{"id":1441,"date":"2015-08-25T18:21:22","date_gmt":"2015-08-25T16:21:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1441"},"modified":"2022-09-27T13:00:25","modified_gmt":"2022-09-27T11:00:25","slug":"oltre-i-dardenne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/oltre-i-dardenne\/","title":{"rendered":"Oltre i Dardenne"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cinema-belga.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1442\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cinema-belga.jpg?resize=484%2C252\" alt=\"cinema belga\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cinema-belga.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cinema-belga.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Se \u00e8 marted\u00ec, deve essere il Belgio<\/em> recitava il titolo di una famosa commedia inglese del 1969 diretta da\u00a0<strong>Mel Stuart<\/strong>. E, a dirla tutta, fino a qualche decennio fa era, forse, l&#8217;unico collegamento tra il\u00a0<strong>Belgio<\/strong> e il cinema che uno spettatore medio potesse fare. Colpa della vicinanza (geografica e, per una parte del territorio, linguistica) con la ben pi\u00f9 influente, cinematograficamente,\u00a0<strong>Francia<\/strong>. Fin dalle origini, ch\u00e9 alcuni dei pi\u00f9 citati esempi di precinema sono opera di belgi (<strong>\u00c9tienne-Gaspard Robert <\/strong>detto<strong> Robertson <\/strong>con le sue fantasmagorie; <strong>Joseph Plateau<\/strong> ed\u00a0il fenachistoscopio) operanti, per\u00f2, a\u00a0<strong>Parigi<\/strong>, dove, ufficialmente, nacque il cinema nel 1895. E cos\u00ec in futuro.\u00a0<strong>Charles Spaak<\/strong>,\u00a0<strong>Jacques Feyder<\/strong> sono nomi ricorrenti nel cinema francese dei tempi d&#8217;oro, sebbene di origine belga. Da questo punto di vista, il rapporto tra\u00a0<strong>Francia\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Belgio<\/strong> ricalca un po&#8217; quello tra\u00a0<strong>Usa<\/strong> e\u00a0<strong>Canada\u00a0<\/strong>(&#8220;<em>Odio il Belgio<\/em>&#8221; &#8220;<em>Come tutti<\/em>&#8221; \u00e8 uno scambio di battute tra due personaggi di <i>The Memory of a Killer<\/i> di cui parliamo dopo): amore\/odio, continue prese in giro, ma poi continua cooptazione di maestranze artistiche. Eppure, negli ultimi tempi, il cinema belga \u00e8 diventato forte. Perch\u00e9, oltre agli autori da festival (come i fratelli\u00a0<strong>Dardenne<\/strong> o\u00a0<strong>Jaco Van Dormael<\/strong>, anch&#8217;essi, per\u00f2, operativi soprattutto in\u00a0<strong>Francia<\/strong>), ha sviluppato una solida (o almeno pi\u00f9 solida della nostra) industria che, opportunamente, punta sui generi, anche se dai generi ed intorno ai generi riesce, spesso, a dar corpo ad un cinema artisticamente interessante anche oltre i confini (negli ultimi 4 anni ben due pellicole candidate all&#8217;Oscar come film straniero, <em>Bullhead<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Alabama Monroe<\/em>, battono bandiera belga). In questa playlist cerchiamo di darne conto.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>Ben X\u00a0<\/strong><em>di\u00a0Nic Balthazar<\/em><\/p>\n<p>Poteva essere un capolavoro, un film generazionale, un cult movie ed invece nessuno se lo ricorda. Forse perch\u00e9 arrivato dopo\u00a0<em>Donnie Darko<\/em> o magari perch\u00e9, quasi contemporaneamente, la sindrome di\u00a0<strong>Asperger<\/strong> veniva resa pi\u00f9 accessibile e divertente dallo\u00a0<strong>Sheldon Cooper<\/strong> di\u00a0<em>The Big Bang Theory<\/em>. E che dire di quanti avranno evitato il film pensando ad una versione <em>live action<\/em> di\u00a0<em>Ben 10<\/em>? La verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;opera prima di\u00a0<strong>Nic Balthazar<\/strong> non ha il coraggio di arrivare fino in fondo per quanto riguarda la confusione tra piano della realt\u00e0 e piano videoludico (che \u00e8 del protagonista e, grazie alle scelte di regia, nostra) e, nella seconda parte, scade nel moralismo tipico della fiction tv. Ma, forse, proprio per questo \u00e8 un buon prodotto di genere.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"BEN X TRAILER ITA\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XSLmm0_q2-U?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Rundskop\/Bullhead<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0Michael R. Roskam<\/em><\/p>\n<p><em>Bullhead<\/em>, invece, capolavoro lo \u00e8. La cornice \u00e8 quella di un gangster movie, ma <strong>Roskam<\/strong> maneggia ingredienti risaputi in maniera originale, mostrando grande personalit\u00e0 (e, dopo la candidatura all&#8217;Oscar,\u00a0<strong>Hollywood<\/strong> lo ha chiamato per dirigere\u00a0<em>The Drop<\/em> scritto da\u00a0<strong>Dennis Lehane<\/strong>).\u00a0Le\u00a0<strong>Fiandre<\/strong>, il\u00a0racket della carne che coinvolge allevatori, veterinari, ispettori sanitari, e <strong>Jacky<\/strong>\u00a0(quel <strong>Matthias Schoenaerts <\/strong>che noi abbiamo conosciuto in\u00a0<em>Un sapore di ruggine e ossa<\/em> di\u00a0<strong>Jacques Audiard<\/strong> e che \u00e8 presente in ben 4 dei film di questa lista), un personaggio che sembra uscito da un film di\u00a0<strong>Scorsese<\/strong>, in bilico tra la violenza cui sembra destinato e la fragilit\u00e0 di un animo (e di un corpo monco) che cerca di nascondere tra montagne di muscoli gonfiati con quegli stessi ormoni che vengono somministrati ai capi di bestiame.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Bullhead Official Trailer #1 - Academy Award Nominee Movie (2012) HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-z6C_PiB5pM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>Vampires\u00a0<\/strong><em>di\u00a0Vincent Lannoo<\/em><\/p>\n<p>Un\u00a0<em>mockumentary<\/em>? L&#8217;ennesimo\u00a0<em>mockumentary<\/em>? Sui vampiri? Ad onor del vero, il feeling tra Belgi e finto documentario ha anticipato, e di molto, il trend attuale.\u00a0<em>Il cameraman e l&#8217;assassino<\/em> (complessissimo lavoro che\u00a0riflette sul confine etico tra oggetto e soggetto dello sguardo), diretto da\u00a0<strong>R\u00e9my Belvaux, Andr\u00e9 Bonzel e Beno\u00eet Poelvoorde\u00a0<\/strong>(quest&#8217;ultimo diventato poi una presenza pressoch\u00e9 fissa\u00a0delle\u00a0commedie francesi di maggior successo), \u00e8 del 1992, sette anni prima di\u00a0<em>The Blair Witch Project<\/em> e molti di pi\u00f9 del boom recente.\u00a0Il film di\u00a0<strong>Lanoo<\/strong>, comunque, ha anticipato il neozelandese\u00a0<em>What We Do in the Shadows<\/em>, ma, quanto a divertimento e idee geniali, i due falsi docu si equivalgono. Una &#8220;normale&#8221; famiglia di vampiri (che il <strong>Belgio<\/strong> non persegue perch\u00e9 i &#8220;succhiasangue&#8221; servono da &#8220;ammortizzatore sociale&#8221; sui generis, in quanto, grazie a loro, si risolve il problema di trovare una collocazione per\u00a0immigrati, barboni e portatori di handicap)\u00a0deve affrontare la ribellione della figlia (che non riesce a farla finita e vuole tutto &#8220;rosa pastello&#8221;, anche la bara in cui dorme) e poi \u00e8 costretta ad emigrare in\u00a0<strong>Canada<\/strong> dove il leader della comunit\u00e0 locale (che \u00e8 stato comparsa il\u00a0<em>La corazzata Pot\u00ebmkin<\/em>) pretende che i vampiri lavorino come ogni umano per favorirne l&#8217;integrazione.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Bande Annonce VAMPIRES - Un film de Vincent Lannoo\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_L0ESY57bf8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211; <strong>Welp\/Cub &#8211; Piccole prede\u00a0<\/strong><em>di\u00a0Jonas Govaerts<\/em><\/p>\n<p><em>Homo homini lupettus<\/em>. Tra\u00a0<em>Il signore delle mosche<\/em> e\u00a0<em>Non aprite quella porta<\/em>, un finto film per ragazzi, di una crudelt\u00e0 che nessuna \u00a0cinematografia occidentale, attualmente, parrebbe potersi permettersi. Un vero pugno nello stomaco, stranamente (o, forse, per errore) distribuito anche in\u00a0<strong>Italia<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Cub - Piccole prede Trailer Ufficiale Italiano (2014) - Jonas Govaerts Movie HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/eGT5uiQ28I0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>De Behandeling\/<\/strong><strong>The Treatment\u00a0<\/strong><em>di\u00a0Hans Herbots<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un rimosso nell&#8217;immaginario belga che \u00e8 quello di\u00a0<strong>Marcinelle<\/strong>. La pedofilia \u00e8 alla base di questo cupo thriller, nichilista quanto un\u00a0<strong>Fincher <\/strong>d&#8217;annata, forse un po&#8217; troppo derivativo, ma in fondo, il cinema medio che regge un&#8217;industria non \u00e8 questo?<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Treatment International Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/soY98iY6V7Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>Linkeroever\/Left Bank\u00a0<\/strong><em>di\u00a0Pieter Van Hees<\/em><\/p>\n<p>Primo capitolo di una &#8220;trilogia dell&#8217;amore e della sofferenza&#8221; (cui hanno fatto seguito\u00a0<em>Dirty Mind<\/em> e\u00a0<em>Waste Land<\/em>),\u00a0<em>Linkeroever<\/em>, pur spaziando tra il\u00a0<strong>Polanski<\/strong> di\u00a0<em>Rosemary&#8217;s Baby<\/em> e il seminale\u00a0<em>The Wicker Man<\/em> (e ci metterei anche una spruzzatina di\u00a0<em>Poltergeist<\/em> di\u00a0<strong>Tobe Hooper<\/strong>), riesce comunque ad essere originale ed a smarcarsi dalle matrici ritagliandosi uno spazio tutto suo in un immaginario, quello belga, fortemente cattolico.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Trailer Linkeroever\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NHJCyaMSROE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>Pulsar<\/strong>\u00a0<em>di Alex Stockman<\/em><\/p>\n<p><em>Pulsar<\/em> \u00e8 decisamente irrisolto, forse perch\u00e9 punta troppo in alto. Nel suo tentativo di dipingere un paranoico 2.0. (che lo sia davvero? e se facessimo bene ad esserlo tutti?) non \u00e8 incisivo quanto una splendida pellicola, dimenticata (anzi, in\u00a0<strong>Italia<\/strong>, mai distribuita), quale\u00a0<em>Noise<\/em> di\u00a0<strong>Henry Bean<\/strong>, ma per tre quarti sembra riuscirci, fallendo solo nel finale.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"PULSAR trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WQFt8-ydpQI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Loft<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0Erik Van Looy<\/em><\/p>\n<p><strong>Van Looy\u00a0<\/strong>\u00e8 il pi\u00f9 commerciale, il meno artista di questo lotto. La sua regia non va oltre lo stile di un telefilm tedesco al di sopra della media (quindi non eccelso, comunque) ed infatti questo thriller, abbastanza scontato, vanta ben due remake: uno tedesco ed uno americano firmato dallo stesso\u00a0<strong>Van Looy<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Loft 2008 - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OVp8-7OTiH8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211; <strong>De Zaak Alzheimer\/The Memory of a Killer <\/strong><em>di<\/em><em>\u00a0Erik Van Looy<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>Tutti parlano di\u00a0Bruges<\/em>,\u00a0<em>ma secondo me \u00e8 meglio Anversa<\/em>&#8221; dice un tassista al vecchio killer protagonista di questo film, sempre di\u00a0<strong>Erik Van Looy<\/strong>, in cui fa la sua comparsa, nuovamente, il tema della pedofilia, quella delle alte sfere, per\u00f2, che rivela anche una classe politica corrotta e corruttrice. La confezione resta quella da film tv del sabato sera su RaiDue.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"De Zaak Alzheimer - Offici\u00eble Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-NfLdnDuWHo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;\u00a0<strong>The Strange Colors of Your Body&#8217;sTears<\/strong>\u00a0<em>di H\u00e9l\u00e8ne Cattet &amp; Bruno Forzani<\/em><\/p>\n<p><strong>H\u00e9l\u00e8ne Cattet &amp; Bruno Forzani\u00a0<\/strong>rappresentano un caso a parte. Le loro opere (<em>Amer<\/em> e questa, ma hanno anche partecipato all&#8217;horror a episodi\u00a0<em>The\u00a0<\/em><em>ABC&#8217;s of Death<\/em> con\u00a0<em>O for Orgasm<\/em>) vanno pi\u00f9 nella direzione della videoarte. La visione dei loro film \u00e8 pi\u00f9 vicina all&#8217;esperienza sensoriale nella quale, tuttavia, \u00e8 innegabile l&#8217;influenza dello spaghetti thriller anni &#8217;70. E dove\u00a0<em>Amer<\/em> attingeva a\u00a0<strong>Dario Argento<\/strong>, qui il referente principale \u00e8 il\u00a0<strong>Sergio Martino<\/strong> di\u00a0<em>Lo strano vizio della signora Warth<\/em> e\u00a0<em>Tutti i colori del buio\u00a0<\/em>(ma il titolo allude anche a\u00a0<em>Perch\u00e9 quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?<\/em> di\u00a0<strong>Giuliano Carmineo<\/strong>).\u00a0<em>\u00a0<\/em>I due registi, tuttavia, hanno fin troppa personalit\u00e0 per fare del semplice cinema bis (<strong>Forzani<\/strong> \u00e8 responsabile delle rassegne di cinema bis presso il Museo del cinema di Bruxelles)\u00a0e, sebbene sia arduo pensare ad una classica distribuzione in sala (ma <em>The Strange Colors<\/em> \u00e8 pi\u00f9 narrativo del precedente), i loro film andrebbero visti obbligatoriamente. Ora sono al lavoro sulla trasposizione di un romanzo di\u00a0<strong>Manchette<\/strong>,\u00a0<em>Laissez bronzer le cadavres<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Strange Color of Your Bodys Tears 2014  Official Trailer [HD 1080p]\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-K7N_l1QrnI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se \u00e8 marted\u00ec, deve essere il Belgio recitava il titolo di una famosa commedia inglese del 1969 diretta da\u00a0Mel Stuart. E, a dirla tutta, fino a qualche decennio fa era, forse, l&#8217;unico collegamento tra il\u00a0Belgio e il cinema che uno spettatore medio potesse fare. Colpa della vicinanza (geografica e, per una parte del territorio, linguistica) &#8230; <a title=\"Oltre i Dardenne\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/oltre-i-dardenne\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Oltre i Dardenne\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,919],"tags":[1268,1263,1256,1267,1258,1262,67,1266,1261,1265,1264,1260,1259,1053,1257],"class_list":["post-1441","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-alabama-monroe","tag-amer","tag-belgio","tag-ben-x","tag-bullhead","tag-cattet","tag-cinema","tag-cub-piccole-prede","tag-forzani","tag-linkeroever","tag-pulsar","tag-roskam","tag-the-drop","tag-thriller","tag-van-looy"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1441\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}