{"id":1279,"date":"2015-03-18T17:42:05","date_gmt":"2015-03-18T16:42:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1279"},"modified":"2015-03-19T18:55:09","modified_gmt":"2015-03-19T17:55:09","slug":"i-10-padri-piu-madri-di-cinema-e-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/i-10-padri-piu-madri-di-cinema-e-tv\/","title":{"rendered":"I 10 padri pi\u00f9 madri di cinema e tv"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/festa-del-papa.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1280\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/festa-del-papa.jpg?resize=484%2C252&#038;ssl=1\" alt=\"festa-del-papa\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/festa-del-papa.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/festa-del-papa.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a>Una volta le donne non potevano recitare. Quindi era normale che sul palco (di un teatro inglese del cinquecento o del teatro kabuki o di un teatro lirico) ci fossero attori maschi <em>en travesti<\/em>. C&#8217;\u00e8 anche un\u00a0 travestitismo da difesa (<strong>Katherine Hepburn<\/strong> in <em>Il diavolo \u00e8 femmina<\/em>, la coppia <strong>Curtis\/Lemmon<\/strong> in <em>A qualcuno piace caldo<\/em>, quella derivativa e meno <em>glamour<\/em> <strong>De Sica\/Banfi<\/strong> in <em>Belli freschi<\/em>), ma, siamo sinceri, il pi\u00f9 ricorrente \u00e8 quello da pochade, quello che mira a suscitare la risata di pancia. Da un po&#8217;, tuttavia, pare che cinema e tv abbiano cominciato ad interessarsi ad un altro aspetto transgender ovvero quello della genitorialit\u00e0. E, tra la notizia di un genitore napoletano che abusa del figlio e lo vende sul web ed un #boycottD&amp;G, ci \u00e8 sembrato il modo migliore per parlare di paternit\u00e0 e di genitorialit\u00e0 in (o fuori dal) &#8220;genere&#8221;, nel giorno consacrato alla sua celebrazione. Ancora una volta ci fa piacere che questa lista ospiti, in chiusura, un contributo di un&#8217;allieva del corso di Analisi e critica di Pigrecoemme:\u00a0<strong>Alba Tarabbo<\/strong>.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>Mort\/Maura<\/strong> in\u00a0<em>Transparent<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un livello metanarrativo che regge tutto il pilot. <strong>Jeffrey Tambor<\/strong> \u00e8 stato anche l&#8217;interprete di <strong>George Bluth sr.<\/strong> ovvero il padre truffatore, il cui arresto, sconvolgeva la vita della famiglia ed in particolare dei figli. Cosa che accade anche nella prima serie prodotta da <strong>Amazon<\/strong>, salvo che qui lo scompiglio matura per un&#8217;agnizione di natura sessuale. L&#8217;intelligenza del plot di <strong>Jill Solloway<\/strong> sta nel fatto che la rivelazione della natura transgender del capofamiglia non genera conflitti ridotti ad una basica dicotomia omofobo\/progressista, ma mette tutti di fronte alla necessit\u00e0 di svelarsi per quello che si \u00e8 e non per quello che si \u00e8 sembrati fino a quel momento.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&#039;Transparent&#039; Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/y-3Q2W0I2Xc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Lola<\/strong>\u00a0in\u00a0<em>Tutto su mia madre<\/em><\/p>\n<p>Tutti ricordano l&#8217;ingresso in scena di <strong>Lola<\/strong> che omaggia il <em>Fedora<\/em> di <strong>Billy Wilder<\/strong>, storia di una madre egoista che perpetua letteralmente nel corpo della figlia la propria giovinezza e bellezza. <strong>Lola<\/strong> \u00e8 il padre di <strong>Esteban<\/strong>, morto ad inizio film, e lo sar\u00e0 del figlio di <strong>Rosa<\/strong>, la suora, ma non lo ha mai fatto (il padre, o meglio il genitore) n\u00e9 lo far\u00e0. La dedica finale di\u00a0<strong>Almod\u00f2var<\/strong> recita &#8220;<em>agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri<\/em>&#8220;. In quell&#8217; &#8220;<em>a tutte le persone<\/em>&#8221; \u00e8 racchiuso tutto il senso di una genitorialit\u00e0 che va oltre il gender.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"TUTTO SU MIA MADRE (1999) Regia Pedro Almodovar - Trailer Cinematografico\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/FfZuE4P5BVk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>Daniel Hillard\/Mrs. Euphegenia Doubtfire<\/strong>\u00a0in\u00a0<em>Mrs. Doubtfire<\/em><\/p>\n<p>Siamo certi che nelle intenzioni degli sceneggiatori <strong>Leslie Dixon<\/strong> e <strong>Randi Mayem Singer <\/strong>non ci fosse altro intento che quello di creare la pi\u00f9 classica commedia degli equivoci (obiettivo pienamente raggiunto), ma consapevole o meno che sia, la vicenda di un padre che si scopre (e si fa scoprire) genitore migliore vestendo abiti femminili \u00e8 un valido spunto di discussione (oltretutto veicolato da un film di successo) sulla genitorialit\u00e0 transgender.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Mrs. Doubtfire Trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IYyNDWjIivo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Sabrina &#8220;Bree&#8221; Osbourne\/Stanley Schupak<\/strong> in\u00a0<em>Transamerica<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa di dissonante\u00a0in <em>Transamerica<\/em>, che pure \u00e8 valso un <strong>Golden Globe<\/strong> per l&#8217;interpretazione drammatica a <strong>Felicity Huffman<\/strong> e una nomination all&#8217;<strong>Oscar<\/strong>. E non parliamo della violenza del patrigno sul figlio <strong>Toby<\/strong>, facile scorciatoia narrativa per palesare, anche ai pi\u00f9 ottusi, che essere padre non dipende dall&#8217;essere maschi. Parliamo dell&#8217;epilogo che ci mostra il ragazzo diventato attore porno-gay. Non c&#8217;\u00e8 giudizio esplicito, \u00e8 vero, ma ci sembra una presa di posizione stonata rispetto ad un film tutto sommato equilibrato.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"TransAmerica\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4a7HXgYou-8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;<i> \u00a0<\/i><strong>Sophia Burset\u00a0<\/strong>in\u00a0<em>Orange is \u00a0the New Black<\/em><\/p>\n<p>Siamo abituati ad attori che recitano il ruolo di trans, travestendosi, o ad attrici che interpretano uomini che diventano donne (come nel caso di <strong>Felicity Huffman<\/strong>). <strong>Laverne Cox<\/strong>, che interpreta <strong>Sophia Burset<\/strong> nella serie creata da <strong>Jenji Kohan<\/strong>, \u00e8 la prima transessuale dichiarata ad aver vinto un <strong>Emmy<\/strong> per il ruolo di una transessuale. Nella serie, il suo personaggio pretransizione \u00e8 interpretato dal gemello <strong>M Lamar Cox<\/strong>. <strong>Laverne\/Sophia<\/strong> \u00e8, a ragione, diventata icona (oltre che attivista) del movimento LGBT statunitense, quanto e, forse, pi\u00f9 del ruolo interpretato in <em>OITNB<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Laverne Cox Reveals AMAZING Secret Behind Filming As A Man | HPL\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Elkyk9YSub0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>Francine Fishpaw\u00a0<\/strong>in\u00a0<em>Polyester<\/em><\/p>\n<p>Anche se di uomini che recitano in vesti femminili, anche di madri, se ne son visti (dal <strong>Gigi Reder<\/strong> in <em>Fracchia e la belva umana <\/em>al <strong>Guillaume Gallienne<\/strong> di <em>Tutto sua madre<\/em>), il caso di <strong>Harris Glenn Milstead <\/strong>\u00e8 diverso.\u00a0<strong>Milstead<\/strong> era gay, ma non transessuale e si travestiva solo quando recitava, diventando <strong>Divine<\/strong>. Fu amico e musa di <strong>John Waters<\/strong> per il quale ha recitato spesso nei panni di donna e madre: terribilmente disgustosa in <em>Pink Flamingos<\/em>, molesta, ma buona in <em>Hairspray<\/em> ed in questo <em>Polyester<\/em>. Che, in fondo, rappresenta la transizione dell&#8217;autore <strong>Waters<\/strong> da un cinema underground ad uno ugualmente trasgressivo, ma dalla forma pi\u00f9 borghese e quindi pi\u00f9 accettata ed accettabile.\u00a0<em>Polyester<\/em> fu distribuito in odorama: al pubblico, all&#8217;ingresso, venivano consegnate delle striscioline con sezioni da grattare ogni volta che veniva richiesto in corso di proiezione. Lo sfregamento rilasciava l&#8217;odore (cattivo: vomito, cacca&#8230;) corrispondente all&#8217;immagine proiettata.<\/p>\n<p>https:\/\/youtu.be\/fwtbY9zfOMA<\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>David\/Virginia<\/strong> in\u00a0<em>Una nuova amica<\/em><\/p>\n<p><strong>Fran\u00e7ois Ozon<\/strong> ci ha abituato a racconti cinematografici che riflettano sul rapporto tra realt\u00e0 e messinscena (<em>Swimming Pool<\/em>,\u00a0<em>Angie<\/em>,\u00a0<em>Nella casa<\/em>), ma qui questa dialettica \u00e8 meno metalinguistica ed ha pi\u00f9 a che fare con l&#8217;identit\u00e0 che ognuno di noi veicola e ha.\u00a0<strong>David<\/strong> resta vedovo e si trova a dover fare da padre e madre. E lo fa vestendone letteralmente entrambi gli abiti.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Una Nuova Amica Trailer Ufficiale Italiano (2015) - Fran\u00e7ois Ozon Movie HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZlRSvSmnbUg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Rudy Donatello<\/strong> in\u00a0<em>Any Day Now<\/em><\/p>\n<p>Quello che mette in campo\u00a0<em>Any Day Now<\/em> pare un eccesso di tematiche tanto da rischiare la bulimia da dibattito: i diritti delle coppie gay, la possibilit\u00e0\u00a0adottare bambini, la sindrome di Down. Su tutte, una: chi pu\u00f2 essere considerato genitore pi\u00f9 adatto? Chi ha partorito un figlio o chi se ne prende effettivamente cura? Quali possono essere le conseguenze sulla psiche di un figlio tra il vivere in una famiglia &#8220;tradizionale&#8221; malsana e crescere con due genitori amorevoli anche se omosessuali?\u00a0<strong>Travis Fine<\/strong> dirige bene e tiene a bada anche il rischio di sfociare in un&#8217;apoteosi del camp, tra drag queen e revival anni &#8217;70.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Any Day Now (2012) - Official Trailer [HD]\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7ghwGOuuNy0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>Mia<\/strong> in\u00a0<em>Hit &amp; Miss<\/em><\/p>\n<p>A volte viene davvero lo scoramento pensando ai nostri\u00a0<em>Don Matteo<\/em> e\u00a0<em>Carabinieri\u00a0<\/em>vari, al fatto che mentre si grida al miracolo per\u00a0<em>Una mamma imperfetta<\/em> di\u00a0<strong>Ivan Cotroneo<\/strong>, oltremanica c&#8217;\u00e8 un tale\u00a0<strong>Paul Abbot<\/strong> che pare voler usare il medium televisivo per mettere in discussione il concetto di famiglia tradizionale. E cos\u00ec, dopo\u00a0<em>Shameless<\/em>, ha sfornato questa miniserie la\u00a0cui protagonista \u00e8\u00a0<strong>Mia<\/strong>, un trans\/eunte, killer di professione, che scopre di essere padre e patrigno. Da vedere. Punto e basta.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Hit &amp; Miss - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/QpJzeGdlC0U?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;\u00a0<strong>Albin Mougeotte\/&#8217;Zaza Napoli&#8217;\u00a0<\/strong>in\u00a0<em>Il vizietto\u00a0<\/em>(contributo di\u00a0<strong>Alba Tarabbo)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dolce &amp; Gabbana<\/strong> saranno contenti di sapere che figli educati da omosessuali e\/o &#8220;transvestiti&#8221; ce ne sono sempre stati e che, nonostante questo, crescono\u00a0bene, arrivando a sposarsi pure.\u00a0L\u2019italiano <strong>Renato<\/strong>, per amore di suo figlio, mette da parte portafortuna, orgoglio e fondotinta, perch\u00e9,\u00a0in fondo, le derisioni subite e gli anni impiegati ad acquistare consapevolezza di s\u00e9 non sembrano contare molto per un padre che ama suo figlio e che per la sua felicit\u00e0 \u00e8 pronto a negare completamente se stesso. E non contano neanche per <strong>Albin<\/strong> che, nonostante geneticamente estraneo a <strong>Laurent<\/strong>, fa di tutto per vederlo felice arrivando perfino a cercare di camminare come <strong>John Wayne<\/strong>. Sebbene ambientato nella mondana <strong>Saint-Tropez<\/strong>, l\u2019anno \u00e8 pur sempre il 1978, e un gay era e rimaneva soltanto un <em>maric\u00f3n<\/em> (frocio). Per cui, tralasciando il macchiettismo di certi personaggi, quel che se ne ricava \u00e8 comunque il tema di una paternit\u00e0 (e di una maternit\u00e0) sentita ben oltre il genere e, nel caso di <strong>Albin<\/strong>, la genetica. Consapevoli che, come dice una fortunatissima commedia di <strong>Billy Wilder<\/strong>, \u201c<em>Nessuno \u00e8 perfetto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>https:\/\/youtu.be\/f1ZOrLU2IxQ<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta le donne non potevano recitare. 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