{"id":2574,"date":"2019-12-24T15:13:25","date_gmt":"2019-12-24T14:13:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=2574"},"modified":"2019-12-24T15:26:41","modified_gmt":"2019-12-24T14:26:41","slug":"gli-altri-10-migliori-film-del-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/gli-altri-10-migliori-film-del-2019\/","title":{"rendered":"Gli altri 10 migliori film del 2019"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sorry-to-bother-you-758x426-1.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2576\" title=\"sorry_to_bother_you\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sorry-to-bother-you-758x426-1.jpg?resize=758%2C426\" alt=\"sorry_to_bother_you\" width=\"758\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sorry-to-bother-you-758x426-1.jpg?w=758&amp;ssl=1 758w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sorry-to-bother-you-758x426-1.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sorry-to-bother-you-758x426-1.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 758px) 100vw, 758px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quella che state per leggere non \u00e8 una playlist dei posti dall&#8217;11 al 20, no. Abbiamo pensato che non vi sarebbe andato di leggere l&#8217;ennesima playlist con Scorsese, Joker, Dolor y Gloria, Parasite. Quella che state per leggere \u00e8 la playlist dei migliori film del 2019 in una dimensione alternativa in cui The Irishman e gli altri non sono usciti (e forse neanche girati). Buona lettura.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>Captive State\u00a0<\/strong><em>di Rupert Wyatt<\/em><\/p>\n<p>E mentre ci si \u00e8 sperticati in lodi per il contenuto politico piuttosto esplicito di <em>Noi<\/em>, \u00e8 passato sotto silenzio un filmone potentissimo come <em>Captive State<\/em> di <strong>Rupert Wyatt<\/strong> che si concede il lusso di citare <strong>Melville<\/strong> (<em>L&#8217;armata degli eroi<\/em>) diegeticamente, di costruire una sequenza centrale di attentato come il <strong>Frankenheimer<\/strong> dei tempi d&#8217;oro, di mantenere alta la tensione e la suspense e contemporaneamente f<span class=\"text_exposed_show\">arsi latore di un messaggio rivoluzionario per una produzione a stelle e strisce. Gli alieni invasori qui non distruggono, ma dicono di portare la democrazia e il benessere e si fanno chiamare Legislatori (vi dice qualcosa?) mentre i terroristi non sono cattivoni folli, ma combattenti per la libert\u00e0. Applause.<br \/>\n<em>Captive State<\/em>, a dispetto dello scarso successo di pubblico, probabilmente finir\u00e0 nei libri di storia di domani per aver saputo raccontare meglio di ogni altro gli anni &#8217;10 di questo secolo. Oppure sparir\u00e0, come le memorie degli smartphone che, analogamente a ogni cosa riguardante il passato, possono essere pericolose. Perch\u00e9 il potere non vuole che si ricordi. La memoria \u00e8 rivoluzionaria.<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Captive State  - TEASER TRAILER ITALIANO\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UZefqtfqjpw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Sorry to Bother You\u00a0<\/strong><em>di Boots Riley<\/em><\/p>\n<p><em>Sorry to Bother You<\/em> \u00e8 blaxploitation incazzata. \u00c8 <em>Putney Swope<\/em>, <em>The Watermelon Man<\/em> e <em>Sweet Sweetback\u2019s Baadasssss Song<\/em> frullati insieme, <strong>Melvin Van Peebles<\/strong> che incontra il miglior <strong>Spike Lee<\/strong>. L&#8217;opera prima di <strong>Boots Riley<\/strong> ri-prende la Trinit\u00e0 dello Spacciatore, del Pappa e della Pantera (come scrive <strong>Darius James<\/strong> nel suo imprescindibile <em>That\u2019s Blaxploitation!: Roots of the Baadasssss \u2018Tude \u2013 Rated X<\/em><span class=\"text_exposed_show\"><em>\u00a0by an All-Whyte Jury<\/em>) e ne fa la protagonista (triplice) del suo film. <strong>Cassius Green<\/strong>, aspirante Pantera (come la sua donna <strong>Detroit<\/strong>), diventa Pimp capitalista e Pusher di Schiavit\u00f9. Per poi sfociare in <strong>Collodi<\/strong> (<strong>Worryfree<\/strong> come Il paese dei balocchi).<br \/>\nMentre l&#8217;Academy si propagandava ipocritamente progressista, veicolando una rappresentazione del corpo nero normalizzata (e non parlo solo di <em>Green Book<\/em>), dopo l&#8217;Oscar a <em>Get Out<\/em> dell&#8217;anno passato, l&#8217;anarchico (per tema e forma) <em>Sorry to Bother You<\/em>, del tutto dimenticato dalla giuria, scava a fondo nelle ragioni del razzismo: neri, operai, proletari, schiavi, tutti accomunati (e qui sembra scorgere quasi l&#8217;intuizione pasoliniana) dal miraggio di una vita borghese &#8220;<em>worryfree<\/em>&#8221; che, in realt\u00e0, ci trasforma in cavalli in un recinto.<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"SORRY TO BOTHER YOU | Official Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/enH3xA4mYcY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>Benvenuti a Marwen<\/strong><em> di Robert Zemeckis<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>Lo odiano perch\u00e9 \u00e8 americano?<\/em>&#8221;<br \/>\n&#8220;<em>Perch\u00e9 \u00e8 diverso<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;<em>Perch\u00e9 la seconda guerra mondiale?<\/em>&#8221;<br \/>\n&#8220;<em>Almeno l\u00ec eravamo i buoni<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>Basterebbero questi due scambi di battute a dire dell&#8217;importanza dell&#8217;ultimo film di <strong>Robert Zemeckis<\/strong>. Ma il destino degli sperimentatori quando divengono classici, forse, \u00e8 rimanere incompresi. E cos\u00ec anche <em>Benvenuti a Marwen<\/em>, come il precedente <em>Allied<\/em> (che &#8220;trasloca&#8221; in questo l&#8217;i<span class=\"text_exposed_show\">dea di una guerra messa in scena, di un immaginario da war movie hollywoodiano) \u00e8 stato attaccato pretestuosamente perch\u00e9, siccome parte da una storia vera (quella di <strong>Mark Hogancamp<\/strong>), di quella non approfondirebbe alcune tematiche: la dipendenza, la sanit\u00e0 pubblica inesistente. Ma <strong>Zemeckis<\/strong>, in fondo, parla sempre della stessa cosa: della fantasia, dell&#8217;atto creativo che migliora la realt\u00e0, la quale, non lo nasconde mai, \u00e8 sempre brutta. Ecco perch\u00e9, pi\u00f9 che a <strong>Forrest Gump<\/strong> (come banalmente ripetuto in serie da pigri recensori), <strong>Mark<\/strong> va ricollegato a <strong>Chuck Noland<\/strong>, il protagonista di <em>Cast Away<\/em> (e il villaggio di <strong>Marwen<\/strong> ha echi hitchcockiani come li aveva <em>Le verit\u00e0 nascoste<\/em>, il film che Zemeckis gir\u00f2 durante una pausa dalle riprese di <em>Cast Away<\/em>, e anche qui c&#8217;\u00e8 una strega) . Come lui, combatte la solitudine &#8220;amando&#8221; oggetti cui conferisce un&#8217;anima. E non \u00e8 forse, questa, &#8220;arte&#8221;?<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"BENVENUTI A MARWEN - Trailer italiano ufficiale\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/K3bzF3nFI5M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Vice<\/strong><em> di Adam McKay<\/em><\/p>\n<p>La Storia ha condannato i gerarchi che si sono macchiati di veri e propri stermini (<strong>Ceausescu<\/strong>, tanto per fare un nome), ma ha dimenticato quanti morti (diretti e indiretti) abbia fatto l&#8217;azione politica di <strong>Dick Cheney<\/strong>, burattinaio dietro la marionetta <strong>George W. Bush<\/strong>. Un vero genocidio rimasto impunito.<br \/>\nFortuna che, a ricordarcelo, c&#8217;\u00e8 <strong>Adam McKay<\/strong> il quale si candida quasi ad essere il nuovo <strong>Oliver\u00a0<\/strong><span class=\"text_exposed_show\"><strong>Stone<\/strong> nella ricostruzione dei lati oscuri dell&#8217;America. Ma con molta pi\u00f9 ironia e meno testosterone (date uno sguardo alla geniale sequenza post titoli di coda). Chi lo avrebbe detto che il regista di <em>Anchorman<\/em> (che, poi, un po&#8217; politico lo era gi\u00e0) o <em>Ricky Bobby<\/em>, sarebbe diventato uno dei pi\u00f9 impegnati registi degli anni &#8217;10? Di solito quando stelle del demenziale passano al &#8220;cinema serio&#8221; lo fanno in modo tradizionale e anche palloso. <strong>McKay<\/strong> \u00e8 riuscito a trasferire l&#8217;irriverenza del <em>Saturday Night Live<\/em>, nel quale si \u00e8 fatto le ossa, nel racconto di pagine fondamentali della storia americana. Come in <em>La grande scommessa<\/em>, anche in <em>Vice<\/em> abbiamo diverse soluzioni che rasentano il genio: dai finti titoli di coda alla voce narrante, al dialogo in versi tra<strong> Dick<\/strong> e la moglie, passando per la scena del ristorante con <strong>Alfred Molina<\/strong> ad elencare il menu fatto di strategie per fare <em>&#8220;il cazzo che vi pare<\/em>&#8220;. La risata si strozza in gola anche perch\u00e9 <strong>McKay<\/strong> sa bene che il pubblico alla fine preferisce il sequel di <em>Fast &amp; Furious<\/em>, altrimenti non avrebbero <strong>Trump<\/strong>. E noi non avremmo&#8230;vabbe&#8217;, avete capito.<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Vice - L&#039;uomo nell&#039;ombra\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bb3DAIt6Kj8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>Pallottole in libert\u00e0\u00a0<\/strong><em>di Pierre Salvadori<\/em><\/p>\n<p>I titoli di testa scorrono su una scena action che si rivela essere una favola della buonanotte. La <strong>Tautou<\/strong> chiede al suo uomo tornato dalla galera di ripetere il rientro tre volte come se fossero tre ciak. Un colpevole che in realt\u00e0 \u00e8 innocente, un eroe che in realt\u00e0 \u00e8 un corrotto, una poliziotta che si finge prostituta. &#8220;<em>En libert\u00e9&#8221; <\/em>(titolo originale) <strong>Pierre Salvadori<\/strong> passa dal polar alla commedia, alla rom com. La vita \u00e8 una finzione. Forse l&#8217;amore no. Forse.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"PALLOTTOLE IN LIBERT\u00c0 | Trailer ITA del film con Audrey Tautou\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dSfFeXjoNsM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>Stanlio e Ollio\u00a0<\/strong><em>di Jon S. Baird<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>Le cose che hai detto l&#8217;altra sera, le pensavi davvero?<\/em><br \/>\n&#8211; <em>No<\/em><br \/>\n&#8211; <em>E tu?<\/em><br \/>\n&#8211; <em>No<\/em><br \/>\n&#8211; <em>Bene<\/em><br \/>\n<em>Stan &amp; Ollie<\/em> \u00e8 semplicemente la pi\u00f9 grande storia d&#8217;amore mai raccontata. E probabilmente <strong>Steve Coogan<\/strong> e <strong>John C.Reilly<\/strong> avrebbero meritato il primo Oscar di coppia assegnato dall&#8217;Academy.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Stanlio e Ollio | Trailer Ufficiale Italiano HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GzRPZ9oJpHU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>Selfie\u00a0<\/strong><em>di Agostino Ferrente<\/em><\/p>\n<p><em>Selfie<\/em> di <strong>Agostino Ferrente<\/strong> cerca la assoluta obiettivit\u00e0 e, nello stesso tempo, ne denuncia l&#8217;irraggiungibilit\u00e0. Il cinema \u00e8 stato, \u00e8 e rester\u00e0 una forma di rappresentazione. Rappresentazione che \u00e8 trasversale alla dicotomia documentario\/finzione. Solo la pigrizia della critica tassonomica pu\u00f2 definire <em>Selfie<\/em> cinema del reale (e come documnetario concorre al David di Donatello), ammesso che un cinema del reale sia possibile. Il reale non esiste, forse neanche a occhio nudo, figuriamoci se filtrato dall&#8217;occhio di una camera, fosse anche quella del telefonino. Pietro e Alessandro guardano in macchina e rompono l&#8217;illusione di realt\u00e0 del cinema classico, ma contemporaneamente sono i protagonisti di un buddy movie che del genere rispetta i codici: l&#8217;amicizia, il tradimento, la solitudine. Ma Pietro e Alessandro sono cos\u00ec o si autorappresentano? Ormai nessuno pi\u00f9 \u00e8 impreparato davanti a una camera perch\u00e9 ognuno, il sogno di <strong>Zavattini<\/strong>, ha la sua. Si veda il momento in cui Pietro cammina e alla destra dell&#8217;inquadratura vediamo un gruppo di ragazzi comparire uno alla volta e a turno portano la sigaretta alla bocca come in una coreografia di <strong>Bob Fosse<\/strong> per <em>Sweet Charity<\/em>. Pietro e Alessandro sono consapevoli che rappresentano, mettono in scena e discutono su cosa sia giusto far vedere. Gli establishing shot delle telecamere di sorveglianza servono a contestualizzare perch\u00e9 il punto di vista \u00e8 sempre parziale. Puoi fare un&#8217;inquadratura dal basso verso l&#8217;alto con bicchieri di mojito e cielo e far pensare che si tratti di una spiaggia, ma se sposti il parallasse scopri che si \u00e8 fuori a un negozio di arredo da giardino. Il cinema \u00e8 un <em>trompe l&#8217;oeil<\/em> anche se quell&#8217;<em>oeil<\/em>, a volte, raggiunto dalla realt\u00e0 fuori campo, piange.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Selfie - IL TRAILER UFFICIALE\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZXKfW8fkcqQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Border\/Creature di confine\u00a0<\/strong><em>di Ali Abbasi<\/em><\/p>\n<p>In <em>Lasciami entrare<\/em>, trasposto in pellicola da <strong>Tomas Alfredson<\/strong>, ricordo che <strong>Corrado Morra<\/strong> sottolineava come <strong>John Ajvide Lindqvist<\/strong> facesse del sesso della vampira, impudicamente mostrato nel film, quasi la cicatrice di un&#8217;evirazione. Anche in <em>Gr\u00e6ns &#8211; Border<\/em> che <strong>Ali Abbasi<\/strong> ha tratto da un altro racconto dello stesso autore, il genere (sessuale e\/o animale) non \u00e8 cos\u00ec nettamente definito. Il confine non \u00e8 solo geografico, ma anche tra realt\u00e0 e mito, tra umano e disumano. E in nessuno di questi casi si tratta di linea di demarcazione chiara e inequivocabile.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Border - Creature di confine (2018) - Trailer Italiano Ufficiale HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wE83VVeaoOo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>La rivincita delle sfigate\u00a0<\/strong><em>di Olivia Wilde<\/em><\/p>\n<p><em>Booksmart<\/em> sta per &#8220;secchione&#8221;. In Italia diventa <em>La rivincita delle sfigate<\/em>. E s\u00ec perch\u00e9 chi studia \u00e8 sfigato. Il bello dell&#8217;opera prima di <strong>Olivia Wilde<\/strong> \u00e8, invece, proprio nel non disegnare nessun personaggio come &#8220;sfigato&#8221;: non <strong>Amy<\/strong> e <strong>Molly<\/strong>, molto sicure di s\u00e9 (<strong>Amy<\/strong> ha fatto coming out due anni prima e la sua omosessualit\u00e0 non \u00e8 certo il tema del film), non il riccone che pensa di poter comprare le amicizie, non il figo che \u00e8 meno stupido del previsto. Insomma, questa generazione \u00e8 migliore di quella di cui \u00e8 figlia, non c&#8217;\u00e8 bullismo, c&#8217;\u00e8 amicizia, magari qualche innocuo pregiudizio che ci mette una notte a cadere. Il tempo di una chiacchierata. Perch\u00e9 \u00e8 la non conoscenza la causa del pregiudizio. Per i titolisti italiani le protagoniste sono sfigate e questo spiega perch\u00e9 il coming of age sia un racconto che non sappiamo fare. In Italia ci si pone sempre in cattedra, quella cattedra da cui <strong>Serra<\/strong> definisce i giovani &#8220;<em>Gli sdraiati<\/em>&#8220;, quella cattedra da cui si giudica senza mettersi nei panni di&#8230;quella cattedra che, come tutte le cattedre dietro le quali siedono insegnanti che non si sforzano di comprendere, va a braccetto con la gerontocrazia imperante in ogni ambito.<br \/>\n<em>Booksmart<\/em> rappresenta un passaggio di testimone. Da <strong>Apatow<\/strong> (che produsse <em>SuXBad<\/em> con <strong>Jonah Hill<\/strong>, di cui <strong>Beanie Feldstein<\/strong> \u00e8 sorella) a <strong>Will Ferrell<\/strong> e <strong>Adam McKay<\/strong> che del <strong>Frat Pack<\/strong> sono stati tra i membri di rilievo e ora producono questa commedia scritta, ricordiamolo, da <strong>Emily Halpern<\/strong>, <strong>Sarah Haskins<\/strong>, <strong>Susanna Fogel<\/strong>, <strong>Katie Silberman<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"LA RIVINCITA DELLE SFIGATE (2019) | Trailer ITA del film di Olivia Wilde\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/eUZrMyVNqic?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211; <strong>Sh\u00e9h\u00e9razade<\/strong><em> di Jean-Bernard Marlin<\/em><\/p>\n<p>Da maggio 2019 su Netflix c&#8217;\u00e8 <em>Sh\u00e9h\u00e9razade<\/em>, opera prima di <strong>Jean-Bernard Marlin<\/strong>, in concorso alla <strong>Semaine de la Critique<\/strong> di <strong>Cannes<\/strong> 2018. Il regista ha dichiaratamente parlato di <em>Accattone<\/em> e <em>Mamma Roma<\/em> quali suoi modelli di riferimento, ma \u00e8 facile riconoscervi anche il <strong>Kechiche<\/strong> di <em>La schivata<\/em>. I due protagonisti, non professionisti, brillano di luce propria. E la luce, in questo film, dei fari, dei lampioni, di un coniglietto luminoso da tenere sul letto, tinge di favola una storia cruda come quelle autentiche da cui \u00e8 partito il regista.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Sh\u00e9h\u00e9razade (2018) - Trailer (French)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DgkVwfa8g0M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella che state per leggere non \u00e8 una playlist dei posti dall&#8217;11 al 20, no. Abbiamo pensato che non vi sarebbe andato di leggere l&#8217;ennesima playlist con Scorsese, Joker, Dolor y Gloria, Parasite. Quella che state per leggere \u00e8 la playlist dei migliori film del 2019 in una dimensione alternativa in cui The Irishman e &#8230; <a title=\"Gli altri 10 migliori film del 2019\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/gli-altri-10-migliori-film-del-2019\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gli altri 10 migliori film del 2019\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,1,919],"tags":[2179,2175,2178,2170,2173,2138,2134,2176,58,2174,2172,2141,2171,2177],"class_list":["post-2574","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-generale","category-playlist","tag-2179","tag-agostino-ferrente","tag-benvenuti-a-marwen","tag-booksmart","tag-boots-riley","tag-border","tag-captive-state","tag-pallottole-in-liberta","tag-pigrecoemme","tag-selfie","tag-sheherazade","tag-sorry-to-bother-you","tag-stanlio-e-ollio","tag-vice"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2574","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2574"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2574\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}