{"id":1489,"date":"2015-09-29T14:29:16","date_gmt":"2015-09-29T12:29:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1489"},"modified":"2015-09-29T15:42:32","modified_gmt":"2015-09-29T13:42:32","slug":"napoli-film-festival-2015-day-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/napoli-film-festival-2015-day-1\/","title":{"rendered":"Napoli Film Festival 2015 &#8211; Day 1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/napoli-film-festival-day1.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1492\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/napoli-film-festival-day1.jpg?resize=484%2C252&#038;ssl=1\" alt=\"Napoli film festival 2015 day 1\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/napoli-film-festival-day1.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/napoli-film-festival-day1.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La prima giornata della 17ma edizione del\u00a0<strong>Napoli Film Festival<\/strong> si presenta come una breve rassegna sul tempo e le sue dinamiche. Sulla sua spaccatura interna e il modo in cui cerchiamo disperatamente di riempirla o nasconderla, seguendo l\u2019et\u00e0 e le occasioni, per poi arrenderci alla sua definitiva presenza.<br \/>\nSui rapporti che si vestono del linguaggio del tempo, che nascono da un segno e si annullano nella proiezione identitaria.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl pomeriggio si apre con i corti di <strong>SchermoNapoliCorti\u00a0<\/strong>e qui il tempo mostra la sua immagine pi\u00f9 vorace, con piccole crepe riempite di passione, amore, attesa, speranza.<br \/>\n\u201c<em>Quello che non ho \u00e8 un orologio per correre avanti e tenervi pi\u00f9 distanti<\/em>\u201d, chiosa <strong>De Andr\u00e8<\/strong> nel corto<em> L\u2019amore \u00e8 un segno<\/em> di <strong>Rosario Gallone<\/strong>, prodotto dalla <strong>Scuola di Cinema Pigrecoemme di Napoli<\/strong>. Ma la distanza che il linguaggio canonico non pu\u00f2 colmare, \u00e8 qui riempita dal sentimento, da un segno che poggia sull\u2019accettazione del proprio Io, prima di quello altrui.<br \/>\nUn Io che in<em> Il Ballo di Marte<\/em> di <strong>S. Martusciello<\/strong> realizzato con la <strong>Scuola di Cinema Ascii<\/strong>, fuoriesce da s\u00e9 per perdersi nell\u2019Altro, nel suo corpo e nelle tentazioni che esso ci presenta, scegliendo poi di tornare o vagare nello spazio che qualcuno ha per noi delimitato . Nel corto animato <em>Mr J<\/em> di <strong>L. Poce<\/strong>, <strong>A. Moriello<\/strong>, <strong>A. Accennato<\/strong> della <strong>Controlzeta Lab<\/strong>, con le musiche di <strong>Luigi \u201cLuben\u201d Benzoino<\/strong>, l\u2019Altro \u00e8 la Natura, i cui limiti superano di gran lunga i parametri corporali per dirigere il nostro sguardo verso un orizzonte che pare illimitato, come le scelte e come la speranza.<br \/>\nEd \u00e8 la speranza la protagonista indiscussa degli altri due Corti della Rassegna, sebbene in forme diametralmente opposte. La speranza colta nella sua purezza e coniugata al futuro in <em>Ricordami<\/em> per sempre di <strong>Massimiliano Pacifico<\/strong> e la speranza rivolta al passato, che si trasforma necessariamente in annientamento dei presente e morte come in\u00a0<em>La Macchina Americana<\/em>. Ma per il regista <strong>Alessandro Spada<\/strong> la morte \u00e8 qui una riconciliazione con il passato, e quindi un tempo che si avviluppa nietzscheanamente su se stesso, per l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1491\" aria-describedby=\"caption-attachment-1491\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1491\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mediacritica_l_amore_molesto-650x250.jpg?resize=650%2C250&#038;ssl=1\" alt=\"Anna Bonaiuto in una scena tratta dal film L'amore molesto di Mario Martone\" width=\"650\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mediacritica_l_amore_molesto-650x250.jpg?resize=650%2C250&amp;ssl=1 650w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mediacritica_l_amore_molesto-650x250.jpg?resize=300%2C115&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mediacritica_l_amore_molesto-650x250.jpg?resize=500%2C192&amp;ssl=1 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1491\" class=\"wp-caption-text\">Anna Bonaiuto in una scena tratta dal film L&#8217;amore molesto di Mario Martone<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella seconda parte della giornata, Il tempo riempito lascia spazio a quello svelato attraverso l\u2019Incontro con <strong>Mario Martone<\/strong>, intervistato da <strong>Enzo D\u2019Errico<\/strong>, direttore del <strong>Corriere del Mezzogiorno<\/strong>, e la proiezione di <em>Morte di un matematico napoletano<\/em>, <em>L\u2019amore molesto<\/em> e <em>Pastorale Cilentana<\/em> , il corto realizzato per il <strong>Padiglione zero<\/strong> dell\u2019<strong>Expo<\/strong>.\u00a0Come rivela il regista, infatti, la disillusione si dipana lentamente in tutti i suoi film, seguendo un sistema binario che ricollega il cinema al cinema stesso, in<em> Il Giovane favoloso<\/em> si riflette\u00a0<em>Noi credevamo<\/em> ed in\u00a0<em>Morte di un matematico napoletano<\/em>\u00a0<em>Mani sulla citt\u00e0<\/em> di <strong>Francesco Rosi<\/strong>, o\u00a0alla letteratura, come accade per\u00a0<em>L\u2019odore del sangue\u00a0<\/em>(da\u00a0<strong>Goffredo Parise<\/strong>)\u00a0e per\u00a0<em>L\u2019amore molesto <\/em>(da\u00a0<strong>Elena Ferrante<\/strong>).<br \/>\nUna disillusione che nasconde tutti i tentativi di riempire quella spaccatura interna, quella ruga che cerchiamo di assottigliare, rivelandone la reale natura: il tempo.<br \/>\n<strong>Martone<\/strong>, infatti, nasce come regista teatrale e la rappresentazione delle <strong>Operette Morali<\/strong> di <strong>Leopardi<\/strong>, nonch\u00e9 la naturale vena leopardiana della sua cifra artistica , lo hanno condotto alla sua pellicola pi\u00f9 nota,<em> Il Giovane favoloso<\/em>.<br \/>\nMa \u00e8 in <em>L\u2019Amore molesto<\/em>, proiettato a fine serata, che la verit\u00e0 sussurrata dalla disillusione esce fuori in tutta la sua crudelt\u00e0, in un percorso esistenziale che parte da una proiezione di s\u00e9 e da una perdita, per terminare in una riappropriazione di ci\u00f2 che solo quella perdita pu\u00f2 restituirci.<\/p>\n<p>E noi, al termine di questo percorso identitario, come nel corto di <strong>Alessandro Spada<\/strong>, azzeriamo il tempo e ci prepariamo a una seconda giornata di proiezioni. Ingenuamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima giornata della 17ma edizione del\u00a0Napoli Film Festival si presenta come una breve rassegna sul tempo e le sue dinamiche. Sulla sua spaccatura interna e il modo in cui cerchiamo disperatamente di riempirla o nasconderla, seguendo l\u2019et\u00e0 e le occasioni, per poi arrenderci alla sua definitiva presenza. 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