{"id":1424,"date":"2015-07-24T17:47:57","date_gmt":"2015-07-24T15:47:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1424"},"modified":"2015-07-24T17:47:57","modified_gmt":"2015-07-24T15:47:57","slug":"10-film-hitchcockiani-non-diretti-da-hitchcock","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-film-hitchcockiani-non-diretti-da-hitchcock\/","title":{"rendered":"10 film hitchcockiani non diretti da Hitchcock"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/hitchcockiani.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1425\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/hitchcockiani.jpg?resize=484%2C252&#038;ssl=1\" alt=\"hitchcockiani\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/hitchcockiani.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/hitchcockiani.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se cercaste\u00a0<em>hitchcockiano<\/em> in un dizionario, ne ricavereste solo la stringata definizione &#8220;pertinente a\u00a0<strong>Hitchcock<\/strong>&#8220;. In\u00a0<em>Il cinema secondo Hitchcock<\/em> (<strong>Il Saggiatore<\/strong>, 2008),\u00a0<strong>Truffaut<\/strong> dice a\u00a0<strong>Sir Alfred<\/strong>:\u00a0\u201c<em>Credo che il suo stile e le necessit\u00e0 del suspense la portino continuamente a giocare con il tempo, qualche volta contraendolo, ma pi\u00f9 spesso dilatandolo<\/em>\u201d, mentre\u00a0<strong>No\u00ebl Carroll<\/strong>\u00a0individua nella dialettica morale\/immorale del dilemma dei personaggi, l&#8217;origine della suspense\u00a0<em>hitchcockiana<\/em>. Inutile dire che valgono entrambe le teorie (<strong>Richard Allen<\/strong>, in <em>Hitchcock and Narrative Suspense \u2013 Theory and Practice<\/em>, parla di dialettica tra suspense oggettiva, quella legata al tempo della narrazione manipolato dal demiurgo\/regista, e soggettiva, quella legata alla psicologia del personaggio), ma basta questo per definire un film\u00a0<em>hitchcockiano<\/em>? Certo che no. Anzi, a volte, si tira in ballo\u00a0<strong>Hitchcock<\/strong> per marketing o per incasellare facilmente un film. La vulgata \u00e8 quindi che\u00a0<em>hitchcockiano<\/em> significhi suspence, mistero, delitti. Ci aggiungeremmo anche un certo sadismo (che, a quanto pare, il regista di\u00a0<em>Psycho<\/em>\u00a0dispensava a piene mani, anche fuori dal set, soprattutto alle sue interpreti), l&#8217;attenzione al meccanismo (spesso pi\u00f9 che alla trama, pensiamo al\u00a0<strong>MacGuffin<\/strong>) e la sfida tecnica. Il dibattito potrebbe continuare a lungo, ma facciamo parlare le nostre scelte. Dalle quali abbiamo escluso i remake. Sia perch\u00e9 sarebbe stato facile sia perch\u00e9, fatto salvo il caso di <em>Psycho<\/em> di\u00a0<strong>Gus Van Sant<\/strong> che \u00e8 quasi un&#8217;opera d&#8217;arte concettuale, spesso i rifacimenti non sono per nulla\u00a0<em>hitchcockiani<\/em> (si vedano l&#8217;orribile\u00a0<em>Delitto perfetto<\/em> di\u00a0<strong>Andrew Davis<\/strong> e l&#8217;<em>artaudiano<\/em>\u00a0<i>La finestra sul cortile\u00a0<\/i>diretto per la Tv da\u00a0<strong>Jeff Bleckner<\/strong> ed interpretato da un\u00a0<strong>Christopher Reeve <\/strong>post incidente, quasi un&#8217;<em>exploitation<\/em> paratestuale)\u00a0Questa \u00e8 la nostra playlist.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>Angoscia<\/strong>\u00a0<em>di George Cukor<\/em><\/p>\n<p>Nonostante\u00a0<strong>Cukor<\/strong>\u00a0sia sempre stato considerato prevalentemente &#8220;regista di commedie&#8221;, non sfigura alla regia di un\u00a0film che \u00e8\u00a0<em>hitchcockiano<\/em> per pi\u00f9 motivi: due interpreti (<strong>Ingrid Bergman<\/strong> e\u00a0<strong>Joseph Cotten<\/strong>), l&#8217;intreccio a base di &#8220;sospetto&#8221;, secondo matrimonio &#8220;<em>\u00e0 la Rebecca<\/em>&#8221; e piano subdolo (come in\u00a0<em>Notorious<\/em>) ai danni della consorte. Il titolo originale,\u00a0<em>Gaslight<\/em>, ha generato il termine\u00a0<em>Gaslighting<\/em> che indica una violenza psicologica messa in atto con l&#8217;obiettivo di far dubitare la vittima della veridicit\u00e0 delle proprie percezioni.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gaslight (1944) Official Trailer - Charles Boyer, Ingrid Bergman Movie HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0ToLfQU2xmg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Il tempo si \u00e8 fermato<\/strong>\u00a0<em>di John Farrow<\/em><\/p>\n<p>A proposito della manipolazione del tempo. Il direttore della rivista, interpretato da\u00a0<strong>Charles Laughton<\/strong>, \u00e8 ossessionato da\u00a0esso ed infatti un enorme orologio in cima al grattacielo, sede della redazione, lo scandisce con grande precisione. Ma quell&#8217;orologio ha anche valenza extradiegetica perch\u00e9, a partire da un certo punto della storia, il film si dipana in tempo reale e l&#8217;orologio \u00e8 l&#8217;elemento profilmico che consente allo spettatore di accertarsene (come succede in\u00a0<em>Stasera ho vinto anch&#8217;io<\/em> di\u00a0<strong>Robert Wise<\/strong>, aperto e chiuso da un&#8217;inquadratura su\u00a0un orologio stradale\u00a0e poi nel seminale serial\u00a0<em>24<\/em> con\u00a0<strong>Kiefer Sutherland<\/strong>). In pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 un innocente incastrato, una coppia diabolica che ordisce il piano ed una suspense\u00a0oggettiva e soggettiva nello stesso tempo. Rifatto (ma senza il tempo reale ed in altro contesto, la Marina Militare, e con un ulteriore twist finale) da\u00a0<strong>Roger Donaldson<\/strong>\u00a0col titolo\u00a0<em>Senza via di scampo<\/em>\u00a0e con\u00a0<strong>Kevin Costner<\/strong> e\u00a0<strong>Gene Hackman<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Big Clock - Il tempo si \u00e8 fermato (1948) Trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/q_a8BU0FkuI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>Merletto di mezzanotte<\/strong>\u00a0<em>di David Miller<\/em><\/p>\n<p>Una vittima bionda (<strong>Doris Day<\/strong>, al lavoro per\u00a0<strong>Hitchcock<\/strong> in\u00a0<em>L&#8217;uomo che sapeva troppo<\/em>), una minaccia nascosta nella nebbia ed in una voce stridula al telefono.\u00a0<strong>David Miller<\/strong>\u00a0\u00e8 un misconosciuto carneade, un artigiano di\u00a0<strong>Hollywood<\/strong>, neanche tra i pi\u00f9 richiesti, quindi si limita alla superficie\u00a0<em>hitchcockiana<\/em> senza approfondirne temi e ossessioni, ma il film \u00e8 gradevole.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Sz03hz_vhWg<\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Gli occhi degli altri\u00a0<\/strong><em>di William Castle<\/em><\/p>\n<p>Per quanto\u00a0<strong>William Castle<\/strong> sia pi\u00f9 famoso per le trovate con le quali accompagnava l&#8217;uscita dei suoi horror (cardiologo all&#8217;ingresso, scariche elettriche sulle poltrone del cinema, occhiali per vedere i fantasmi) e per le quali \u00e8 stato omaggiato da\u00a0<strong>Joe Dante<\/strong> in\u00a0<em>Matin\u00e8e<\/em>, era anche soprannominato &#8220;l&#8217;<strong>Hitchcock<\/strong> dei poveri&#8221; (ed il suo\u00a0<em>Homicidal<\/em> segu\u00ec, a distanza di un solo anno,\u00a0<em>Psycho<\/em>, senza peraltro sfigurare rispetto al prototipo) per un pugno di film decisamente improntati alla costruzione della suspense ed ascrivibili pi\u00f9 al genere thriller che all&#8217;horror.\u00a0<em>Cinque corpi senza testa<\/em> (che ibrida il giallo con l&#8217;horror),\u00a0<em>Passi nella notte<\/em>, ma soprattutto questo\u00a0<em>Gli occhi degli altri.\u00a0<\/em>Uno spunto geniale (due ragazzine annoiate trascorrono la sera facendo scherzi telefonici a base di\u00a0&#8220;h<em>o visto cosa hai fatto e so chi sei&#8221;<\/em>, fin quando non incappano in un vero assassino che ci crede e le cerca per liberarsi delle scomode, sebbene finte, testimoni) condotto con la mano sicura di sempre. Rifatto per la televisione nel 1988 da quel\u00a0<strong>Fred Walton<\/strong> che non ha trovato spazio in questa playlist, ma che \u00e8 regista\u00a0<em>hitchcockiano<\/em> puro, come ha dimostrato con la sua filmografia esigua di cui vi consigliamo <i>Quando chiama uno sconosciuto<\/i> e\u00a0<em>I delitti del rosario<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gli occhi degli altri - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KDXcIsuHg1E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>Il tagliagole<\/strong>\u00a0<em>di Claude Chabrol<\/em><\/p>\n<p><strong>Truffaut<\/strong> lo intervist\u00f2, ma\u00a0<strong>Chabrol<\/strong> e\u00a0<strong>Rohmer<\/strong> nell&#8217;imprescindibile<em> Hitchock<\/em> (scritto quando la filmografia di\u00a0<strong>Sir Alfred<\/strong> era giunta all&#8217;autoremake\u00a0<em>L&#8217;uomo che sapeva troppo<\/em>) ne avviarono\u00a0la agiografia e la beatificazione in quanto\u00a0<em>auteur<\/em> (<strong>Hitchcock<\/strong> a\u00a0<strong>Hollywood<\/strong> era meno considerato di altri registi), indagandone temi ed ossessioni (tra cui anche una mai, fino ad allora, dichiarata tensione omosessuale in\u00a0<em>Omicidio!<\/em>,\u00a0<em>Nodo alla gola<\/em> e\u00a0<em>Delitto per delitto<\/em>. E non era ancora arrivato lo\u00a0<em>chef d&#8217;oeuvre<\/em> del travestitismo:\u00a0<em>Psycho<\/em>).\u00a0<strong>Chabrol<\/strong> \u00e8\u00a0<em>hitchockiano<\/em>? S\u00ec, ma la sua enorme personalit\u00e0 autoriale fece s\u00ec che sviluppasse questa ispirazione del tutto personalmente.\u00a0<em>Il tagliagole<\/em>\u00a0va nella direzione di\u00a0<em>Il sospetto<\/em> e, incredibilmente,\u00a0di\u00a0<em>Frenzy<\/em> (che arriver\u00e0 due anni dopo con un protagonista che quasi \u00e8 la nemesi\u00a0vegetariana &#8211; in quanto commerciante di verdure &#8211; del\u00a0macellaio del film francese). Segno che la devozione chabroliana trascendeva quasi nella mimesi interiore.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UFPImaChVHg<\/p>\n<p>6 &#8211; <strong>La vittima designata<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0Maurizio Lucidi<\/em><\/p>\n<p>Mentre il &#8220;giallo all&#8217;italiana&#8221; inseguiva modelli autoctoni (<strong>Argento\u00a0<\/strong> e\u00a0<strong>Bava<\/strong> su tutti),\u00a0<strong>Maurizio Lucidi<\/strong> arrivava come un alieno (ed alieno al genere torn\u00f2 subito dopo, dirigendo commedie di altalenante efficacia) dirigendo quasi un calco di\u00a0<em>Delitto per delitto<\/em>. Un ibrido tra suspense\u00a0<em>hitchcockiana<\/em> e stilemi filmici dello spaghetti-thriller\u00a0che si ricorda principalmente per l&#8217;ambientazione lagunare, le interpretazioni di\u00a0<strong>Tomas Milian<\/strong> (che si doppia da solo) e\u00a0<strong>Pierre Clementi<\/strong> (pi\u00f9 sopra le righe del primo, cosa abbastanza inusuale) e per la colonna sonora\u00a0progressive di\u00a0<strong>Luis Bacalov<\/strong> che, non a caso, confluir\u00e0 nel celebre LP\u00a0<em>Concerto grosso per i New Trolls<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Vittima Designata (Trailer Italiano)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/G1T4lLwxg4Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>Complesso di colpa<\/strong>\u00a0<em>di Brian De Palma<\/em><\/p>\n<p>Nel\u00a0<strong>SegnoSpeciale<\/strong> del numero 194 della rivista\u00a0<strong>SegnoCinema<\/strong>, intitolato\u00a0<em>Il film perfetto<\/em>,\u00a0<strong>Roberto Pugliese<\/strong> indica proprio\u00a0<em>Complesso di colpa<\/em> di\u00a0<strong>Brian De Palma<\/strong> come film perfetto.\u00a0\u00c8 vero che questa playlist avrebbe potuto essere compilata con soli film di\u00a0<strong>Brian De Palma<\/strong>, ma \u00e8 altrettanto vero che\u00a0<em>Complesso di colpa<\/em> rappresenta, forse, la summa dell&#8217;<em>hitchock<\/em> <em>touch\u00a0<\/em>del regista, pi\u00f9 di\u00a0<em>Omicidio a luci rosse<\/em> e pi\u00f9 di\u00a0<em>Vestito per uccidere<\/em> (per citare altri due titoli fortemente\u00a0<em>hitchcockiani<\/em>). Il plot che rimanda a\u00a0<em>Vertigo<\/em> (problematizzandolo), riferimento esplicitato nel carrello circolare finale,\u00a0e\u00a0la musica di\u00a0<strong>Bernard Herrmann <\/strong>(pi\u00f9 volte al lavoro con\u00a0<strong>Sir Alfred<\/strong>)\u00a0che si fa vero e proprio personaggio, tanto \u00e8 presente (nel lungo incipit e nel finale), fanno di\u00a0<em>Complesso di colpa<\/em> maggiormente una dichiarazione d&#8217;amore che un omaggio\u00a0<em>cin\u00e9phile<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Obsession Original Trailer (Brian De Palma, 1976) Arrow Video\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/FtRVklEb7Vo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Frantic<\/strong>\u00a0<em>di Roman Polanski<\/em><\/p>\n<p>Volendo, anche <em>Il coltello nell&#8217;acqua<\/em>,\u00a0<em>Repulsion<\/em> e\u00a0<em>L&#8217;inquilino del terzo piano<\/em> avrebbero un che di\u00a0<em>hitchcockiano<\/em>, ma qui abbiamo una\u00a0&#8220;signora&#8221; che &#8220;scompare&#8221; misteriosamente e il marito che la cerca. Il marito \u00e8 un uomo comune precipitato in una situazione straordinaria come il\u00a0<strong>Roger Thornhill<\/strong> di\u00a0<em>Intrigo internazionale<\/em> (e come lui salver\u00e0 la compagna d&#8217;avventure da un precipizio: l\u00ec i monti\u00a0<strong>Rushmore<\/strong>, qui un tetto di\u00a0<strong>Parigi<\/strong>), ha le vertigini come il protagonista di\u00a0<em>Vertigo<\/em> e, ciliegina sulla torta, ecco il modellino della statua della libert\u00e0 (che \u00e8 a\u00a0<strong>New York<\/strong> e\u00a0a\u00a0<strong>Parigi\u00a0<\/strong>e che rimanda, per centralit\u00e0, a\u00a0<em>Sabotatori!<\/em>)\u00a0a fare da\u00a0<strong>MacGuffin<\/strong> intorno al quale\u00a0ruota l&#8217;intero intreccio di cui, in fondo, ci interessa meno di quanto ci interessino le emozioni provate durante il film.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Frantic (1988) Official Trailer - Harrison Ford, Roman Polanski Movie HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XKRSA40CGfo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>Le verit\u00e0 nascoste<\/strong>\u00a0<em>di Robert Zemeckis<\/em><\/p>\n<p><em>Divertissement<\/em> girato da\u00a0<strong>Robert Zemeckis<\/strong> nella pausa delle riprese di\u00a0<em>Cast Away<\/em> (pausa necessaria a\u00a0<strong>Tom Hanks<\/strong> per dimagrire 20 kg), funestato dal maldestro spoiler degli uffici stampa italiani,\u00a0<em>Le verit\u00e0 nascoste<\/em> ha in s\u00e9 un tema\u00a0<em>hitchcockiano<\/em> preponderante (la bionda sposata ad un uomo di cui comincia a sospettare) ed\u00a0altri rimandi pi\u00f9 o meno velati (<em>La finestra sul cortile<\/em>,\u00a0<em>Rebecca, la prima moglie<\/em>).<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Le verit\u00e0 nascoste - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NStmMoDBURI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;<strong>Stoker<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0Park Chan-wook<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;esordio americano del coreano\u00a0<strong>Park Chan-wook<\/strong> (<em>Old Boy<\/em>) si basa su un copione scritto dall&#8217;attore\u00a0<strong>Wentworth Miller<\/strong> (<em>Prison Break<\/em>) che, nonostante un titolo &#8220;vampiresco&#8221;, si rivela una variazione sul tema di\u00a0<em>L&#8217;ombra del dubbio<\/em> (lo zio si chiama\u00a0<strong>Charlie<\/strong> in entrambi i film) con una maggior libert\u00e0, rispetto a\u00a0<strong>Hitchcock<\/strong>, nel\u00a0mostrare le implicazione sessuali del fascino esercitato da\u00a0un uomo adulto, e dalla violenza, su una giovane ragazza. Rendendo, altres\u00ec, letterale la metafora dell&#8217;orgasmo come piccola morte nella scena in cui\u00a0<strong>India<\/strong> si masturba sotto la doccia.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Stoker - Trailer ufficiale Italiano\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dkmvQXzBySE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se cercaste\u00a0hitchcockiano in un dizionario, ne ricavereste solo la stringata definizione &#8220;pertinente a\u00a0Hitchcock&#8220;. 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