{"id":1917,"date":"2017-10-31T12:16:22","date_gmt":"2017-10-31T11:16:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1917"},"modified":"2017-10-31T12:16:22","modified_gmt":"2017-10-31T11:16:22","slug":"10-horror-diretti-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-horror-diretti-donne\/","title":{"rendered":"10 horror diretti da donne"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/horror-donne.png\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1918\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/horror-donne.png?resize=484%2C252\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/horror-donne.png?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/horror-donne.png?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Theda Bara<\/strong>,&nbsp;<strong>Barbara Steele<\/strong>,&nbsp;<strong>Barbara Shelley<\/strong>,&nbsp;<strong>Jamie Lee Curtis<\/strong>,&nbsp;<strong>Simone Simon<\/strong>: l&#8217;horror sembrerebbe non poter fare a meno dei personaggi femminili, di volta in volta in ruoli di temibili minacce o di&nbsp;<em>scream queen<\/em>. In entrambe le tipologie, tuttavia, \u00e8 evidente lo sguardo maschile dietro la mdp che vede la donna, sempre di volta in volta, come pericolo o come bersaglio della propria violenza. Le cose cambiano nello slasher anni &#8217;70\/&#8217;80 che annovera, tra gli elementi che lo caratterizzano (come ci rivelano&nbsp;<strong>Marco Greganti<\/strong> nel suo&nbsp;<em>Slasher<\/em>, pubblicato per i tipi della <strong>NPE edizioni<\/strong>, o&nbsp;<strong>Carol Clover<\/strong> nel suo saggio&nbsp;<em>Men, Women and Chainsaws: Gender in the Modern Horror Film),<\/em>&nbsp;la&nbsp;<em>Final Girl<\/em> ovvero l&#8217;eroina che si salva nell&#8217;epilogo. Allo stesso modo,&nbsp;<strong>Isabel Cristina Pinedo<\/strong>, nel suo&nbsp;<em>Recreational Terror: Women and the Pleasures of Horror Film Viewing<\/em> afferma che l&#8217;horror contemporaneo non degradi la donna, ma in qualche modo costituisca addirittura un incoraggiamento a lottare contro i propri mostri per vincere una sottomissione prima culturale che fisica. Quelli presi in considerazione in questa playlist sono horror che non solo hanno donne come protagoniste, ma sono diretti da donne e, nella maggior parte dei casi, usano il genere per affrontare tematiche inerenti il corpo e la condizione femminile. Buona lettura.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;&nbsp;<strong>XX&nbsp;<\/strong><em>di&nbsp; Karyn Kusama, Jovanka Vuckovic, St. Vincent, Roxanne Benjamin<\/em><\/p>\n<p>Nella recente riproposizione horror della formula a episodi (gi\u00e0 esaminata in una precedente <a href=\"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/lhorror-episodi-10-imperdibili-film\/\">playlist<\/a>) mancava il film diretto da sole donne. Ci pensa la casa di produzione&nbsp;<strong>XYZ<\/strong>&nbsp;con questa operazione riuscita sebbene alterna nei risultati (ma non lo sono un po&#8217; tutti i film a episodi?). Mentre&nbsp;<em>The Box<\/em> di&nbsp;<strong>Jovanka Vuckovic <\/strong>e&nbsp;<em>Her Only Living Son<\/em> di <strong>Karyn Kusama<\/strong> (regista anche del dimenticabile, pur essendo interessante nell&#8217;ottica di uno sguardo femminile nell&#8217;horror,&nbsp;<em>Jennifer&#8217;s Body<\/em> scritto da&nbsp;<strong>Diablo Cody <\/strong>e dell&#8217;ottimo&nbsp;<em>The Invitation<\/em>) si segnalano per la indubbia riuscita (insieme con il corto animato che fa da collante, diretto da&nbsp;<strong>Sofia Carrillo<\/strong>, di cui potete vedere sotto&nbsp;<em>Prita Noire<\/em>, con un occhio a&nbsp;<strong>\u0160vankmajer<\/strong> e uno a&nbsp;<strong>Guillermo Del Toro<\/strong>) e le tematiche che, come vedremo proseguendo nella lettura, ricorrenti quali la maternit\u00e0 e il cannibalismo,&nbsp;<em>The Birthday Party<\/em> della cantautrice&nbsp;<strong>Annie Clarck<\/strong>, meglio nota come&nbsp;<strong>St Vincent<\/strong>, e&nbsp;<em>Don&#8217;t Fall<\/em> di&nbsp;<strong>Roxanne Benjamin<\/strong> (gi\u00e0 coinvolta in un precedente&nbsp;<em>omnibus<\/em>:&nbsp;<em>Southbound<\/em>) sembrano non andare oltre il divertissement e l&#8217;esercizio di stile sul genere.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"XX - Official Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LGH-zJ9_uFs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AYEbthCSZ7U<\/p>\n<p>2 &#8211;&nbsp;<strong>Il buio si avvicina<\/strong>&nbsp;<em>di Kathryn Bigelow<\/em><\/p>\n<p>Definita la regista &#8220;con le palle&#8221;,&nbsp;<strong>Kathryn Bigelow<\/strong> \u00e8 nota per aver diretto film testosteronici normalmente prerogativa di registi di sesso maschile. Ha il merito di aver fatto capire che una donna pu\u00f2 girare anche un horror, un thriller, un action, un war movie. Negli anni &#8217;80, dopo aver esordito con&nbsp;<em>The&nbsp;<\/em><em>Loveless<\/em>, in cui \u00e8 evidente la sua nascita artistica come pittrice, ridisegna il&nbsp;<em>vampire road movie<\/em> grazie ad un copione impeccabile di&nbsp;<strong>Eric Red<\/strong> (che negli stessi anni scrive l&#8217;altro cult&nbsp;<em>The Hitcher<\/em>), ma senza la necessit\u00e0 di ricorrere, per distinguersi dai colleghi uomini, alle future lentezze indie della <strong>Xan Cassavetes<\/strong> di&nbsp;<em>Kiss of the Damned<\/em>. Insieme con&nbsp;<strong>Mary Lambert<\/strong> (regista di&nbsp;<em>Pet Sematary<\/em>) e&nbsp;<strong>Amy Holden Jones<\/strong> si afferma in un genere &#8220;virile&#8221;, ma senza volerne piegare le coordinate a tematiche gender.&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"IL BUIO SI AVVICINA - TRAILER\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hBvmARadGJM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;&nbsp;<strong>American Mary&nbsp;<\/strong><em>di&nbsp;Jen e Sylvia Soska<\/em><\/p>\n<p>Le premesse teoriche nobili della body art nell&#8217;evoluzione postorganica di una&nbsp;<strong>Orlan<\/strong> hanno finito con lo sconfinare nel trend, il&nbsp;<em>body-mod<\/em>, spesso pratica priva di consapevolezza. Corna aggiunte come se fossero tatuaggi o piercing, biforcazione della lingua, multiple operazioni chirurgiche per assomigliare, di volta in volta, a&nbsp;<strong>Ken<\/strong>, a&nbsp;<strong>Barbie<\/strong>, a&nbsp;<strong>Justin Bieber<\/strong>. Le sorelle canadesi&nbsp;<strong>Soska<\/strong> immergono questo horror, tra il mito di&nbsp;<strong>Frankenstein<\/strong> e il&nbsp;<em>revenge movie<\/em>, nel mondo sommerso di questi nuovi aspiranti&nbsp;<em>freak<\/em>. Sebbene non privo di un nerissimo senso dell&#8217;umorismo, la doppia presenza femminile, dietro la mdp, si fa sentire nell&#8217;atmosfera romantica che pervade la pellicola nonostante la crudezza delle situazioni e nell&#8217;idea (da femminismo della terza onda, come affermano le gemelle registe) che le donne possano diventare autonome solo possedendo la propria sessualit\u00e0 fino al punto di negarla perch\u00e9 &#8220;<em>una bambola pu\u00f2 stare nuda senza mai sentirsi timida, imbarazzata, sessualizzata, denigrata<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2vICehR-H00<\/p>\n<p>4 &#8211;&nbsp;<strong>The Slumber Party Massacre<\/strong>&nbsp;<em>di&nbsp;Amy Holden Jones<\/em><\/p>\n<p>Sar\u00e0 pur vero, come sostiene&nbsp;<strong>Marco Greganti<\/strong> nel suo libro, che nello slasher l&#8217; &#8220;eroe \u00e8 femmina&#8221;, ma resta il fatto che trattasi di genere quasi sempre scritto e diretto da uomini. Anzi, fin dalla nascita (che viene fatta risalire a&nbsp;<em>Halloween<\/em> di&nbsp;<strong>John Carpenter<\/strong>, si pensi all&#8217;omicidio commesso da&nbsp;<strong>Michael Myers<\/strong> nell&#8217;incipit), si mostra anche reazionario (il&nbsp;<em>villain<\/em> uccide peccatori e peccatrici e la&nbsp;<em>Final Girl<\/em> di solito \u00e8 la pi\u00f9 virtuosa del gruppo). Data la premessa, pi\u00f9 che il&nbsp;<em>Nightmare 6<\/em> &#8211; <em>La fine<\/em> diretto da&nbsp;<strong>Rachel Talalay<\/strong>, \u00e8&nbsp;<em>Slumber Party Massacre&nbsp;<\/em>a distinguersi in quanto scritto (<strong>Rita Mae Brown<\/strong>) e diretto (<strong>Amy Holden Jones<\/strong>) da donne (caratteristica che verr\u00e0 mantenuta anche nei due sequel: <em>Slumber Party Massacre II<\/em> scritto e diretto da&nbsp;<strong>Deborah Brock<\/strong> e&nbsp;<em>Slumber Party Massacre III&nbsp;<\/em>scritto da&nbsp;<strong>Catherine Cyran<\/strong> e diretto da&nbsp;<strong>Sally Matison<\/strong>) . Che le due autrici guardino con distacco ironico al genere \u00e8 dimostrato nella scena in cui uno dei personaggi,&nbsp;<strong>Valerie<\/strong>, guarda in tv la sequenza slasher di&nbsp;<em>Hollywood Boulevard<\/em>, commedia firmata da&nbsp;<strong>Joe Dante<\/strong> e&nbsp;<strong>Allan Arkush<\/strong> e dal fatto che dimostrino scarso interesse alla mitopoiesi del&nbsp;<em>villain<\/em>, piuttosto anonimo. Ci\u00f2 che importa loro \u00e8 la costruzione di un mondo narrativo popolato, fondamentalmente, da donne che possono fare a meno degli uomini (<strong>Valerie&nbsp;<\/strong> e la sorella&nbsp;<strong>Courtney<\/strong>). La simbologia fallica, decisamente lapalissiana, dell&#8217;arma del killer, un trapano, \u00e8 ulteriormente sottolineata dal fatto che la sua fine sar\u00e0 segnata dalla &#8220;castrazione&#8221; (<strong>Valerie<\/strong> con un machete taglia la punta del trapano) e dalla successiva penetrazione. Per il resto, sia chiaro, il film \u00e8 uno slasher vero e proprio, con recitazione ai minimi sindacali, effetti rozzi e psicologie assenti.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Slumber Party Massacre Trailer 1982\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-vrSx--k0_k?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Hollywood Boulevard (1976) - Slasher Strikes Hollywood Scene\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZzGdhfFo9H4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;&nbsp;<strong>The Love Witch&nbsp;<\/strong><em>di Anna Biller<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 certo un segreto che l&#8217;ortodossia cattolica ha frequentemente tacciato di stregoneria e condannato al rogo donne viste come minacce sessuali. La protagonista di&nbsp;<em>The Love Witch<\/em>,&nbsp;<strong>Elaine<\/strong> (look da&nbsp;<strong>Elvira<\/strong>), una strega lo \u00e8 davvero, ma una strega in cerca d&#8217;amore, disposta a tutto, ma che si rende conto subito di quanto poi l&#8217;uomo sappia essere morboso.&nbsp;<strong>Anna Biller<\/strong>, cos\u00ec come nei suoi lavori precedenti, ha molto a cuore l&#8217;aspetto visivo dei suoi film. Gira in 35 mm con un occhio a&nbsp;<strong>Russ Meyer<\/strong> e uno a&nbsp;<strong>Kenneth Anger&nbsp;<\/strong>e un&#8217;attenzione particolare a costumi e scenografie. La pecca forse \u00e8 che se ne compiace talmente da non riuscire a tagliare alcune lungaggini rinunciabili.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"THE LOVE WITCH | Official Trailer [Female Fantasy Movie] HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/cD2T99T5kSs?start=9&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;&nbsp;<strong>A Girl Walks Home Alone At Night<\/strong>&nbsp;<em>di&nbsp;Ana Lily Amirpour<\/em><\/p>\n<p>La&nbsp;<strong>Amirpour<\/strong> artisticamente cresce in&nbsp;<strong>America<\/strong> (dove si \u00e8 trasferita con la famiglia, dall&#8217;<strong>Iran<\/strong> nel 1992 e dove studia alla&nbsp;<strong>UCLA<\/strong>), ma curiosamente sembra inserirsi in una&nbsp;<em>nouvelle vague<\/em> horror iraniana apolide che ricomprende anche il&nbsp;<strong>Babk Anvari<\/strong> di&nbsp;<em>Under The Shadow<\/em> e la famosa&nbsp;<strong>Marjanne Satrapi<\/strong><em>,&nbsp;<\/em>l&#8217;autrice di&nbsp;<em>Persepolis<\/em>, che dopo le trasposizioni da due sue&nbsp;<em>graphic novel<\/em>,&nbsp;<em>Persepolis<\/em> e&nbsp;<em>Pollo alle prugne<\/em>, ha debuttato in America coll&#8217;horror grottesco&nbsp;<em>The Voices<\/em> con&nbsp;<strong>Ryan Reynolds<\/strong> e&nbsp;<strong>Gemma Arterton<\/strong>. Il suo debutto,&nbsp;<em>A Girl Walks Home Alone At Night<\/em>, girato negli Usa, ma recitato in farsi, \u00e8 definito dalla sua autrice &#8220;<em>the first iranian vampire spaghetti western<\/em>&#8220;. Il bianco e nero rimanda pi\u00f9 a&nbsp;<strong>Jim Jarmusch<\/strong> e al&nbsp;<strong>Ferrara<\/strong> di&nbsp;<em>The Addiction<\/em> che all&#8217;espressionismo e la regista dimostra grande capacit\u00e0 di creazione di immaginario convertendo, ad esempio, il classico chador da indumento mortificante la femminilit\u00e0 a mantello quasi da supereroe.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"A Girl Walks Home Alone at Night (2014) - Official Trailer [HD]\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_YGmTdo3vuY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;&nbsp;<strong>The Babadook<\/strong>&nbsp;<em>di Jennifer Kent<\/em><\/p>\n<p>La difficile condizione della monogenitorialit\u00e0 materna \u00e8 alla base di diverse regie femminili horror (dall&#8217;episodio&nbsp;<em>Her Only Living Son<\/em> di <strong>Karyn<\/strong> <strong>Kusama<\/strong>,<strong>&nbsp;<\/strong>compreso in&nbsp;<em>XX<\/em>, a&nbsp;<em>Prevenge<\/em> di&nbsp;<strong>Alice Lowe<\/strong>, in cui la regista\/protagonista ha approfittato proprio della sua gravidanza per portare a termine questo&nbsp;<em>low budget<\/em>,&nbsp;passando per&nbsp;<em>Goodnight Mommy<\/em> codiretto da&nbsp;<strong>Veronika Franz&nbsp;<\/strong>la quale pesca a piene mani da un immaginario horror d&#8217;essai, tra&nbsp;<strong>Georges Franju<\/strong> e&nbsp;<strong>Robert Mulligan<\/strong>). Per gli Americani si tratta ormai di un sottogenere che definiscono&nbsp;<em>Maternal Horror Film<\/em> (in cui vanno ricompresi il classico&nbsp;<em>Rosemary&#8217;s Baby<\/em> o l&#8217;iraniano&nbsp;<em>Under the Shadow<\/em> passando per&nbsp;<em>La madre<\/em> dell&#8217;<strong>Andr\u00e9s Muschietti<\/strong> del nuovo&nbsp;<em>It<\/em>).&nbsp;&nbsp;L&#8217;australiana&nbsp;<strong>Jennifer Kent<\/strong> lo declina in una forma che guarda alla favola ed all&#8217;espressionismo con un pizzico del&nbsp;<strong>Polanski<\/strong> di&nbsp;<em>Repulsion<\/em>. Ci\u00f2 che ne risulta \u00e8 un film molto bello che spaventa senza far sentire stupido lo spettatore, ma soprattutto approfondisce le dinamiche di un senso di colpa materno conseguenza di una richiesta di perfezione che \u00e8 proprio di una societ\u00e0 maschilista.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Babadook Official Trailer #1 (2014) - Essie Davis Horror Movie HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/k5WQZzDRVtw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211; <b>The Lure<\/b>&nbsp;<em>di Agnieszka Smoczy\u0144ska<\/em><\/p>\n<p>Dalla Polonia giunge questo musical horror, rivisitazione fedele, priva di edulcorazioni disneyane, della fiaba di&nbsp;<strong>Andersen<\/strong>,&nbsp;<em>La sirenetta<\/em>. L&#8217;elemento horror \u00e8 garantito da&nbsp;<strong>Golden<\/strong>, la sorella che non si innamora e che si ciba degli amanti di ambo i sessi, e dall&#8217;operazione di trapianto di gambe (decisamente tanto splatter quanto sopra le righe). I numeri musicali sono quasi una copia pirata di quelli di&nbsp;<strong>Baz Luhrmann<\/strong>, ma tutto sommato, il film si lascia guardare.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Lure - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/S-4RqQwsmmA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;&nbsp;<strong>Raw<\/strong>&nbsp;<em>di&nbsp;Julia Ducournau<\/em><\/p>\n<p>La mantide religiosa, l&#8217;insetto che divora il maschio dopo l&#8217;amplesso, rappresenta l&#8217;archetipo del femminile freudiano in cui l&#8217;istinto vitale dell&#8217;Eros si accompagna a quello distruttivo e autodistruttivo del Thanatos. Anche&nbsp;<strong>Salvador Dal\u00ec<\/strong> rappresent\u00f2 il rapporto tra lui e la moglie <strong>Gala \u00c9luard Dal\u00ed<\/strong> in un&#8217;opera intitolata&nbsp;<em>Cannibalismo d&#8217;autunno<\/em>. L&#8217;esordiente francese&nbsp;<strong>Julia Ducournau<\/strong> coniuga il cannibalismo col&nbsp;<em>coming of age<\/em> di un&#8217;adolescente, tanto pi\u00f9 significativo in quanto si configura come atto di ribellione nei confronti del vegetarianesimo familiare. La sicurezza della regista fa s\u00ec che il registro del film passi disinvoltamente dal <i>college movie<\/i>, col suo corredo di vessazioni, scherzi, feste, all&#8217;horror splatter pi\u00f9 cruento senza mai perdere di vista il tema del percorso iniziatico della protagonista. La fame di carne \u00e8 una palese metafora della scoperta del sesso, ma il sorprendente epilogo di cui \u00e8 protagonista l&#8217;attore feticcio di&nbsp;<strong>Fabrice du Welz<\/strong>, il&nbsp;<strong>Laurent Lucas<\/strong> indimenticato protagonista di&nbsp;<em>Calvaire<\/em>, rimescola le carte in modo decisamente inquietante.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&#039;Raw&#039; Official Trailer (2016)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gFlXVX2af_Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;&nbsp;<strong>Dans ma peu<\/strong>&nbsp;<em>di Marina de Van<\/em><\/p>\n<p>La&nbsp;<em>new wave<\/em> horror francese degli anni zero del Terzo Millennio (<strong>Alexander Aja<\/strong>,&nbsp;<strong>Xavier Gens<\/strong>,&nbsp;<strong>Bustillo&nbsp;<\/strong> e&nbsp;<strong>Maury<\/strong>,&nbsp;<strong>Pascal Laugier<\/strong>) ha avuto nella sola&nbsp;<strong>Marina de Van<\/strong> una rappresentante femminile (mentre solo ora si affacciano altre autrici come la&nbsp;<strong>Ducournau<\/strong> e la&nbsp;<strong>Coralie Fargeat<\/strong> del recente&nbsp;<em>Revenge<\/em>). Sia in questo film che nel successivo&nbsp;<em>Non ti voltare<\/em>, la&nbsp;<strong>de Van<\/strong> mostra influenze cronenberghiane (mentre nei successivi&nbsp;<em>Pollicino<\/em> e&nbsp;<em>Dark Touch<\/em> si assesta su registri meno&nbsp;freudiani). In particolare, nel suo esordio, anche interpretato, l&#8217;autolesionismo della protagonista \u00e8 indice di una dissociazione psichica (esplicitata dall&#8217;uso dello split in una delle sequenze cardine finali o, pi\u00f9 palesemente, nell&#8217;allucinazione durante la cena di lavoro) sintomo di una malattia sociale derivante dalla difficolt\u00e0 di collocare la propria identit\u00e0, il proprio genere, il proprio corpo nel mondo abitato. I riferimenti dell&#8217;autrice (che, ricordiamo, ha cominciato sceneggiando i primi film di&nbsp;<strong>Fran\u00e7ois Ozon<\/strong>) non si fermano al cinema di&nbsp;<strong>Cronenberg<\/strong> o di&nbsp;<strong>Tsukamoto<\/strong> (<em>Tetsuo<\/em>), ma recuperano anche suggestioni artistiche della body art (da&nbsp;<em>Trademarks<\/em> di&nbsp;<strong>Vito Acconci<\/strong> alle foto di&nbsp;<strong>Antoine d&#8217;Agata<\/strong>. Sebbene non possa definirsi un horror sovrannaturale, la visione di&nbsp;<em>Dans ma peu<\/em> \u00e8 disturbante quanto sarebbe auspicabile per ogni pellicola del genere.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-Q38GuQNNfs<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;horror declinato al femminile<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,919],"tags":[1917,1920,1919,1916,1123,67,1912,742,1922,1913,1921,1482,1914,1918,1915,1911],"class_list":["post-1917","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-american-mary","tag-ana-lily-amirpour","tag-anna-biller","tag-babadook","tag-bigelow","tag-cinema","tag-donne","tag-horror","tag-julia-ducournau","tag-kusama","tag-marina-de-van","tag-raw","tag-slumber-party-massacre","tag-soska","tag-the-lure","tag-xx"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1917","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1917"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1917\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}