{"id":2050,"date":"2018-02-24T12:44:36","date_gmt":"2018-02-24T11:44:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=2050"},"modified":"2018-04-25T00:27:42","modified_gmt":"2018-04-24T22:27:42","slug":"phantom-thread-filo-nascosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/phantom-thread-filo-nascosto\/","title":{"rendered":"Phantom Thread \u2013 Il filo nascosto."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/phantom-thread.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2051\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/phantom-thread.png?resize=484%2C252&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/phantom-thread.png?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/phantom-thread.png?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un filo nascosto lega l\u2019ultimo film di <strong>Paul Thomas Anderson<\/strong> non ai precedenti tre (<em>Il petroliere<\/em>, <em>The Master<\/em> e <em>Vizio di form<\/em>a, sorta di trilogia sul <a href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/p-t-anderson-e-il-vizio-di-forma\/\">Grande Romanzo Americano raccontato dal Cinema<\/a>), ma a <em>Ubriaco d\u2019Amore<\/em>.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un dialogo, in quel film (un\u2019opera\/cesura, liminare nel percorso autoriale di <strong>Anderson<\/strong>) che pare anticipare uno dei temi dell\u2019ultima pellicola (metonimia calzante perch\u00e9 <strong>Anderson<\/strong> ha girato in 35 mm) ed \u00e8 questo:<br \/>\n\u201c<em>Hai una faccia cos\u00ec adorabile, e hai delle guance che mi va di morderle. Ti voglio mordere le guance e mangiarmele da quanto sono carine<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Io invece la tua faccia ho una gran voglia di spaccartela. Ho una gran voglia di spappolartela e maciullartela da quanto \u00e8 bella<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>E io vorrei rosicchiare la tua faccia e poi cavarti gli occhi, li voglio divorare e masticare e succhiare<\/em>\u201d<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Ubriaco d&#039;Amore - Hai una faccia cos\u00ec adorabile\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3GUwgfiUV6w?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>L\u2019amore come nutrimento, inteso anche in senso cannibalico. <strong>Reynolds Woodcock<\/strong> \u00e8 afflitto dalla noia del sazio, le sue fugaci e superficiali relazioni spesso si chiudono a colazione. Quando prover\u00e0 il digiuno, l\u2019inedia affettiva, l\u2019amore lo travolger\u00e0. Ed il film si chiude con una battuta, \u201cE mi sta venendo fame\u201d, che presenta la stessa valenza materica, terranea del \u201c<em>Fuck<\/em>\u201d con cui si chiudeva <em>Eyes Wide Shut<\/em> di <strong>Stanley Kubrick<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eyes Wide Shut (1999)  Ending\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/QCakejA9VMc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Stanley Kubrick<\/strong> che aleggia nell\u2019opus 8 di <strong>Anderson<\/strong> (o 8 e \u00bd ,se consideriamo il documentario non firmato <em>Junun<\/em>) e non solo per il rigore stilistico della messa in scena. Chiusa la trilogia sul <strong>Grande Film Americano<\/strong>, per dirla con <a href=\"http:\/\/mimesis-scenari.it\/2014\/11\/21\/interstellar-e-il-gfa-grande-film-americano\/\">Roy Menarini<\/a>, <strong>Anderson<\/strong> pare volgere la sua attenzione verso un altro capitolo della storia del cinema: quella del rapporto (incestuoso? Come quello tra <strong>Reynolds<\/strong> e la madre? O tra lui e la sorella?) tra Vecchio e Nuovo Mondo, tra Inghilterra e America. Come <strong>Kubrick<\/strong> il transfuga o <strong>Joseph Losey<\/strong> (autoesiliatosi per sfuggire alla lista di proscrizione maccartista), stavolta <strong>Paul Thomas Anderson<\/strong> fa il cineasta americano in trasferta <em>british<\/em>, lo yankee che si cala nelle atmosfere della <strong>Terra d\u2019Albione<\/strong> e le governa alla perfezione. Ma ha ben presente anche la relazione contraria: <strong>Alfred Hitchcock<\/strong>, per esempio, il cui primo film americano \u00e8 <em>Rebecca, la prima moglie<\/em>, ampiamente citato nella relazione tra i personaggi e nell\u2019accenno thriller della seconda parte (che rimanda anche a <em>Il sospetto<\/em>, secondo film americano del maestro del brivido).<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Suspicion (1941)   Cary Grant, Joan Fontaine,  (scene)    *HD*\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/9bI9ZrvABbs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><em>Phantom Thread<\/em> non amplia la trilogia precedente trasformandola in tetralogia. <em>Phantom Thread<\/em> rappresenta un nuovo inizio. Quello in cui <strong>Anderson<\/strong> pensa al cinema europeo, al <strong>David Lean<\/strong> di <em>Breve incontro<\/em> e di <em>Tempo d\u2019estate<\/em>, a <strong>Visconti<\/strong>, al <strong>Rossellini<\/strong> di <em>Viaggio in Italia<\/em>, ma anche forse al <strong>Jack Clayton<\/strong> di <em>The Innocents<\/em>, vicenda di passione amorosa e fantasmi tratta da <em>Giro di vite<\/em> di <strong>Henry James<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Innocents (1961) - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aOsF0S65RR0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Quello in cui Anderson d\u00e0 forma ad una nuova dialettica, tra le opere successive a <em>Ubriaco d\u2019amore<\/em>, (\u201c<em>Trovando nel corpo la sola forma di resistenza all\u2019invasione del privato e dell\u2019intimit\u00e0 avviata dalla modernit\u00e0, Anderson accetta di esaurire l\u2019immaginario di una nazione e il suo spazio<\/em> [\u2026] <em>piuttosto che riprendere l\u2019idea di un cinema formale e massimalista che ormai non gli appartiene pi\u00f9<\/em>\u201d dice <strong>Roberto Manassero<\/strong>, a proposito di <em>The Master<\/em>, nel suo <em>Paul Thomas Anderson \u2013 Frammenti di un discorso americano<\/em>, edito da <strong>Bietti<\/strong> per la collana <strong>Heterotopia<\/strong>) ed un nuovo sentiero che si avvia a percorrere. Si passa da <strong>Freddie Quell<\/strong> che non va oltre la superficie delle cose (\u201c<em>Sembra vetro<\/em>\u201d, \u201c<em>La stessa parete del cazzo. Niente. Non sento niente<\/em>\u201d) e lasciando senza risposta la domanda della procedura di <strong>Dodd<\/strong> (sia \u201c<em>Riesci a ricordare?<\/em>\u201d sia \u201c<em>Riesci a immaginare?<\/em>\u201d) a <strong>Doc Sportello<\/strong> che, invece, perennemente strafatto, nell\u2019immaginazione ci vive, fino a <strong>Reynolds Woodcock<\/strong> che, scientemente, va oltre: all\u2019interno della &#8220;trama&#8221; ci sono contenuti (etichette), messaggi nascosti. Una dialettica, tra fisicit\u00e0 e trascendenza, che si estrinseca nei nomi (come del resto avveniva in <em>Il petroliere<\/em> dove <strong>Plainview<\/strong> si scontrava\/attraeva con <strong>Sunday<\/strong>): l\u2019oscena matericit\u00e0 di <strong>Woodcock<\/strong> (letteralmente \u201ccazzo di legno\u201d, quasi una trovata da cinepanettone con <strong>Christian De Sica<\/strong>) si oppone ad <strong>Alma<\/strong>, il personaggio che porta \u201canima\u201d in un ordito freddo (che si parli del film o della vita del protagonista), glaciale come la sorella <strong>Cyril<\/strong>. Sicch\u00e9, il progetto di despettacolarizzazione della Storia (ancora <a href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/p-t-anderson-e-il-vizio-di-forma\/\">PT Anderson e il vizio di forma del Grande Romanzo Americano<\/a>) si scontra con l\u2019immissione del sentimento amoroso cos\u00ec come la vita poco avvincente di <strong>Barry Egan<\/strong>, anch\u2019egli accudito\/controllato da sette sorelle, si anima solo dopo l\u2019incontro con<strong> Lena Leonard<\/strong>.<br \/>\n<strong>Alma<\/strong> anima e si anima, ribellandosi al destino di manichino che <strong>Woodcock<\/strong> ha in serbo per lei, come per tutte le donne della sua vita, compresa la madre, amata\/ricordata come modella dei propri abiti da sposa, immortalata in una fotografia. \u00c8 da fotografia, mummia baziniana, che la madre appare al protagonista nella stanza in cui giace in preda al delirio; immobile fantasma tassidermico che non a caso sparisce quando <strong>Alma<\/strong> entra e, quale mummia del movimento, rappresenta il passaggio dalla fotografia al cinema, dalla superficie (<strong>Fred Quell<\/strong> fa anche il fotografo) alla profondit\u00e0. <strong>Alma<\/strong> surroga la madre, si fa <strong>Alma Mater<\/strong>, come <strong>Cerere<\/strong>, dea della terra e della fertilit\u00e0, ma, come la terra, nutre o avvelena. E l\u2019amore \u00e8 nient\u2019altro che sindrome di M\u00fcnchhausen per procura. In quanto cinema, <strong>Alma<\/strong> non intende fermarsi, va avanti (anche in flashforward, ma lo saranno davvero? o dipende dal fatto che <strong>Alma<\/strong>, diversamente da <strong>Quell<\/strong>, riesce ad immaginare?), vuole progredire, amare o odiare, amare fino a odiare. Perch\u00e9, come sostiene un altro memorabile personaggio femminile, \u201c<em>Tu credi davvero che esista il tempo?<\/em>\u201d e \u201c<em>Io so odiare perch\u00e9 so amare, senza limiti<\/em>\u201d. Il personaggio \u00e8 <strong>Anna<\/strong>, il film \u00e8 diretto da <strong>Dino Risi<\/strong>, il titolo \u00e8 <em>Fantasma d\u2019amore<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fantasmi del cinema nell&#8217;ultima regia di Paul Thomas Anderson<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[950,1],"tags":[1975,1974,9,1072,1979,1068,1978,1976,767,1980,1073,1564,1977,1069],"class_list":["post-2050","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-generale","tag-dino-risi","tag-eyes-wide-shut","tag-hitchcock","tag-il-petroliere","tag-il-sospetto","tag-paul-thomas-anderson","tag-rebecca-la-prima-moglie","tag-rossellini","tag-stanley-kubrick","tag-the-innocents","tag-the-master","tag-ubriaco-damore","tag-viaggio-in-italia","tag-vizio-di-forma"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2050"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2050\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}