{"id":1285,"date":"2015-03-25T18:01:36","date_gmt":"2015-03-25T17:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1285"},"modified":"2015-03-25T18:03:20","modified_gmt":"2015-03-25T17:03:20","slug":"10-neopolar-da-vedere-prima-di-french-connection","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-neopolar-da-vedere-prima-di-french-connection\/","title":{"rendered":"10 Neopolar da vedere prima di French Connection"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/frenchconnection1.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1292\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/frenchconnection1.jpg?resize=484%2C252&#038;ssl=1\" alt=\"frenchconnection\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/frenchconnection1.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/frenchconnection1.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;<em>Sbirri, gangster, teppisti, femme fatale, banditi, innocenti, colpevoli, scrittori, registi, attori, attrici. Facce, ancora una volta. Quelle del cinema poliziesco francese, il polar, cos\u00ec unico, inimitabile, inossidabile. In questo dossier si parla quasi esclusivamente di film usciti nelle sale negli ultimi 48 mesi, e quasi tutti inediti in Italia. Qualcosa vorr\u00e0 dire. Cosa?<\/em>&#8220;. Era il gennaio del 2010 e la rivista\u00a0<strong>Nocturno<\/strong> pubblicava un dossier dal titolo\u00a0<em>Le cercle noir &#8211; Guida al Neopolar francese<\/em>, curato da\u00a0<strong>Mauro Gervasini<\/strong>, probabilmente, oggi, il massimo esperto del genere. A parte\u00a0<strong>Olivier Marchal<\/strong>,\u00a0<strong>Jacques Audiard\u00a0<\/strong>e il <em>biopic<\/em> in due parti su\u00a0<strong>Jacques Mesrine<\/strong>, interpretato dalla star\u00a0<strong>Vincent Cassel<\/strong>, il neopolar non trovava strada distributiva. Dopo cosa \u00e8 successo? Che\u00a0<strong>Rai 4<\/strong>, grazie alla lungimiranza di\u00a0<strong>Carlo Freccero<\/strong>, ha programmato molte delle pellicole comprese in quel dossier (il bellissimo\u00a0<em>Ne le dit \u00e0 personne<\/em> di\u00a0<strong>Guillaume Canet<\/strong>, <em>Secret D\u00e9fense<\/em>,\u00a0<em>Le\u00a0Dernier Gang<\/em>,\u00a0<em>Cette femme-l\u00e0<\/em>) oltre alla serie tv <em>Braquo<\/em>, ma la distribuzione cinematografica ha continuato ad ignorare il poliziesco francese, come se il pubblico si aspettasse\u00a0dai cugini d&#8217;Oltralpe solo commedie da remakare e cinema d&#8217;autore. Ed \u00e8 quello che intendiamo dimostrare con questa playlist con la quale proviamo a porci in continuit\u00e0 al dossier nocturniano, esaminando le pi\u00f9 significative produzioni dal 2010 in poi, quasi sempre rimaste inedite.\u00a0<em>French Connection\u00a0<\/em>(titolo fuorviante rispetto all&#8217;originale\u00a0<em>La French<\/em> perch\u00e9\u00a0<em>The French Connection<\/em> \u00e8 il titolo americano di\u00a0<em>Il braccio violento della legge<\/em>), lanciato in pompa magna da\u00a0<strong>Medusa<\/strong>, rappresenta, da questo punto di vista, la proverbiale\u00a0eccezione alla regola.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>Les Lyonnais<\/strong>\u00a0<em>di Olivier Marchal<\/em><\/p>\n<p>Cominciamo dal caso pi\u00f9 eclatante ovvero quell&#8217;<strong>Olivier Marchal<\/strong> che sembra personaggio di altri tempi (debutta come attore, ma dopo aver prestato servizio nella <strong>Brigade\u00a0Criminelle <\/strong>di <strong>Versailles<\/strong> nel 1980 e poi nella sezione antiterrorismo, ragion per cui\u00a0conosce bene l&#8217;argomento di cui scrive) e che comunque, nel decennio precedente, ha goduto in Italia di un certo seguito, nonch\u00e9 di favore critico (<em>3<\/em><em>6 Quai Des Orf\u00e8vres\u00a0<\/em>e\u00a0<em>L&#8217;ultima missione<\/em> sono due solidissimi polar). La sua quarta\u00a0prova dietro la m.d.p. viene del tutto ignorata. A onor del vero, non si tratta della sua regia pi\u00f9 convincente, in quanto pare adagiarsi s\u00ec nella convenzione del genere, ma come rivisitata da altre cinematografie (ci sono echi di\u00a0<em>Carlito&#8217;s Way<\/em>, ma anche di\u00a0<em>Romanzo criminale<\/em> di\u00a0<strong>Michele Placido<\/strong>), sebbene l&#8217;ispirazione, come spesso accade, sia la cronaca (la sceneggiatura \u00e8 adattata dal libro di <strong>Edmond Vidal<\/strong>, membro della\u00a0<em>gang des Lyonnai<\/em>s che impervers\u00f2 dal 1967 al 1977 nella regione omonima).\u00a0Resta un racconto\u00a0godibilissimo di amicizia virile e di codice d&#8217;onore, sia pur criminale, e andrebbe visto anche solo per ristabilire le coordinate geografiche di una certa tipologia di narrazione.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gang Story (Les Lyonnais) Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OqUzVJnNw70?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Blood Ties<\/strong>\u00a0<em>di Guillaume Canet<\/em><\/p>\n<p>Altro caso emblematico e stavolta non si tratta neanche di un film francese. Spieghiamo:\u00a0<strong>Blood Ties<\/strong> \u00e8 il remake americano di <em>Les Liens du sang<\/em>, polar\u00a0del 2008 diretto da\u00a0<strong>Jacques Maillot<\/strong>. Questa storia di due fratelli, uno poliziotto e l&#8217;altro criminale, trova, negli\u00a0<strong>USA<\/strong>, l&#8217;interesse\u00a0di\u00a0<strong>James Gray\u00a0<\/strong>(e di chi altri?)\u00a0che ne scrive il remake insieme con uno dei due attori protagonisti dell&#8217;originale ovvero\u00a0<strong>Guillaume Canet<\/strong> che lo dirige anche. Echi scorsesiani (il cruento agguato di\u00a0<strong>Chris<\/strong> nel bar con in sottofondo\u00a0<em>In ginocchio da te<\/em> di\u00a0<strong>Gianni Morandi<\/strong>),\u00a0<strong>Clive Owen<\/strong>,\u00a0<strong>Billy Cudrup<\/strong> e l&#8217;Oscar\u00a0<strong>Marion Cotillard<\/strong> (che si prodiga nel ruolo di una prostituta di origine italiana, recitando anche, in alcune scene, nella nostra lingua)\u00a0non bastano a convincere un distributore italiano a dare una chance al film, che resta tuttora inedito sia in sala che in home video.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"BLOOD TIES Trailer (Clive Owen, Marion Cotillard, Mila Kunis...)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ONz6R4LF5nY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>\u00c0 bout portant\u00a0<\/strong><em>di\u00a0Fred Cavay\u00e9<\/em><\/p>\n<p>Secondo film di\u00a0<strong>Cavay\u00e9<\/strong>, dopo quel\u00a0<em>Pour Elle<\/em> (rifatto da <strong>Paul Haggis<\/strong>, con\u00a0<strong>Russell Crowe<\/strong> e\u00a0col titolo di\u00a0<em>The Next Three Days)<\/em>\u00a0che ha goduto anche di\u00a0una limitata distribuzione in home video, \u00e8 un concitatissimo thriller, di durata essenziale, che sfrutta il clich\u00e9 dell&#8217;uomo ordinario in una situazione straordinaria (col corollario di <em>flic<\/em> corrotti, ingrediente tipico del polar). Si tratta di un intreccio che sconta fisiologicamente alcuni passaggi decisamente improbabili, ma la tenuta spettacolare fa s\u00ec che ci si passi sopra.<br \/>\nIl titolo internazionale,\u00a0<em>Point Blank<\/em>, \u00e8 lo stesso del celebre film di\u00a0<strong>John Boorman<\/strong>, noto in\u00a0<strong>Italia<\/strong> come\u00a0<em>Senza un attimo di tregua<\/em>. Ha goduto di passaggi televisivi su\u00a0<strong>Rai 4<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Point Blank Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Ha2O-LdNoqE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Il cecchino\u00a0<\/strong><em>di Michele Placido<\/em><\/p>\n<p>Grazie a\u00a0<em>Romanzo criminale<\/em> e a\u00a0<em>Vallanzasca, gli angeli del male<\/em>, il nostro\u00a0<strong>Michele Placido<\/strong> viene reclutato in\u00a0<strong>Francia<\/strong> per un\u00a0polar, genere di cui i Francesi sono molto gelosi.\u00a0<strong>Placido<\/strong> mostra di saper girare anche in un contesto diverso da quello nostrano, di avere una mano buona per l&#8217;azione (l&#8217;incipit \u00e8 davvero efficace),\u00a0ma quel che c&#8217;\u00e8 di buono, in\u00a0regia, si perde a causa di\u00a0una sceneggiatura che mette tanta, troppa carne al fuoco s\u00ec da perdere di vista la giusta cottura. Nonostante regista e cast in parte italiano (<strong>Violante Placido<\/strong> e\u00a0<strong>Luca Argentero<\/strong>), il film \u00e8 stato un flop. Forse, per\u00f2, per un passaparola giustamente non lusinghiero.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"IL CECCHINO Trailer (Michele Placido, 2012)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/sCJvazhgZp0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>L&#8217;Immortel\u00a0<\/strong><em>di Richard Berry<\/em><\/p>\n<p>Il marchio\u00a0<strong>Europacorp<\/strong> di\u00a0<strong>Luc Besson<\/strong> \u00e8 spesso un marchio di infamia (si \u00e8 perso il conto delle ciofeche prodotte), per cui sarebbe del tutto logico apprestarsi alla visione di questo film pieni di pregiudizi. Che cadono, perch\u00e9 <strong>Berry<\/strong>, da attore, riesce a dirigere bene il suo cast (e\u00a0<strong>Jean Reno<\/strong> \u00e8 un gangster dolente come, forse, solo volti granitici del passato sono stati, tipo\u00a0<strong>Ventura<\/strong> o\u00a0<strong>Gabin<\/strong>, ma qui c&#8217;\u00e8 un\u00a0<strong>Venantino Venantini<\/strong> che ricordiamo volto italiano di classici polar quali\u00a0<em>C&#8217;era una volta un commissario&#8230;<\/em> e\u00a0<em>Poliziotto o canaglia<\/em>). Resta il fatto che anche questo, come altri, nonostante la distribuzione, sia stato ignorato. Curiosamente, nel film, uscito in sala nel periodo in cui la situazione dell&#8217;immondizia a\u00a0<strong>Napoli<\/strong>\u00a0era gravissima, si vede una\u00a0<strong>Marsiglia<\/strong> invasa dai rifiuti a causa di uno sciopero dei netturbini.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Trailer ufficiale del film L&#039; IMMORTALE\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/F9t6fZgYQTs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>L&#8217;assaut<\/strong>\u00a0<em>di Julien Leclercq<\/em><\/p>\n<p>Nel dicembre del 1994 (il 24 dicembre, per la precisione) quattro terroristi algerini della <strong>CIA<\/strong> sequestrarono, ad <strong>Algeri<\/strong>, un volo diretto a <strong>Parigi<\/strong>, con l\u2019intenzione, accertata successivamente dall\u2019inchiesta degli inquirenti, di farne un ordigno volante da abbattere sulla <strong>Torre Eiffel<\/strong>. L\u2019attentato fall\u00ec (e se fosse riuscito, inutile dirlo, avrebbe anticipato l\u201911 settembre 2001), in quanto, durante un atterraggio a <strong>Marsiglia<\/strong> per rifornirsi di carburante, un commando delle forze speciali francesi, la <strong>GIGN<\/strong>, fece irruzione nell\u2019aereo ed uccise i quattro terroristi. Tre passeggeri erano gi\u00e0 morti ad <strong>Algeri<\/strong>, prima del decollo.\u00a0<strong>Julien Leclerq<\/strong>, che ricordiamo regista del cyberthriller <em>Chrysalis<\/em>, sceglie questa volta (scrivendo anche la sceneggiatura insieme con <strong>Simon Mouta\u00efrou<\/strong>) una storia vera, da raccontare in maniera realistica. E quando diciamo realistica, intendiamo realistica sia dal punto di vista storiografico (l\u2019unico personaggio inventato \u00e8 quello dell\u2019impiegata ministeriale <strong>Carole Jeanton<\/strong>, in bilico tra ambizione ed incoscienza, che intuir\u00e0 comunque per prima le intenzioni degli Algerini, facendo in modo che le Alte Sfere decidano di non consentire la partenza da Marsiglia del volo) sia dal punto di vista psicologico. Insomma, una vicenda che in mano a gente come <strong>Menahem Golan<\/strong> si sarebbe trasformata in un nuovo capitolo della saga di <em>Delta Force<\/em>, diventa, nelle mani di un Francese non ossessionato dall\u2019emulazione dell\u2019action americano (come sempre pi\u00f9 spesso ci capita di vedere di recente, anche con risultati non disprezzabili), un film che poco concede all\u2019azione (se non negli ultimi tesissimi 15 minuti), attento come \u00e8 alle motivazioni ed alle emozioni di tutti (dal protagonista, <strong>Thierry<\/strong>, ovvero l\u2019antitesi di un <strong>Chuck Norris<\/strong>, alla moglie di lui, <strong>Claire<\/strong>, che sembra convivere in costante compagnia di un presagio di morte, fino ai terroristi), sebbene, quasi a mantenere le distanze per evitare patetismi <em>mel\u00f2<\/em>, la fotografia sia desaturata al massimo. Potremmo avanzare qualche riserva sullo stile adottato, fatto di macchina a mano, zoom a vista e sfocature, come se il <strong>Greengrass<\/strong> style fosse l\u2019unico utilizzabile per operazioni del genere (\u00e8 evidente che la pellicola di riferimento sia <em>United 93<\/em>), ma va riconosciuta a <strong>Leclerq<\/strong> l\u2019intelligente scelta di utilizzare le vere immagini dell\u2019assalto finale (che in <strong>Francia<\/strong> furono trasmesse in diretta e seguite da circa 21 milioni di telespettatori), facendo s\u00ec che quanto da lui girato all\u2019interno del velivolo finisca con l\u2019essere il \u201cFuori Campo della Storia\u201d, e che lo sia pi\u00f9 esplicitamente di quanto avvenga quando ad essere ricostruito \u00e8 un intero episodio di cronaca. Venti minuti finali che ricordano, per intuizione, l\u2019inquadratura di<em> Munich<\/em> di <strong>Steven Spielberg<\/strong> in cui nella finzione vediamo (sfocato e di spalle) un membro di <strong>Settembre Nero<\/strong> uscire fuori dal balcone dell\u2019Hotel dove tengono in ostaggio gli atleti, mentre la TV rimanda l\u2019immagine vera, storica, di quel momento. La pellicola ha comunque beneficiato di una programmazione su\u00a0<strong>Rai 4<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Assault \/ L&#039;Assaut (2011) - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/pXzIZZO2j1s?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>Poupoupidou<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0G\u00e9rald Hustache-Mathieu<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>\u00c8 sempre dalla fine che le cose cominciano<\/em>&#8220;<i>.\u00a0<\/i>Non \u00e8 sempre vero per i noir? Perch\u00e9 nel caso di\u00a0<em>Poupoupidou<\/em> siamo pi\u00f9 dalle parti del noir (con spruzzate polar, tranquilli!), di quello postmoderno, simpaticamente consapevole e metalinguistico (il protagonista \u00e8 lo scrittore\u00a0<strong>Rousseau<\/strong> che ha inventato un investigatore di nome\u00a0<strong>Voltaire<\/strong> e che pensa di utilizzare, per il romanzo\u00a0<em>in fieri<\/em>, l&#8217;inequivocabile, per il mercato, pseudonimo di\u00a0<strong>Magnus\u00a0H\u00f8rn<\/strong>) che riesce ad omaggiare un immaginario eterogeneo, da <strong>Billy Wilder<\/strong> al thriller scandinavo, passando\u00a0il\u00a0<strong>Fellini<\/strong> di\u00a0<em>Amarcord<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Poupoupidou-Bande Annonce VF HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ocjX8fXToYo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Nuit Blanche<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0Fr\u00e9d\u00e9ric Jardin<\/em><\/p>\n<p>Un polar da camera, un\u00a0<em>into the night crime movie<\/em>, tutto chiuso nell&#8217;unit\u00e0 di tempo di una notte, nell&#8217;unit\u00e0 di spazio di una discoteca e nell&#8217;unit\u00e0 di azione consistente, per il poliziotto protagonista, nel recuperare\u00a0il figlio rapito dalla banda di Corsi cui ha rubato la droga. Adrenalinico e tesissimo, con una scena di lotta in cucina da applausi. Passato su\u00a0<strong>Rai 4<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Bande annonce - Nuit Blanche\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Fe-B721H7pQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>Switch<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0Fr\u00e9d\u00e9ric Schoendoerffer<\/em><\/p>\n<p>Se dicessimo che\u00a0<em>Switch<\/em> figura in questa playlist per meriti artistici, mentiremmo. Si tratta del solito pasticcio di\u00a0<strong>Jean-Christophe Grang\u00e9<\/strong> (s\u00ec, quello di\u00a0<em>I fiumi di porpora<\/em>,\u00a0<em>L&#8217;eletto<\/em>,\u00a0<em>L&#8217;impero dei lupi<\/em> con un\u00a0<strong>Jean Reno<\/strong> ossigenato), autore decisamente sopravvalutato che, come \u00e8 solito fare, mescola maldestramente diversi temi (lo spunto iniziale, gi\u00e0 risibile di suo, viene superato dalle motivazioni del killer che definire improbabili \u00e8 dir poco). Nulla pu\u00f2 un regista capace come\u00a0<strong>Schoendoerffer\u00a0<\/strong>(il suo\u00a0<em>Agents secrets\u00a0<\/em>del 2004 era davvero un buon film) salvo dirigere ottime sequenze d&#8217;azione (come il lungo inseguimento che ricalca quello di\u00a0<em>Point Break<\/em> della\u00a0<strong>Bigelow<\/strong>). Eppure, nonostante (o forse proprio in ragione del) la qualit\u00e0 non eccelsa, in\u00a0<strong>Italia<\/strong> \u00e8 stato distribuito in DVD.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Switch (2011) - Movie Trailer HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/M0qwIAI_D7Q?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;\u00a0<strong>La Prochaine fois je viserai le coeur<\/strong>\u00a0<em>di\u00a0C\u00e9dric Anger<\/em><\/p>\n<p>Ultimo (strano) caso in ordine di tempo.\u00a0<em>La Prochaine fois je viserai le coeur<\/em> viene presentato all&#8217;ultimo Festival del Cinema di Roma, riscuote un certo interesse, nonostante siano tutti concordi nel ritenere che le ottime premesse dell&#8217;incipit non siano mantenute nello sviluppo successivo, ed \u00e8 ispirato ad un fatto di cronaca di quelli che piacciono all&#8217;inconscio morboso di ogni spettatore (un gendarme serial killer che indaga sui suoi stessi omicidi). Ma il film di\u00a0<strong>C\u00e9dric Anger\u00a0<\/strong>non ha ancora trovato una distribuzione.<\/p>\n<p>https:\/\/youtu.be\/Mu67Kjzsi5o<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Sbirri, gangster, teppisti, femme fatale, banditi, innocenti, colpevoli, scrittori, registi, attori, attrici. Facce, ancora una volta. Quelle del cinema poliziesco francese, il polar, cos\u00ec unico, inimitabile, inossidabile. In questo dossier si parla quasi esclusivamente di film usciti nelle sale negli ultimi 48 mesi, e quasi tutti inediti in Italia. Qualcosa vorr\u00e0 dire. Cosa?&#8220;. Era il &#8230; <a title=\"10 Neopolar da vedere prima di French Connection\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-neopolar-da-vedere-prima-di-french-connection\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su 10 Neopolar da vedere prima di French Connection\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[950,919],"tags":[67,1094,1091,1092,1095,1093,1090],"class_list":["post-1285","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-cinema","tag-dujardin","tag-francese","tag-french-connection","tag-lellouche","tag-medusa","tag-neopolar"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1285"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1285\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}