{"id":2451,"date":"2019-06-28T12:04:18","date_gmt":"2019-06-28T10:04:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=2451"},"modified":"2019-10-13T18:13:15","modified_gmt":"2019-10-13T16:13:15","slug":"10-film-da-recuperare-questa-estate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-film-da-recuperare-questa-estate\/","title":{"rendered":"10 film da recuperare questa estate"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_2453\" aria-describedby=\"caption-attachment-2453\" style=\"width: 949px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/ARTS_AssassinationNation.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2453\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/ARTS_AssassinationNation.jpg?resize=959%2C539\" alt=\"10 film da recuperare questa estate\" width=\"959\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/ARTS_AssassinationNation.jpg?w=1368&amp;ssl=1 1368w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/ARTS_AssassinationNation.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/ARTS_AssassinationNation.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/ARTS_AssassinationNation.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/ARTS_AssassinationNation.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 959px) 100vw, 959px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2453\" class=\"wp-caption-text\">10 film da recuperare questa estate<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;estate \u00e8 la stagione dei bagni, del sole, delle vacanze e&#8230;dei recuperi. Ve ne suggeriamo dieci.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>Captive State\u00a0<\/strong><em>di Rubert Wyatt<\/em><\/p>\n<p>Mentre ci si \u00e8 sperticati in lodi per il contenuto politico piuttosto esplicito di Noi, \u00e8 passa sotto silenzio un film potentissimo come Captive State di Rupert Wyatt che si concede il lusso di citare <strong>Melville<\/strong> (<em>L&#8217;armata degli eroi<\/em>) diegeticamente, di costruire una sequenza centrale di attentato come il <strong>Frankenheimer<\/strong> dei tempi d&#8217;oro, di mantenere alta la tensione e la suspense e contemporaneamente farsi latore di un messaggio rivoluzionario per una produzione a stelle e strisce. Gli alieni invasori qui non distruggono, ma dicono di portare la democrazia e il benessere e si fanno chiamare Legislatori (vi dice qualcosa?) mentre i terroristi non sono cattivoni folli, ma combattenti per la libert\u00e0. Applause.<br \/>\n<em>Captive State<\/em>, a dispetto dello scarso successo di pubblico, probabilmente finir\u00e0 nei libri di storia di domani per aver saputo raccontare meglio di ogni altro gli anni &#8217;10 di questo secolo. Oppure sparir\u00e0, come le memorie degli smartphone che, analogamente a ogni cosa riguardante il passato, possono essere pericolose. Perch\u00e9 il potere non vuole che si ricordi. La memoria \u00e8 rivoluzionaria.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"CAPTIVE STATE | Trailer ITA Finale con Vera Farmiga\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EE6RYR9I5hY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>In guerra<\/strong>\u00a0<em>di Stephan Briz\u00e9<\/em><\/p>\n<p>&#8211; Non combattete il nemico sbagliato<br \/>\nIl fatto \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 un nemico sbagliato. Ci sono pi\u00f9 nemici: la dirigenza, il neoliberismo, l&#8217;indifferenza delle istituzioni, il racconto dei media, la disunione tra lavoratori. E sono tutti veri nemici. Del lavoro. Della dignit\u00e0. Della civilt\u00e0.<br \/>\nDopo <em>La legge del mercato<\/em> <strong>Stephan Briz\u00e9<\/strong> si conferma probabilmente l&#8217;unico regista in grado di parlare di lavoro nel modo pi\u00f9 autentico possibile. E <strong>Vincent Lindon<\/strong> \u00e8 un mostro di bravura.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"In guerra: Trailer Italiano del Film (2018) con Vincent Lindon | HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Wr_nWZRw9ys?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>Sorry to Bother You\u00a0<\/strong><em>di Boots Riley<\/em><\/p>\n<p><em>Sorry to Bother You<\/em> \u00e8 blaxploitation incazzata. \u00c8 <em>Putney Swope<\/em>, <em>The Watermelon Man<\/em> e <em>Sweet Sweetback\u2019s Baadasssss Song<\/em> frullati insieme, <strong>Melvin Van Peebles<\/strong> che incontra il miglior <strong>Spike Lee<\/strong>. L&#8217;opera prima di <strong>Boots Riley<\/strong> ri-prende la Trinit\u00e0 dello Spacciatore, del Pappa e della Pantera (come scrive <strong>Darius James<\/strong> nel suo imprescindibile <em>That\u2019s Blaxploitation!: Roots of the Baadasssss \u2018Tude \u2013 Rated X by an All-Whyte Jury<\/em>) e ne fa la protagonista (triplice) del suo film. <strong>Cassius Green<\/strong>, aspirante Pantera (come la sua donna Detroit), diventa Pimp capitalista e Pusher di Schiavit\u00f9. Per poi sfociare in Collodi (<strong>Worryfree<\/strong> come Il paese dei balocchi).<br \/>\nMentre l&#8217;Academy si propagandava ipocritamente progressista, veicolando una rappresentazione del corpo nero normalizzata (e non parlo solo di <em>Green Book<\/em>), dopo l&#8217;Oscar a <em>Get Out<\/em> dell&#8217;anno passato, l&#8217;anarchico (per tema e forma) <em>Sorry to Bother You<\/em>, del tutto dimenticato dalla giuria, scava a fondo nelle ragioni del razzismo: neri, operai, proletari, schiavi, tutti accomunati (e qui sembra scorgere quasi l&#8217;intuizione pasoliniana) dal miraggio di una vita borghese &#8220;<em>worryfree<\/em>&#8221; che, in realt\u00e0, ci trasforma in cavalli in un recinto.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Sorry To Bother You - Official Trailer (Universal Pictures)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PQKiRpiVRQM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Burning\u00a0<\/strong><em>di Lee Chang-dong<\/em><\/p>\n<p>Per <strong>Jongsu<\/strong> la vita \u00e8 un mistero. Sfuggente. Come in tanti hanno definito <em>Burning<\/em>. <strong>Lee Chang-dong<\/strong> adatta un racconto breve di <strong>Haruki Murakami<\/strong> e ne vien fuori un fluviale, ipnotico e avvolgente essai sulla scrittura, sulla fantasia e sull&#8217;inganno che si nasconde dietro essa. Il protagonista scrive una petizione per favorire il padre processato e lo descrive come amichevole, ma il Sindaco, pur firmando, afferma che non lo \u00e8. <strong>Haemi<\/strong> racconta di un pozzo che forse c&#8217;\u00e8, forse non c&#8217;\u00e8. E il gatto <strong>Boil<\/strong>? <strong>Ben<\/strong> chi \u00e8? <em>Il grande Gatsby<\/em> o <strong>Patrick Bateman<\/strong>? Tutto questo mentre la Corea del Nord continua a diffondere messaggi di propaganda per inerzia (si racconta una storia?). Quando i personaggi che immagina uno scrittore finiscono su carta, forse muoiono. E allora <strong>Jongsu<\/strong> completa la sua storia. Mistero risolto?<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"BURNING (2018) Official US Trailer | Steven Yeun Movie\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oihHs2Errwk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>Zen sul ghiaccio sottile<\/strong>\u00a0<em>di Margherita Ferri<\/em><\/p>\n<p>Sul ghiaccio sottile come sul filo del rasoio. Per\u00f2 il ghiaccio \u00e8 lo stato solido dell&#8217;acqua. E <strong>Zen<\/strong> non riesce ad adeguarsi alla solidit\u00e0, imposta, del dualismo maschio-femmina con le varianti dell&#8217;orientamento (omo)sessuale. La liquidit\u00e0, il <em>gender fluid<\/em>, nascosto sotto il ghiaccio (in un sottosopra alla <em>Stranger Things<\/em>, come nel fumetto che disegna <strong>Vanessa<\/strong>) che cerca di venir fuori. Perch\u00e9 <strong>Zen<\/strong>, nato <strong>Maya<\/strong>, non \u00e8 una lesbica. Semplicemente si sente uomo e quindi in un corpo sbagliato. <em>Zen sul ghiaccio sottile<\/em> \u00e8 in fondo l&#8217;<em>origin story<\/em> di un eroe. Perch\u00e9 da grandi consapevolezze derivano grandi responsabilit\u00e0.<br \/>\n<em>Zen sul ghiaccio sottile<\/em>, opera d&#8217;esordio di <strong>Margherita Ferri<\/strong> (proviene dal mondo delle web serie, ma non porta in dotazione nessun tic da youtuber, anzi il suo \u00e8 un lavoro estremamente cinematografico che mescola cinema del reale, coming of age e rom com) \u00e8, lo dico senza giri di parole, un gioiello. Non \u00e8 carino, \u00e8 proprio un gran film. Che sa parlare con delicatezza di adolescenti, di identit\u00e0 sessuale, di bullismo. Ora il punto \u00e8 che qualcuno, la <strong>Biennale College<\/strong>, ha creduto in questo soggetto che nel 2013 ha vinto una menzione al <strong>Solinas &#8211; Storie per il cinema<\/strong>. Il film c&#8217;\u00e8, c&#8217;\u00e8 in <strong>Italia<\/strong> chi riesce a scrivere e dirigere un&#8217;opera di gran valore. C&#8217;\u00e8 chi glielo produce. E poi? Il film va visto.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Zen - Sul ghiaccio sottile -  IL TRAILER UFFICIALE\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1a6XjrzdOcI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>Border<\/strong> <em>di Ali Abbasi<\/em><\/p>\n<p>In <em>Lasciami entrare<\/em>, trasposto in pellicola da <strong>Tomas Alfredson<\/strong>, ricordo che <strong>Corrado Morra<\/strong> sottolineava come <strong>John Ajvide Lindqvist<\/strong> facesse del sesso della vampira, impudicamente mostrato nel film, quasi la cicatrice di un&#8217;evirazione. Anche in <em>Gr\u00e6ns &#8211; Border<\/em> che <strong>Ali Abbasi<\/strong> ha tratto da un altro racconto dello stesso autore, il genere (sessuale e\/o animale) non \u00e8 cos\u00ec nettamente definito. Il confine non \u00e8 solo geografico, ma anche tra realt\u00e0 e mito, tra umano e disumano. E in nessuno di questi casi si tratta di linea di demarcazione chiara e inequivocabile.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Border - Creature di confine (2018) - Trailer Italiano Ufficiale HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wE83VVeaoOo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>Assassination Nation<\/strong>\u00a0<em>di Sam Levinson<\/em><\/p>\n<p><em>Assassination Nation<\/em> ovvero <em>Perfetti sconosciuti<\/em>, ma con le conseguenze che si sarebbe aspettato <strong>de la Iglesia<\/strong> (&#8220;<em>Quando ho visto il film italiano ho pensato che era incredibile che fossero tutti cos\u00ec calmi e che io non avrei mai potuto girarlo cos\u00ec, il mio era venuto con un altro stile<\/em>\u201d).<br \/>\n<strong>Sam Levinson<\/strong>, regista di <em>Assassination Nation<\/em>, \u00e8 il figlio di <strong>Barry<\/strong>, ma ha recitato anche con <strong>Uwe Boll<\/strong> e non si pu\u00f2 non dire che l&#8217;incipit non sia influenzato dall&#8217;estetica tamarra 2.0. del regista di <em>Postal<\/em>. Ma <strong>Levinson<\/strong> dimostra di poter e saper fare di pi\u00f9, sia tecnicamente (un pianosequenza da paura che racconta un home invasion) sia ideologicamente. <em>Assassination Nation<\/em> narra l&#8217;orrore che stiamo vivendo, quello bioctonio, che origina dalle viscere, dalla pancia della gente. La pancia non pensa, la pancia trasforma il cibo in merda. Solo che ora quella merda viene riversata nel mondo social. <strong>Levinson<\/strong> ci mostra cosa potr\u00e0 (non uso volutamente il condizionale) accadere se si perde il controllo. Porta le <em>shit storm<\/em> sulle strade e che questa vicenda si svolga a <strong>Salem<\/strong> serve anche a ricordarci che non \u00e8 manco la prima volta, basterebbe serbarne memoria. Ma, come dice <strong>Lily Colson<\/strong>, ci siamo dati regole che non riusciamo a rispettare. La rivincita sar\u00e0 rosa e all&#8217;insegna della <em>Pinky Violence<\/em> (genere seventies di appartenenza di <em>Female Prisoner 701: Scorpion di Shunya Ito<\/em>, film che le protagoniste guardano in TV e di cui riprendono il look indossando impermeabili rossi), ma nella compagine sono ricomprese anche una trans (la modella <strong>Hari Nef<\/strong> al suo primo film) e una nera. Come nero \u00e8 il corteo su cui scorrono i titoli di coda con la banda che suona <em>We Can&#8217;t Stop di Miley Cyrus. We Can&#8217;t Stop\/We Won&#8217;t Stop<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Assassination Nation Trailer #1 (2018) | Movieclips Trailers\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/d9qyOGEuLY4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Eight Grade<\/strong>\u00a0<em>di Bo Burnham<\/em><\/p>\n<p>Quanta verit\u00e0, quanta bravura nel raccontare il mondo di una quattordicenne, quanta volont\u00e0 di capire senza giudicare. <em>Eight Grade<\/em>, senza tanti giri di parole, \u00e8 un gran film.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eighth Grade | Official Trailer HD | A24\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/y8lFgF_IjPw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>Lontano da qui<em>\u00a0<\/em><\/strong><em>di Sara Colangelo<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 probabile che solo <strong>Maggie Gyllenhaal<\/strong> possa oggi interpretare un personaggio complesso come quello della protagonista di <em>Lontano da qui<\/em>, <strong>Lisa Spinelli<\/strong> (forse <strong>Julianne Moore<\/strong>, ma la lista di attrici finisce qui). Una donna, una maestra d&#8217;asilo a tal punto ossessionata dall&#8217;assenza di poesia e bellezza nella vita da trasformarne la ricerca e la scoperta del genio, in un bambino, in patologia. Inizialmente Lisa \u00e8 sgradevole, non ne capiamo le intenzioni (tra il plagio e la voglia di riscatto personale, tra <strong>Salieri<\/strong> e il maestro di canto impersonato da <strong>Alberto Sordi<\/strong> in <em>Bravissimo<\/em>), ma alla fine ha tutta la nostra comprensione, sebbene, in difesa dell&#8217;arte, si spinga fin dove nessuno di noi farebbe.<br \/>\nLontano da qui \u00e8 il remake dell&#8217;israeliano <em>The Kindergarten Teacher<\/em> ed \u00e8 diretto dall&#8217;italiana <strong>Sara Colangelo<\/strong>, da anni attiva in <strong>America<\/strong> e che per questa regia ha vinto il <strong>Sundance 2018<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"LONTANO DA QUI | Trailer Italiano del Film con Maggie Gyllenhaal\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8nkVHIKKCeA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;\u00a0<strong>Disobedience<\/strong>\u00a0<em>di Sebasti\u00e1n Lelio<\/em><\/p>\n<p><strong>Ronit<\/strong> \u00e8 a casa del padre, il rabbino di una comunit\u00e0 ebraico ortodossa londinese morto nell&#8217;incipit (dopo un&#8217;omelia sul libero arbitrio degli uomini), insieme con <strong>Esti<\/strong>, la donna che ama (e il motivo per cui \u00e8 fuggita, mentre <strong>Esti<\/strong> \u00e8 rimasta adattandosi alle rigide regole della comunit\u00e0 che la vogliono sposata ad un uomo con cui fare sesso ogni venerd\u00ec, e la obbligano a indossare una parrucca, versione apparentemente innocua dell&#8217;<em>hijab<\/em>, ma altrettanto mortificante). Accende una radio, c&#8217;\u00e8 <em>Lovesong<\/em> dei <strong>Cure<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8220;<em>ogni volta che sono da solo con te<\/em><br \/>\n<em>mi fai sentire come se fossi a casa di nuovo<\/em><br \/>\n<em>ogni volta che sono da solo con te<\/em><br \/>\n<em>mi fai sentire come se fossi integro di nuovo<\/em><\/p>\n<p><em>ogni volta che sono da solo con te<\/em><br \/>\n<em>mi fai sentire come se fossi giovane di nuovo<\/em><br \/>\n<em>ogni volta che sono da solo con te<\/em><br \/>\n<em>mi fai sentire come se fossi allegro di nuovo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><em>Disobedience<\/em>, primo film inglese del cileno <strong>Sebasti\u00e1n Lelio<\/strong> (quello di <em>Gloria<\/em> e <em>Una donna fantastica<\/em>), \u00e8 un po&#8217; come questa scena: sottolineato, spesso pleonastico, quasi temesse l&#8217;incomprensione del pubblico. Ne vien fuori una di quelle pellicole fin troppo corrette, da cineclub in cui coppie anziane vanno per poi sentirsi migliori una volta tornate nell&#8217;alveo borghese delle loro certezze progressiste di maniera. Anche la sceneggiatrice <strong>Rebecca Lenkiewicz<\/strong> appare frenata, rispetto al capolavoro del non detto <em>Ida<\/em>. Non c&#8217;\u00e8 un&#8217;allusione, in <em>Disobedience<\/em>, non un&#8217;ellissi, \u00e8 tutto esplicitato e scritto. Per\u00f2, giungono in soccorso di un copione deludente, tre attori in stato di grazia: <strong>Rachel Weisz<\/strong>, <strong>Rachel McAdams<\/strong> e <strong>Alessandro Nivola<\/strong> che donano verit\u00e0 all&#8217;intreccio. Il peso della credibilit\u00e0 della storia \u00e8 tutto sulle loro spalle e lo reggono benissimo. In particolare le due <strong>Rachel<\/strong> sono protagoniste dell&#8217;amplesso omosessuale cinematografico pi\u00f9 autentico, e per questo meno scabroso, visto nel cinema <em>mainstream<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"DISOBEDIENCE | Official Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HEVonh8bjC0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono opere che avete trascurato e non necessariamente per colpa vostra. Dovete rifarvi.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,1,919],"tags":[2133,2138,2140,2134,2135,2136,2132,2142,2137,2141,2139],"class_list":["post-2451","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-generale","category-playlist","tag-assassination-nation","tag-border","tag-burning","tag-captive-state","tag-disobedience","tag-eight-grade","tag-estate","tag-in-guerra","tag-lontano-da-qui","tag-sorry-to-bother-you","tag-zen-sul-ghiaccio-sottile"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2451\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}