{"id":1404,"date":"2015-07-13T12:00:45","date_gmt":"2015-07-13T10:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1404"},"modified":"2015-07-13T18:36:49","modified_gmt":"2015-07-13T16:36:49","slug":"napoli-tra-rappresentazione-e-autorappresentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/napoli-tra-rappresentazione-e-autorappresentazione\/","title":{"rendered":"Napoli tra rappresentazione e autorappresentazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/napoli-crupi.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1405\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/napoli-crupi.jpg?resize=484%2C252&#038;ssl=1\" alt=\"napoli crupi\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/napoli-crupi.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/napoli-crupi.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Stefano Crupi<\/strong> \u00e8 di <strong>Caserta<\/strong>, \u00e8 giornalista, ma soprattutto \u00e8 autore di <em>Cazzimma<\/em>, suo romanzo di esordio, edito da <strong>Mondadori<\/strong>. Chi non l\u2019ha letto, lo ricorder\u00e0 per il titolo e per l\u2019evocativa immagine di copertina: un ragazzo che pare emergere da uno specchio d\u2019acqua con una sigaretta in bocca. La cazzimma \u00e8 quella che, in questa sciagurata stagione calcistica,\u00a0si dice non abbiano avuto i giocatori del Napoli, ovvero la capacit\u00e0 di cavarsela senza starsi a fare troppi problemi e, anzi, fregandosene anche del prossimo. <em>Cazzimma<\/em> parrebbe un romanzo come tanti perch\u00e9, in fondo, parla di vite ai margini e di giovani attratti dal potere, quello del crimine organizzato. Ma <em>Cazzimma<\/em> non \u00e8 <em>Gomorra<\/em> perch\u00e9 <strong>Stefano Crupi<\/strong>, in qualche modo, d\u00e0 importanza ad una zona che, quasi mai, nelle cronache e nelle rappresentazioni di Napoli, viene riconosciuta: la zona grigia. Perch\u00e9 a <strong>Napoli<\/strong> non c\u2019\u00e8 solo la malavita e la faccia positiva, dualismo semplicistico al quale si finisce sempre col ricondursi quando c\u2019\u00e8 da raccontare e, soprattutto, da polemizzare sull\u2019immagine di Napoli. C\u2019\u00e8 una larga fetta di popolazione che non vive di crimine, neanche indirettamente, ma per istinto di sopravvivenza ci \u00e8 immersa, ne \u00e8 sfiorata e se la fa scivolare addosso. Quella maggioranza di popolazione che, spesso, viene accusata di non indignarsi, ma che, in realt\u00e0, ha solo imparato l\u2019inefficacia o la funzionalit\u00e0 a termine dell\u2019indignazione. <strong>Sisto<\/strong>, protagonista del libro di <strong>Crupi<\/strong>, fa una scelta che non \u00e8 radicale, come ci si aspetta sempre in un racconto che il mondo ci chiede sia morale; <strong>Sisto<\/strong> si allontana da un mondo criminale, ma non per abbracciare la legalit\u00e0 cieca. Per restare in quel limbo tutto partenopeo che \u00e8 fatto di microinfrazioni di sopravvivenza: correre col motorino senza curarsi dei segnali stradali, acquistare dagli ambulanti senza che rilascino scontrino, accettare di pagare il parcheggiatore abusivo. Non si tratta di un\u2019assoluzione, uno scrittore non \u00e8 un giudice, ma semplicemente, tanto pi\u00f9 se nasce cronista, un osservatore. Un osservatore che riporta. E <strong>Crupi<\/strong> riporta un mondo poco raccontato. Con <strong>Stefano Crupi<\/strong>, allora, abbiamo avviato una chiacchierata sulla rappresentazione di <strong>Napoli<\/strong>. Ve la proponiamo, certi che vi interesser\u00e0 e vi coinvolger\u00e0 nel dibattito.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_1409\" aria-describedby=\"caption-attachment-1409\" style=\"width: 191px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Cazzimma-Stefano-Crupi\/dp\/8804634642\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1409\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cazzimmacover.jpg?resize=201%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"Cazzimma, di Stefano Crupi\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cazzimmacover.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cazzimmacover.jpg?resize=300%2C447&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cazzimmacover.jpg?w=354&amp;ssl=1 354w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1409\" class=\"wp-caption-text\">Clicca sull&#8217;immagine per acquistare il libro su Amazon<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Rosario Gallone<\/strong>: G<em>razie di aver accettato di essere coinvolto in questa discussione. A <\/em><strong>Pigrecoemme<\/strong><em> ci occupiamo di cinema e comunicazione audiovisiva e, di recente, pi\u00f9 di una volta, ci siamo ritrovati a discutere della rappresentazione di <\/em><strong>Napoli<\/strong><em> nel linguaggio audiovisivo. La prima osservazione che giro \u00e8 la seguente. <\/em><strong>Napoli<\/strong><em> \u00e8 comunque e sempre rappresentazione, sia quando si rappresenta la camorra sia quando si reagisce al racconto della camorra. Ricordo, tanto per fare un esempio, in occasione dell\u2019assassinio di <\/em><strong>Davide Bifolco<\/strong><em> al <\/em><strong>Rione Traiano<\/strong><em> (assassinio del tutto immotivato, motorino rubato o meno), un\u2019intervista ai genitori andata in onda durante <\/em><strong>Servizio Pubblico<\/strong><em>. Ecco l\u00ec il padre diceva di aver rubato in qualche occasione, ma per mangiare, mentre alle spalle aveva uno di quei frigoriferi da \u20ac 1500 che la maggior parte di noi si sogna. Anche in quel caso, e parliamo di servizio giornalistico, non di fiction, mi sembr\u00f2 che noi stessi sappiamo come gli \u201caltri\u201d amano vederci e ci adeguiamo. Il padre di Davide, insomma, non restituiva la sua vera immagine, ma quella che sapeva che gli spettatori avrebbero gradito trovarsi di fronte. Non \u201cera\u201d, per farla breve, ma si rappresentava.\u00a0<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1406\" aria-describedby=\"caption-attachment-1406\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/U3OFN-SwcLYqbtXi_446x251.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1406 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/U3OFN-SwcLYqbtXi_446x251.jpg?resize=300%2C169&#038;ssl=1\" alt=\"U3OFN-SwcLYqbtXi_446x251\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/U3OFN-SwcLYqbtXi_446x251.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/U3OFN-SwcLYqbtXi_446x251.jpg?resize=500%2C282&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/U3OFN-SwcLYqbtXi_446x251.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1406\" class=\"wp-caption-text\">Stefano Crupi<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Stefano Crupi:\u00a0<\/strong><em>Quei napoletani che criticano fortemente gli scrittori rei di raccontare solo una certa <\/em><strong>Napoli<\/strong><em> sono gli stessi che si crogiolano spesso dietro a una rappresentazione folcloristica, macchiettistica se vogliamo, della citt\u00e0, esaltandone tratti caratteristici e positivi che per\u00f2, non me ne vogliano, io ho sempre trovato stucchevoli oltre che irrealistici e anche un po\u2019 ipocriti. Ogni rappresentazione della citt\u00e0 sconta il prezzo della sua limitatezza, credo che questo sia inevitabile, ma ci\u00f2 non deve essere considerata un\u2019esclusione quanto piuttosto una messa a fuoco. Gli scrittori, gli artisti in generale, si concentrano sull\u2019aspetto che ritengono pi\u00f9 interessante per ragioni spesso a loro oscure e da quell\u2019aspetto ne sono ossessionati, per questo lo studiano, lo sviscerano, per mostrarlo, alla fine, attraverso la particolarit\u00e0 del loro sguardo. Anche per me \u00e8 avvenuta la stessa cosa. C\u2019era una certa giovent\u00f9 napoletana con cui ero entrato in contatto e della quale mi aveva colpito la mentalit\u00e0 tanto diversa dalla mia. Una volta individuato ci\u00f2 di cui volevo parlare mi serviva trovare il modo giusto per farlo, lo stile pi\u00f9 efficace perch\u00e9 il racconto fosse coinvolgente e sconvolgente. A suggerirmelo fu proprio un ragionamento sulla rappresentazione: volevo scrollarmi di dosso ogni retorica, ne ero stanco, saturo. Avrei narrato i fatti nudi e crudi lasciando ai lettori la libert\u00e0 di assumere una loro personale posizione morale.<\/em><\/p>\n<p><strong>R.G.:\u00a0<\/strong><em>Boicottare le riprese di una fiction, Gomorra, ma essere lieti di L&#8217;oro di Scampia, girato da <\/em><strong>Marco Pontecorvo<\/strong><em> e che ricostruisce la storia di <\/em><strong>Maddaloni<\/strong><em> (padre dell&#8217;olimpionico <\/em><strong>Pino<\/strong><em>), secondo me dimostra tutta l&#8217;incapacit\u00e0, anche da parte di chi dovrebbe educare alla visione, di leggere un testo, in questo caso audiovisivo. Ogni narrazione abbisogna di un punto di vista e se scelgo di raccontare un territorio da un punto di vista socialmente negativo scelgo quello dei <\/em><strong>Savastano<\/strong><em>, mentre se voglio un punto di vista positivo scelgo quello di <\/em><strong>Maddaloni<\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1407\" aria-describedby=\"caption-attachment-1407\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pietro-Savastano-e-Imma-Savastano-Fortunato-Cerlino-e-Maria-Pia-Calzone.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1407\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pietro-Savastano-e-Imma-Savastano-Fortunato-Cerlino-e-Maria-Pia-Calzone.jpg?resize=300%2C190&#038;ssl=1\" alt=\"Gomorra - La serie Tv\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pietro-Savastano-e-Imma-Savastano-Fortunato-Cerlino-e-Maria-Pia-Calzone.jpg?resize=300%2C190&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pietro-Savastano-e-Imma-Savastano-Fortunato-Cerlino-e-Maria-Pia-Calzone.jpg?resize=1024%2C648&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pietro-Savastano-e-Imma-Savastano-Fortunato-Cerlino-e-Maria-Pia-Calzone.jpg?resize=474%2C300&amp;ssl=1 474w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pietro-Savastano-e-Imma-Savastano-Fortunato-Cerlino-e-Maria-Pia-Calzone.jpg?w=1237&amp;ssl=1 1237w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1407\" class=\"wp-caption-text\">Gomorra &#8211; La serie Tv<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Ci\u00f2 che non si vede \u00e8 che queste due narrazioni raccontano lo stesso territorio e non territori diversi. Perch\u00e9 un territorio che elegge ad eroe un semplice istruttore di judo che apre una palestra, \u00e8 un territorio problematico, lo stesso raccontato in Gomorra, ma dal punto di vista di un camorrista. Quanto poi al raccontare fatti di sangue, beh sono quelli che da sempre esercitano l&#8217;attrattiva maggiore. Una fiction sulla mia quotidianit\u00e0? Pur essendo il sogno di <\/em><strong>Zavattini<\/strong><em>, probabilmente sarei il primo a non vederla.<\/em><\/p>\n<p><strong>S.C.:\u00a0<\/strong><em>Conferma che sia un territorio problematico, anche il fatto che molti desiderino nascondere sotto il tappeto questa sua problematicit\u00e0. Ma in realt\u00e0 il problema \u00e8 un altro e parte da un assunto completamente fuorviante: si chiede all\u2019arte di essere edificante, pedagogica, e all\u2019artista di fare da pubblicitario e propagandista, cosa che come hai detto tu suona davvero anacronistica (oltrech\u00e9 antiestetica). L\u2019arte per me porta sempre con s\u00e9 qualcosa di disturbante, che lascia un segno, perch\u00e9 ci trascina laddove la nostra realt\u00e0, la nostra quotidianit\u00e0 mai potr\u00e0 portarci. Ci affascina la violenza, ci affascinano i personaggi violenti perch\u00e9 attraverso di loro diamo sfogo, per le poche ore della lettura o della visione cinematografica, alla nostra immaginazione, diamo voce ai nostri istinti pi\u00f9 bassi. Ci mettiamo nei loro panni ben sapendo che nella realt\u00e0 mai li indosseremo. Il lato oscuro insomma, verso il quale torniamo sempre con lo sguardo dopo averlo distolto solo per un attimo disgustati.<\/em><\/p>\n<p><strong>R.G.:\u00a0<\/strong><em>E torniamo alla centralit\u00e0 della rappresentazione. Ovvero il problema esiste solo se rappresentato. Se non lo si rappresenta, puff&#8230; sparisce.<\/em><\/p>\n<p><strong>S.C.:\u00a0<\/strong><em>Nella nostra societ\u00e0 la percezione \u00e8 quella. Non a caso ogni fatto di cronaca sembra attirarne decine di altri molto simili: un uomo fa uccidere la moglie da un sicario e i telegiornali si popolano di uxoricidi. \u00c8 il modo televisivo di rappresentare la realt\u00e0 che ci \u00e8 entrato nel dna, modificando anche la nostra memoria, ossia la nostra capacit\u00e0 di trattenere queste notizie. Tutto scorre rapido e non lascia il segno, perch\u00e9 siamo sempre pi\u00f9 anestetizzati, indifferenti. La letteratura invece parla un altro linguaggio, \u00e8 capace di entrarci sottopelle pi\u00f9 lentamente. Inoltre a mio avviso non deve giudicare, non deve porsi presuntuosamente su un piedistallo (come alcuni scrittori ahim\u00e8 invece fanno abitualmente) per indicare la via da seguire. Come scrittore non mi sento all\u2019altezza di questo compito, per questo a chi me lo chiede rispondo di essere un semplice narratore, uno che racconta storie, senza la presunzione di essere n\u00e9 una guida n\u00e9 uno con le soluzioni in tasca.<\/em><\/p>\n<p><strong>R.G.:\u00a0<\/strong><em>Eppure sembrava ci fossimo arrivati. Ed all&#8217;improvviso siamo tornati indietro. Mi spiego. <\/em><strong>Pino Daniele<\/strong><em> diceva &#8220;e nui tirammo annanz che rulore \u00e8 panze<br \/>\ne invece e c&#8217;aiut\u00e0 c&#8217;abboffano \u00e8 caf\u00e8&#8221;, mentre <\/em><strong>Troisi<\/strong><em> non solo rivendicava la possibilit\u00e0 per un napoletano di andare lontano dalla propria citt\u00e0 senza dover essere per forza emigrante, ma in un film, forse sottovalutato, come\u00a0<\/em><em>No grazie, il caff\u00e8 mi rende nervoso (che gi\u00e0 nel titolo contiene una dichiarazione di sfida all&#8217;antropoleografia partenopea e, non per caso, era sceneggiato da <\/em><strong>Massimo Troisi<\/strong><em> ), il killer <\/em><strong>Funicul\u00ec Funicul\u00e0<\/strong><em> era ossessionato patologicamente dall&#8217;immagine classica di Napoli ed uccideva i portatori di rinnovamento, tra cui lo stesso <\/em><strong>Troisi<\/strong><em>.\u00a0<\/em><em>Alla fine, pare quasi che Funicul\u00ec Funicul\u00e0 abbia avuto la meglio, se da <\/em><strong>Pino Daniele<\/strong><em> siamo passati a <\/em><strong>Rocco Hunt<\/strong><em> e da <\/em><strong>Troisi<\/strong><em> a <\/em><strong>Siani<\/strong><em> (la responsabilit\u00e0 sui nomi di un certo decadimento della rinascita napoletana me la prendo io).<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1408\" aria-describedby=\"caption-attachment-1408\" style=\"width: 402px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/mqdefault.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1408\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/mqdefault.jpg?resize=412%2C232&#038;ssl=1\" alt=\"No grazie, il caff\u00e8 mi rende nervoso\" width=\"412\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/mqdefault.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/mqdefault.jpg?w=320&amp;ssl=1 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1408\" class=\"wp-caption-text\">No grazie, il caff\u00e8 mi rende nervoso<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>S.C.:<\/strong>\u00a0<em>Sinceramente a volte non capisco lo sforzo di trovare un\u2019immagine che corrisponda alla \u201cvera Napoli\u201d. Per\u00f2 l\u2019osservazione del killer <\/em><strong>Funicul\u00ec Funicul\u00e0<\/strong><em> \u00e8 vera a met\u00e0: l\u2019immagine folcloristica \u00e0ncora al passato ma non uccide il rinnovamento, d\u00e0 al rinnovamento un colore, una ricchezza, che per\u00f2, se usata male, pu\u00f2 diventare anche una schiavit\u00f9. Pino Daniele l&#8217;ha usata nel modo pi\u00f9 giusto e geniale, e cio\u00e8 con la contaminazione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Crupi \u00e8 di Caserta, \u00e8 giornalista, ma soprattutto \u00e8 autore di Cazzimma, suo romanzo di esordio, edito da Mondadori. Chi non l\u2019ha letto, lo ricorder\u00e0 per il titolo e per l\u2019evocativa immagine di copertina: un ragazzo che pare emergere da uno specchio d\u2019acqua con una sigaretta in bocca. La cazzimma \u00e8 quella che, in &#8230; <a title=\"Napoli tra rappresentazione e autorappresentazione\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/napoli-tra-rappresentazione-e-autorappresentazione\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Napoli tra rappresentazione e autorappresentazione\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[950],"tags":[1183,67,1187,312,1189,1185,77,1188,1184,1186],"class_list":["post-1404","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","tag-cazzimma","tag-cinema","tag-daniele","tag-gomorra","tag-libri","tag-mondadori","tag-napoli","tag-no-grazie-il-caffe-mi-rende-nervoso","tag-stefano-crupi","tag-trosi"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1404","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1404"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1404\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}