{"id":1256,"date":"2015-03-08T00:26:19","date_gmt":"2015-03-07T23:26:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1256"},"modified":"2015-03-08T01:27:45","modified_gmt":"2015-03-08T00:27:45","slug":"film-che-ci-fanno-vergognare-di-essere-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/film-che-ci-fanno-vergognare-di-essere-donne\/","title":{"rendered":"I film che ci fanno vergognare di essere donne"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/feminist-film-theory.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1260\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/feminist-film-theory.jpg?resize=484%2C252&#038;ssl=1\" alt=\"Feminist Film Theory\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/feminist-film-theory.jpg?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/feminist-film-theory.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tutto ebbe inizio dal\u00a0breve saggio <a href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/laura-mulvey-visual-pleasure.pdf\"><em>Visual Pleasures and Narrative Cinema<\/em><\/a> dell&#8217;inglese <strong>Laura Mulvey<\/strong>, pubblicato nel 1975.<br \/>\nLa\u00a0<strong>Feminist Film Theory<\/strong>, a dispetto del nome, proponeva un&#8217;analisi del linguaggio cinematografico piuttosto complessa partendo dall&#8217;assunto che lo sguardo \u00e8 maschile e l&#8217;offrirsi allo sguardo \u00e8 femminile.<br \/>\nIl cinema metterebbe in scena il voyeurismo, dove il maschile \u00e8 il soggetto ed il femminile \u00e8 l&#8217;oggetto. Il che non significa, quindi, che il cinema sia fatto solo e soprattutto da uomini, ma che, a prescindere da chi lo faccia, la dialettica scopica resta quella maschile\/femminile.<br \/>\nPartendo da questa premessa abbiamo pensato, in occasione dell&#8217;8 marzo, di stilare una lista particolare: film che incarnino, al di l\u00e0 delle intenzioni di partenza, un&#8217;ideologia piuttosto retrograda e conservatrice relativamente alla funzione del femminile nella rappresentazione (pensate a\u00a0<em>Sex &amp; the City<\/em> o a tutti quei film\u00a0<em>all women<\/em> che, sotto sotto, celebrano l&#8217;ideale di una donna che non ce la fa da sola ed ha bisogno del principe azzurro).<br \/>\nE, novit\u00e0, non l&#8217;abbiamo stilata noi. Abbiamo chiesto alle allieve del nostro corso di <a title=\"Analisi e critica\" href=\"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/corsi\/corso-critica-cinematografica.htm\">Analisi e critica<\/a>, che mai come quest&#8217;anno sono numericamente pi\u00f9 degli allievi, ed anche\u00a0ad alcune firme femminili affermate, di indicarci almeno un film che le metta in imbarazzo come donne. Ve la proponiamo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2>1 &#8211;\u00a0<em><strong>Amore mio aiutami<\/strong><\/em>\u00a0di Alberto Sordi<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">\u00c8 il film scelto da\u00a0<strong>Debora Attanasio<\/strong> (giornalista di\u00a0<strong>Marie Claire<\/strong>,\u00a0autrice del libro\u00a0<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/segretaria-Memorie-ragazza-normale-dellhard\/dp\/8820054671\" target=\"_blank\"><em>Non dite alla mamma che faccio la segretaria<\/em><\/a>,\u00a0pubblicato da\u00a0<strong>Sperling &amp; Kupfer <\/strong>e di cui potete leggere i capitoli inediti sul suo blog\u00a0<a title=\"Non dite alla mamma che ho un sito\" href=\"http:\/\/deboraattanasio.it\/\" target=\"_blank\"><em>Non dite alla mamma che ho un sito<\/em><\/a>). \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8220;<em>Credo sia responsabile del 50% della violenza sulle donne, perch\u00e9 rappresenta la donna come infedele e sciocchina, nonostante al tempo il divario fra tradimento maschile e femminile fosse ancora pi\u00f9 ampio di oggi. E, la cosa pi\u00f9 grave, Alberto Sordi diventa un eroe quando la ammazza di botte in spiaggia, legittimando il concetto <\/em>\u00abla donna non si tocca nemmeno con un fiore, a meno che&#8230;\u00bb<em>. \u00c8 un film che mi fa sentire in imbarazzo come donna&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Dillo ancora che lo ami!\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/vHBDaw3kc3I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1263\" aria-describedby=\"caption-attachment-1263\" style=\"width: 140px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gender-inequality-in-films-infographic.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1263 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gender-inequality-in-films-infographic.jpg?resize=150%2C150&#038;ssl=1\" alt=\"gender-inequality-in-films-infographic\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gender-inequality-in-films-infographic.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gender-inequality-in-films-infographic.jpg?zoom=2&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gender-inequality-in-films-infographic.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1263\" class=\"wp-caption-text\">Gender Inequality in Film &#8211; An Infographic ( tratto dal sito della New York Film Academy)<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anna Coluccino<\/strong> <strong>Guerriero\u00a0<\/strong>(prima studentessa e poi docente per la\u00a0<strong>Holden<\/strong> di Torino, giornalista per\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fanpage.it\/author\/anna-coluccino\/\" target=\"_blank\"><strong>Fanpage<\/strong><\/a>, sceneggiatrice per\u00a0<strong>Figli del Bronx<\/strong> e,\u00a0<em>last but not least<\/em>, docente, a\u00a0<strong>Pigrecoemme<\/strong>, del corso di Scrittura per la televisione; al momento lavora ad un progetto di laboratorio e di scrittura colletiva: <a title=\"Autorofficina\" href=\"http:\/\/annacoluccino.wix.com\/autorofficina\">Autorofficina<\/a>) fa una premessa:<\/p>\n<p><em>\u00abDireste mai che una come Meryl Streep possa sentirsi discriminata?<br \/>\n<\/em><em>A giudicare dal livello di esaltazione da stadio che l\u2019ha colta nell\u2019ascoltare l\u2019arringa femminista di Patricia Arquette la quale, fresca vincitrice dell&#8217;Oscar per Boyhood e proprio in occasione della consegna, con grande compostezza e passione ha affermato la necessit\u00e0 \u2013 intanto \u2013 di un\u2019equiparazione degli stipendi, e poi \u2013 che so? \u2013 \u00a0che non sarebbe male assistere a un incremento di personaggi femminili parlanti (e aggiungerei: interessanti), alla fine dell\u2019ostruzionismo sessista nei confronti di registe e sceneggiatrici (fenomeno di cui solo chi fa questo mestiere, con una vagina a corredo, pu\u00f2 conoscere la vastit\u00e0 e la perniciosit\u00e0) o veder rappresentata degnamente l\u2019anzianit\u00e0 femminile.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo, parlando di quanto alcuni film rappresentino la femminilit\u00e0 in maniera retrograda e sessista, desidero umilmente sottolineare la mia adesione allo \u201cYes. Yes. Yes!\u201d urlato da Meryl Streep, lo stesso che avrei voluto urlare quando Tina Fey ed Amy Poehler \u2013 agli scorsi Golden Globes \u2013 hanno rivendicato il diritto di affermare che uno stupratore \u00e8 una vile carogna, anche se si chiama Bill Cosby\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Anna<\/strong> ha scelto una saga:<\/p>\n<h2>2 &#8211;\u00a0<strong><em>Twilight<\/em>\u00a0<\/strong>di AA. VV. (dai libri di Stephenie Meyer)<\/h2>\n<p><em>\u00abGi\u00e0 il nome della protagonista \u00e8 un concentrato di maschilismo: <strong>Bella<\/strong> ( e certo, cos\u2019altro dovrebbe aspirare ad essere una donna?) <strong>Swan<\/strong> (Cigno, ovvero muto ed elegante uccello).<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Ma gi\u00e0 sento le prime obiezioni, di quelle che \u201cil femminismo \u00e8 la rovina delle donne\u201d (ilcaoscenescampieliberi!), la seduzione \u00e8 l\u2019arma di sopravvivenza della donna e pu\u00f2 essere utilizzata come strumento di conquista del potere. Contestazione opinabile, ma coerente e consistente. Peccato che no, <strong>Bella Swan<\/strong> non sia\u00a0<strong>Mata Hari<\/strong> n\u00e9 una femme fatale da romanzo hard-boiled, ma solo un manichino senza volont\u00e0, n\u00e9 sogni, n\u00e9 progetti, n\u00e9 desideri se non quello di metter su famiglia. Il ruolo \u00e8 stato scritto da una donna e \u2013 complice il successo planetario &#8211; \u00e8 diventato simbolo dell\u2019umanit\u00e0 femminile adolescente contemporanea. Per questa ragione, <strong>Bella Swan<\/strong> \u00e8 \u2013 a mio avviso \u2013 l\u2019incarnazione di un genocidio culturale (di genere) che continua a perpetrarsi nei secoli con buona pace di quelle che \u201cma dai che oggi possiamo fare tutto!\u201d. La sua storia (che neanche per ridere mi abbasso a riassumere onde evitare spasmi e conati) \u00e8 peggiore di qualunque rappresentazione fiabesca, pur detestabile, in cui vediamo la principessa languire in attesa di un principe che la salvi. Da sole \u2018ste poveracce sono, infatti, del tutto incapaci di scendere dalla cazzo di torre, ammazzare un fetente di drago (o chi per lui) e costruirsi una sfaccimma di vita loro. Questo genere di personaggio \u00e8 cos\u00ec infido che si insinua ovunque, anche in quel giornalismo molto giovane e colmo di buono intenzioni. Un esempio? Eccolo: ricordate il terribile video \u201ccontro la violenza sulle donne\u201d in cui si chiedeva a dei bambini di picchiare una ragazzina (muta e senza identit\u00e0, in balia dei desideri del maschio che decide se picchiarla o meno)? I bambini \u2013 e vorrei ben vedere! \u2013 non lo fanno e per il giornalista l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 salva. Ma com\u2019\u00e8 che poi, da grandi, \u2018sti bambini meravigliosi diventano tutti stronzi? Sar\u00e0 che crescono guardando film di merda, leggendo molto poco e informandosi con video buonisti acchiappaclick. <\/em><\/p>\n<p><em>Buon otto marzo di lotta, a tutte\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Primo bacio tra Edward e Bella - Twilight (first kiss)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/9tZ_DY4uvjk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>3 &#8211;\u00a0<em><strong>L&#8217;amore \u00e8 imperfetto<\/strong><\/em>\u00a0di Francesca Muci<\/h2>\n<p><strong>Rossella Scialla<\/strong> \u00e8 nostra allieva di regia, sceneggiatura e di Analisi e critica. Pratica, quella critica, che gi\u00e0 esercita\u00a0nella rubrica <a title=\"Leggicinema\" href=\"http:\/\/www.ecodicaserta.it\/index.php\/home\/nnrubrichenn\/55-leggicinema.html\" target=\"_blank\">Leggicinema<\/a> che cura per l&#8217;Eco di Caserta.<\/p>\n<p><em>\u00abLa scrittrice e regista Francesca Muci, dopo tre documentari, si cimenta nella sua prima opera cinematografica, L\u2019amore \u00e8 imperfetto, tratta dal romanzo omonimo che porta la sua firma: uno sguardo in apparenza imparziale e acritico sulle anomalie dell\u2019amore. Giochi di ruolo, libido che non seleziona sesso o et\u00e0, ma si nutre solo del suo nuovo appetito, scoperta di s\u00e9, nello sforzo di raccontare un personaggio femminile in grado di abbattere lentamente tutti i suoi tab\u00f9. Il disperato tentativo iconoclasta, per\u00f2, non riesce. Lo sforzo si sente, eccome. Le due donne, la regista e il suo personaggio femminile interpretato da Anna Foglietta, restano impantanate in quegli stessi tab\u00f9 che cercavano di demolire, mostrando un amore confuso pi\u00f9 che imperfetto, da un solo punto di vista. Scegliendo di rimanere sempre sulla soglia, adottano una prospettiva voyeuristica che sembra dirci: \u201cNoi stiamo solo dando un\u2019occhiata\u201d, sulle note di L\u2019amore \u00e8 una cosa semplice di Tiziano Ferro. Elena (Anna Foglietta) spazia tra varie identit\u00e0 sessuali e, pi\u00f9 che confusa, appare intollerabilmente e ingenuamente volubile e irresoluta. Non sceglie mai, fa in modo che siano gli eventi a decidere per lei e cos\u00ec, anche quelle che sembrano posizioni forti ed estreme, perdono tutta la loro consistenza. Non \u00e8 smarrimento il suo, n\u00e9 ricerca esistenziale tipo\u00a0La Vita di Adele, bens\u00ec lento assoggettamento alle condizioni esistenti di scarsa levatura morale per non dire\u00a0scevro di qualsiasi spessore. La Muci si allontana da uno stereotipo femminile solo per abbracciarne un altro. Volutamente sbiadito, come il personaggio che lo incarna\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"L&#039;amore \u00e8 imperfetto - Trailer Italiano Ufficiale HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/L_EoZcywD80?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>4 &#8211;\u00a0<em>La rivincita delle bionde<\/em>\u00a0di Robert Luketic<\/h2>\n<p><strong>Wanda Luongo<\/strong> \u00e8 allieva del corso <a title=\"Filmaker\" href=\"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/corsi\/corso-filmmaker.php\" target=\"_blank\">Filmaker<\/a>\u00a0di Pigrecoemme e sta attualmente seguendo il corso di Analisi e critica.<\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9 sprecare preziosi minuti di vita per guardare una svampita bionda ossigenata di 1,50 m nel suo tentativo di diventare avvocato? La risposta ancora non l&#8217;abbiamo trovata. La strumentalizzazione dello stereotipo di donna &#8220;bella, bionda e sciocca&#8221; in questo film \u00e8 ovvia. Elle Woods (Reese Whiterspoon) non vuole essere un avvocato per ambizione, ma per dimostrare all&#8217;ex fidanzato di non essere frivola come sembra. Evidente la miscela di componenti sarcastiche, banali quanto il film stesso\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"LA RIVINCITA DELLE BIONDE: Controinterrogatorio\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/O_WVdns_mEM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>5 &#8211;\u00a0<strong><em>Ricordati di<\/em> me\u00a0<\/strong>di Gabriele Muccino<\/h2>\n<p><strong>Alba Tarabbo<\/strong>, come\u00a0<strong>Wanda<\/strong>, \u00e8 allieva del nostro corso &#8220;<a href=\"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/corsi\/corso-filmmaker.php\">Filmmaker<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p><em>\u00abItalia, anno 2003. Attraverso uno spaccato di una moderna famiglia borghese scopriamo ansie e frustrazioni di una generazione insoddisfatta. Abbastanza sconsolante il quadro umano che emerge, un quadro fatto di uomini e donne scontenti di quel che sono, di quello che li circonda e che cercano di essere migliori, e soprattutto di sembrarlo.<br \/>\nEcco, quindi, ragazzette senza arte n\u00e9 parte, dai propositi vanagloriosi e di ricchezza, ecco madri che o le incoraggiano nei loro propositi o, pur disprezzandoli, non ne bloccano la deriva.<br \/>\nD\u2019altronde non possono fare altrimenti. L\u2019insoddisfazione causata da un matrimonio logoro e da una vita personale votata alla famiglia indebolisce le maglie del rigore materno, tanto pi\u00f9 se conosce in prima persona la frustrazione di un sogno infranto.<br \/>\nLa possibilit\u00e0 di ottenere altro sembra armare il desiderio di distacco e di rivoluzione che nutrono queste madri, che allo stesso tempo si scontra con la comodit\u00e0 del ruolo di custodi del focolare.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poco da sorridere: isterismi e autocommiserazione sono all\u2019ordine del giorno, le aspirazioni perlopi\u00f9 fatue, e l\u2019appagamento personale soltanto una parvenza. Neanche il coraggio del prendere una decisione e subirne le conseguenze garantisce la certezza di felicit\u00e0, come se nonostante sia a portata di mano la serenit\u00e0 non possa essere mai afferrata\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>http:\/\/youtu.be\/svUFR1egIt8<\/p>\n<h2>6 &#8211;\u00a0<em><strong>Magdalene<\/strong><\/em>\u00a0di Peter Mullan<\/h2>\n<p><strong>Arianna Brancaccio<\/strong> \u00e8 attualmente allieva del corso di Analisi e critica di Pigrecoemme. La sua \u00e8 una scelta dettata da un sentimento di repulsione non verso il film e la rappresentazione che d\u00e0 delle donne, ma verso\u00a0quanto racconta. E la regia di questa, stavolta lucida, analisi della condizione femminile, a dimostrazione che si tratta di questione culturale pi\u00f9 che di genere, \u00e8 di un uomo.<\/p>\n<p><em>\u00abNell&#8217;Irlanda degli anni sessanta, le ragazze colpevoli di aver sperimentato il proprio corpo, vengono costrette dalle famiglie ad un ambiente mortificante: un convento devoto a Maria Maddalena in cui, obbligate a lavorare come lavandaie, si rassegnano ad essere umiliate.<br \/>\nIl film fa riflettere: non ci vergogniamo di esser donne, semmai siamo state &#8220;abituate&#8221; alla vergogna, al denigrante stereotipo secondo il quale, perch\u00e9 la societ\u00e0 ci accetti, quasi occorre\u00a0che perdiamo la nostra soggettivit\u00e0, la nostra autonomia, la voglia di esprimerci e di vivere.<br \/>\n\u00c8 la paura del rifiuto sociale ad averci costrette ad accettare secoli di subalternit\u00e0. Una paura che, forse\u00a0oggi latente, non \u00e8 ancora scomparsa\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Magdalene - Trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rV1JSr9Gj-4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>7 &#8211;\u00a0<em><strong>The Wedding Party<\/strong><\/em>\u00a0di\u00a0Leslye Headland<\/h2>\n<p><strong>Delia\u00a0<\/strong><strong>Cortini<\/strong> \u00e8 stata diversi anni fa allieva del nostro corso di Analisi e critica.<\/p>\n<p><em>\u00abIl successo pi\u00f9 grande del pregiudizio, come per il diavolo, \u00e8 far credere al mondo che non esiste.<br \/>\nL&#8217;invasione di commedie al femminile, politicamente scorrette sul matrimonio (ci aggiungerei <\/em>Le amiche della sposa<em> e <\/em>Bride Wars<em>), nasconde, biecamente, un&#8217;ideologia retrograda. Fateci caso: in questi film quelle\u00a0che disdegnano il matrimonio o sono tristi (e lo fanno perch\u00e9 non hanno trovato l&#8217;uomo giusto) oppure ci ripensano.<br \/>\nLa questione si aggrava in quanto questi film sono anche professionalmente ineccepibili, suscitano il riso e quindi non si lasciano rifiutare. Piacciono e veicolano ideali discutibili\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Wedding Party - Trailer italiano\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WS4yAzr_DzM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>8 &#8211;\u00a0<strong><em>Maleficent<\/em>\u00a0<\/strong>di Robert Stromberg<\/h2>\n<p><strong>Carolina\u00a0<\/strong><strong>De Siena<\/strong> \u00e8 stata una delle prime allieve del corso di Analisi e critica della Pigrecoemme. Nella vita fa tutt&#8217;altro, ma, per l&#8217;occasione, ha voluto ritirare fuori le unghie dell&#8217;analisi caustica e senza sconti.<\/p>\n<p><i>\u00abLe cattive dei film Disney, se non matrigne, sono spesso l&#8217;unica oasi di indipendenza femminile. Non saranno delle benefattrici, ma almeno Crudelia De Mon e Malefica si possono ammirare per come sanno governare la propria vita da sole. La versione\u00a0live action della favola della Bella Addormentata raccontata dal punto di vista della villain ci rovina anche questa illusione.<br \/>\nMalefica non \u00e8 cattiva, \u00e8 solo inacidita dal solito maschio approfittatore. Ma poi scopre l&#8217;istinto materno (ch\u00e9 \u00e8 impensabile per una donna esserne priva) ed allora tutto finisce bene. Anzi, il bacio del vero amore non \u00e8 quello di un principe, ma quello di una mamma, per quanto putativa.<br \/>\nSembrer\u00e0 una roba femminista, ma \u00e8 solo una truffa\u00bb.<\/i><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Maleficent -- Fata Madrina - Clip dal film | HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BKJ_JVSExco?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto ebbe inizio dal\u00a0breve saggio Visual Pleasures and Narrative Cinema dell&#8217;inglese Laura Mulvey, pubblicato nel 1975. La\u00a0Feminist Film Theory, a dispetto del nome, proponeva un&#8217;analisi del linguaggio cinematografico piuttosto complessa partendo dall&#8217;assunto che lo sguardo \u00e8 maschile e l&#8217;offrirsi allo sguardo \u00e8 femminile. Il cinema metterebbe in scena il voyeurismo, dove il maschile \u00e8 il &#8230; <a title=\"I film che ci fanno vergognare di essere donne\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/film-che-ci-fanno-vergognare-di-essere-donne\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I film che ci fanno vergognare di essere donne\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[950,919],"tags":[1060,1064,67,1061,1062,1065,1063],"class_list":["post-1256","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-8-marzo","tag-amore-mio-aiutami","tag-cinema","tag-festa-della-donna","tag-sessismo","tag-studi-di-genere","tag-twilight"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1256","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1256"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1256\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}