{"id":1548,"date":"2015-11-20T19:01:49","date_gmt":"2015-11-20T18:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1548"},"modified":"2015-11-20T19:01:49","modified_gmt":"2015-11-20T18:01:49","slug":"lanima-del-commercial","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/lanima-del-commercial\/","title":{"rendered":"L&#8217;anima del commercial &#8211; Pubblicit\u00e0 e pubblicitari al cinema"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/anima-del-commercial.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1551\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/anima-del-commercial.jpg?resize=484%2C252\" alt=\"\u2019anima del commercial \u2013 Pubblicit\u00e0 e pubblicitari al cinema\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/anima-del-commercial.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/anima-del-commercial.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Domenica 17 maggio 2015 \u00e8 andata in onda l&#8217;ultima puntata della pluripremiata serie <em>Mad Men<\/em>, creata da <strong>Matthew Weiner<\/strong> per la <strong>AMC<\/strong>, dopo otto anni e sette stagioni. Raccontare la storia americana dagli anni &#8217;60 al 1971 (la serie finisce con <em>Hilltop<\/em>, lo spot della <strong>Coca Cola<\/strong> in cui per la prima volta veniva intonato, da un gruppo di hippies &#8211; come quelli con cui <strong>Don Draper<\/strong> fa yoga nell&#8217;ultima scena &#8211; il brano che ancora oggi cantiamo: \u00ab<em>I&#8217;d Like To Teach the World to Sing, In Perfect Harmony&#8230;<\/em>\u00bb) attraverso la vita e le carriere di un gruppo di pubblicitari, non \u00e8 stata una semplice trovata (lo dimostra l&#8217;insuccesso di altre serie che hanno provato a fare lo stesso con altri contesti, tipo <em>Pan Am<\/em>), ma rivela una precisa idea di America (\u00ab<em>l\u2019amore \u00e8 stato inventato da uomini come me per vendere collant<\/em>\u00bb), che lucra su tutto. Poco meno di un mese prima, in Italia, il 21 aprile, andava in onda l&#8217;ultima puntata di <em>1992<\/em> in cui <strong>Stefano Accorsi<\/strong> veste i panni di un cinico pubblicitario in forza alla berlusconiana <strong>Publitalia<\/strong> all&#8217;esplosione di <strong>Tangentopoli.<\/strong> Ed il cinema?<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Coca-Cola, 1971 - &#039;Hilltop&#039; | &quot;I&#039;d like to buy the world a Coke&quot;\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1VM2eLhvsSM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen title=\"Coca-Cola, 1971 - 'Hilltop' | \"I'd like to buy the world a Coke\"\"><\/iframe><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div>Il futuro prossimo di <strong>Dick\/Spielberg<\/strong> (quello di <em>Minority Report<\/em>) presenta congegni di identificazione ottica che, oltre a violare costantemente la privacy, personalizzano, eponimicamente, il messaggio pubblicitario. \u201c<i>Le pubblicit\u00e0 ti prendono di mira [\u2026] Un manifesto ti legge gli occhi a quasi <\/i><i>200 metri<\/i><i> di distanza e ti proietta suoni e immagini<\/i>\u201d\u00a0<strong><a title=\"s1\" href=\"#g1\" name=\"s1\"><sup>1<\/sup><\/a><\/strong>. Ecco allora che il protagonista pu\u00f2 sentirsi dire \u201c<i>John Anderton avresti bisogno di una Guinness adesso<\/i>\u201d (in fondo, \u00e8 quello che ora succede sui social network dove compaiono le pubblicit\u00e0 in base agli interessi mostrati nella tua attivit\u00e0). La nota stonata \u00e8 che questa presa di coscienza sulla terribile deriva dell\u2019invasivit\u00e0 dei commercial provenga da parte di colui che ha inaugurato, se non il <i>product placement\u00a0<\/i><strong><a title=\"s2\" href=\"#g2\" name=\"s2\"><sup>2<\/sup><\/a><\/strong>, almeno la sua <i>mise en ab\u00eeme<\/i> con <em>Jurassic Park<\/em>. Dicevamo degli occhi. Non \u00e8 un caso che siano gli organi scelti per innescare il \u201cpersonal spot\u201d, se \u00e8 vero che gli occhi sono lo specchio dell\u2019anima. Ed \u00e8 a questa che, stando all\u2019immagine dei pubblicitari tramandataci dal cinema, mirano questi mefistofelici persuasori, che siano alieni o terrestri<a title=\"s3\" href=\"#g3\" name=\"s3\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/div>\n<p><b>I pubblicitari<\/b><\/p>\n<p>A differenza di altre professioni (avvocati e medici sono spesso oggetto di spietati ritratti, ma ci sono pur sempre quelli che mettono la deontologia al primo posto), quella del pubblicitario non \u00e8 mai stata dipinta in modo positivo. Come spiegare altrimenti due titoli particolarmente espliciti (almeno nella loro traduzione italiana) quali <em>Come far carriera senza lavorare <\/em>(1967, di <strong>David Swift<\/strong>) e <em>Come far carriera\u2026molto disonestamente<\/em> (1990, di <strong>Jan Egleson<\/strong>)? Del resto, gi\u00e0 nel 1947 un film di <strong>Jack Conway<\/strong> sulla redenzione di un pubblicitario (<strong>Clark Gable<\/strong>) si intitolava <em>I trafficanti<\/em>, traduzione non letterale di <em>The Hucksters<\/em> ovvero \u201ci venditori ambulanti\u201d.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"How to Succeed in Business Official Trailer #1 - John Myhers Movie (1967) HD\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NftdqRWxuh8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>La redenzione, appunto. Quando non c\u2019\u00e8 da satireggiare, il pubblicitario viene scelto quasi come paradigma del peccatore che si monda dalle sue macchie (vacuit\u00e0, materialismo, costante perseguimento dell\u2019inganno): i protagonisti di\u00a0<em>Il principe delle donne<\/em> (di <strong>Reginald Hudlin<\/strong>, 1992) e di <em>What Women Want<\/em> (di <strong>Nancy Meyers<\/strong>, 2000) dovranno rivedere le loro anacronistiche posizioni maschiliste (ed il secondo grazie ad un fortuito quanto magico incidente), mentre l\u2019altra met\u00e0 del cielo, la <strong>Kate<\/strong> di <em>Kate &amp; Leopold<\/em> (di <strong>James Mangold<\/strong>, 2001), trover\u00e0 l\u2019amore e la felicit\u00e0 fuggendo in un\u2019altra epoca, meno frenetica e spietatamente ambiziosa.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Kate &amp; Leopold (2001) Official Trailer # 1 - Hugh Jackman HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lFJywpD2PU4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Il lavoro di pubblicitario \u00e8 fatto sostanzialmente di fumo (ed \u00e8 quello che, in fondo, vende), ma, come se non bastasse, non richiede neanche queste grosse qualit\u00e0. Anche un gruppo di ospiti di una casa di cura, guidati da un pubblicitario, rinchiusovi perch\u00e9 deciso a dire la verit\u00e0 sui prodotti, pu\u00f2 sfondare nel mondo della pubblicit\u00e0 (<em>Pubblifollia<\/em> di <strong>Tony Bill<\/strong>, 1990, ed il claim, come potete vedere nella scena linkata, riguarda proprio una marca di sigarette, vendono fumo); cos\u00ec come la cuoca di un creativo pu\u00f2 letteralmente salvargli il posto, con un efficace slogan su un pollo (<em>La casa dei nostri sogni<\/em> di <strong>H.C. Potter<\/strong>, 1948), e finanche un lavavetri scaltro ha la possibilit\u00e0 di giungere al vertice di una societ\u00e0 (ancora <em>Come far carriera senza lavorare<\/em>). Anche i creativi italiani non fanno una gran figura sul grande schermo se pensiamo al <strong>Gianfranco Pedone<\/strong> (un clone grottesco di <strong>Gavino Sanna<\/strong>) interpretato da Ivano Marescotti in <em>Consigli per gli acquisti<\/em> di <strong>Sandro Baldoni<\/strong> ed al <strong>Tommaso\/Fabio Volo<\/strong> di <em>Casomai<\/em> diretto da <strong>Alessandro D\u2019Alatri<\/strong> <a title=\"s4\" href=\"#g4\" name=\"s4\"><sup>4<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Pubblifollia - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mhpkVoGLOHY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><b> La pubblicit\u00e0<\/b><\/h2>\n<p>Molto pi\u00f9 complesso \u00e8 il discorso relativo alla presenza di spot all\u2019interno di opere cinematografiche. Qui la forma scelta \u00e8, pressocch\u00e9 esclusivamente, la parodia e, sebbene le tipologie di inclusione siano diverse, tutte concorrono ad una sorta di analisi metatestuale della pubblicit\u00e0. Del resto, la parodia, sostiene Roy Menarini <a title=\"s5\" href=\"#g5\" name=\"s5\"><sup>5<\/sup><\/a>, \u201c<i>ha dalla sua una tendenza autoriflessiva in grado di gettare luce sul testo preso a bersaglio, e al contempo la possibilit\u00e0 di spiegare perch\u00e9 il testo in questione viene parodiato<\/i>\u201d. Con la parodia, quindi, il cinema arriverebbe all\u2019<i>anima<\/i> del messaggio pubblicitario, con tre differenti modalit\u00e0:<\/p>\n<h2><b>La citazione parodiegetica<\/b><\/h2>\n<p>Il modello di riferimento viene richiamato da un elemento intradiegetico (una battuta o una gag visiva) per strizzare l\u2019occhio ad uno spettatore nel cui bagaglio culturale quell\u2019input \u00e8 gi\u00e0 presente. In tal caso pi\u00f9 che una presa in giro o un\u2019operazione di decostruzione della pubblicit\u00e0, abbiamo una spallata complice ad un pubblico\/target gi\u00e0 noto e, indirettamente, una testimonianza dell\u2019influenza enorme della pubblicit\u00e0 che finisce coll\u2019invadere anche altri spazi dell\u2019immaginario: <strong>Enrico Montesano\/Petronio Arbitro<\/strong>, in <em>Nerone<\/em> di <strong>Castellacci <\/strong>e<strong> Pingitore<\/strong> (1977), dichiara di fidarsi di Galba e dei suoi uomini perch\u00e9 \u201c<i>Galbani vuol dire fiducia<\/i>\u201d; in <em>Arrapaho<\/em> (1984) di <strong>Ciro Ippolito<\/strong>, quando il protagonista conquista lo scalpo del nemico, dall\u2019acqua emerge <strong>Cesare Ragazzi<\/strong> che pronuncia il suo famoso slogan \u201c<i>Salve sono Cesare Ragazzi ed ho una magnifica idea in testa<\/i>\u201d porgendo al malcapitato un parrucchino; <strong>Jerry Cal\u00e0\/Gianni<\/strong>, in <em>Rimini Rimini<\/em> di <strong>Sergio Corbucci<\/strong> (1987), mostra la sua soddisfazione per un affare appena concluso accennando \u201c<i>E\u2019 tanto che aspettavo un\u2019occasione cos\u00ec<\/i>\u201d, motivetto preso in prestito da una popolare campagna promozionale degli anni \u201880 della <strong>Opel<\/strong>, campagna denominata <b>Operazione Itaca<\/b>; in <em>Scary Movie 2<\/em> di <strong>Keenen Ivory Wayans<\/strong> (2001), la classica misteriosa palla, che cade gi\u00f9 dalle scale, viene raccolta da uno dei protagonisti il quale comincia a palleggiare ed a passarla agli altri, trasformando la sequenza in una copia di uno spot <strong>Nike<\/strong>.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=IGJ09FMOPqo<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1i-4rn5xCnU<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Scary Movie 2 - Nike Freestlye Spoof\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rPAN4cDjKuw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><b>La caricatura non diegetica<\/b><\/h2>\n<p>Mutuando la denominazione da quella di uno degli \u201cinserti\u201d metziani <a title=\"s6\" href=\"#g6\" name=\"s6\"><sup>6<\/sup><\/a>, si tratta di una parodia che ha come modello di riferimento uno spot od un manifesto, realmente esistenti, di cui si \u201ccarica\u201d una componente a fini, pi\u00f9 che altro, dissacratori. E\u2019 una tipologia rara da vedersi sul grande schermo (e pi\u00f9 frequente sul piccolo, in trasmissioni satiriche, da <em>Un, due, tre<\/em> fino a <em>Mai dire domenica<\/em>, passando, Oltreoceano, per il <em>Saturday Night Live<\/em>) anche perch\u00e9 necessita, nel caso degli spot, di una struttura particolare che \u00e8 quella a sketches o episodi: in <em>Anni \u201990<\/em> (1992) di <strong>Enrico Oldoini<\/strong> ad essere prese di mira sono le campagne di sensibilizzazione (ribattezzate \u201cpubblicit\u00e0 regresso\u201d) sull\u2019 AIDS (ricordate lo spot in cui il sieropositivo \u00e8 indicato da un alone viola?) e sull\u2019uso del preservativo (quella del professore che raccoglie un profilattico in classe e chiede di chi \u00e8 sentendosi rispondere \u201c\u00e8 mio\u201d da tutta la classe); in <em>L\u2019aereo pi\u00f9 pazzo del mondo\u2026sempre pi\u00f9 pazzo<\/em> (1982) di <strong>Ken Finkleman<\/strong>, possiamo vedere in un futuro piuttosto lontano, alle spalle di una commessa dello store di un aereoporto, il manifesto di un ennesimo sequel di <em>Rocky<\/em> raffigurante un vecchio ricurvo in calzoncini e guantoni da boxe; in <em>Uccelli d\u2019Italia<\/em> (1985) di <strong>Ciro Ippolito<\/strong> sono gli spot di un noto detersivo e quello di un\u2019altrettanto nota carne in scatola ad essere bersaglio della parossisticamente volgare presa in giro del gruppo degli <strong>Squallor<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Anni 90 - Spot Control con Greggio\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/p6hY5k3FSfs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><b>La spotificated parody<\/b><br \/>\nA questa tipologia appartengono veri e propri spot che reclamizzano prodotti immaginari spesso assurdi), sono inclusi nella <em>fabula<\/em> (e non estranei ad essa come nella \u201ccaricatura non diegetica\u201d) e ci\u00f2 che parodizzano \u00e8, pi\u00f9 in generale, la \u201cpubblicitariet\u00e0\u201d o \u201cspottitudine\u201d (slogan improbabili quasi quanto gli articoli pubblicizzati, regia camp): nel geniale\u00a0<em>Ladri di saponette<\/em> (1989) di <strong>Maurizio Nichett<\/strong>i, la visione distratta di un film trasmesso in TV che spesso porta a percepire le immagini in un flusso continuo (senza distinguere, in altri termini, tra il lungometraggio ed i brevi audiovisivi che sono gli spot) si concretizza in una continua e reciproca invasione. Dei protagonisti delle pubblicit\u00e0 nell\u2019opera neorealista (una modella si tuffa in piscina e si ritrova nel fiume lungo il quale cammina <strong>Antonio<\/strong>, il protagonista del film) e viceversa (<strong>Maria<\/strong>, la moglie di <strong>Antonio<\/strong>, si suicida nello stesso fiume per emergere nella lavatrice di una reclame di detersivi; <strong>Bruno<\/strong>, loro figlio, \u00e8 attratto dalla merendina pubblicizzata in uno spot).\u00a0In <em>Consigli per gli acquisti <\/em>vengono mostrati gli spot commissionati da un truffaldino imprenditore allo scopo di riciclare carne in scatola andata a male come cibo per cani; in <em>Casomai<\/em>, <strong>Tommaso<\/strong> vince un premio con uno spot che riprende gli stilemi patinati delle pubblicit\u00e0 di oggetti di lusso; in <em>Ridere per ridere<\/em> (1977), di <strong>John Landis<\/strong>, viene ricostruito un palinsesto televisivo nel quale sono ricompresi anche spot (un\u2019azienda, la <strong>Argon<\/strong>, che ricava energia riciclando l\u2019acne giovanile, la brillantina dai pettini degli italiani e l\u2019olio dei cibi in plastica statunitensi; <strong>Nytex<\/strong> notte, un tranquillante troppo efficace; la birra <strong>Willer<\/strong> con degli Are Krishna come testimonial al solo scopo di poter recitare \u201c<i>Valeva la pena reincarnarsi sei o sette volte per gustarsi una birra Willer<\/i>\u201d; il gioco da tavola <strong>Farla franca<\/strong> sulla falsariga del <strong>Monopoli<\/strong>; un\u2019esilarante associazione, <strong>Amici della morte<\/strong>, volta a combattere la discriminazione contro i cadaveri).<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Nytex\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZYJMIrVyrDA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0OSFpufJqpI<\/p>\n<p>In <em>Donne amazzoni sulla luna<\/em> (1987), di A.A.V.V. (tra cui ancora <strong>Landis<\/strong> e <strong>Joe Dante<\/strong>), presenta lo stesso spunto di partenza del precedente (<strong>Joe Pantoliano<\/strong> reclamizza <b>Hairlooming<\/b>, una cura alla calvizie consistente nel trapianto di moquette; <strong>B.B. King<\/strong> sollecita una raccolta fondi per l\u2019Associazione <b>Blacks Without Soul<\/b>; una noiosa festa pu\u00f2 essere rallegrata da <b>ScioccoPat\u00e8<\/b> che, oltre ad essere mangiato, pu\u00f2 diventare un gioco divertente e copiare i fumetti preferiti).<\/p>\n<h2><b>La parodia trasversale<\/b><\/h2>\n<p>L\u2019uso della forma pubblicit\u00e0 \u00e8 utilizzato ad altri scopi: in <b>Signore e signori, buonanotte <\/b>(1976), pellicola prodotta dalla coooperativa <strong>15 maggio<\/strong> e diretta collettivamente da, tra gli altri, <strong>Mario Monicelli<\/strong>, <strong>Luigi Comencini<\/strong>, <strong>Luigi Magni<\/strong>, <strong>Nanni Loy<\/strong>, <strong>Ettore Scola<\/strong>, il finto palinsesto televisivo serve a colpire la solita italica mostritudine <a title=\"s7\" href=\"#g7\" name=\"s7\"><sup>7<\/sup><\/a>. A questo obiettivo finale non sfuggono le pubblicit\u00e0 chiuse, a mo&#8217; di parentesi,\u00a0dal disegno animato di un pagliaccio giocoliere che, prima, si abbassa la cerniera dei pantaloni e ne tira due palle che volteggia come un giocoliere e al termine dello spot,\u00a0rimette a posto le palle. Le interruzioni sono due: in una un pap\u00e0 ed un figlio attraversano felici un bosco in bicicletta intonando un motivetto di un <strong>Carosello\u00a0<\/strong>per la\u00a0<strong>Sai<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>(&#8220;<em>Si re, si re\/ si re si mi<\/em>&#8221; diventa &#8220;<em>si fa, si fa\/ si fa cos\u00ec<\/em>&#8221; e quindi potrebbe essere inclusa anche nella &#8220;citazione parodiegetica&#8221;)\u00a0mentre la voce fuori campo di <strong>Ugo Tognazzi<\/strong> rivela quanto sia fortunato quel bambino il cui padre ha gi\u00e0 trasferito 5 miliardi in <strong>Svizzera<\/strong> (e i due protagonisti, intanto, attraversano il confine); nella seconda un giudice responsabile del sequestro di diverse opere considerate oscene, pubblicizza <b>Orotap<\/b>, i tappi che consentono di avere orecchie da mercante, da censore e da repressore.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Carosello Sai - Si re, si mi (1973)\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Alz19xbXDbE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Signore e signori, buonanotte (1976)\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UKpUuCuSNss?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Signori e signore buonanotte - Si fa, si fa, si fa cos\u00ec, \u00e8 cos\u00ec facile\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YfZVb-cLNoQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Concludiamo con un accenno alle rappresentazioni dei set pubblicitari. Anche in questo caso, largo spazio alle gag e ad uno sguardo cinico su quel mondo. Non a caso, i due esempi riportati hanno come protagonisti un aspirante attore guitto ed un attore famoso in disarmo ed in trasferta.\u00a0Il primo \u00e8 <strong>Mandrake\/Gigi Proietti<\/strong> che, in <em>Febbre da cavallo<\/em> (1976) che, vestito da vigile urbano per un carosello del whisky <strong>WAT 69<\/strong>, non riesce a pronunciare la battuta \u201c<i>E&#8217; un whisky maschio senza rischio<\/i>\u201d storpiandola in&#8221;<i>\u00e8 un fischio maschio senza raschio&#8230; no, un caschio moschio col rischio&#8230;<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Febbre da cavallo (Steno, 1976)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Lz7Jag1DjK0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 <strong>Bill Murray\/Bob Harris<\/strong> , in <em>Lost in Translation<\/em> (2003), che, per pubblicizzare il whisky <strong>Suntory<\/strong>, gira uno spot piuttosto anodino e posa, per il manifesto, al servizio di un fotografo che gli chiede di essere, di volta in volta, pi\u00f9 <strong>Roger Moore<\/strong>, <strong>John Wayne<\/strong>, <strong>Dean Martin<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Suntory Time! - Lost in Translation (1\/10) Movie CLIP (2003) HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/FiQnH450hPM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"g1\">\n<p><a href=\"#s1\"><sup>1<\/sup><\/a> Dichiarazioni di Steven Spielberg ne <em>Il mondo di Minortiy Report<\/em>, contenuto speciale del DVD Fox di <em>Minority Report<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"g2\">\n<p><a href=\"#s2\"><sup>2<\/sup><\/a>In linea generale, si parla di <i>product placement<\/i>tutte le volte che un prodotto o un brand appare all\u2019interno di una qualche forma di spettacolo ed \u00e8 legato allo sviluppo della sua trama o della sceneggiatura. Risultano pertanto esclusi gli inserimenti pubblicitari, le promozioni, le sponsorizzazioni, ecc.\u00a0Le modalit\u00e0 di inserimento sono sostanzialmente (in RUSSELL, C.A., <i>Toward a framework of product placement: theoretical propositions<\/i>, in \u201cAdvances in Consumer Research\u201d, 25, pp. 357-362, 1998) tre:<\/p>\n<p>\u2022 visuale (<i>screen placement<\/i>);<\/p>\n<p>\u2022 verbale (<i>script placement<\/i>);<\/p>\n<p>\u2022 integrato (<i>plot placement<\/i>).<\/p>\n<p>In Daniele Dalli, <i>Il product placement cinematografico: oltre la pubblicit\u00e0?<\/i>, relazione al Convegno \u201cLe tendenze del marketing in Europa\u201d, Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari , Venezia 28-29 novembre 2003<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"g3\">\n<p><sup><a href=\"#s3\">3<\/a><\/sup> In <em>Essi vivono<\/em> (di <strong>John Carpenter<\/strong>, 1988) la conquista del pianeta viene effettuata attraverso induzione subliminale celata dietro messaggi pubblicitari. L\u2019identit\u00e0 degli extraterrestri \u00e8 svelata proprio da un paio di occhiali. In <em>Un volto nella folla<\/em> (di <strong>Elia Kazan<\/strong>, 1957) il malcapitato <strong>Faust<\/strong> \u00e8 un cantante folk inopinatamente baciato dal successo mediatico.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"g4\">\n<p><a href=\"#s4\"><sup>4<\/sup><\/a>Sar\u00e0 un caso, ma entrambi i registi vengono proprio dal mondo della pubblicit\u00e0. <strong>Baldoni<\/strong> come autore, tra l\u2019altro, della fortunata campagna per <strong>Il manifesto<\/strong>, \u201c<em>La rivoluzione non russa<\/em>\u201d, mentre <strong>D\u2019Alatri<\/strong>, dopo un trascorso di baby-attore in alcuni <strong>Carosello<\/strong>, \u00e8 diventato apprezzato regista di spot nonch\u00e9 di cinema (suoi sono <em>Americano Rosso<\/em>, <em>Senza pelle<\/em>, <em>I giardini dell\u2019Eden<\/em>).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"g5\">\n<p><a href=\"#s5\"><sup>5<\/sup><\/a> in <i>La parodia nel cinema italiano<\/i>, p. IX, ed hybris, Bologna 2001<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"g6\">\n<p><a href=\"#s6\"><sup>6<\/sup><\/a> Cfr. Christian Metz, <i>Semiologia del cinema<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"g7\">\n<p><a href=\"#s7\"><sup>7<\/sup><\/a> Tra gli autori, infatti, si annoverano i padri della commedia all\u2019italiana: Luigi Comencini, Ruggero Maccari, Age &amp; Scarpelli, Ugo Pirro, Benvenuti &amp; De Bernardi, Nanni Loy, Luigi Magni, Mario Monicelli<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 17 maggio 2015 \u00e8 andata in onda l&#8217;ultima puntata della pluripremiata serie Mad Men, creata da Matthew Weiner per la AMC, dopo otto anni e sette stagioni. Raccontare la storia americana dagli anni &#8217;60 al 1971 (la serie finisce con Hilltop, lo spot della Coca Cola in cui per la prima volta veniva intonato, &#8230; <a title=\"L&#8217;anima del commercial &#8211; Pubblicit\u00e0 e pubblicitari al cinema\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/lanima-del-commercial\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;anima del commercial &#8211; Pubblicit\u00e0 e pubblicitari al cinema\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950],"tags":[1443,67,1453,1449,1447,1448,1451,419,1452,1446,1442,1444,1450,1445,268,109],"class_list":["post-1548","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","tag-1443","tag-cinema","tag-consigli-per-gli-acquisti","tag-donne-amazzoni-sulla-luna","tag-i-trafficanti","tag-jack-conway","tag-ladri-di-saponette","tag-mad-men","tag-maurizio-nichetti","tag-minority-report","tag-pubblicita","tag-ridere-per-ridere","tag-sandro-baldoni","tag-signore-e-signori-buonanotte","tag-spot","tag-steven-spielberg"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1548","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1548"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1548\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}