{"id":2308,"date":"2018-12-17T11:51:50","date_gmt":"2018-12-17T10:51:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=2308"},"modified":"2018-12-17T18:45:35","modified_gmt":"2018-12-17T17:45:35","slug":"i-10-migliori-film-del-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/i-10-migliori-film-del-2018\/","title":{"rendered":"I 10 migliori film del 2018"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/migliori-film-2018.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2310\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/migliori-film-2018.jpg?resize=799%2C449\" alt=\"\" width=\"799\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/migliori-film-2018.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/migliori-film-2018.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/migliori-film-2018.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/migliori-film-2018.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come ogni anno, da almeno un lustro, anche Pigrecoemme pubblica la propria playlist dei migliori film dell&#8217;anno. Al pari del\u00a0<em>Confiteor<\/em> cristiano, anche\u00a0<strong>Rosario Gallone<\/strong> potrebbe dire &#8220;<em>ho peccato in pensieri, parole, opere e omissioni<\/em>&#8220;, \u00e8 scritto nelle regole di questo gioco che non pu\u00f2 prescindere dalla parzialit\u00e0 sia di giudizio sia di visioni che non potranno mai comprendere tutti i film distribuiti. Buona lettura.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211; <strong>The Other Side of the Wind<\/strong>\u00a0<em>di Orson Welles<\/em><\/p>\n<p><em>The Other Side of the Wind<\/em> \u00e8 un film del 2018 che, per\u00f2, <strong>Orson Welles<\/strong> gir\u00f2 dal 1970 al 1976. Perch\u00e9 <strong>Welles<\/strong> era un negromante. Perch\u00e9 sapeva cosa sarebbe stato il cinema. Proiettato a casa. E, a volerla dire tutta, lo sapeva da <em>Quarto potere<\/em> di cui questo \u00e8 quasi un remake epigrafico. <strong>Jake Hannaford<\/strong> \u00e8 <strong>Charles Foster Kane<\/strong> e il finto cinegiornale con cui si apriva <em>Citizen Kane<\/em> diventa found footage totale con occhi delle cineprese che coprono interamente un evento come fossero smartphone di oggi. <em>F for Fake<\/em>, la verit\u00e0 attraverso la finzione, la vertigine della messa in abisso, <strong>Bogdanovich<\/strong> nei panni di un personaggio di finzione ispirato a <strong>Bogdanovich<\/strong> e lo stesso vale per <strong>Oja Kodar<\/strong>. Un <em>Home Invasion<\/em> in cui ricorre il termine Madre (riferito alla padrona di casa e a Dio che vien detto femmina) e pensi ad <strong>Aronofsky<\/strong>. Un film nel film che \u00e8 scherzo antonioniano e in alcuni momenti <em>Signora di Shanghai<\/em> psichedelico. Un drive in che condensa prima e ultima scena di <em>8 e 1\/2<\/em>. Un&#8217;opera cos\u00ec densa che non pu\u00f2 che generare enunciazione infinita di suggestioni e ancora e ancora per anni a venire.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Other Side of the Wind | Trailer ufficiale | Netflix Italia\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YHsesg9nmFE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Zan (Killing<\/strong><strong>)\u00a0<\/strong><em>di\u00a0Shin&#8217;ya Tsukamoto<\/em><\/p>\n<p><strong>Tsukamoto<\/strong> \u00e8 vivo e lotta con noi. All&#8217;arma bianca. Non pensiate che con la vecchiaia lo spirito iconoclasta del regista di <em>Tetsuo<\/em> si sia dissolto. Anzi, qui prende il <em>wuxiapian<\/em> e lo sfronda di ogni orpello (cavi e coreografie aeree alla <strong>Woo-ping Yuen<\/strong>). Macchina a mano e duelli cruenti. Se nel suo capolavoro cyberpunk l&#8217;uomo-macchina finiva con una trivella al posto del fallo, qui l&#8217;allusione sessu<span class=\"text_exposed_show\">ale \u00e8 data (e non la inventa lui) dalla spada. L&#8217;incapacit\u00e0 di uccidere di <strong>Mokunishin<\/strong> fa il paio con la sua impotenza (avete mai visto un samurai masturbarsi?). E il viaggio dell&#8217;eroe non si compie perch\u00e9 si resta sempre bloccati in quel villaggio, a girare a vuoto. 250 anni di pace hanno fiaccato gli uomini, tanto che <strong>Sawamura<\/strong> (lo stesso <strong>Tsukamoto<\/strong>) recluta ronin per combattere. Ma quanto il vecchio \u00e8 una macchina sanguinaria tanto il giovane \u00e8 un pacifista (preso per vigliacco) che sa bene che sangue chiama sangue in una spirale senza fine.<br \/>\n<strong>Tsukamoto<\/strong> \u00e8 vivo e lotta con noi. E gira da dio come sempre.<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Trailer de Killing \u2014 Zan (HD)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/W0nAkn2SvBY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>Phantom Thread\u00a0<\/strong><em>di Paul Thomas Anderson<\/em><\/p>\n<p><em>Phantom Thread<\/em> non amplia la trilogia precedente trasformandola in tetralogia. <em>Phantom Thread<\/em> rappresenta un nuovo inizio. Quello in cui <strong>Anderson<\/strong> pensa al cinema europeo, al <strong>David Lean<\/strong> di <em>Breve incontro<\/em> e di <em>Tempo d\u2019estate<\/em>, a <strong>Visconti<\/strong>, al <strong>Rossellini<\/strong> di <em>Viaggio in Italia<\/em>, ma anche forse al <strong>Jack Clayton<\/strong> di <em>The Innocents<\/em>, vicenda di passione amorosa e fantasmi tratta da <em>Giro di vite<\/em> di <strong>Henry James<\/strong>. Un approfondimento critico potete trovarlo <a href=\"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/phantom-thread-filo-nascosto\/?fbclid=IwAR0ipPb2FoMqF8HN5GhjpIVqg09XW0PZ3GBK52058iZJXWz_QTNPho05jfo\">qui<\/a>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"PHANTOM THREAD - Official Trailer [HD] - In Select Theaters Christmas\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xNsiQMeSvMk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Sono tornato\u00a0<\/strong><em>di Luca Miniero<\/em><\/p>\n<p><em>Sono tornato\u00a0<\/em>\u00e8 una commedia, ma\u00a0non si percepisce la distanza tipica del genere, siamo coinvolti in prima persona (la stessa del titolo, mentre l&#8217;originale, libro e film, \u00e8 in terza persona e la modifica italiana non \u00e8 certo casuale) e non ne usciamo bene. E poi di commedia si tratta fino a un certo punto. Il <em>Mussolini Show<\/em> va in onda, audience altissima, gli autori festeggiano parafrasando <em>Faccetta nera<\/em>. Tranne un&#8217;autrice che ricorda chi fosse <strong>Mussolini<\/strong>, quali crimini avesse commesso. Di l\u00ec in poi, una discesa nell&#8217;orrore che passa per un&#8217;ospitata da <strong>Cattelan<\/strong>, da <strong>Mentana<\/strong> e che non fa pi\u00f9 ridere, mette i brividi. <strong>Mussolini<\/strong>, come sostiene <a href=\"https:\/\/dikotomiko.wordpress.com\/2018\/02\/05\/sono-tornato-di-luca-miniero-sia-lodato-il-dio-del-cinema\/\">Massimiliano Martiradonna<\/a>, sar\u00e0 pure un pagliaccio, ma \u00e8 <strong>Pennywise<\/strong> che ti mette di fronte alle tue paure. E, dopo una stoccata genialmente cattiva agli animalisti, arriva il confronto con l&#8217;anziana malata di Alzheimer che ricorda il rastrellamento (e spiegatemi come si possa parlare, di fronte a questa scena, di revisionismo: siete usciti prima dalla sala?) e l&#8217;epilogo diverso in parte (un film in <strong>Germania<\/strong>, una trasmissione stile <strong>De Filippi<\/strong> ovvero il locus principe del revisionismo quello s\u00ec). <strong>Frank Matano<\/strong> funziona quando fa <strong>Frank Matano<\/strong>, \u00e8 un disastro quando costretto a recitare, ma \u00e8 davvero un neo. <em>Sono tornato<\/em> \u00e8 una radiografia di quelle che ti fanno scoprire che hai il cancro. E non c&#8217;\u00e8 niente da ridere.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"SONO TORNATO monologo del Duce\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IaxXiVV24Rk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>Un sogno chiamato Florida<\/strong>\u00a0<em>di Sean Baker<\/em><\/p>\n<p><em>Over the Rainbow<\/em> c&#8217;\u00e8 un tesoro, ma anche un folletto che vuole farti male. <em>Over the Rainbow<\/em> c&#8217;\u00e8 l&#8217;infanzia che trasforma in gioco ed avventura fantastica anche le miserie del paesaggio e della vita, le fa convivere, come il tesoro e il folletto. <em>Over the Rainbow<\/em> c&#8217;\u00e8 la <strong>Florida<\/strong> in cui convivono miseria e avventura fantastica. E quando cresci e la vita ti appare per quella che \u00e8 e piangi allora non resta che rifugiarti nell&#8217;infanzia, attraversare la strada ed entrare a <strong>Disneyland<\/strong>, ingannarti, certo, ma devi pur staccare dalla vita che pu\u00f2 essere molto brutta. <em>The Florida Project<\/em> di <strong>Sean Baker<\/strong> \u00e8 un film bellissimo, c&#8217;\u00e8 poco da aggiungere.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"UN SOGNO CHIAMATO FLORIDA - Trailer ufficiale italiano HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6f2y6QTSCQ8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>L&#8217;isola dei cani<\/strong>\u00a0<em>di Wes Anderson<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>Chi siamo? e cosa vogliamo essere?<\/em>&#8220;. Ci ha messo nove film <strong>Wes Anderson<\/strong> a capire che il sostrato politico del suo nucleo tematico di sempre andava, forse, reso pi\u00f9 esplicito. Perch\u00e9 noi spettatori, di superficie o di profondit\u00e0, siamo un po&#8217; ottusi, diciamoci la verit\u00e0, e se un&#8217;opera non parla di massimi sistemi facciamo fatica a riscontrarli in un racconto apparentemente centrato sulla formazione dell&#8217;individuo. Ma il <em>bildungsroman<\/em> non \u00e8 sempre stato questo? Certo, la risposta alla domanda &#8220;<em>Chi siamo? e chi vogliamo essere?<\/em>&#8221; necessita di modelli di riferimento, padri che nella filmografia andersoniana non sono irreprensibili e il sindaco <strong>Kobayashi<\/strong> non \u00e8 da meno. Ma ecco, pi\u00f9 chiaro di quanto fosse stato finora, il messaggio: un individuo migliore fa una comunit\u00e0 migliore. E i valori che fanno, di un individuo, un individuo migliore non possono che essere la lealt\u00e0, l&#8217;amore, l&#8217;amicizia. Il 2018 verr\u00e0 ricordato come l&#8217;anno in cui un vecchio attore ci ha ricordato che &#8220;<em>La tenerezza \u00e8 rivoluzionaria<\/em>&#8221; ed un quasi cinquantenne regista texano ha ribadito che, spesso, essere un (under)dog non esima dal prendersi delle responsabilit\u00e0. Dovremmo impararlo un po&#8217; tutti.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"L&#039;isola dei cani | Trailer Ufficiale HD | Fox Searchlight 2018\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/51jst86Y_L8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>Les gar\u00e7ons sauvages<\/strong>\u00a0<em>di Bertrand Mandico<\/em><\/p>\n<p>In\u00a0<strong>Francia<\/strong> \u00e8 stato distribuito a febbraio del 2018, in\u00a0<strong>Italia<\/strong> \u00e8 stato disponibile per trenta giorni sulla piattaforma\u00a0<strong>MUBI<\/strong>. I\u00a0<strong>Cahiers du Cin\u00e9ma<\/strong> lo hanno incoronato miglior film dell&#8217;anno.\u00a0<em>Les gar\u00e7ons sauvages<\/em>, esordio alla regia di un lungometraggio di <strong>Bertrand Mandico<\/strong>, \u00e8 un&#8217;esperienza visiva di potenza rara. <strong>Mandico<\/strong> non sfugge al mantra postmoderno del mescolare alto e basso (da <em>Il signore delle mosche<\/em> ad <em>Arancia meccanica<\/em> con echi di <strong>Bu\u00f1uel<\/strong>, <strong>Russ Meyer<\/strong>, Sci Fi di serie B, <strong>Fassbinder<\/strong>, <strong>Lynch<\/strong>, <strong>Jodorowski<\/strong>, <em>L&#8217;Atalante<\/em>, senza contare <em>Lo strano vizio della signora Wardh<\/em> in colonna sonora) per raccontare una vicenda, s\u00ec simbolica ma estremamente dentro al nostro tempo, di transito di genere: dal maschile al femminile; da violenza e sopraffazione a riconquista di un corpo, di un&#8217;identit\u00e0, di un mondo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Les Gar\u00e7ons sauvages - Bande Annonce HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5sLhtDpXYVM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Lazzaro felice<\/strong>\u00a0<em>di Alice Rohrwacher<\/em><\/p>\n<p>Come <strong>Hiroo Onoda<\/strong>, il giapponese che per trent&#8217;anni credette che la II guerra mondiale non fosse finita, i protagonisti di <em>Lazzaro felice<\/em> ignorano che la mezzadria non esista pi\u00f9. Ma quando, da quel mondo primitivo, saranno scaraventati nella modernit\u00e0, si accorgeranno che il &#8220;<em>ci sono i diritti, i contratti<\/em>&#8221; riferito loro dal carabiniere \u00e8 un grande inganno cos\u00ec come verr\u00e0 definito anche lo scandalo che colpisce la <strong>Marchesa Alfonsina de Luna<\/strong>. <strong>Nicola<\/strong>, il suo braccio destro, in citt\u00e0 vender\u00e0 all&#8217;asta il lavoro (al ribasso) e i mezzadri vivranno nella versione industriale delle baracche fatiscenti dell&#8217;<strong>Inviolata<\/strong> (una cisterna vuota). Ad attraversare immutato (nell&#8217;animo e nell&#8217;anagrafe) epoche e luoghi \u00e8 <strong>Lazzaro<\/strong>, un po&#8217; <strong>Candide<\/strong> un po&#8217; <em>Tot\u00f2 il buono<\/em>, ma alla fine anche <strong>Bran Stark<\/strong> di <em>Game of Thrones<\/em>. Non \u00e8 meno postmoderna di altri, <strong>Alice Rohrwacher<\/strong>, ma i suoi riferimenti sono <strong>Olmi<\/strong>, <strong>Zavattini<\/strong>, <strong>Sergio Citti<\/strong> (quello di <em>Il minestrone<\/em> e <em>I magi randagi<\/em>), il <strong>Comencini<\/strong> di <em>Lo scopone scientifico<\/em> e lo <strong>Scola<\/strong> di <em>Dramma della gelosia <\/em>e <em>Brutti, sporchi e cattivi<\/em>. <em>Lazzaro felice<\/em> \u00e8 un&#8217;apologia della bont\u00e0 (non del buonismo) quale unico antidoto al cinismo e alla cattiveria del mondo. La bont\u00e0 che trova il cibo tra le sterpaglie, che non ha paura di sembrare una parodia mentre cerca l&#8217;afflato (il fiato, magico, che scompiglia i capelli e trascina via la musica) della poesia.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"LAZZARO FELICE (2018) di Alice Rohrwacher - Trailer ufficiale HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/k5nM0w9Bq8c?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>Ore 15:17 &#8211; Attacco al treno\u00a0<\/strong><em>di Clint Eastwood<\/em><\/p>\n<p>Alla veneranda et\u00e0 di 88 anni,\u00a0<strong>Clint Eastwood<\/strong> ci regala la pi\u00f9 lucida analisi di cosa significhi oggi l&#8217;immagine dell&#8217;eroe. Una riflessione non nuova, che ricorre anche in\u00a0<em>Gli spietati<\/em>, in\u00a0<em>Flags of Our Fathers<\/em> e, non ultimi, in\u00a0<em>American Sniper<\/em> e\u00a0<em>Sully\u00a0<\/em>di cui, immaginandocela come trilogia, questo\u00a0<em>Ore 15:17 &#8211; Attacco al treno<\/em> pu\u00f2 apparire quale capitolo conclusivo. A differenza di\u00a0<strong>Liberty Valance<\/strong>, di\u00a0<strong>Billy the Kid<\/strong> in\u00a0<em>Furia selvaggia<\/em> o di\u00a0<strong>Bob l&#8217;inglese<\/strong> in\u00a0<em>Gli spietati\u00a0<\/em>che hanno bisogno di chi, giornalista, costruisca la loro leggenda, nell&#8217;era del selfie stick, tutti noi siamo artefici della nostra mitologia. E allora cosa fa\u00a0<strong>Eastwood<\/strong>?\u00a0fa interpretare ai protagonisti stessi del &#8220;fatto realmente accaduto&#8221; (<strong>Spencer<\/strong> <strong>Stone<\/strong>,<strong> Alek Skarlatos <\/strong>e<strong> Anthony Sadler<\/strong>) s\u00e9 stessi (e il poster di <em>Full Metal Jacket<\/em> nella stanza di uno dei tre \u00e8 un chiaro riferimento al film in cui\u00a0<strong>R. Lee Ermey<\/strong>, marine dal 1961 al 1972,\u00a0fu chiamato a rifare se stesso in qualit\u00e0 di addestratore di reclute), raggiungendo il massimo del corto circuito, tra realt\u00e0 e sua rappresentazione, nella sequenza della premiazione con la\u00a0<strong>Legion d&#8217;Onore<\/strong>, con i campi di\u00a0<strong>Hollande<\/strong> di repertorio raccordati ai controcampi con la controfigura dell&#8217;allora presidente francese di quinta. Solo i pi\u00f9 acuti osservatori del presente hanno ben chiaro che la realt\u00e0 al cinema \u00e8 pur sempre ri-produzione della stessa. E tra questi c&#8217;\u00e8 sicuramente\u00a0<strong>Clint Eastwood<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Ore 15:17 - Attacco al treno - Trailer Ufficiale Italiano\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-J6axLCa-Ao?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;\u00a0<strong>A Beautiful Day<\/strong>\u00a0<em>di Lynne Ramsay<\/em><\/p>\n<p><em>A Beautiful Day<\/em> di <strong>Lynne Ramsay<\/strong> (titolo originale <em>You Were Never Really Here<\/em>) \u00e8 un film di una potenza incredibile fin dall&#8217;incipit (il migliore dell&#8217;anno). In Francia lo hanno definito il <em>Taxi Driver<\/em> del 21mo secolo. Se amate i paragoni, metteteci anche un <em>Gloria<\/em> di <strong>Cassavetes<\/strong> pi\u00f9 crudo e nichilista, ma con un raggio di sole rappresentato dalla battuta finale eponima del titolo internazionale.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"A Beautiful Day (Joaquin Phoenix): Trailer Italiano Ufficiale del Film | HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aRmlGN51NwE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni anno, da almeno un lustro, anche Pigrecoemme pubblica la propria playlist dei migliori film dell&#8217;anno. Al pari del\u00a0Confiteor cristiano, anche\u00a0Rosario Gallone potrebbe dire &#8220;ho peccato in pensieri, parole, opere e omissioni&#8220;, \u00e8 scritto nelle regole di questo gioco che non pu\u00f2 prescindere dalla parzialit\u00e0 sia di giudizio sia di visioni che non potranno &#8230; <a title=\"I 10 migliori film del 2018\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/i-10-migliori-film-del-2018\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I 10 migliori film del 2018\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,1,919],"tags":[2080,2086,2082,2089,2085,1965,2083,1068,2084,2087,2088,1237],"class_list":["post-2308","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-generale","category-playlist","tag-2080","tag-bertrand-mandico","tag-lazzaro-felice","tag-luca-miniero","tag-lynne-ramsay","tag-migliori-film","tag-orson-welles","tag-paul-thomas-anderson","tag-sean-baker","tag-shinya-tsukamoto","tag-sono-tornato","tag-wes-anderson"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2308","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2308"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2308\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2308"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2308"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2308"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}