{"id":1387,"date":"2015-06-11T17:32:53","date_gmt":"2015-06-11T15:32:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1387"},"modified":"2021-01-13T12:55:15","modified_gmt":"2021-01-13T11:55:15","slug":"scripta-manent","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/scripta-manent\/","title":{"rendered":"Script(a) manent. 10 film fondamentali sul mondo della sceneggiatura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/sceneggiatura-film.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2986 size-large\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/sceneggiatura-film.jpg?resize=1024%2C555&#038;ssl=1\" alt=\"sceneggiatura film\" width=\"1024\" height=\"555\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/sceneggiatura-film.jpg?resize=1024%2C555&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/sceneggiatura-film.jpg?resize=300%2C163&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/sceneggiatura-film.jpg?resize=768%2C416&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/sceneggiatura-film.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a>In occasione del ritorno del <a href=\"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/corsi\/corso-sceneggiatura.htm\">corso di sceneggiatura<\/a> della <strong>Pigrecoemme<\/strong>,\u00a0eccovi una lista di certo opinabile, ma di qualche chiara suggestione, sui rapporti che la settima arte, in modo diretto o metaforico, ha intrattenuto con il racconto di chi il cinema lo racconta, ossia degli sceneggiatori.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Viale del tramonto <\/strong><em>(regia: Billy Wilder, sceneggiatura: Billy Wilder, Charles Brackett, USA 1950)<\/em><br \/>La sceneggiatura come via di fuga, emancipazione e costruzione del desiderio. Ma, soprattutto, come dispositivo esiziale, per il quale \u00e0 la Bazin non si pu\u00f2 far altro che \u201cmorire ogni pomeriggio\u201d. Ma qui si scrive di notte, perch\u00e9 la scrittura \u00e8 una seduta spiritica con i propri morti, che richiede l\u2019incertezza dell\u2019oscurit\u00e0 e il disegno sfumato delle ombre. Film fondante, che colloca il <em>voice over<\/em> nell\u2019altrove estremo dell\u2019aldil\u00e0 e congiunge il fantasma della scrittura per il cinema all\u2019alea erotica dell\u2019ectoplasma.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"GLORIA SWANSON - Viale del tramonto - Trailer  (1950)\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fggQnfY9eQQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>8\u00bd<\/strong><em> (regia: Federico Fellini, soggetto: Federico Fellini, Ennio Flaiano, sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi, Italia &#8211; Francia 1963)<\/em><br \/>Progettare un film \u00e8, parafrasando Freud, il \u201clavoro impossibile\u201d. Le trame sono i filamenti cangianti del fingimento del ricordo, i personaggi spiriti incerti tra la rimembranza e l\u2019alienazione. Le parole ci tengono con un piede attaccato alla terra e l\u2019angoscia vortica come un girotondo ottuso intorno alle nostre speranze. E, nella danza fanciulla che crediamo vitale, ecco il corpo indimenticabile di noi stessi bambini, ma \u00e8 gi\u00e0 solo un riflesso\u2026 Il cinema come metafora di tutto quello che si \u00e8 perduto. Pi\u00f9 di ogni Rosebud in soffitta, mai prima di allora cos\u00ec profondo, mai pi\u00f9 dopo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"8\u00bd - The First Three Minutes\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6TsElhgMeXE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Trans-Europ-Express<\/strong><em> (regia, soggetto e sceneggiatura: Alain Robbe-Grillet, Francia &#8211; Belgio 1966)<br \/><\/em>Diretti ad Anversa, tre autori cinematografici prendono il Trans Europ Express. Il gruppo, prima e meglio dell\u2019agente Cooper, registra su magnetofono ogni cosa gli sembri utile per sgrovigliare la matassa della trama del film che stanno scrivendo, quando accanto a loro sul treno siede un uomo, che i tre decidono immediatamente di inglobare nel plot, facendone il protagonista, Elias.\u00a0Ma qualcosa, pirandellianamente, sfugge agli autori e il finale rivela in che modo ogni treno, cos\u00ec come ogni trama, non pu\u00f2 che scoprire come ultima stazione la morte.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Trans-Europ-Express (1966)\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/d5MqVU3dSpg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Gli ultimi fuochi <\/strong><em>(regia: Elia Kazan, soggetto: Francis Scott Fitzgerald, sceneggiatura: Harold Pinter. USA 1976)<br \/><\/em>Ok, \u00e8 la storia di un tycoon e non di uno sceneggiatore, ma, sulla pi\u00f9 hitchcockiana delle ipotesi (rivivere un amore fallito attraverso un suo simulacro), il film ci racconta soprattutto come la passione sia sempre il vero terremoto che sconvolge ogni progetto di storia. E poi, la scena del nichelino dovrebbe essere obbligatoria in qualsiasi corso di sceneggiatura, perch\u00e9, l\u00ec dentro, c\u2019\u00e8 tutto quello che bisognerebbe conoscere di questo mestiere. Capolavoro.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gli Ultimi Fuochi - scena del nichelino\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/v8F0PCasMhI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Barton Fink &#8211; \u00c8 successo a Hollywood<\/strong> <em>(regia: Joel Coen, soggetto e sceneggiatura: Joel\u00a0 Coen, Ethan Coen, USA 1991)<\/em><br \/>Prendendo le mosse da alcune circostanze della vita di William Faulkner, il film, attraverso la storia di un giovane commediografo alle prese con una sceneggiatura sul mondo del wrestling, ci ricorda che la vita \u00e8 una spettacolare lotta seconda solo dall\u2019inestricabile groviglio rappresentato dalle storie da raccontare e che, alla fine, qualsiasi storia ci immaginiamo mai di narrare, sulla sua strada non lascer\u00e0, come quell\u2019altra lotta spietata che \u00e8 l\u2019amore, che cadaveri da occultare.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La vita della mente\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/eLt330H8UGQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Caro diario<\/strong> <em>(regia, soggetto e sceneggiatura: Nanni Moretti, Italia &#8211; Francia 1993)<br \/><\/em>Scrivere \u00e8 un mare invincibile e uno scrittore \u00e8 un eroico Odisseo, che muove contro i marosi delle fabulae. Pi\u00f9 ispirato ai <em>Poemi conviviali<\/em> di Pascoli (ma qui le onde non sorridono) che a Omero, l\u2019episodio nelle Eolie ci presenta un Moretti perso tra le acque profonde delle isole sicule e, ancor pi\u00f9, tra le secche di una noia mortale e di un\u2019ancor pi\u00f9 pestilenziale (e felliniana) mancanza d\u2019ispirazione. E l\u2019autore, alla ricerca di una narrazione, metatestualmente erra con una cornucopia di appunti, stralci, ipotesi, sintesi perfetta del viatico che ogni sceneggiatore dovrebbe portare seco. Per ritrovare l\u2019ispirazione, la casa, l\u2019amore.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&quot;Caro Diario&quot; - Nanni Moretti verso Lipari\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ucqABYvmz1Q?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen title=\"\"Caro Diario\" - Nanni Moretti verso Lipari\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Pulp Fiction<\/strong> <em>(regia: Quentin Tarantino, soggetto e sceneggiatura: Quentin Tarantino, Roger Avary, USA 1994)<\/em><br \/>Mister Wolf \u00e8 uno che risolve i problemi e, a un certo punto, sembra addirittura un efficiente <em>script doctor<\/em> che, per correggere una <em>fiction<\/em> che sta sfuggendo dalle mani del narratore, come un personaggio in cerca d\u2019autore, va,\u00a0nella diegesi, proprio dall\u2019autore! Mister Wolf bussa cos\u00ec alla porta proprio di\u2026 Quentin Tarantino.\u00a0E solo allora la trama si sistema.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Mr. Wolf: risolvo problemi.\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YyTXiDDwEeE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>I soliti sospetti<\/strong> <em>(regia: Bryan Singer, soggetto e sceneggiatura: Christopher McQuarrie, USA 1995)<\/em><br \/>Qual \u00e8 la distinzione tra realt\u00e0 e menzogna? Tra testimonianza e invenzione? E, in generale, tra vero e falso? E come funziona la costruzione di una storia? A quali istanze risponde? <em>F come falso<\/em> di Orson Welles resta un modello inimitabile (ma, lo so, parlando di falsi \u00e8 un paradosso), e anche qui l\u2019aggancio \u00e8 metaforico, ma trovare un thriller che metta in scena in maniera cos\u00ec suggestiva e cosciente la presenza metatestuale di un creatore (Roger \u201cVerbal\u201d Kint), che nasconde dietro di s\u00e9 la potenza demiurgica del verbo (Keyser S\u00f6ze), \u00e8 cosa che di per s\u00e9 ascrive il film al mito. McQuarrie ha letto Borges, Singer un po\u2019 meno, ma Keyser S\u00f6ze resta l\u2019unica divinit\u00e0 che gli aspiranti sceneggiatori dovrebbero veramente venerare (ok, ci sarebbe\u00a0anche, via Truffaut, Honor\u00e9 de Balzac, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia).<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Rr55K_OFLGM<\/p>\n<p><strong>\u00c0 l\u2019attaque!<\/strong> <em>(regia: Robert Gu\u00e9diguian, soggetto e sceneggiatura: Robert Gu\u00e9diguian, Jean-Louis Milesi, Francia 2000)<br \/><\/em>Un classico meccanismo da film nel film, <em>\u00c0 l\u2019attaque!<\/em> \u00a0mette in scena due sceneggiatori alle prese con uno script per un film politico che tocchi i grandi temi e le enormi contraddizioni della nostra contemporaneit\u00e0, tra cui le ferite inferte ai piccoli tessuti economici dalla leviatanica globalizzazione. Detta cos\u00ec, parrebbe roba da cui tenersi inderogabilmente alla larga, ma il film trova, come non \u00e8 riuscito a fare il fallimentare <em>Holy Motors<\/em> di Leos Carax, una sua divertita, e metatestualmente convincente, comparazione tra il mondo del cinema e quello dei motori e, pur parlando di disoccupazione e di altre cose che l\u2019ottimismo renziano rimuoverebbe con scaltrezza, si chiude anche con la leggerezza insospettabile del lieto fine.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"A l&#039;attaque ! De Robert Gu\u00e9diguian\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/TAy0qbYEmM4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Il ladro di orchidee<\/strong> <em>(regia: Spike Jonze, soggetto: Susan Orlean, sceneggiatura: Charlie Kaufman, USA 2002)<\/em><br \/><em>Adaptation<\/em>, nel titolo originale, \u00e8 semplicemente il film definitivo sul mondo della sceneggiatura, dove la dicotomia tra genio creativo e talento commerciale trova, attraverso l\u2019antico prototipo dei Menaecmi, una sua struggente ridefinizione. E poi, qui \u2013 impossibile deus ex machina \u2013 \u00e8 giusto il coccodrillo <em>inimmaginato<\/em> da Robert McKee (il pi\u00f9 importante guru della sceneggiatura al mondo) a risolvere la storia. Il senso della vita, il senso della morte, il senso dell&#8217;amore in un unico film. Perfetto e fondamentale.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Ladro Di Orchidee rispostaccia McKee -- non succede niente nel mondo --.avi\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lPNew9qoU1U?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione del ritorno del corso di sceneggiatura della Pigrecoemme,\u00a0eccovi una lista di certo opinabile, ma di qualche chiara suggestione, sui rapporti che la settima arte, in modo diretto o metaforico, ha intrattenuto con il racconto di chi il cinema lo racconta, ossia degli sceneggiatori.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11,1,3],"tags":[320,58,7,1280],"class_list":["post-1387","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-generale","category-scuola-di-cinema","tag-corso-di-sceneggiatura","tag-pigrecoemme","tag-sceneggiatura","tag-scuola-di-cinema"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1387"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1387\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1387"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1387"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}