{"id":1539,"date":"2016-07-30T09:57:59","date_gmt":"2016-07-30T07:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1539"},"modified":"2016-07-30T11:02:14","modified_gmt":"2016-07-30T09:02:14","slug":"10-stoner-movie-sia-fumo-arrosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-stoner-movie-sia-fumo-arrosto\/","title":{"rendered":"10 Stoner Movie che sono sia fumo che arrosto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/stoner-movie.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1540\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/stoner-movie.jpg?resize=484%2C252\" alt=\"stoner movie\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/stoner-movie.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/stoner-movie.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se non avete mai sentito parlare degli\u00a0s<em>toner movie<\/em> \u00e8 perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una pubblicistica italiana sull&#8217;argomento, n\u00e9 on line, n\u00e9 su carta stampata. Da\u00a0<strong>Wikipedia<\/strong> ricavate che trattasi di un sottogenere della commedia che ruota intorno all&#8217;uso della cannabis e, in quanto sottogenere, presenta elementi che lo contraddistinguono.\u00a0<strong>Oliver Benjamin<\/strong> (giornalista fondatore, nel 2005, della\u00a0<strong>Chiesa dell&#8217;Avvento del Drugo<\/strong>, o &#8220;dudeismo&#8221;, \u00a0che, ad oggi, ha ordinato\u00a0quasi 200mila preti dudeisti) e\u00a0<strong>Dwayne Eutsey<\/strong>, nel loro\u00a0<em>Il Vangelo secondo Lebowski<\/em>, ne parlano come\u00a0<em>cin\u00e9ma vert\u00a0<\/em>(gioco di parole tra il<em>\u00a0cin\u00e9ma v\u00e9rit\u00e9<\/em>\u00a0ed il\u00a0<em>vert<\/em> colore della marijuana) e ne elencano le caratteristiche peculiari (<em>Il Vangelo secondo Lebowski<\/em>,\u00a0<strong>Fazi Editore 2013<\/strong>, pagg. 152, 153):<\/p>\n<ul>\n<li><em>L&#8217;amicizia (specialmente tra due maschi che sono culo e camicia).<\/em><\/li>\n<li><em>Il sesso occasionale (o il desiderio frustrato di trombare).<\/em><\/li>\n<li><em>La comicit\u00e0 un po&#8217; greve (spesso relativa a certe parti e\u00a0funzioni corporali).<\/em><\/li>\n<li><em>La violenza (in genere impiegata a fini comici, ma a volte anche no).<\/em><\/li>\n<li><em>Le figure autoritarie e ansiose (genitori, capi, polizia ecc.) e gli amici e\/o colleghi troppo nerd o troppo convinti.<\/em><\/li>\n<li><em>Una complicata costruzione a climax che sfocia in una folle festa e\/o avventura o chiamatela come vi pare.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Noi aggiungeremmo un&#8217;altra caratteristica non costante, ma frequente: il viaggio fisico che si accompagna al trip lisergico. Molti dei film presenti nella playlist (pi\u00f9 altri non inclusi tipo <em>Rolling Kansas<\/em>,\u00a0diretto nel 2003 da\u00a0<strong>Thomas Haden Church<\/strong>, che racconta di una spedizione di un gruppo di amici, <em>\u00e0 la<\/em>\u00a0<em>qu\u00eate<\/em> di una foresta di marijuana) sono classificabili, in fondo, come\u00a0<em>road movie<\/em>.\u00a0\u00c8 vero che, oltre ai film i cui protagonisti fumano erba, c&#8217;\u00e8 chi considera\u00a0<em>stoner<\/em> anche quelle pellicole che puoi apprezzare solo se strafatto di erba. &#8220;<em>Tuttavia<\/em> &#8211; sostengono\u00a0<strong>Benjamin<\/strong> e\u00a0<strong>Eutsey<\/strong> &#8211;\u00a0<em>la questione \u00e8 molto pi\u00f9 complicata. Ci sono un sacco di film in cui si fumano montagne di spinelli che non entreranno mai in finale tra i film per fattoni (ad esempio Platoon). Se l&#8217;erba \u00e8 buona, si riesce ad apprezzare un po&#8217; tutti i film, eppure, d&#8217;altro canto, un mucchio di persone, pur non avendo mai fumato in vita loro, riescono ad apprezzare un buon film per fattoni<\/em>&#8220;. Ed \u00e8 cos\u00ec che abbiamo pensato di stilare la nostra playlist, includendovi\u00a0<em>stoner movie<\/em> che, in qualche modo, funzionano, sono divertenti e deliranti al punto giusto, pur non essendo magari dei capolavori. Non troverete nessun esempio di\u00a0<em>drugsploitation<\/em> (sottogenere\u00a0<em>exploitation<\/em> che scatur\u00ec dal successo di\u00a0<em>Easy Rider<\/em>, film manifesto della controcultura di quegli anni, che,\u00a0dello\u00a0<em>stoner movie<\/em>, manca della caratteristica principale: l&#8217;appartenenza alla commedia) n\u00e9\u00a0tentativi maldestri (il pessimo, nonostante una premessa da\u00a0s<em>uper stoner<\/em>,\u00a0<em>Strafumati<\/em> di\u00a0<strong>David Gordon Green<\/strong>) o pellicole in cui le caratteristiche elencate sopra, magari afferiscono ad una sottotrama (in\u00a0<em>Molto incinta<\/em> di\u00a0<strong>Judd Apatow<\/strong>, gli amici del protagonista sono perfetti personaggi da\u00a0<em>stoner<\/em>, ma il film parla d&#8217;altro come, del resto, <em>La vita \u00e8 un sogno\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Richard Linklater<\/strong> che \u00e8 pi\u00f9 un affresco generazionale in cui alcuni personaggi fanno uso reiterato di cannabis). Data la peculiarit\u00e0, si tratta di film esclusivamente americani, fatta eccezione per una curiosa realizzazione bollywodiana. Avremmo potuto inserirvi il francese\u00a0<em>Paulette<\/em>, data la sua somiglianza con\u00a0<em>L&#8217;erba di Grace<\/em> che figura in tutte le liste rintracciabili in rete, ma, secondo noi, nessuno dei due pu\u00f2 dirsi s<em>toner.<\/em>\u00a0Per l&#8217;<strong>Italia<\/strong>, forse la cosa pi\u00f9 vicina ad uno\u00a0s<em>toner movie<\/em>\u00a0mai prodotta (ed \u00e8 emblematico) \u00e8\u00a0<em>Santa Maradona<\/em> di\u00a0<strong>Marco Ponti<\/strong>, mentre, per il resto, lo stordimento da erba \u00e8 sempre episodico, connotato negativamente\u00a0o motore di gag, a partire da\u00a0<em>Che fine ha fatto Tot\u00f2 Baby?\u00a0<\/em>a\u00a0<em>Un Natale stupefacente<\/em> passando per\u00a0<em>Benvenuto Presidente!<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>Up in Smoke\u00a0<\/strong>di<em> Lou Adler<\/em><\/p>\n<p>Questo non \u00e8 un film che rispetta tutte le caratteristiche sopra indicate, semplicemente\u00a0\u00e8 il film che le ha canonizzate (per\u00a0<strong>Benjamin\/Eutsey<\/strong> si tratta del\u00a0<em>Padrino<\/em> dei film per fattoni). Da <strong>Fragola<\/strong> (un\u00a0<strong>Tom Skerritt<\/strong> reduce dal\u00a0<strong>Vietnam<\/strong> ovvero la &#8220;sala parto&#8221; di molti fattoni) al\u00a0furgone fatto di erba (un&#8217;invenzione rimasta\u00a0unica),\u00a0<em>Up in Smoke<\/em> continua ancora oggi ad essere una visione obbligata per quanti vogliano avvicinarsi al genere. Tuttora in attivit\u00e0,\u00a0<a href=\"http:\/\/cheechandchong.com\/\">Cheech &amp; Chong<\/a>\u00a0(<strong>Cheech Marin<\/strong>, visto spesso nei film di\u00a0<strong>Robert Rodriguez<\/strong>, e\u00a0<strong>Tommy Chong<\/strong>) giunsero al film dopo il successo del loro tour comico\/musicale. Seguirono\u00a0<em>Cheech and Chong&#8217;s Next Movie<\/em>,\u00a0<em>Nice Dreams<\/em>,\u00a0<em>Things Are Tough All Over<\/em>,\u00a0la trasferta ad\u00a0<strong>Amsterdam\u00a0<\/strong>di\u00a0<em>Still Smokin<\/em> e quella in\u00a0<strong>Francia<\/strong> in piena rivoluzione di\u00a0<em>Cheech &amp; Chong&#8217;s The Corsican Brothers<\/em>.\u00a0<em>Up in Smoke<\/em> incass\u00f2 circa 41 milioni di dollari alla sua uscita e 28 successivamente nel circuito\u00a0<em>home video<\/em>. In\u00a0<strong>Italia<\/strong>, guarda un po&#8217;, non li conosce praticamente nessuno.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Up In Smoke - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dK8ay-DlTzM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Il grande Lebowski<\/strong>\u00a0di<em> Joel Coen<\/em><\/p>\n<p>I\u00a0<strong>Coen<\/strong> non rifanno i generi, li trascendono. Che si tratti del\u00a0<em>noir<\/em>, del\u00a0<em>gangster movie<\/em>, del\u00a0<em>western<\/em> o della\u00a0<em>sophisticated comedy<\/em>, il loro viaggio dentro e attraverso la storia del cinema si accompagna sempre a riflessioni filosofiche e spirituali. Questo stesso lavoro i\u00a0<strong>Coen<\/strong> lo portano a termine in\u00a0<em>Il grande Lebowski<\/em> confrontandosi con lo\u00a0<em>stoner movie<\/em>, l&#8217;unico in cui si disquisisce di confronto tra nichilismo e teoria nazionalsocialista (che, &#8220;<em>se non altro, ha alla base l&#8217;ethos<\/em>&#8220;). Qui c&#8217;\u00e8 tutto quello che occorre in uno\u00a0<em>stoner<\/em> e di pi\u00f9: una\u00a0<em>Weltanschauung<\/em>, una visione del mondo, anzi diverse visioni del mondo per quanti sono i personaggi, ma sicuramente quella principale, quella che ha fatto s\u00ec che il film, nonostante l&#8217;insuccesso alla sua uscita, diventasse un fenomeno di culto capace di riempire le sale anche oggi, \u00e8 &#8220;tenere botta&#8221;.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Grande Lebowski (1998) Trailer italiano\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EJduk0wofsE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>Half Baked<\/strong>\u00a0di<em> Tamra Davis<\/em><\/p>\n<p>Quasi un prontuario del perfetto\u00a0s<em>toner movie<\/em> (\u00e8 vero, il protagonista, alla fine, rinuncia all&#8217;erba, ma solo perch\u00e9 le preferisce la figa che, per di pi\u00f9, si chiama <strong>Mary Jane<\/strong>) che mostra anche il dovuto rispetto a chi al\u00a0genere, in qualche modo,\u00a0ha dato inizio (il cameo di\u00a0<strong>Tommy Chong<\/strong>). La trama sembra scritta dopo una canna (<b>Kenny<\/b> finisce in galera perch\u00e9 ammazza un cavallo diabetico della polizia ingozzandolo di dolciumi e gli amici si danno da fare per procurare i soldi della cauzione) cos\u00ec come le numerose gag (il siparietto del telefilm\u00a0<em>Batman<\/em> con una foglia di marijuana al posto del pipistrello). Ineccepibile la casistica dei fumatori: dal fumatore scroccone (<strong>Snoopy Dog<\/strong>, ovvero il feticcio degli\u00a0s<em>toner movie<\/em>\u00a0recenti, il quale\u00a0vanta una filmografia tematicamente coerente, ma qualitativamente discutibile: basti pensare a\u00a0<em>Mac &amp;\u00a0Devin Go to High School<\/em>, pessimo musicarello, non per le sale, a supporto dell&#8217;omonimo album di <strong>Snoop<\/strong> e\u00a0<strong>Wiz Khalifa<\/strong> in cui il nostro si improvvisa\u00a0<strong>Cheecherone<\/strong> nel mondo della\u00a0<em>ganja<\/em> insieme con un &#8220;cannone animato&#8221; in pessima computer grafica ed un ridicolo personaggio in costume chiamato\u00a0<strong>Captain Kush<\/strong>) a quello &#8220;ci dovevi essere&#8221; (<strong>Willie Nelson<\/strong>). Decisamente \u00e8 il miglior\u00a0<em>stoner<\/em> scritto da un afroamericano, sebbene non classificabile come\u00a0<em>blaxtoner<\/em>, visto il cast multietnico. Tra l&#8217;altro, il\u00a0<em>blaxtoner<\/em> pi\u00f9 famoso,\u00a0<em>Ci vediamo venerd\u00ec\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>F. Gary Gray<\/strong>, lo \u00e8 inopinatamente in quanto pochissimo &#8220;stonato&#8221; e molto commedia edificante, quasi una variante leggera di\u00a0<em>Boyz n the Hood\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>John Singleton<\/strong>\u00a0in cui esord\u00ec\u00a0<strong>Ice Cube<\/strong>, qui sceneggiatore e protagonista nei panni di un bravo ragazzo che non fuma e, quando, convinto da un amico, lo fa, se ne pente subito perch\u00e9 lo ha portato ad essere un po&#8217; pi\u00f9 audace con una ragazza. Decisamente meglio (anche se non ai livelli di\u00a0<em>Half Baked<\/em>) \u00e8\u00a0<em>Due sballati al college<\/em>,\u00a0<em>blaxtoner<\/em> diretto dal figlio di\u00a0<strong>Bob Dylan<\/strong>,\u00a0<strong>Jesse<\/strong>, privo di moralismi e sgangheratissimo (c&#8217;\u00e8 pure il fantasma di\u00a0<strong>Benjamin<\/strong>\u00a0<strong>Franklyn<\/strong> che si compiace che un suo manufatto sia utilizzato come la pi\u00f9 grande pipa ad acqua della storia) come si conviene ad una pellicola appartenente a\u00a0questo filone.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Half Baked Trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/D-phH1we1kY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"How High Trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/iIDLVpuDB9s?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Smiley Face<\/strong>\u00a0di<em> Gregg Araki<\/em><\/p>\n<p>Che qui sia protagonista una donna parrebbe una anomalia (negli <em>stoner<\/em> i personaggi femminili spesso cercano di ricondurre almeno uno dei protagonisti sulla &#8220;retta&#8221; via come accade in\u00a0<em>Half Baked<\/em> o in quel\u00a0maldestro tentativo di ibridare\u00a0<em>stoner movie<\/em> e\u00a0<em>rom com<\/em>\u00a0che \u00e8\u00a0<em>Oliver, Stoned<\/em> la cui originalit\u00e0 si esaurisce nel gioco di parole del titolo), ma\u00a0<strong>Jane F<\/strong> (una strepitosa\u00a0<strong>Anna Faris<\/strong>) \u00e8 \u00a0cos\u00ec &#8220;fatta&#8221;, per tutta la durata del film,\u00a0che vale quanto cinque coppie di amici di uno\u00a0<em>stoner movie\u00a0<\/em>classico. Curioso lavoro (in concorso alla <strong>Quinzaine des r\u00e9alisateurs<\/strong> della 60ma edizione del\u00a0<strong>Festival di Cannes<\/strong>)\u00a0anche nella filmografia di\u00a0<strong>Gregg Araki<\/strong> (il cui primo film uscito in\u00a0<strong>Italia<\/strong>,\u00a0<em>Doom Generation<\/em>, vedeva le droghe sintetiche quali motore dell&#8217;azione), di solito molto meno disimpegnato, pur riuscendo ad assestare un paio di colpi come il discorso agli operai (quello immaginato e quello vero) nella fabbrica di salsicce e le pagine del <em>Manifesto del Partito Comunista<\/em> di\u00a0<strong>Marx\u00a0<\/strong>ed\u00a0<strong>Engels<\/strong> che si spargono lungo tutti i luoghi del film. C&#8217;\u00e8 anche l&#8217;ottantenne (all&#8217;epoca del film)\u00a0<strong>Marion Ross<\/strong>, ovvero la signora\u00a0<strong>Cunningham<\/strong> di\u00a0<em>Happy Days.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Smiley Face - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/I8SzujSn3CY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>Paura e delirio a Las Vegas<\/strong>\u00a0di<em> Terry Gilliam<\/em><\/p>\n<p>&lt;&lt;<em>Ho sempre avuto paura di prendere gli acidi, perfino a Los Angeles fra il &#8217;66 e il &#8217;67, quando lo facevano praticamente tutti. Che fottessero il cervello alla gente era chiaro fin dal primo momento, e dato che io ho avuto la fortuna di accedere di tanto in tanto a quel regno dell&#8217;immaginazione in cui avrebbe dovuto condurti l&#8217;LSD anche senza bisogno di aiuti chimici, volevo essere certo che l&#8217;itinerario di quei viaggetti rimanesse saldamente sotto il mio controllo<\/em>&gt;&gt; (<strong>Terry Gilliam<\/strong>,\u00a0<em>Gilliamesque,\u00a0<\/em><strong>BigSur edizioni 2015<\/strong>, pag 2).<\/p>\n<p>&lt;&lt;<em>Avevamo due buste di erba, settantacinque palline di mescalina, cinque fogli di acido superpotente, una saliera mezza piena di cocaina, un\u2019intera galassia multicolore di eccitanti, calmanti, scoppianti, esilaranti. E anche un litro di tequila, un litro di rum, una cassa di birra, mezzo litro di etere puro e due dozzine di fialette di popper. Non che per il viaggio ci servisse tutta quella roba, ma quando ti ritrovi invischiato in una seria raccolta di droghe, la tendenza \u00e8 di spingerla pi\u00f9 in l\u00e0 che puoi<\/em>&gt;&gt; (<em>Paura e delirio a Las Vegas<\/em> di\u00a0<strong>Terry Gilliam<\/strong>, 1998).<\/p>\n<p>Probabilmente, viste le premesse (ovvero che lo <em>stoner movie<\/em> avrebbe per protagonisti solo consumatori di cannabis) e le dichiarazioni di\u00a0<strong>Gilliam<\/strong> contenute nella sua autobiografia pre-postuma (sic),\u00a0<em>Paura e delirio a Las Vegas<\/em> non avrebbe motivo di essere incluso in questa lista (ma il canale youtube di <a href=\"http:\/\/watchmojo.com\/\">watchmojo.com<\/a>\u00a0lo inserisce al decimo posto della sua <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dTmXv1anpUo\">Top 10 Stoner Comedies<\/a>, anche se il primo \u00e8 occupato da\u00a0<em>La vita \u00e8 un sogno<\/em> della cui esclusione abbiamo detto nell&#8217;introduzione),\u00a0neanche come variante d&#8217;autore dello\u00a0<em>stoner<\/em> (che abbiamo gi\u00e0 assegnato a\u00a0<em>Lebowski<\/em>). Il fatto \u00e8 che la storia di\u00a0<strong>Raoul Duke<\/strong> (ovvero\u00a0<strong>Hunter S. Thompson<\/strong>, l&#8217;inventore del\u00a0<em>gonzo journalism<\/em>) e del suo avvocato\u00a0<strong>Dottor Gonzo<\/strong> (in realt\u00e0\u00a0<strong>Oscar Zeta Acosta<\/strong>),\u00a0\u00e8 s\u00ec un disvelamento di come l&#8217;uso di droghe abbia trasformato il sogno americano in un incubo (e, quindi, curiosamente cela un anomalo, dato l&#8217;autore dietro la mdp, moralismo), ma resta comunque il film pi\u00f9 vicino ad un trip allucinatorio (non c&#8217;\u00e8 affatto trama) che sia stato prodotto nel secolo scorso dopo\u00a0<em>Il pasto nudo\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>David Cronenberg<\/strong>. Con la differenza che\u00a0<strong>Terry Gilliam<\/strong> \u00e8 sempre stato (dai tempi dei suoi intermezzi animati per il\u00a0<em>Monty Python Flying Circus<\/em>) un fattone ad honorem.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1oL2ZrmcoY0<\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>Reefer Madness<\/strong>\u00a0di<em>\u00a0Andy Fickman<\/em><\/p>\n<p>Come abbiamo detto nell&#8217;introduzione, non c&#8217;\u00e8 una pubblicistica italiana sull&#8217;argomento, ma americana s\u00ec.\u00a0<em>Reefer Movie Madness: The Ultimate Stoner Film Guide<\/em>, scritto da <strong>Steve Bloom<\/strong> e<em>\u00a0<\/em><strong>Shirley Halperin<\/strong> \u00e8, forse, la pi\u00f9 completa guida allo\u00a0<em>stoner movie<\/em>, in un&#8217;accezione, tuttavia, pi\u00f9 ampia di quella di\u00a0<strong>Benjamin\/Eutsey<\/strong>. Lo stesso titolo del libro fa riferimento a quello che viene considerato, suo malgrado, il capostipite degli\u00a0<em>stoner movie<\/em>, ovvero il\u00a0<em>Reefer Madness\u00a0<\/em>(potete vederlo per intero su youtube e vi consigliamo l&#8217;autotraduzione dei sottotitoli che rende l&#8217;esperienza ancora pi\u00f9 lisergica)\u00a0diretto nel 1936 da\u00a0<strong>Louis J Gasnier<\/strong> con intenti propagandistici contro l&#8217;uso della marijuana, ma finito col diventare un\u00a0<em>drugsploitation<\/em> ante litteram e pellicola di culto in quanto involontariamente comica. Volontariamente comica \u00e8, invece, la versione musical di questo film, datata\u00a01998 e dapprima rappresentata nei teatri\u00a0<strong>Off Broadway<\/strong> (libretto di\u00a0<strong>Kevin Murphy<\/strong> e musica di\u00a0<strong>Dan Studney<\/strong>), poi trasposta sul piccolo schermo grazie alla cable\u00a0<strong>Showtime<\/strong>. Tra eccessi grandguignoleschi, ammiccamenti al\u00a0<em>Rocky Horror<\/em> ed alla versione musical di\u00a0<em>La piccola bottega degli orrori<\/em> (cui si avvicina l&#8217;intera operazione), vongole che cantano,\u00a0strofe sopra le righe (&#8220;<em>Strisciante come un comunista,\u00a0Furtiva come un socialista,\u00a0Mortale come i democratici<\/em>&#8221; viene definita la marijuana nel brano iniziale\u00a0<em>Reefer Madness<\/em> mentre in\u00a0<em>Mary Jane\/Mary Lane<\/em> il protagonista canta &#8220;<em>Il mio es ha dato un party\/<br \/>\ne tutti ci hanno partecipato<\/em>&#8220;), accennati sottotesti politici post 11 settembre (&#8220;<em>prenderemo le impronte agli immigrati<\/em>&#8220;, &#8220;<em>segui i vicini\/e denuncia i cittadini<\/em>&#8220;),\u00a0<strong>Ges\u00f9<\/strong> che appare come &#8220;Deus&#8221; ex machina quasi come\u00a0<strong>Frankie Avalon<\/strong> in\u00a0<em>Gr\u00e9ase<\/em> (per il brano\u00a0<em>Listen to Jesus, Jimmy<\/em>) ed un\u00a0<strong>Alan Cumming<\/strong> in splendida forma (finanche nei panni di\u00a0<strong>Roosevelt<\/strong>), \u00e8 questo <em>Reefer Madness: The Movie Musical<\/em> del 2005 il vero\u00a0<em>stoner movie<\/em> (c&#8217;\u00e8 la violenza, anche splatter e l&#8217;autoritarismo da sbeffeggiare solo che stavolta la coppia di amici che lo fa \u00e8 extradiegetica: sono il librettista ed il musicista). D&#8217;altro canto, il musical, qualunque musical, \u00e8 da sempre, data la sua natura esplicitamente artificiale, qualcosa di &#8220;altro&#8221; rispetto al cinema che persegue l&#8217;illusione di realt\u00e0: un sogno ad occhi aperti, un sogno indotto, un&#8217;esperienza stupefacente.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Reefer Madness (1936) - Original Version\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/esfKfTBGadg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Reefer Madness: The Movie Musical (2005) - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mWlNez5bW1E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nFZCpSVTWCs<\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>American Trip<\/strong>\u00a0di<em> Danny Leiner<\/em><\/p>\n<p>Se il culto si misurasse dal numero di\u00a0<em>sequel<\/em> allora dovremmo citare, dopo quelli di\u00a0<strong>Cheech &amp; Chong<\/strong>,\u00a0i tre capitoli delle avventure &#8220;stonate&#8221; di\u00a0<strong>Harold &amp; Kumar<\/strong>. Che nel 2004 esordivano in\u00a0<em>Harold &amp; Kumar Go to White Castle<\/em>, un &#8220;<em>helzapopstoner<\/em>&#8221; esilarante dove il\u00a0<em>macguffin<\/em> dei mini hamburger della catena\u00a0<strong>White Castle<\/strong> serve solo a far cominciare un &#8220;trip&#8221; (di qui il titolo italiano che, in realt\u00e0, ammicca ad\u00a0<em>American Pie<\/em>) che va inteso in ambedue i sensi. Tra gli incontri allucinati c&#8217;\u00e8 anche quello con\u00a0<strong>Neil Patrick Harris<\/strong>, nei panni di s\u00e9 stesso, che, all&#8217;epoca, pochi di noi ricordavano attore bambino in\u00a0<em>Doogie Howser<\/em> e che solo un anno dopo sarebbe tornato al successo vestendo i panni di\u00a0<strong>Barney Stinson<\/strong> in\u00a0<em>How I Met Your Mother<\/em>. Due seguiti:\u00a0<em>Harold &amp; Kumar Escape from Guantanamo Bay <\/em>e\u00a0<em>A Very Harold &amp; Kumar Christmas\u00a0<\/em>(in cui\u00a0<strong>Neil Patrick Harris<\/strong> \u00e8 uno sciupafemmine costretto a fare il gay per i media), entrambi distribuiti direttamente in home video in Italia. Il regista\u00a0<strong>Danny Leiner<\/strong> pu\u00f2 anche essere annoverato tra gli specialisti dello\u00a0<em>stoner<\/em> in quanto autore, 4 anni prima, di un&#8217;altra perla del genere: <em>Fatti, strafatti e strafighe<\/em> (citato nella scena in cui\u00a0<strong>Harold<\/strong> chiede a\u00a0<strong>Neil Patrick Harris <\/strong>&#8220;<em>Dude Where&#8217;s My Car<\/em>&#8220;, titolo originale della pellicola con\u00a0<strong>Ashton Kutcher<\/strong>).<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Harold &amp; Kumar Go to White Castle - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/cwP5E15VzRM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211; <strong>Super High Me\u00a0<\/strong>di<em> Michael Blieden<\/em><\/p>\n<p><strong>Doug Benson<\/strong> \u00e8 uno <em>stand-up<\/em>\u00a0<em>comedian<\/em>. Anzi \u00e8 il re degli\u00a0<em>stoned-up\u00a0comedian<\/em> e deve avere un conto in sospeso con\u00a0<strong>Morgan Spurlock<\/strong>. A suo tempo, per\u00a0<em>Super Size Me, <\/em>documentario in cui\u00a0<strong>Spurlock <\/strong>registrava i suoi trenta giorni di alimentazione esclusivamente<em>\u00a0macdonaldiana<\/em>,\u00a0sul sito di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/super-size-me.htm\">Pigrecoemme<\/a>\u00a0parlammo di\u00a0<em>documikaze<\/em>, un sottogenere\u00a0<em>no fiction<\/em> in cui il regista si mette in gioco in prima persona.\u00a0<strong>Doug Benson<\/strong> fa lo stesso, facendosi riprendere per 60 giorni, 30 senza fumare e 30 fumando erba continuativamente. I controlli medici costanti dimostrano che l&#8217;erba fumata non ha conseguenze sul fisico e, forse, solo un limitato abbassamento della capacit\u00e0 di concentrazione.\u00a0<strong>Benson<\/strong>, per\u00f2, usa l&#8217;esperimento provocatorio per raccontarci della\u00a0<strong>California<\/strong> che ha approvato l&#8217;uso della marijuana terapeutica, di\u00a0<strong>Oaksterdam<\/strong>,\u00a0distretto di\u00a0<strong>Oakland<\/strong> in cui \u00e8 sorta la prima Universit\u00e0 che accoglie studenti con quoziente intellettivo esaltato dall&#8217;uso di cannabis, del governo federale che, invece, non approva le droghe leggere e chiude attivit\u00e0 legali. Alternando i suoi show agli incontri con altri\u00a0<em>comedian<\/em> (tra cui\u00a0<strong>Zach Gafilianakis<\/strong> e il\u00a0<strong>Bob Odenkirk<\/strong> di\u00a0<em>Better Call Saul<\/em>) ed alle visite mediche,\u00a0<strong>Benson<\/strong> riesce, forse, a spiegarci\u00a0molto meglio di chiunque altro\u00a0il castello di demagogia costruito dal cieco proibizionismo.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=z08TuIKL24w<\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>Hansel e Gretel e la strega della foresta nera<\/strong>\u00a0di<em> Duane Journey<\/em><\/p>\n<p>Evidentemente\u00a0i due fratelli, protagonisti di una delle favole dei\u00a0<strong>Grimm<\/strong>, ispirano deliri cinematografici. Come se non fosse gi\u00e0 abbastanza assurdo vederli nei panni di cacciatori di streghe nell&#8217;opera seconda del norvegese\u00a0<strong>Tommy Wirkola<\/strong>,\u00a0<em>Hansel &amp; Gretel: Witch Hunters<\/em>, qui si scontrano con una strega (la <strong>Lara Flynn Boyle<\/strong> di\u00a0<em>Twin Peaks<\/em>)\u00a0che, come nel testo originario, mangia giovani adolescenti per ringiovanire. Nella versione\u00a0<em>stoner<\/em>, tuttavia, l&#8217;attrattiva non sono i dolciumi di cui \u00e8 fatta la casa, ma la piantagione di erba buonissima (la &#8220;foresta nera&#8221; del titolo) gi\u00f9 nel sottoscala. A rappresentare la variante horror degli\u00a0<em>stoner<\/em> ci sarebbero anche i tre capitoli della saga\u00a0<em>Evil Bong<\/em>\u00a0prodotti dalla <strong>Full Moon <\/strong>di\u00a0<strong>Charles Band<\/strong>\u00a0(nel primo c&#8217;\u00e8 anche un cameo di\u00a0<strong>Tommy Chong<\/strong>), pi\u00f9 il delirante crossover\u00a0<em>Gingerdead Man vs. Evil Bong,\u00a0<\/em>e l&#8217;evitabilissimo <em>straight to video<\/em>\u00a0<em>Bong of the Dead<\/em> che spreca un&#8217;idea di partenza geniale (la scoperta che il cervello degli zombi sia un ottimo\u00a0fertilizzante costringe due &#8220;fattoni&#8221; ad improvvisarsi cacciatori di non morti per coltivare la loro super-erba, anche se un po&#8217; debitrice di <em>Due sballati al college<\/em>) con una confezione (dalla scrittura alla recitazione passando per la regia) sciatta a dir poco.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Hansel &amp; Gretel e la strega della foresta nera - Trailer Italiano\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gmSm7k16--w?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Bong Of The Dead Trailer - (RATED-R)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gs9F9foULqk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211; <strong>Go Goa Gone\u00a0<\/strong>di\u00a0<em>Krishna D.K. <\/em>e<em> Raj Nidimoru<\/em><\/p>\n<p><em>Stoner movie<\/em> e\u00a0<em>zom-com<\/em>\u00a0made in\u00a0<strong>Bollywood<\/strong>,\u00a0con la star\u00a0<strong>Saif Ali Khan<\/strong> nei panni dell&#8217;improbabile mafioso russo\u00a0<strong>Boris<\/strong>. I due protagonisti, quasi degli\u00a0<strong>Harold<\/strong> e\u00a0<strong>Kumar<\/strong> hindi, si ritrovano ad un rave su un&#8217;isola al largo di\u00a0<strong>Goa<\/strong> dove viene lanciata una nuova droga che trasforma tutti in famelici zombi. Loro, perennemente al &#8220;verde&#8221;, non possono permettersela e si salvano. Il problema \u00e8 lasciare l&#8217;isola. &#8220;<em>\u00c8 colpa della globalizzazione<\/em> &#8211; dichiara\u00a0<strong>Hardik<\/strong> -,\u00a0<em>gli stranieri ci hanno portato l&#8217;HIV ed ora gli zombie<\/em>&#8220;. Hanno portato anche il citazionismo (l&#8217;idea di mimetizzarsi tra i morti viventi camminando lentamente come loro, presa da\u00a0<em>Shaun of\u00a0the\u00a0Dead<\/em>) e la metanarrazione (&#8220;<i>voi siete gli eroi ed io sono quello che muore prima<\/i>&#8221; \u00a0sostiene\u00a0<strong>Bunny<\/strong>, protagonista poi di un twist stile <b>#Glennvive<\/b>), ci verrebbe da aggiungere. Le droghe sintetiche sono il male, ma, come recita <em>L&#8217;erba di Baba<\/em>, brano dei titoli di coda, &#8220;<em>l&#8217;alcool \u00e8 una cosa brutta, l&#8217;erba \u00e8 la grazia di Dio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Go Goa Gone Official Trailer | Watch Full Movie On Eros Now\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4V5zGNVRmaE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se non avete mai sentito parlare degli\u00a0stoner movie \u00e8 perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una pubblicistica italiana sull&#8217;argomento, n\u00e9 on line, n\u00e9 su carta stampata. Da\u00a0Wikipedia ricavate che trattasi di un sottogenere della commedia che ruota intorno all&#8217;uso della cannabis e, in quanto sottogenere, presenta elementi che lo contraddistinguono.\u00a0Oliver Benjamin (giornalista fondatore, nel 2005, della\u00a0Chiesa dell&#8217;Avvento del &#8230; <a title=\"10 Stoner Movie che sono sia fumo che arrosto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-stoner-movie-sia-fumo-arrosto\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su 10 Stoner Movie che sono sia fumo che arrosto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,919],"tags":[1709,1698,1693,1700,1708,1703,1704,1706,1702,1695,1696,1701,1707,1699,1694,1705,1697],"class_list":["post-1539","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-bollywood","tag-cheech-chong","tag-drugo","tag-gilliam","tag-go-goa-gone","tag-half-baked","tag-hansel-e-gretel-e-la-strega-della-foresta-nera","tag-harold-kumar","tag-hunter-s-thompson","tag-lebowski","tag-oliver-benjamin","tag-paura-e-delirio-a-las-vegas","tag-reefer-madness","tag-smiley-face","tag-stoner-movie","tag-super-high-me","tag-up-in-smoke"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1539"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1539\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}