{"id":1787,"date":"2016-10-09T10:58:55","date_gmt":"2016-10-09T08:58:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1787"},"modified":"2016-10-09T11:52:49","modified_gmt":"2016-10-09T09:52:49","slug":"10-film-da-scoprire-su-netflix","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-film-da-scoprire-su-netflix\/","title":{"rendered":"10 film da scoprire su Netflix"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/netflix.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1788\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/netflix.jpg?resize=484%2C252\" alt=\"netflix\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/netflix.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/netflix.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In principio fu\u00a0<em>House of Cards <\/em>e poi\u00a0<em>Daredevil<\/em>.\u00a0Dall&#8217;<strong>America<\/strong> all&#8217;<strong>Italia\u00a0<\/strong>la strategia promozionale\u00a0del colosso dell&#8217;<em>entertainment\u00a0on demand<\/em>\u00a0ha sempre sfruttato l&#8217;onda lunga della neoserialit\u00e0 immediatamente e completamente disponibile. Certo, al lancio italiano si contava anche su\u00a0<em>Beasts of No Nation<\/em>, primo film prodotto da\u00a0<strong>Netflix<\/strong> ad essere selezionato per un concorso internazionale,\u00a0<strong>Venezia 2015<\/strong>, forte anche della regia di\u00a0<strong>Cary Fukunaga<\/strong> reduce dal successo della prima stagione di\u00a0<em>True Detective<\/em>, ma sarebbe da stupidi negare che il\u00a0<em>core business\u00a0<\/em>dell&#8217;azienda creata da\u00a0<strong>Reed Hastings<\/strong> sia costituito dalle serie tv.\u00a0<strong>Netflix<\/strong>, per\u00f2, ha anche un catalogo di film, ma che tipo di film si trovano?Un<strong>\u00a0<\/strong>po&#8217; come scavare nei cestoni delle occasioni nel mercatino. Manco i &#8220;bancarellari&#8221; sanno cosa vendono, ma tra un <strong>Van Damme<\/strong> ed uno <strong>Steven Seagal<\/strong>, scansando l&#8217;ennesima edizione di un film di <strong>Tot\u00f2<\/strong>, puoi trovare delle chicche non da poco. Questa playlist vuole\u00a0essere una guida tra gli scaffali, vuole accompagnare la vostra mano a scegliere nel mucchio. Buona lettura e buona visione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>Slow West<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0John Maclean<\/em><\/p>\n<p>Magari \u00e8 un caso, ma i migliori film western\u00a0del Terzo Millennio vedono coinvolti l&#8217;<strong>Oceania<\/strong> e dei musicisti:\u00a0<em>The Proposition<\/em> di\u00a0<strong>John Hillcoat<\/strong>, scritto da\u00a0<strong>Nick Cave<\/strong>;\u00a0<em>L&#8217;assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford<\/em>, prodotto in\u00a0<strong>America<\/strong>, ma diretto dal\u00a0neozelandese\u00a0<strong>Andrew Dominik<\/strong> e questo\u00a0<em>Slow West<\/em>, coproduzione britannico-neozelandese diretta da un musicista (<strong>Maclean<\/strong> ha militato\u00a0nei gruppi\u00a0<strong>The Beta Band<\/strong> e <strong>The Aliens<\/strong>). Un western dal tono crepuscolare che sta tra\u00a0<strong>Arthur Penn<\/strong> e\u00a0<strong>Sam Peckinpah<\/strong>, una &#8220;Storia&#8221; che visitiamo con gli occhi di un giovane scozzese che insegue un ideale di donna e di terra (o di frontiera), finendo con l&#8217;essere, forse, deluso da entrambi.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Slow West Official Trailer #1 (2015) - Michael Fassbender Western Thriller HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/pFfsTsdJfF8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Tacchi alti<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0Jin Jang<\/em><\/p>\n<p>Una trama che se fosse\u00a0di un film di\u00a0<strong>Fran\u00e7ois Ozon<\/strong> o di <strong>Xavier Dolan<\/strong> probabilmente uno spazio per un uscita in sala lo avrebbe trovato. Tematiche\u00a0<em>queer<\/em>, melodramma orientale, umorismo di grana grossa e coreografie di lotta spettacolari (quella sotto la pioggia con gli ombrelli \u00e8 un capolavoro). Stranamente, questo film non \u00e8 stato neanche proiettato al\u00a0<strong>Far East<\/strong> di\u00a0<strong>Udine<\/strong>\u00a0mentre il precedente lavoro di\u00a0<strong>Jin Jang<\/strong>,\u00a0<em>Romantic Heaven<\/em>, lo fu.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"MAN ON HIGH HEELS (Teaser)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BcSZOrNXZOE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>Mi Gran Noche<\/strong>\u00a0<em>di Alex De La Iglesia<\/em><\/p>\n<p><strong>Alex De La Iglesia\u00a0<\/strong>\u00e8 autore altalenante (sicuramente pi\u00f9 in passato che nelle sue ultime regie anche se la notizia che stia lavorando al remake spagnolo di\u00a0<em>Perfetti sconosciuti <\/em>lascia perplessi anche i fan pi\u00f9 accaniti) quasi come la distribuzione italiana dei suoi film. Che, per\u00f2, ha spesso trascurato proprio le sue fatiche migliori. Cos\u00ec dopo aver ignorato <em>Muertos de risa<\/em> (molto affine a questo) e successivamente\u00a0\u00a0a\u00a0<em>Le streghe son tornate<\/em>, che un po&#8217; di vita in sala ha avuto nel nostro paese, ecco dimenticarsi quello\u00a0che, se non \u00e8 il suo capolavoro, poco ci manca. Vero \u00e8 che lo stile perennemente sopra le righe di <strong>De La Iglesia<\/strong> qui trova il terreno pi\u00f9 adatto: la registrazione di uno show di Capodanno (pensate ad un qualsiasi <em>Anno che verr\u00e0<\/em> o <em>Tale e Quale Show<\/em> o <em>I migliori anni<\/em> o <em>Sanremo<\/em> insomma ad un qualsiasi Freak Show condotto da <strong>Carlo Conti)<\/strong>\u00a0con la star vintage <strong>Alphonso<\/strong>, interpretato dal vero cantante sixties <strong>Raphael<\/strong>\u00a0(assurto alla gloria per la canzone che d\u00e0 il titolo al film, <em>Mi Gran Noche<\/em>, scritta da <strong>Salvatore Adamo<\/strong>, quello noto in Italia per <em>La notte)<\/em>\u00a0e l&#8217;idolo delle donne <strong>Adanne<\/strong>,\u00a0una specie di <strong>Sandy Marton<\/strong>\u00a0(palese \u00e8 il riferimento quando appare con l&#8217;occhio bendato), ma il fatto \u00e8 che Il regista di <em>La Comunidad<\/em>, mai come stavolta, riesce a tenere le fila di un racconto come avrebbe fatto forse solo <strong>Blake Edwards<\/strong>, stando perfettamente in equilibrio tra <em>sophisticated comedy\u00a0e<\/em>\u00a0<em>slapstick<\/em>\u00a0(e\u00a0quel finale in un bagno collettivo di schiuma che invade tutto lo studio, \u00e8 un evidente omaggio a <em>Hollywood Party<\/em>), senza tuttavia dimenticare il sottotesto politico (fuori gli studi di registrazione \u00e8 in atto un&#8217;aspra contestazione dei lavoratori licenziati dalla Tv) che ne fa quasi una versione\u00a0<em>screwball<\/em> di\u00a0<em>Non si uccidono cos\u00ec anche i cavalli?<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Mi gran noche - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_weMb2gV-eI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Wet Hot American Summer\u00a0<\/strong><em>di\u00a0David Wain<\/em><\/p>\n<p>In\u00a0<strong>Italia<\/strong>, di questo film si \u00e8 parlato solo quando ne \u00e8 stato\u00a0annunciato il prequel seriale prodotto da\u00a0<strong>Netflix<\/strong>, poco prima del suo lancio italiano. Non solo \u00e8 uno degli spoof pi\u00f9 divertenti prodotti\u00a0nei primi anni 2000 (mentre, cio\u00e8, il genere veniva affossato dalle rozzissime parodie della coppia\u00a0<strong>Friedberg &amp; Seltzer<\/strong>), ma annovera anche, nel cast, alcune delle pi\u00f9 importanti star del futuro:\u00a0<strong>Amy Poehler\u00a0<\/strong>(<em>Parks &amp; Recreation<\/em>),\u00a0<strong>Paul Rudd<\/strong> (<em>Ant Man<\/em>),\u00a0<strong>Bradley Cooper<\/strong> (<em>Una notte da leoni<\/em>,\u00a0<em>Il lato positivo<\/em>,\u00a0<em>American Sniper<\/em>),\u00a0<strong>Elizabeth Banks<\/strong> (<em>The Hunger Games<\/em><em>). <\/em>Tra le tante impagabili gag, segnaliamo quella della velocissima discesa nel tunnel della droga nel corso di una gita in citt\u00e0. Colpo di genio della serie tv derivata \u00e8 quella di essere, narrativamente, un prequel, ma interpretata dagli stessi attori invecchiati e sempre nelle vesti di giovani e turbolenti adolescenti.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Wet Hot American Summer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RSw3oLVLukg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>Sin Nombre\u00a0<\/strong><em>di Cary Fukunaga<\/em><\/p>\n<p>Prima di\u00a0<em>True Detective<\/em> nessuno sapeva chi fosse\u00a0<strong>Cary Fukunaga<\/strong>. Chi scrive ne aveva visto il riuscito adattamento di\u00a0<em>Jane Eyre<\/em> che usciva dalle secche di un&#8217;ennesima trasposizione per imporsi, invece, come rilettura non si sa se\u00a0pi\u00f9 fedele, ma comunque pi\u00f9 originale rispetto alle ultime, del celebre romanzo di\u00a0<strong>Charlotte Bronte<\/strong>. Poi\u00a0<strong>Netflix<\/strong> lo ha scelto come regista della sua prima produzione da Festival e in quel\u00a0<em>Beasts of No Nation<\/em>\u00a0<strong>Fukunaga<\/strong> ha rivelato una grande capacit\u00e0 di dirigere anche in territori (geografici e narrativi) impervi e anche senza divi (fatta eccezione per\u00a0<strong>Idris Elba<\/strong>). Rivelazione che si ridimensiona nel momento in cui si assiste alla sua opera prima,\u00a0<em>Sin Nombre<\/em>, che queste caratteristiche le presenta gi\u00e0 tutte: protagonisti sconosciuti al grande pubblico, storia cruda e crudele, poco glamour (il viaggio disperato di quanti cercano di attraversare il confine messicano nella speranza di un futuro americano), ma polso registico fermissimo e grande personalit\u00e0 dietro la m.d.p.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Sin Nombre - Official Trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Fvbqwx3e_bQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>Emelie\u00a0<\/strong><em>di Michael Thelin<\/em><\/p>\n<p>Sebbene, a un certo punto (pi\u00f9 o meno dopo lo spiegone alternato alla favola, storpiata, di\u00a0<strong>Mamma Orsa<\/strong>), il film si trasformi in un incrocio tra\u00a0<em>Mamma, ho perso l&#8217;aereo<\/em> e\u00a0<em>La mano sulla culla<\/em>, per tre quarti d&#8217;ora l&#8217;opera prima (e unica, per il momento) di\u00a0<strong>Michael Thelin<\/strong> tiene e tiene alla grande. Comincia come se dietro la m.d.p. ci fosse il\u00a0<strong>David Robert Mitchell<\/strong> di\u00a0<em>It Follows<\/em> (il rapimento di\u00a0<strong>Anna<\/strong> in campo lungo con lente panoramiche) e, per un bel pezzo, riesce ad essere disturbante come poche pellicole. Specialmente se state pensando di regalarvi una serata col vostro partner e lasciare, per questo, i vostri figli alle cure di una babysitter.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8jCRQiocdVc<\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>Lui \u00e8 tornato\u00a0<\/strong><em>di David Wnendt<\/em><\/p>\n<p>Parafrasando quanto detto da <strong>Giorgio<\/strong>\u00a0<strong>Gaber\u00a0<\/strong>a proposito di<strong> Berlusconi:<\/strong>\u00a0&#8220;<em>io non temo <strong>Hitler<\/strong> in s\u00e9, ma <strong>Hitler<\/strong> in me<\/em>&#8220;. <em>Lui \u00e8 tornato<\/em>, tratto dal best-seller di <strong>Timur Vermes<\/strong> e gran successo in patria (trecentomila spettatori in quattro giorni), \u00e8 opera cinematografica inquietante, prima che divertente, perch\u00e9 a latere della fiction \u00e8 innestato un lato mocku, alla <em>Borat<\/em>, in cui, sia pur consapevoli di essere accanto ad un sosia (e di essere ripresi, ma l&#8217;impressione \u00e8 che pensino di essere attanti di una provocazione stile Iene) alcuni cittadini esprimono opinioni che fanno rabbrividire. In tal senso, la pellicola di <strong>David Wnendt<\/strong> \u00e8 un ottimo esempio anche di adattamento perch\u00e9 riesce a trasporre il libro nell&#8217;unica forma possibile in cui il medium audiovisivo poteva veicolare, lasciandolo intatto, il suo messaggio\/tesi riflettendo \u00a0sulle conseguenze preoccupanti del corto circuito ignoranza storica\/iconografia (per il <strong>Che<\/strong> come per <strong>Hitler<\/strong>) e sulla preoccupante diffusione di idee (magari le chiamano antieuropeiste oggi) decisamente analoghe a quelle che portarono al Nazionalsocialismo. Laddove nel romanzo \u00e8, fisiologicamente, tutta fiction, il film ha la forza di dimostrare che la tesi di <strong>Vermes<\/strong> \u00e8 vera.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"LUI \u00c8 TORNATO  - dal 26 al 28 aprile al CINEMA\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RJijTFF3nXE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Talvar<\/strong>\u00a0<em>di Meghna Gulzar<\/em><\/p>\n<p>Qualche mese fa sono stati caricati su <strong>Netflix<\/strong>\u00a0una manciata di film indiani, un po&#8217;\u00a0<strong>Bollywood<\/strong> (c&#8217;\u00e8 anche un\u00a0<em>gangster movie<\/em>\u00a0&#8220;fantastico&#8221; in cui il protagonista si reincarna in una mosca,\u00a0<em>Makkhi<\/em>) ed un po&#8217; no.\u00a0<em>Talvar<\/em>, ad esempio, sembra ispirarsi ai procedurali televisivi americani (<em>CSI<\/em>) per raccontare un controverso fatto di cronaca accaduto nel 2008 a\u00a0<strong>Noida<\/strong>. Protagonista \u00e8 la star\u00a0<strong>Irrfan Khan<\/strong> (visto anche in\u00a0<em>blockbuster<\/em> hollywoodiani come\u00a0<em>Vita di Pi, Jurassic World<\/em>) nei panni di un agente che cerca di mettere ordine in un&#8217;indagine pasticciata dalla polizia locale (un po&#8217; come \u00e8 accaduto per il delitto\u00a0<strong>Kercher<\/strong> in\u00a0<strong>Italia<\/strong>:\u00a0scena del delitto compromessa e raccolta delle prove superficiale). Il film porta avanti una tesi,\u00a0ha una resa spettacolare ineccepibile (anche se un po&#8217; derivativa), ma non si spinge oltre e non accenna all&#8217;acceso dibattito, che \u00e8 conseguito al delitto, tra comunit\u00e0 musulmana, ind\u00f9 e laici.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"\u2018Talvar\u2019 Official Trailer | Irrfan Khan, Konkona Sen Sharma, Neeraj Kabi, Sohum Shah, Atul Kumar\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aQNMsw8Ljjc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>Belgica<\/strong>\u00a0<em>di Felix van Groeningen<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>Dovremmo aprire un bar! DOVREMMO APRIRE UN BAR!&#8221;.<\/em> Era l&#8217;episodio 13 della settima stagione di\u00a0<em>How I Met Your Mother<\/em>:\u00a0<strong>Barney\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Ted<\/strong> inauguravano il\u00a0<strong>Puzzles<\/strong> nell&#8217;appartamento di\u00a0<strong>Ted<\/strong>. In fondo\u00a0<strong>Jo<\/strong> e\u00a0<strong>Frank<\/strong> fanno cos\u00ec: si ritrovano, il primo ha un piccolo caff\u00e8 ed insieme col fratello ed un gruppo di amici decidono di puntare pi\u00f9 in alto. In breve il\u00a0<strong>Belgica<\/strong> (questo il nome del locale oltre che del film) diventa un punto di riferimento per la\u00a0<em>movida<\/em> belga. Dopo\u00a0<em>Alabama Monroe<\/em>, ancora una volta\u00a0<strong>Felix van Groenigen<\/strong> mette insieme musica e drammi familiari e, se nel primo, candidato anche all&#8217;Oscar, il connubio gli riusciva bene, qui \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 scontato, ma la colonna sonora \u00e8 ineccepibile.\u00a0<strong>Netflix<\/strong>, comunque, colma una lacuna della distribuzione che, nonostante abbia mandato in sala\u00a0in\u00a0<strong>Italia<\/strong> il precedente, ha completamente dimenticato questo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"BELGICA - Offici\u00eble NL trailer \/ N\u00fa te zien op CineMember!\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/66s7Tc0R3oM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;\u00a0<strong>Tre tocchi\u00a0<\/strong><em>di Marco Risi<\/em><\/p>\n<p>Presentato al\u00a0<strong>Festival del Cinema di Roma<\/strong> nel 2014, l&#8217;ultima regia di\u00a0<strong>Marco Risi<\/strong> \u00e8 stata massacrata dall&#8217;intera comunit\u00e0 critica. L&#8217;impressione \u00e8 che, al netto delle imperfezioni che, inutile negarlo, ci sono, a\u00a0<strong>Risi<\/strong> non si perdonino mai i periodici allontanamenti dal cinema di impegno civile di cui \u00e8 stato l&#8217;afiere negli anni &#8217;90. <em>Tre mogli<\/em>,\u00a0<em>L&#8217;ultimo capodanno<\/em>,\u00a0<em>Cha Cha Cha<\/em> sono opere che hanno in comune il rifiuto da parte del pubblico e, in parte, anche da parte della critica. Eppure l&#8217;ispirazione di\u00a0<strong>Marco Risi<\/strong> \u00e8 sempre sincera e, soprattutto, \u00e8 sempre cinematografica. Anche in questo lavoro zoppicante in cui gli attori, forse, sono troppo sopra le righe e qualche passaggio \u00e8 un po&#8217; convenzionale (ma l&#8217;episodio napoletano con\u00a0<strong>Leandro Amato\u00a0<\/strong>che recita <em>Le cinque rose di Jennifer<\/em> di\u00a0<strong>Annibale Ruccello<\/strong> &#8211; ma in quanti film italiani si parla di\u00a0<strong>Ruccello?<\/strong> &#8211; non \u00e8 per nulla scontato) potete trovare momenti di cinema (il montaggio alternato finale ad esempio) che difficilmente riscontrerete nella commedia paratelevisiva che ormai invade le nostre sale, ma anche in certa paccottiglia <em>arty<\/em> di registi pataccari molto apprezzati.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Tre tocchi Trailer Ufficiale (2014) - Marco Risi Movie HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DlYMV-2qvXk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In principio fu\u00a0House of Cards e poi\u00a0Daredevil.\u00a0Dall&#8217;America all&#8217;Italia\u00a0la strategia promozionale\u00a0del colosso dell&#8217;entertainment\u00a0on demand\u00a0ha sempre sfruttato l&#8217;onda lunga della neoserialit\u00e0 immediatamente e completamente disponibile. Certo, al lancio italiano si contava anche su\u00a0Beasts of No Nation, primo film prodotto da\u00a0Netflix ad essere selezionato per un concorso internazionale,\u00a0Venezia 2015, forte anche della regia di\u00a0Cary Fukunaga reduce dal successo &#8230; <a title=\"10 film da scoprire su Netflix\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-film-da-scoprire-su-netflix\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su 10 film da scoprire su Netflix\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,919],"tags":[1268,1743,67,663,1747,1741,1739,1738,58,1746,1740,1745,1742,1744],"class_list":["post-1787","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-alabama-monroe","tag-belgica","tag-cinema","tag-film","tag-fukunaga","tag-lui-e-tornato","tag-mi-gran-noche","tag-netflix","tag-pigrecoemme","tag-sin-nombre","tag-slow-west","tag-tacchi-alti","tag-tarval","tag-wet-hot-american-summer"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1787"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1787\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}