che implodere su se stessa e causare la fuga. Tensione, ironia malsana e schegge incongrue quali la parentesi spaghetti western (con tanto di soundtrack morriconeggiante) fanno di <em>Le macchine che distrussero Parigi<\/em> un unicum nella filmografia di <strong>Weir<\/strong> (anche <em>L&#8217;ultima onda<\/em>, horror politico successivo a quello pi\u00f9 metafisico, e inglese, di <em>Picninc ad Hanging Rock<\/em>, presenta maggior equilibrio ed un ossequio a convenzioni pi\u00f9 esogene).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"&quot;The Cars That Ate Paris&quot; trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xKrZ8eTcdK4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen title=\"\"The Cars That Ate Paris\" trailer\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2>7 &#8211;&nbsp;<strong>Long Weekend<\/strong>&nbsp;<em>di Colin Eggleston&nbsp;<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Apparentemente nell&#8217;<em>ozploitation<\/em> trova poco spazio il filone dell&#8217;<em>eco-vengeance<\/em>, fatta forse eccezione per <em>Razorback<\/em> che&nbsp;<strong>Russell Mulcahy<\/strong> diresse nel 1984 con un feroce e vendicativo cinghiale dell&#8217;<em>outback<\/em> (ma per certi versi anche <em>Picnic ad Hanging Rock<\/em> potrebbe esserne un esempio di grande levatura). Il motivo potrebbe essere che nel 1978 <em>Long Weekend<\/em> diretto da&nbsp;<strong>Colin Eggleston<\/strong> e scritto da <strong>Everett De Roche&nbsp;&nbsp;<\/strong>(autentico nume tutelare del movimento) apr\u00ec e chiuse magnificamente e in un sol colpo il discorso. Nell&#8217;incipit la tv riferisce di curiosi fenomeni che manco a <strong>Bodega Bay<\/strong>, poi piccoli indizi (un fiammifero gettato distrattamente, l&#8217;investimento di un canguro, bottiglie di birra gettate in acqua) lasciano presagire che prima o poi la natura presenter\u00e0 il conto.&nbsp;<strong>Peter&nbsp;<\/strong>e&nbsp;<strong>Marcias<\/strong> cercano il paradiso e credono di trovarlo, ma quel paradiso \u00e8 gi\u00e0 <em>miltonianamente<\/em> perduto perch\u00e9 loro, gli esseri umani tutti, non hanno saputo preservarlo (e <strong>Shyamalan <\/strong>muto). Dall&#8217;assenza di sentimento panico al panico \u00e8 un attimo. <em>Long Weekend <\/em>merita tutta la fama di cult che lo accompagna: \u00e8 un vero e proprio incubo. Le scene (poco edificanti) di un matrimonio ai minimi termini si snodano su un palcoscenico naturale terribilmente incazzato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Long Weekend - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/iApf5cxikSI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"340\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Razorback_9.jpg?resize=800%2C340&#038;ssl=1\" alt=\"Razorback 9 di Russell Mulcahy\" class=\"wp-image-2731\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Razorback_9.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Razorback_9.jpg?resize=300%2C128&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Razorback_9.jpg?resize=768%2C326&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Razorback_9.jpg?resize=640%2C272&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Razorback 9<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h2>8 &#8211;&nbsp;<strong>Next to Kin&nbsp;<\/strong><em>di Tony Williams<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <em>Not Quite Hollywood: The Wild, Untold Story of Ozploitation!, <\/em><strong>Quentin Tarantino <\/strong>definisce <em>Next of Kin<\/em> \u201c<em>a horror movie unlike any other<\/em> [&#8230;] <em>it has a very, very unique tone and the closest equivalent to this tone is The Shining<\/em> (&#8220;<em>Un film horror diverso da qualsiasi altro<\/em> [&#8230;] <em>ha un tono molto, molto singolare e l&#8217;equivalente pi\u00f9 vicino a questo tono \u00e8 Shining<\/em>&#8220;). A <strong>Tarantino<\/strong>, \u00e8 noto, piace esagerare: <em>Next of Kin<\/em>, per\u00f2, \u00e8 davvero un horror ben riuscito che unisce <em>topoi<\/em> dell&#8217;<em>ozploitation<\/em> quali il <em>drugstore<\/em> sperduto nel nulla (come in <em>Wake in Fright<\/em>) e la magione riconvertita in ricovero (come in <em>Patrick<\/em>). Non mancano <em>jump scare<\/em> costruiti magistralmente (la scoperta del cadavere nella vasca) e un po&#8217; di <strong>Hitchcock<\/strong> nel twist finale. Nel ruolo di <strong>Barney<\/strong>, amante della protagonista, <strong>John Jarratt<\/strong>, futuro <strong>Mick Taylor<\/strong>, villain di <em>Wolf Creek<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Next of Kin Trailer (HD)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZnMvCUlCAmI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2>9 &#8211;&nbsp;<strong>Interceptor<\/strong>&nbsp;<em>di George Miller<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vessillo dell&#8217;<em>ozploitation<\/em>. Forse l&#8217;unico a entrare di prepotenza nell&#8217;immaginario collettivo, influenzando la fantascienza futura nel look oltre che nella rappresentazione grafica della violenza (<em>1997 Fuga da New York<\/em> sarebbe stato cos\u00ec come lo conosciamo senza <em>Mad Max<\/em>?). Ispirato a <strong>George Miller<\/strong> dalle tante mutilazioni e dai tanti ferimenti cui aveva assistito come medico nel Pronto Soccorso di <strong>Sidney<\/strong>, <em>Interceptor<\/em> \u00e8 <em>carsploitation<\/em> che nella seconda parte si trasforma in <em>revenge movie<\/em>. Girato con una miseria (circa 350mila dollari) solo grazie a una preproduzione perfetta con storyboard precisissimi (abitudine che <strong>Miller<\/strong> ha mantenuto anche per <em>Mad Max: Fury Road<\/em>), <em>Interceptor<\/em> non ha perso un grammo del suo fascino e, ma questo lo sanno anche i meno cinefili, ha lanciato <strong>Mel Gibson<\/strong> nell&#8217;empireo delle star. Lo trovate su Netflix.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Mad Max - Interceptor - Ita\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jWqWRs7VOMg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2>10 &#8211;&nbsp;<strong>Harlequin<\/strong>&nbsp;<em>di Simon Wincer<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi \u00e8 <strong>Gregory Wolf<\/strong>? In quanto <strong>Wolf<\/strong>, risolve problemi, ma in quanto <strong>Robert Powell<\/strong> (ovvero <strong>Ges\u00f9<\/strong> secondo <strong>Franco Zeffirelli<\/strong>) lo fa compiendo dei miracoli. Nell&#8217;antica commedia dell&#8217;arte <strong>Arlecchino<\/strong> era visibile solo al pubblico, non ai personaggi: una sorta di personificazione della &#8220;morale&#8221; che agiva sulle coscienze pi\u00f9 che sull&#8217;intreccio. <strong>Nick Rast<\/strong>, il politico interpretato da <strong>David Hemmings<\/strong> \u00e8 vittima di una trama, politica; servitore di due padroni, il potere e il danaro, entrambi incarnati in <strong>Doc Wheelan<\/strong> (<strong>Broderick Crawford<\/strong>, vecchia gloria di <strong>Hollywood<\/strong> come da tradizione di quegli anni, sia in <strong>Australia<\/strong> che in <strong>Italia<\/strong>). A dirigere c&#8217;\u00e8 <strong>Simon Wincer<\/strong> che poi emigrer\u00e0 ad <strong>Hollywood<\/strong> per fare l&#8217;onesto mestierante (<em>Harley Davidson &amp; Marlboro Man<\/em>, <em>Free Willy<\/em>, <em>The Phantom<\/em>), ma dietro l&#8217;operazione ci sono il solito <strong>Everett De Roche<\/strong> e <strong>Anthony I. Ginanne<\/strong>, il <strong>Corman<\/strong> australiano. Che un anno dopo riunir\u00e0 <strong>David Hemmings<\/strong> (regista) e <strong>Robert Powell<\/strong> (interprete) per <em>Survivor &#8211; L&#8217;aereo maledetto,<\/em> altra pellicola ingiustamente dimenticata dopo essere stata titolo di punta, negli anni ottanta, della programmazione delle tv locali italiane.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Harlequin (1980) - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/exwHRFtJt9M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa significa il prefisso &#8220;oz&#8221;? Si tratta della forma contratta della pronuncia sonora australiana (o neozelandese) della parola aussie (\u0252zi con la sonora \/z\/ al posto della sorda \/s\/) con la quale si indica il cittadino australiano per distinguerlo da quello inglese colonizzatore. La cultural cringe (sudditanza culturale) che per secoli ha caratterizzato gli Australiani &#8230; <a title=\"L&#8217;Ozploitation in 10 film\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/lozploitation-in-10-film\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;Ozploitation in 10 film\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[950,1,919],"tags":[2234,2230,2236,2229,2237,2231,735,2232],"class_list":["post-2705","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-generale","category-playlist","tag-cinema-australiano","tag-interceptor","tag-nocturno","tag-ozploitation","tag-patrick","tag-peter-weir","tag-quentin-tarantino","tag-richard-franklin"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2705","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2705"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2705\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2705"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2705"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}