{"id":2000,"date":"2017-11-19T10:13:04","date_gmt":"2017-11-19T09:13:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=2000"},"modified":"2017-11-19T16:38:42","modified_gmt":"2017-11-19T15:38:42","slug":"thriller-spagnolo-10-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/thriller-spagnolo-10-film\/","title":{"rendered":"Il nuovo thriller spagnolo in 10 film"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/thriller-spagnolo.png\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2001\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/thriller-spagnolo.png?resize=484%2C252\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/thriller-spagnolo.png?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/thriller-spagnolo.png?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Era l&#8217;aprile 2004 e la rivista&nbsp;<strong>Nocturno<\/strong> pubblicava uno speciale dal titolo&nbsp;<em>Sangre Y Deseo: Il cinema fantastico spagnolo<\/em>. Lo faceva a ragion veduta: era la stagione d&#8217;oro dell&#8217;horror e del fantastico spagnolo, rivitalizzato dalla&nbsp;<strong>Filmax<\/strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Julio Fern\u00e1ndez<\/strong> che l&#8217;aveva acquisita nel 1987 rilanciandola grazie al supporto iniziale di&nbsp;<strong>Brian Yuzna<\/strong> e&nbsp;<strong>Stuart Gordon&nbsp;<\/strong>in quella costola che fu la&nbsp;<strong>Fantastic Factory<\/strong>.&nbsp;La&nbsp;<strong>Filmax<\/strong> negli anni zero del XXI secolo \u00e8 stata una vera e proprio&nbsp;fucina in grado di scoprire talenti nel genere horror e fantastico&nbsp;(<strong>Jaume Balaguer\u00f3<\/strong>&nbsp; e <strong>Paco Plaza&nbsp;<\/strong>su tutti) nonch\u00e9 di costituire il ponte tra questa nuova generazione e la precedente grazie alla serie&nbsp;<em>Pel\u00edculas para no dormir<\/em> che, se da un lato sfruttava l&#8217;onda lunga dell&#8217;analoga&nbsp;<em>Masters of Horror<\/em> americana, dall&#8217;altra si agganciava alle&nbsp;<em>Historias para no dormir&nbsp;<\/em>il cui autore,&nbsp;<strong>Narciso Ib\u00e1\u00f1ez Serrador<\/strong> (anche regista dell&#8217;episodio delle <em>Pel\u00edculas<\/em>&nbsp;intitolato&nbsp;<em>La culpa<\/em> e unico della vecchia generazione), \u00e8 senza ombra di dubbio il regista spagnolo horror maggiormente di culto del secolo scorso, al pari di&nbsp;<strong>Amando de Ossorio <\/strong>(quello dei resuscitati ciechi) e forse pi\u00f9 dell&#8217;eclettico e bulimico&nbsp;<strong>Jes\u00fas Franco<\/strong>, sebbene con soli due film all&#8217;attivo ovvero&nbsp;<em>Gli orrori del liceo femminile <\/em>e soprattutto&nbsp;<em>Ma come si pu\u00f2 uccidere un bambino?<\/em> Quell&#8217;ondata, per\u00f2, non ha proliferato, se si escludono&nbsp;<strong>Juan Antonio Bayona<\/strong> e&nbsp;<strong>Juan Carlos Fresnadillo<\/strong>, ma si pu\u00f2 dire che l&#8217;industria cinematografica spagnola abbia trovato un rimedio, impiegando forze creative e maestranze in un altro genere: il thriller, categoria nella quale ricomprendiamo anche il <em>crime<\/em>, il&nbsp;<em>noir<\/em> ed il giallo classico. Genere che, tuttavia, \u00e8 riuscito anche ad elevarsi oltre le convenzioni, perseguendo una qualit\u00e0 invidiabile, dimostrata dal fatto che dal 2010 al 2017, su otto premi&nbsp;<strong>Goya<\/strong> assegnati, 5 lo sono stati a film ascrivibili al genere. Non c&#8217;\u00e8 un autore che sporadicamente vi si dedica (come l&#8217;<strong>Alejandro Amen\u00e1bar<\/strong>&nbsp;di met\u00e0 anni &#8217;90, quello di&nbsp;<em>Tesis<\/em> e&nbsp;<em>Apri gli occhi<\/em>), ma un vero e proprio filone, un movimento, una tendenza.&nbsp;In questa playlist abbiamo deciso di considerare pellicole della seconda decade del XXI secolo e di sola produzione spagnola, escludendo coproduzioni con altri paesi europei (il pregevole&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/search?q=el%20guardi%C3%A0n%20invisible&amp;jbv=80173176&amp;jbp=0&amp;jbr=0\"><em>El guardi\u00e1n invisible<\/em><\/a> coprodotto con la&nbsp;<strong>Germania<\/strong> o&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/search?q=la%20propera%20pell&amp;jbv=80173605&amp;jbp=0&amp;jbr=0\"><em>La<\/em> <em>propera pell<\/em><\/a> che vede una partecipazione della <strong>Svizzera<\/strong>) o pi\u00f9 frequentemente, per motivi di lingua, con paesi dell&#8217;America Latina (<em>Il Clan<\/em> o&nbsp;<em>Al final del t\u00fanel<\/em>, coproduzioni con l&#8217;<strong>Argentina<\/strong>) a voler rimarcare ancora di pi\u00f9 l&#8217;attuale florida condizione della produzione iberica nel genere in questione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;&nbsp;<strong>La vendetta di un uomo tranquillo&nbsp;<\/strong><em>di&nbsp;Ra\u00fal Ar\u00e9valo<\/em><\/p>\n<p><strong>Ra\u00fal Ar\u00e9valo<\/strong>&nbsp;\u00e8 un attore (protagonista di&nbsp;<em>La isla minima<\/em> e <em>Ghost Academy<\/em>) e, al suo debutto dietro la mdp, si \u00e8 aggiudicato il&nbsp;<strong>Premio Goya<\/strong> per il miglior esordio alla regia e per la miglior sceneggiatura. Su questa, forse, ci sarebbe da discutere (perch\u00e9, dopo un inizio magistrale, la storia accusa un cambio di registro piuttosto repentino ed alcune battute d&#8217;arresto, per riprendersi alla grande nell&#8217;epilogo), ma quello per la regia \u00e8 pi\u00f9 che meritato perch\u00e9&nbsp;<strong>Ar\u00e9valo<\/strong> mostra una sicurezza da veterano.&nbsp;<strong>Antonio de la Torre<\/strong>,<strong>&nbsp;<\/strong>negli ultimi anni, \u00e8 uno dei volti pi\u00f9 ricorrenti del genere (\u00e8 anche in <em>Che Dio ci perdoni<\/em> e&nbsp;<em>Cannibal<\/em>).<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La vendetta di un uomo tranquillo | Trailer Ufficiale\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7Mx5nTrdmAg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;&nbsp;<strong>La isla minima&nbsp;<\/strong><em>di Alberto Rodr\u00edguez<\/em><\/p>\n<p>Ad un primo impatto, il film di&nbsp;<strong>Rodr\u00edguez<\/strong> ricorda davvero tanto&nbsp;<em>Le paludi della morte<\/em> di&nbsp;<strong>Ami Canaan Mann<\/strong>, ma la collocazione storica, a pochi anni dalla morte di&nbsp;<strong>Francisco Franco<\/strong>, tradisce l&#8217;intenzione di raccontare, dietro le convenzioni del genere (il serial killer, la provincia, la diffidenza verso i due poliziotti, di et\u00e0 ed estrazione diversa, che giungono dalla citt\u00e0), lo smarrimento di un paese che pure ha conquistato la democrazia, ma non ci si ritrova, dopo aver vissuto tanto sotto una dittatura. 10 premi&nbsp;<strong>Goya<\/strong>, meritati dal primo all&#8217;ultimo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"LA ISLA MINIMA Trailer Italiano Ufficiale (2015) - Alberto Rodriguez [HD]\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BQgNkbquiZI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211; <strong>Desconocido &#8211; Resa dei conti&nbsp;<\/strong><em>di Dani de la Torre<\/em><\/p>\n<p><strong>Alberto Marini <\/strong>\u00e8&nbsp;un torinese, classe 1972, trasferitosi a&nbsp;<strong>Barcellona<\/strong> nel 1999 dove ha cominciato a lavorare per la&nbsp;<strong>Filmax<\/strong> lavorando come direttore dello sviluppo, tra gli altri, a&nbsp;<em>Rec<\/em> di&nbsp;<strong>Balaguer\u00f2\/Plaza<\/strong>, e scrivendo&nbsp;<em>Bed Time<\/em>. Successivamente, con la societ\u00e0 da lui fondata nel 2011 (<strong>Rebeli\u00f3n Terrestre Films<\/strong>), ha prodotto l&#8217;esordio alla regia dei fratelli&nbsp;Pastor,<strong>&nbsp;<\/strong>il fantascientifico&nbsp;<em>The Last Days<\/em>. Per la sceneggiatura di&nbsp;<em>Desconocido<\/em> (un incrocio tra i film-trappola, tipo&nbsp;<em>Buried<\/em> o&nbsp;<em>In linea con l&#8217;assassino<\/em>, e&nbsp;<em>Speed<\/em>, il classico di&nbsp;<strong>Jan De Bont<\/strong>), affidata al debuttante&nbsp;<strong>Dani de la Torre<\/strong>,&nbsp;\u00e8 stato candidato ai&nbsp;<strong>Goya<\/strong>. Nel frattempo ha esordito alla regia coll&#8217;horror in lingua inglese&nbsp;<em>Summer Camp<\/em>, uno <em>slasher\/virus movie<\/em> in piena regola. Insomma, \u00e8 un italiano ed ha decisamente contribuito alla rinascita del cinema di genere. Ma di quello spagnolo. Su <a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/search?q=desconocido&amp;jbv=80093127&amp;jbp=0&amp;jbr=0\">Netflix<\/a>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Desconocido - Resa dei Conti | Trailer Ufficiale Italiano [Luis Tosar - Thriller] HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kd2sQP91Abo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;&nbsp;<strong>Bed Time<\/strong>&nbsp;<em>di&nbsp;Jaume Balaguer\u00f3<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una curiosa analogia diegetica tra questo film ed il contemporaneo&nbsp;<em>The Resident<\/em>, girato negli&nbsp;<strong>USA<\/strong>, per la&nbsp;<strong>Hammer<\/strong>, dal finlandese&nbsp;<strong>Antti Jokinen<\/strong>. Basta, finisce qui. Per riuscita, regia, tensione, recitazione (<strong>Luis Tosar<\/strong> ormai \u00e8 una presenza necessaria del cinema spagnolo ed in particolare del thriller e del poliziesco),&nbsp;tra le due pellicole c&#8217;\u00e8 un abisso.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Bed Time - Trailer italiano\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EY2cX9Hwb5A?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;&nbsp;<strong>Che Dio ci perdoni<\/strong>&nbsp;<em>di&nbsp;Rodrigo Sorogoyen<\/em><\/p>\n<p>Premiato col&nbsp;<strong>Goya<\/strong>, meritatissimo, a&nbsp;<strong>Roberto \u00c1lamo<\/strong>,&nbsp;<em>Che Dio ci perdoni<\/em>, terza regia di&nbsp;<strong>Sorogoyen<\/strong>, per quanto mostri debiti con&nbsp;<strong>Fincher<\/strong> e con il&nbsp;<strong>Campanella<\/strong> di&nbsp;<em>Il segreto dei suoi occhi<\/em> (quel pianosequenza in cui la mdp scavalca il balcone rimanendo sospesa in aria e poi precipitando gi\u00f9 insieme coll&#8217;assassino), si ritaglia uno spazio tutto suo, soprattutto nel disegno psicologico dei due protagonisti e nel riuscito equilibrio tra profondit\u00e0 dei personaggi (compreso il serial killer) e tensione, sempre altissima.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"CHE DIO CI PERDONI trailer ufficiale\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/F4SveOJNw0I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211; <b>Contratiempo&nbsp;<\/b><em>di Oriol Paulo<\/em><\/p>\n<p><strong>Hitchcock<\/strong> (letteralmente con quell&#8217;auto gettata nella palude),&nbsp;<strong>Bryan Singer<\/strong>,&nbsp;l&#8217;<strong>Anthony Shaffer<\/strong> di&nbsp;<em>Gli insospettabili<\/em>, l&#8217;enigma della camera chiusa. Troppa carne al fuoco? Forse, ma&nbsp;<strong>Oriol Paulo<\/strong> mostra una certa sicurezza nel tenere avvinto lo spettatore, nonostante alcuni passaggi narrativi, razionalmente, risultino un po&#8217; implausibili. Su <a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/watch\/80093106?trackId=13752289&amp;tctx=0%2C0%2C7258fd89e8879a0241f50010a84e214ec950a76b%3Ab3bb525536c63480ade8bd81eba3f10d9cd00cfe\">Netflix<\/a>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"CONTRATIEMPO Trailer 2016 HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xeCXCuvVAX8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;&nbsp;<strong>No habr\u00e1 paz para los malvados<\/strong>&nbsp;<em>di&nbsp;Enrique Urbizu<\/em><\/p>\n<p>Un cattivo tenente e la sua discesa all&#8217;inferno.&nbsp;<strong>Urbizu<\/strong> sceglie un registro, per\u00f2, che fa pensare a&nbsp;<strong>Melville<\/strong>, a&nbsp;<strong>Joseph H. Lewis<\/strong>, a&nbsp;<strong>Michael Mann <\/strong>e un po&#8217; alla casualit\u00e0 dell&#8217;<strong>Ulmer<\/strong> di&nbsp;<em>U-Turn<\/em> (in fondo tutto ha inizio da una rissa accidentale) pi\u00f9 che alla parabola cristologica messa in scena da&nbsp;<strong>Abel Ferrara<\/strong>. Anche questo film \u00e8 stato premiato col&nbsp;<strong>Goya<\/strong> nel 2012.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"No habr\u00e1 paz para los malvados - Trailer HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wiXZkxDq-2E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;&nbsp;<strong>Secuestro&nbsp;<\/strong><em>di Mar Targarona<\/em><\/p>\n<p>Nel 1998&nbsp;<strong>Oriol Paulo<\/strong> esord\u00ec alla sceneggiatura e alla regia con un mediometraggio dall&#8217;inequivocabile titolo&nbsp;<em>McGuffin<\/em>. Che la sua ispirazione sia costantemente hitchcockiana lo dimostrano le sue regie e i suoi copioni, anche quelli diretti da altri.&nbsp;<em>Con gli occhi dell&#8217;assassino<\/em> \u00e8 uno di questi, cos\u00ec come&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/search?q=secuestr&amp;jbv=80121386&amp;jbp=0&amp;jbr=0\"><em>Secuestro<\/em><\/a> diretto da&nbsp;<strong>Mar Targarona<\/strong>, pi\u00f9 nota come producer (di&nbsp;<em>Con gli occhi dell&#8217;assassino<\/em>,&nbsp;<em>Paranormal Xperience 3D<\/em>,&nbsp;<em>The Orphanage<\/em>). Se qualcosa si pu\u00f2 rimproverare a&nbsp;<strong>Paulo<\/strong> \u00e8 l&#8217;accumulo di situazioni. C&#8217;\u00e8 il&nbsp;<em>mcguffin<\/em>, c&#8217;\u00e8 l&#8217;<em>heist movie<\/em>, c&#8217;\u00e8 la <em>detection<\/em>. La&nbsp;<strong>Targarona<\/strong>, per\u00f2, riesce a dirigere in modo equilibrato, tirandone fuori quasi due ore di intrattenimento sicuro.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"SECUESTRO. Tr\u00e1iler final en espa\u00f1ol | Sony Pictures Espa\u00f1a\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/AnDyC_CREII?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;&nbsp;<strong>Plan de fuga&nbsp;<\/strong><em>di I\u00f1aki Dorronsoro<\/em><\/p>\n<p><em>Plan de Fuga<\/em>&nbsp;non \u00e8 riuscitissimo, ma pecca di generosit\u00e0: nei temi (il passato che incombe, l&#8217;amicizia virile, la doppia vita dell&#8217;infiltrato, la criminalit\u00e0 organizzata che si ricicla nelle imprese legali)&nbsp; e nei generi di riferimento (l&#8217;<em>heist movie<\/em>, il poliziesco). con tutti i suoi difetti reca comunque testimonianza (come il coevo, e ancora pi\u00f9 impacciato,&nbsp;<em>Box 314: La rapina di Valencia&nbsp;<\/em>di&nbsp;<strong>Daniel Calparsoro<\/strong>)&nbsp;di un&#8217;industria vitale e di un filone cinematografico che non si sta esaurendo. Lo trovate su <a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/search?q=plan%20de%20fuga&amp;jbv=80103312&amp;jbp=0&amp;jbr=0\">Netflix<\/a>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Plan de Fuga (2017) - Trailer Oficial\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SpCmlE5nEhI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;&nbsp;<strong>Toro<\/strong>&nbsp;<em>di&nbsp;Kike Ma\u00edllo<\/em><\/p>\n<p><strong>Kike Maillo<\/strong> \u00e8 noto anche in&nbsp;<strong>Italia<\/strong> per il suo debutto registico del 2011, il fantascientifico&nbsp;<em>Eva<\/em>, che gli valse il&nbsp;<strong>Goya<\/strong> come miglior regista esordiente.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/title\/80093107\"><em>Toro<\/em><\/a> \u00e8 un gangster movie con accenti malinconici alla francese e quell&#8217;ineluttabilit\u00e0 che se, da un lato, \u00e8 scontata, dall&#8217;altro \u00e8 anche piacevole ritrovare perch\u00e9, in fondo, l&#8217;appartenenza ad un genere significa far sentire lo spettatore a casa. L&#8217;elemento eccentrico, volendo, \u00e8 il personaggio del boss&nbsp;<strong>Romano<\/strong> che presenta i crismi del serial killer con un&#8217;ossessione per gli occhi. Nei due ruoli principali troviamo due volti ricorrenti del cinema spagnolo:&nbsp;<strong>Mario Casas<\/strong> e l&#8217;iperattivo&nbsp;<strong>Luis Tosar<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"TORO - Tr\u00e1iler HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/s81KeWlio-I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2010 a oggi.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,919],"tags":[1935,1934,1932,1933,742,1938,1937,1939,1936,1053],"class_list":["post-2000","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-alberto-martini","tag-balaguero","tag-cinema-spagnolo","tag-filmax","tag-horror","tag-la-isla-minima","tag-la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo","tag-luis-tosar","tag-premio-goya","tag-thriller"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2000","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2000"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2000\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}