{"id":1254,"date":"2015-03-05T15:48:28","date_gmt":"2015-03-05T14:48:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1254"},"modified":"2015-11-18T12:21:48","modified_gmt":"2015-11-18T11:21:48","slug":"10-film-che-svelano-il-gombloddoh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-film-che-svelano-il-gombloddoh\/","title":{"rendered":"10 film che svelano il GOMBLODDOH!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gombloddohr.png\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1255\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gombloddohr.png?resize=484%2C252\" alt=\"gombloddohr\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gombloddohr.png?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gombloddohr.png?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non vi nascondiamo che ci avevamo pensato, ma a dispetto del\u00a0titolo della playlist (e dell&#8217;immagine di &#8220;<em>Ti ammazzer\u00f2 Torreeeeeee!<\/em>&#8220;), abbiamo deciso di\u00a0parlarne seriamente. Perch\u00e9, piaccia o no, il complottismo o teoria del complotto o\u00a0<em>conspiracy theory<\/em>, ha radici meno fantasiose\u00a0dei rettiliani, delle scie chimiche, dei microchip sottopelle e della superbufala del web ovvero\u00a0<em>Zeitgeist<\/em>. In <em>American Tabloid<\/em>\u00a0<strong>James Ellroy<\/strong> scrive &#8220;<em>L&#8217;America non \u00e8 mai stata innocente<\/em>&#8221; e, certo, a lui biograficamente non si pu\u00f2 contestare nulla. Ma anche\u00a0<strong>Pynchon<\/strong> e\u00a0<strong>Philip Dick<\/strong> contribuiscono a questa mitopoiesi complottista riguardante l&#8217;America. Che arriva, letterariamente parlando, fino a\u00a0<strong>Don De Lillo<\/strong> (in cui il complotto lavora anche dentro l&#8217;uomo) e\u00a0<strong>Philip Roth<\/strong>, autore, nel 2004, di\u00a0<em>Il complotto contro l&#8217;America<\/em>. Sono gli avvenimenti tragici ed insoluti, in genere, a causare la psicosi del complotto. Non a caso,\u00a0la prima volta che l&#8217;espressione &#8220;ipotesi di complotto&#8221; viene formulata \u00e8\u00a0quel\u00a01964\u00a0cos\u00ec prossimo\u00a0all&#8217;omicidio di\u00a0<strong>John Fitzgerald Kennedy<\/strong>. E poi lo scandalo\u00a0<strong>Watergate<\/strong>, il\u00a0<strong>Vietnam<\/strong> ed infine l&#8217;11 settembre. Anche l&#8217;Italia ha avuto il suo periodo paranoico, corrispondente, infatti, alla stagione della tensione ed ai tanti fatti di sangue rimasti senza spiegazione, generando il sospetto di una regia occulta ed eminenze grigie preposte a confondere le acque.\u00a0Chiaramente, in una playlist del genere potrebbero rientrare, a seconda delle convinzioni, diversi film, anche quelli che ipotizzano un futuro distopico a partire da considerazione critiche del presente (anche\u00a0<em>Interceptor II<\/em>, ambientato in un futuro ormai privo dell&#8217;acqua, cos\u00ec come il recente\u00a0<em>The Rover<\/em>, potrebbero farne parte), ma dieci titoli non sarebbero bastati ed abbiamo deciso di considerare quei film che sul complotto e l&#8217;esistenza dei poteri forti imbastiscono trame decisamente plausibili. Non troverete, pertanto\u00a0<em>Matrix<\/em>. Ma nemmeno\u00a0<em>Nuovo Ordine Mondiale<\/em> che pure ci ha ispirato l&#8217;argomento. Ed ora&#8230;<em>un po&#8217; di piomboooooooo<\/em>!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>L&#8217;invasione degli ultracorpi<\/strong>\u00a0<em>di Don Siegel<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;alieno fa paura, ma \u00e8 l&#8217;altro ed \u00e8 riconoscibile. Ma quando il pericolo \u00e8 come noi, \u00e8 uguale a noi, la cosa si fa pi\u00f9 complicata. Ecco perch\u00e9 nessuna lista sul complottismo pu\u00f2 prescindere dal cult movie di\u00a0<strong>Don Siegel<\/strong>. Sebbene il regista e lo sceneggiatore negassero qualsiasi simbolismo politico, all&#8217;epoca fu interpretato sia come opera anticomunista (gli ultracorpi alluderebbero all&#8217;omologazione ed all&#8217;alienazione dei regimi comunisti) che antimaccartista (il sospetto del proprio vicino, la delazione), ma sta di fatto che i tre remake del film (pi\u00f9 o meno riusciti) arrivarono dopo il Vietnam (<em>Terrore dallo spazio profondo<\/em> di\u00a0<strong>Philip Kaufman<\/strong>), la prima Guerra del Golfo (<em>Ultracorpi: l&#8217;invasione continua<\/em> di\u00a0<strong>Abel Ferrara<\/strong>) e l&#8217;11\/9\/2001 (<em>Invasion<\/em> di\u00a0<strong>Oliver Hirschbiegel<\/strong>). &#8220;<em>Siamo tutti in pericolo, dove correte?<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"[Trailer] Don Siegel - L&#039; Invasione degli Ultracorpi\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ohiZa8hIHKw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>Va&#8217; e uccidi<\/strong>\u00a0<em>di John Frankenheimer<\/em><\/p>\n<p>Della trilogia della paranoia di\u00a0<strong>Frankenheimer<\/strong> (oltre a questo ne fanno parte\u00a0<em>7 giorni a maggio\u00a0<\/em>e\u00a0O<em>perazione diabolica<\/em>),\u00a0<em>Va&#8217; e uccidi<\/em> \u00e8 il pi\u00f9 famoso per due motivi: \u00e8 un&#8217;opera fantapolitica del 1962 che ci metter\u00e0 poco a perdere il prefisso &#8220;fanta&#8221; (l&#8217;omicidio\u00a0<strong>Kennedy<\/strong>\u00a0avviene nel 1963) e poi \u00e8 quella considerata, abbastanza unanimemente,\u00a0emblematica della Teoria del complotto. <strong>Jonathan Demme<\/strong> ne realizza un remake nel 2004 senza aver bisogno di modificare alcunch\u00e9 se non i &#8220;burattinai&#8221;: nel 1962 il complotto \u00e8 di matrice comunista, mentre nel 2004 \u00e8 di origine economica (una multinazionale farmaceutica), ma ci\u00f2 che resta identico (e che rende il film di\u00a0<strong>Frankenheimer<\/strong> un piccolo gioiello di preveggenza) \u00e8 il coinvolgimento della politica interna degli USA. La paranoia prima della paranoia.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Manchurian Candidate\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6bMrAhe_K6A?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>3\u00a0&#8211;\u00a0<strong>Perch\u00e9 un assassinio\u00a0<\/strong><em>di Alan J. Pakula<\/em><\/p>\n<p>Tra il 1971 ed il 1976, <strong>Pakula<\/strong>\u00a0riusc\u00ec a reclutare gli attori simbolo della <strong>Hollywood<\/strong> liberal dell&#8217;epoca (<strong>Jane Fonda<\/strong> per <em>Una squillo per l&#8217;ispettore Klute<\/em>; <strong>Beatty<\/strong> per <em>Perch\u00e9 un assassinio?<\/em> e la coppia <strong>Redford\/Hoffman<\/strong> per <em>Tutti gli uomini del Presidente<\/em>) per la sua trilogia della paranoia (come <strong>Frankenheimer<\/strong>). Film che risentivano del clima dell&#8217;epoca (omicidio Kennedy, scandalo Watergate di cui il terzo film si occupa letteralmente e non in modo metaforico), ma riuscen<span class=\"text_exposed_show\">do, come spesso fa la fabbrica dell&#8217;immaginario contemporaneo (piaccia o meno), a trasferire la paura, la disillusione e la sfiducia verso la politica, il complottismo, in spettacolo. Dei tre, <em>Perch\u00e9 un assassinio?<\/em> fu il meno apprezzato, sebbene, probabilmente, proprio perch\u00e9 ascrivibile al genere fantapolitica a quel tempo, ma non dopo e tantomeno oggi, sia quello invecchiato meglio.\u00a0La <strong>Parallax Corporation<\/strong>, al centro del film, \u00e8 una di quelle societ\u00e0 ombra che reggono le sorti del mondo, destabilizzando governi, simulando attentati, eliminando personaggi scomodi, ma deviando l&#8217;attenzione su obiettivi, colpevoli diversi. E lo fanno reclutando psicopatici con l&#8217;obiettivo di farne delle armi umane grazie ad una sorta di cura Ludovico.<br \/>\nCoerentemente con l&#8217;assunto del titolo originale, <strong>Pakula<\/strong>, anche stilisticamente, predilige campi lunghi e lunghissimi che, quindi, richiedono allo spettatore uno sforzo per mettere a fuoco la situazione, ammesso che tutto non si riveli alla fine un&#8217;illusione ottica, cos\u00ec come gli indizi seguiti dal giornalista interpretato da <strong>Beatty<\/strong> si manifestano quali false piste. Certe scelte di regia e di scenografia (momenti al limite dello straniamento, tra <strong>Brecht<\/strong> e l&#8217;ostranenie di <strong>Shlkovskj<\/strong>, quali i carrelli, iniziale e finale, su una kafkiana commissione &#8211; <strong>Warren<\/strong>? &#8211; l&#8217;identit\u00e0 dei cui membri resta a noi sconosciuta e che quindi si presenta a noi solo come astratta e sfuggente manifestazione del Potere) fanno di <em>The Parallax View<\/em> un lavoro da rivalutare. Il nichilismo, il pessimismo e la disillusione fanno parte del milieu culturale storico dell&#8217;epoca, ma non guastano neanche oggi che ce la passiamo quasi peggio!<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Parallax View - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KSMfrfpj9FQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>La conversazione\u00a0<\/strong><em>di Francis Ford Coppola<\/em><\/p>\n<p>Dopo il successo di\u00a0<em>Il padrino<\/em> e coi soldi anticipatigli per\u00a0<em>Il padrino parte II<\/em>,\u00a0<strong>Francis Ford Coppola<\/strong> riusc\u00ec a realizzare questo progetto molto personale (che si aggiudica la\u00a0<strong>palma d&#8217;Oro<\/strong> a\u00a0<strong>Cannes<\/strong>) per il quale si ispir\u00f2 a\u00a0<em>Il lupo della steppa<\/em> di\u00a0<strong>Herman Hesse<\/strong>. Il protagonista del romanzo\u00a0<strong>Harry Haller<\/strong> divent\u00f2\u00a0<strong>Harry Call<\/strong> e poi, a causa di un errore di trascrizione della segretaria cui\u00a0<strong>Coppola<\/strong>\u00a0dettava gli appunti,\u00a0<strong>Harry Caul<\/strong> che venne mantenuto perch\u00e9\u00a0<em>caul<\/em> in inglese significa amnio.\u00a0<strong>Harry<\/strong>, probabilmente in virt\u00f9 del suo mestiere, si sente particolarmente vulnerabile (e si protegge con un impermeabile trasparente che un po&#8217; sembra un involucro amniotico) e rappresenta, in fondo, l&#8217;<strong>America<\/strong> che, data la sua mania di controllo, alla fine teme di esserlo a sua volta. La paranoia, appunto. Che\u00a0<strong>Coppola<\/strong> avesse colto nel segno individuando una condizione generale della Nazione e non solo di quel periodo storico (la sceneggiatura fu scritta prima o, forse, contemporaneamente all&#8217;esplosione dello scandalo\u00a0<strong>Watergate<\/strong>) lo dimostra il fatto che il personaggio di\u00a0<strong>Caul<\/strong> sia poi tornato, sotto le stesse spoglie (l&#8217;impermeabile), ma con identit\u00e0 cambiata, in un film sulle nuove paranoie (il controllo tramite satelliti e telecomunicazioni, la\u00a0<em>Echelon Conspiracy<\/em>) ovvero il\u00a0<em>Nemico pubblico<\/em> di\u00a0<strong>Tony Scott<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The conversation - opening\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jEiUFVyyAAE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>I tre giorni del condor<\/strong>\u00a0<em>di Sidney Pollack<\/em><\/p>\n<p><b>Higgins<\/b>: <em>Il problema \u00e8 economico. Oggi \u00e8 il petrolio, tra dieci o quindici anni il cibo, plutonio, e forse anche prima. Che cosa pensi che la popolazione pretender\u00e0 da noi allora?<\/em><br \/>\n<b>Joe<\/b>: <em>Chiediglielo.<\/em><br \/>\n<b>Higgins<\/b>: <em>Non adesso, allora! Devi chiederglielo quando la roba manca, quando d&#8217;inverno si gela e il petrolio \u00e8 finito, chiediglielo quando le macchine si fermano, quando milioni di persone che hanno avuto sempre tutto cominciano ad avere fame. E vuoi sapere di pi\u00f9? La gente se ne frega che noi glielo chiediamo, vuole solo che noi provvediamo<\/em>.<\/p>\n<p>Basterebbe il dialogo finale riportato per dare conto di quanto sia importante questo film nel disegnare uno scenario inquietante, ma plausibile, in cui i poteri forti, per governare il mondo economicamente, ne tirano le fila geopolitiche. Ma\u00a0<strong>Sidney Pollack<\/strong> riesce anche a realizzare un thriller dal ritmo e dalla suspense pressoch\u00e9 perfetti e con almeno un personaggio che si scolpisce nella memoria dello spettatore: il killer dandy\u00a0<strong>Joubert<\/strong>\u00a0interpretato flemmaticamente da\u00a0<strong>Max Von Sydow<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"I TRE GIORNI DEL CONDOR- titoli di testa\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LP3G6ywvulA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6 &#8211;\u00a0<strong>La polizia accusa: il Servizio Segreto uccide\u00a0<\/strong><em>di Sergio Martino<\/em><\/p>\n<p>Alla luce di quanto poi saltato fuori, anni dopo, su &#8220;Gladio&#8221;, il secondo poliziottesco di\u00a0<strong>Sergio Martino<\/strong> si rivela spettacolo tremendamente lungimirante o, pi\u00f9 semplicemente, frutto della scrittura di\u00a0sceneggiatori particolarmente attenti alle sensazioni, alle suggestioni di un&#8217;epoca. Memorabile il personaggio disegnato, come al solito maniacalmente, da\u00a0<strong>Tomas Milian<\/strong> e\u00a0la retata finale nel campo di addestramento.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La polizia accusa: il servizio segreto uccide - Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HF9t9-0Db_8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7 &#8211;\u00a0<strong>Cadaveri eccellenti<\/strong> <em>di Francesco Rosi<\/em><\/p>\n<p>Il debito del cinema italiano ,verso l&#8217;opera di <strong>Leonardo Sciascia<\/strong>, \u00e8 enorme. Da <em>Il giorno della civetta<\/em> a <em>Una storia semplice<\/em>, i nostri migliori registi si sono misurati con l&#8217;autore siciliano, attratti dalla sua sapiente abilit\u00e0 nel fondere narrativa di genere (l&#8217;intreccio, in <strong>Sciascia<\/strong>, \u00e8, sempre, quello tipico del giallo) ed impegno civile. L&#8217;incontro con <strong>Rosi<\/strong> (<em>Salvatore Giuliano<\/em> &#8211; piccola digressione: sulla strage di\u00a0<strong>Portella della ginestra<\/strong>, uno dei primi misteri su cui esercitare teorie cospirazioniste,\u00a0non hanno saputo fare meglio del lucidissimo ed innovativo pamphlet del regista napoletano, n\u00e9 il\u00a0<strong>Michael Cimino<\/strong> di\u00a0<em>Il siciliano<\/em> n\u00e9 il\u00a0<strong>Paolo Benvenuti<\/strong>, altrove autore rigorosissimo, di <i>Segreti di Stato<\/i>, discutibile film a tesi dove la teoria del complotto americano\/democratico cristiano viene raccontata attraverso un imbarazzante gioco di carte, tra la raccolta di figurine e i tarocchi -, <em>Lucky Luciano<\/em>, <em>Il caso Mattei\u00a0<\/em>&#8211; quasi una <em>mise en ab\u00eeme<\/em> del complotto, data la scomparsa misteriosa, durante le riprese, di un giornalista interpellato come consulente da\u00a0<strong>Rosi<\/strong> -, <em>Le mani sulla citt\u00e0<\/em>), occasionato dalla trasposizione di<em>\u00a0Il contesto<\/em>, non poteva che dare, come risultato, un film importante (e scusatemi il luogo comune). L&#8217;intreccio tra malavita, gruppi eversivi ed Istituzione, non emerge apertamente, ma si insinua tra le pieghe del racconto (in modo molto pi\u00f9 inquietante). Un&#8217;opera figlia del suo tempo (sono gli anni &#8217;70, quelli della strategia della tensione), con un epilogo pessimista che lascia senza speranze. Un&#8217;opera, per\u00f2, che regge, anche dal punto di vista spettacolare, grazie alla maestria del regista (e gli si perdonino certi vezzi petriani). Basti pensare all&#8217;incipit (un faccia a faccia tra <strong>Charles Vanel<\/strong>, dal volto tassidermico, e le mummie) che mette, da solo, i brividi.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Cadaveri eccellenti 1976 Trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/C8yaamOB-JY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8 &#8211;\u00a0<strong>Arlington Road\u00a0<\/strong><em>di Mark Pellington<\/em><\/p>\n<p>Riesce l\u00ec dove fallisce il tautologico\u00a0<em>Ipotesi di complotto<\/em> di\u00a0<strong>Richard Donner<\/strong>:\u00a0sembrare\u00a0un classico del cinema della paranoia anni &#8217;70. Ed infatti l&#8217;incipit (mancata messa a fuoco, visioni parziali, orrore distillato, come le gocce di sangue che si infrangono sulla strada, fino all&#8217;epifania finale della mutilazione del bambino) restituisce integra l&#8217;angoscia tipica dei film di quel periodo. La contaminazione tra quello che fu un vero e proprio genere e il neighborhood abuse movie (film in cui ci si trova a subire abusi da parte dei vicini di casa, altra situazione classica che allude al pericolo che \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto si pensi), genera uno dei thriller pi\u00f9 disturbanti degli ultimi anni &#8217;90 (degno di un terzo posto in una classifica ideale che vede <em>Se7en &#8211; e\u00a0<strong>Fincher<\/strong>\u00a0<\/em>\u00e8 forse il miglior interprete della neoparanoia, addirittura prefigurando, nell&#8217;epilogo di <em>Fight Club,<\/em> l&#8217;11\/9 &#8211;\u00a0e <em>I soliti sospetti<\/em> ai primi due). <strong>Tim Robbins<\/strong> e <strong>Joan Cusack<\/strong> sono perfetti nel ruolo degli archetipici coniugi wasp.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Arlington Road Trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/tzzT_Iaw0t8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>The Village<\/strong>\u00a0<em>di M. Night Shyamalan<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 il film simbolo della paranoia post 11\/9.\u00a0Il marchio di fabbrica di <strong>Shyamalan<\/strong>, fino ad allora, era sempre stato\u00a0il capovolgimento nell&#8217;epilogo. Il fatto che dopo un po&#8217;\u00a0il colpo di scena, lo spettatore se lo aspettasse, gli toglieva indubbiamente parte del suo fascino. L&#8217;indo-americano, per\u00f2, con <em>The Village<\/em>\u00a0and\u00f2 oltre e la\u00a0sorpresa finale\u00a0sembrava esplicitare\u00a0pleonasticamente ci\u00f2 che per tre quarti di film\u00a0era\u00a0splendida metafora dell&#8217;America dopo le\u00a0<strong>Torri Gemelle<\/strong>: chiusa in s\u00e9 stessa, paranoica\u00a0e\u00a0oppressiva nei confronti dei suoi figli\/abitanti. Ma quell&#8217;epilogo diceva di pi\u00f9: che la fobia era\u00a0fabbricata, era\u00a0generata artatamente, attraverso espedienti che, in fondo, sono quelli del cinema.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The village- Trailer ITA - YouTube.avi\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/I0KJLuMjdJk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;\u00a0<strong>Reality\u00a0<\/strong><em>di Matteo Garrone<\/em><\/p>\n<p>Probabilmente l&#8217;inserimento di questo titolo in una lista sulla paranoia non vi convincer\u00e0, ma da subito, dalla prima volta che abbiamo visto l&#8217;ultimo lavoro del regista di\u00a0<em>Gomorra<\/em> ci sembr\u00f2 chiaro che\u00a0<strong>Garrone<\/strong> non avesse lavorato sulla napoletanit\u00e0 (nonostante le solite, immancabili proteste all&#8217;insegna del pi\u00f9 cieco orgoglio partenopeo), ma su qualcosa di pi\u00f9 astratto, di pi\u00f9 metafisico. Ossessione e paranoia conseguente. Anche stilisticamente il regista si rifa al cinema della paranoia (<strong>Luciano<\/strong> al mercato \u00e8 convinto che ci siano emissari della produzione del\u00a0<strong>Grande Fratello<\/strong> a controllare che lui sia adatto alla trasmissione e le sue soggettive richiamano quei campi medi, a focale ampia, tipici di\u00a0<strong>Pakula<\/strong>). E, come in\u00a0<em>Rumore bianco<\/em> di\u00a0<strong>De LIllo<\/strong>, la cospirazione cresce dentro il protagonista fino a farlo deflagrare con conseguenze tragiche per l&#8217;unit\u00e0 familiare e la comunit\u00e0 di appartenenza.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"REALITY di Matteo Garrone - Trailer Ufficiale\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LzNbwEoBHfQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non vi nascondiamo che ci avevamo pensato, ma a dispetto del\u00a0titolo della playlist (e dell&#8217;immagine di &#8220;Ti ammazzer\u00f2 Torreeeeeee!&#8220;), abbiamo deciso di\u00a0parlarne seriamente. Perch\u00e9, piaccia o no, il complottismo o teoria del complotto o\u00a0conspiracy theory, ha radici meno fantasiose\u00a0dei rettiliani, delle scie chimiche, dei microchip sottopelle e della superbufala del web ovvero\u00a0Zeitgeist. In American Tabloid\u00a0James &#8230; <a title=\"10 film che svelano il GOMBLODDOH!\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-film-che-svelano-il-gombloddoh\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su 10 film che svelano il GOMBLODDOH!\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[950,919],"tags":[67,1057,1058,1059],"class_list":["post-1254","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-cinema","tag-conspiracy-theory","tag-kennedy","tag-watergate"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1254"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1254\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}