{"id":1250,"date":"2015-02-28T20:49:04","date_gmt":"2015-02-28T19:49:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/?p=1250"},"modified":"2015-02-28T23:29:56","modified_gmt":"2015-02-28T22:29:56","slug":"10-spaghetti-thriller-piu-belli-di-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-spaghetti-thriller-piu-belli-di-sempre\/","title":{"rendered":"I 10 spaghetti thriller pi\u00f9 belli di sempre"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/spaghetti-thriller.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1251\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/spaghetti-thriller.png?resize=484%2C252&#038;ssl=1\" alt=\"spaghetti thriller\" width=\"484\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/spaghetti-thriller.png?w=484&amp;ssl=1 484w, https:\/\/i0.wp.com\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/spaghetti-thriller.png?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lo sappiamo, &#8220;10 spaghetti thriller pi\u00f9 belli di sempre&#8221; \u00e8 un po&#8217; assoluto come titolo e non mancheranno quelli che ci faranno notare qualche assenza ( nessun\u00a0<strong>Umberto Lenzi<\/strong> per esempio) o un&#8217;inclusione troppo generosa di uno o pi\u00f9\u00a0titoli, ma noi ci siamo abituati ed in fondo queste sono le regole delle playlist. Ci siamo fatti guidare dalle prime sensazioni provate da adolescenti quando queste pellicole venivano programmate tranquillamente ad orari pomeridiani sulle prime tv private. Il periodo in cui si concentrano i lavori pi\u00f9 interessanti \u00e8 breve, poco meno di quindici anni, nonostante il fenomeno sia continuato anche negli anni &#8217;80 ed abbia vissuto un momento di revival recente grazie a\u00a0<strong>Federico Zampaglione<\/strong>. Purtroppo n\u00e9 lui n\u00e9 uno dei maggiori esponenti del\u00a0periodo d&#8217;oro,\u00a0ovvero\u00a0<strong>Dario Argento<\/strong> (in fase calante da\u00a0<em>Opera<\/em> in poi) sono riusciti a rivitalizzare un genere nel quale, al pari dello\u00a0<em>spaghetti western<\/em>, il cinema italiano ha davvero innovato ed influenzato intere generazioni di appassionati e registi di tutto il mondo (la tesi di laurea di <strong>Christophe Gans<\/strong> era intitolata\u00a0<em>Silver Slime<\/em>,\u00a0<em>Bava d&#8217;argento<\/em>). In fin dei conti i migliori omaggi a quel cinema sono arrivati da due critici e studiosi belgi,\u00a0<strong>Bruno Forzani e\u00a0H\u00e9l\u00e8ne Cattet<\/strong> che con i loro\u00a0<em>Amer\u00a0<\/em>e\u00a0<em>The Strange Color of Your Body&#8217;s Tears<\/em> hanno portato quasi\u00a0al confine della videoarte\u00a0gli stilemi (particolari, dettagli esasperati, soggettive) dello spaghetti thriller.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>1 &#8211;\u00a0<strong>6 donne per l&#8217;assassino\u00a0<\/strong><em>di Mario Bava<\/em><\/p>\n<p><strong>Mario Bava<\/strong> getta le basi dello slasher moderno (e forse anche della sua rilettura postmoderna, quella di\u00a0<em>Scream<\/em>, per intenderci) con l&#8217;assassino psicopatico dal look improbabile, ma mitopoietico\u00a0(impermeabile e borsalino nero, calza in faccia). Il genio di\u00a0<strong>Bava<\/strong> lo port\u00f2, nel giro di 10 anni, ad arrivare al film teorico per eccellenza del genere thriller:\u00a0<em>Reazione a catena<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Sei Donne per l&#039;Assassino (Trailer Italiano)\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MOhuRs8H5Zs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>2 &#8211;\u00a0<strong>La morte ha fatto l&#8217;uovo<\/strong>\u00a0<em>di Giulio Questi<\/em><\/p>\n<p><strong>Questi<\/strong>\u00a0\u00e8 stato,\u00a0nel panorama cinematografico italiano, uno dei pochi ad aver appreso la vera lezione della\u00a0<strong>Nouvelle Vague<\/strong> applicandola, come i vari\u00a0<strong>Truffaut<\/strong>,\u00a0<strong>Godard<\/strong> e\u00a0<strong>Chabrol<\/strong>, al genere. Al western di\u00a0<em>Se sei vivo, spara<\/em> segue questo cerebrale finto giallo all&#8217;italiana che fa pensare agli esperimenti linguistici godardiani.\u00a0<strong>Trintignant<\/strong> \u00e8 perfettamente a suo agio, mentre la\u00a0<strong>Lollobrigida\u00a0<\/strong>pare stranita, ma forse \u00e8 proprio quella\u00a0l&#8217;intenzione del\u00a0regista.<\/p>\n<p>http:\/\/youtu.be\/o7Zs50P36iA<\/p>\n<p>3 &#8211;\u00a0<strong>L&#8217;uccello dalle piume di cristallo\u00a0<\/strong><em>di Dario Argento<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>Non \u00e8 un poliziesco, non \u00e8 un giallo, non \u00e8 niente&#8230;non si fanno cos\u00ec i film. Tu non sei esperto&#8230;<\/em>&#8220;. Cos\u00ec liquid\u00f2 il produttore\u00a0<strong>Goffredo Lombardo<\/strong> un giovane\u00a0<strong>Dario Argento<\/strong> alla sua prima esperienza registica. Ma\u00a0<strong>Argento<\/strong>, tra mille difficolt\u00e0 e dubbi, in realt\u00e0 sapeva il fatto suo. Traumi, la fallacia dello sguardo, la soggettiva dell&#8217;assassino. Cambi\u00f2 non solo il giallo all&#8217;italiana, ma il thriller internazionale. Come notano\u00a0<strong>Bruschini\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Tentori<\/strong> nel loro seminale\u00a0<em>Profonde Tenebre<\/em> (edito dalla benemerita\u00a0<strong>Granata Press<\/strong>), di\u00a0<strong>L&#8217;uccello<\/strong> se ne ricordarono sia\u00a0<strong>Alan J. Pakula\u00a0<\/strong>in\u00a0<em>Una squillo per l&#8217;ispettore Klute<\/em> (la soggettiva dell&#8217;assassino) sia\u00a0<strong>Richard Marquand<\/strong> in\u00a0<em>Doppio taglio<\/em>. Dopo il debutto di\u00a0<strong>Argento<\/strong>, il cinema thriller italiano fu caratterizzato\u00a0dalla zoonom\u00eca (lo stesso\u00a0<strong>Dario<\/strong> sforn\u00f2\u00a0<em>Il gatto a nove code<\/em> e\u00a0<em>4 mosche di velluto grigio<\/em>), ma nessuno riusc\u00ec a creare un universo astratto, non riconducibile a nessuna realt\u00e0 che non fosse quella psichica dei personaggi, come il regista di\u00a0<em>Profondo rosso<\/em> che\u00a0non \u00e8 in questa lista perch\u00e9 ce ne siamo gi\u00e0 occupati a proposito delle <a title=\"soggettive\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/le-10-imprescindibili-soggettive-della-storia-del-cinema\/\">soggettive<\/a>.<\/p>\n<p>http:\/\/youtu.be\/AIBD9H2P2cM<\/p>\n<p>4 &#8211;\u00a0<strong>Lo strano vizio della signora Wardh<\/strong>\u00a0<em>di Sergio Martino<\/em><\/p>\n<p>Lo preferiamo a\u00a0<em>Tutti i colori del buio\u00a0<\/em>(psichedelico ma con un twist meno sorprendente) ed al celebratissimo, ma sopravvalutato\u00a0<em>Il tuo vizio \u00e8 una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave<\/em>. L&#8217;intreccio \u00e8 ben congegnato, la\u00a0<strong>Fenech<\/strong> \u00e8 stupenda (e l&#8217;amplesso sul divano in\u00a0<em>plong\u00e9e<\/em>\u00a0rimane molto pi\u00f9 impresso delle tante docce della commedia sexy) ed il\u00a0<em>whodunit<\/em> funziona a dovere. Quasi una versione omo di\u00a0<em>Merletto di mezzanotte<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Lo Strano Vizio della Signora Wardh (Trailer Italiano)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xqG6Z0JWOaE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>5 &#8211;\u00a0<strong>Giornata nera per l&#8217;ariete<\/strong>\u00a0<em>di Luigi Bazzoni<\/em><\/p>\n<p>Si ricorda soprattutto per una doppia soggettiva che, in qualche modo, dimostra quanto sia poco adatta all&#8217;identificazione lasciando il soggetto fuori campo: la prima, che si pensa essere di un assassino, \u00e8, in realt\u00e0 di un guardone, ma a farcelo scoprire \u00e8 la seconda soggettiva. Magari inconsapevolmente (non \u00e8 che\u00a0<strong>Bazzoni<\/strong> fosse\u00a0<strong>\u0116jzen\u0161tejn<\/strong>), ma il portato teorico di questa sequenza \u00e8 davvero importante. a parte questo il film regge benissimo per ritmo, efferatezza degli omicidi e twist finale.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Giornata nera per l&#039;Ariete - Trailer\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4c7bCSttZMs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>6\u00a0&#8211;\u00a0<strong>La corta notte delle bambole di vetro<\/strong>\u00a0<em>di Aldo Lado<\/em><\/p>\n<p>Con il dittico comprendente questo film ed il successivo\u00a0<em>Chi l&#8217;ha vista morire?<\/em>,\u00a0<strong>Aldo Lado<\/strong> si \u00e8 ritagliato un posto nell&#8217;empireo dei registi di culto. E\u00a0non solo in\u00a0Italia. Tra il <strong>Billy Wilder<\/strong> nero di\u00a0<em>Viale del tramonto<\/em> (il protagonista qui non \u00e8 morto davvero, ma, in uno stato di morte apparente, ricorda) e il\u00a0<strong>Polanski\u00a0<\/strong> di\u00a0<em>Rosemary&#8217;s Baby<\/em>,\u00a0<strong>Lado<\/strong> ci guida in un incubo che, forse per la prima volta, presenta anche qualche risvolto politico.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Corta Notte delle Bambole di Vetro (Trailer Italiano)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lZvFGQJddms?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>7\u00a0&#8211;\u00a0<strong>Mio caro assassino\u00a0<\/strong><em>di Tonino Valerii<\/em><\/p>\n<p><em>Mio caro assassino<\/em>, rispetto agli altri spaghetti thriller, si cala in una realt\u00e0, anche psicologica, pi\u00f9 realistica del solito. Meno astratta. I delitti sono efferati, ma non fantasiosi. Ed i rapimenti a scopo di riscatto erano all&#8217;ordine del giorno, qualcosa con cui lettori e spettatori di telegiornali avevano\u00a0a che fare quotidianamente.\u00a0<strong>George Hilton<\/strong> regala una delle sue prove attoriali pi\u00f9 equilibrate<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"MIO CARO ASSASSINO - L&#039;omicidio della maestra Patty Shepard [Tonino Valerii 1972]\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ksZIW-FUFHw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>8\u00a0&#8211;\u00a0<strong>Non si sevizia un paperino\u00a0<\/strong><em>di Lucio Fulci<\/em><\/p>\n<p><strong>Lucio Fulci<\/strong> fa un ulteriore passo avanti nell&#8217;allontanamento da atmosfere rarefatte e quasi metafisiche dei gialli &#8220;alla Argento&#8221;. Cala il thriller in una dimensione rurale, del sud Italia, estremamente realistica (cosa che\u00a0<strong>Avati\u00a0<\/strong>far\u00e0 con l&#8217;horror emiliano). La stessa motivazione dell&#8217;assassino \u00e8 originata dal contrasto, difficile da conciliare, tra tradizione conservatrice e cambiamenti di costume, specie di quello sessuale. Tante le scene cult da ricordare:\u00a0<strong>Barbara Bouchet<\/strong> completamente nuda che irretisce un bambino (in realt\u00e0 l&#8217;attore infante non divise mai la scena con l&#8217;attrice, ma fu controfigurato da un nano) ed il linciaggio di\u00a0<strong>Florinda Bolkan\u00a0<\/strong>sulle note di\u00a0<em>Quei giorni insieme a te<\/em> cantata da\u00a0<strong>Ornella Vanoni<\/strong>.\u00a0<strong>Fulci<\/strong>, poi, avrebbe avuto da dire molto nell&#8217;horror, ma qualche anno dopo, con\u00a0<em>Sette note in nero<\/em>, avrebbe realizzato un altro bellissimo giallo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Non Si Sevizia Un Paperino - TRAILER - Lucio Fulci\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WnhDP7yYfNc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>9 &#8211;\u00a0<strong>Il profumo della signora in nero<\/strong>\u00a0<em>di Francesco Barilli<\/em><\/p>\n<p><strong>Francesco Barilli<\/strong> era stato protagonista di\u00a0<em>Prima della rivoluzione<\/em> di\u00a0<strong>Bernardo Bertolucci<\/strong> ed \u00e8 stato una personalit\u00e0 un po&#8217; ai margini del cinema italiano, ma questo non solo \u00e8 il suo capolavoro, ma forse \u00e8 &#8220;un&#8221; capolavoro. Come\u00a0<em>La corta notte<\/em> di\u00a0<strong>Lado<\/strong>, la dimensione politica dell&#8217;intreccio \u00e8 data dalla metafora del delitto come espediente rituale di sopravvivenza.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Profumo della Signora in Nero The Perfume of the Lady in Black Trailer HD Ac3 by EDO.mp4\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/TWiryY1XOBI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>10 &#8211;\u00a0<strong>Il gatto dagli occhi di giada<\/strong>\u00a0<em>di Antonio Bido<\/em><\/p>\n<p>Negli anni &#8217;70, prima della\u00a0<strong>Mamm\u00ec<\/strong>, poteva capitare che un adolescente, a letto per un&#8217;appendicite, vedesse su una tv locale un film come questo, attirato dalla presenza di\u00a0<strong>Paola Tedesco<\/strong>, starlette televisiva dell&#8217;epoca, e si ritrovasse di fronte ad un thriller davvero originale, non derivativo e che, in pi\u00f9, introduceva nelle dinamiche del genere, il tema dell&#8217;Olocausto e del collaborazionismo coi tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Altri tempi.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il gatto dagli occhi di giada (trailer 1977)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hQhT5GJTRtU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sappiamo, &#8220;10 spaghetti thriller pi\u00f9 belli di sempre&#8221; \u00e8 un po&#8217; assoluto come titolo e non mancheranno quelli che ci faranno notare qualche assenza ( nessun\u00a0Umberto Lenzi per esempio) o un&#8217;inclusione troppo generosa di uno o pi\u00f9\u00a0titoli, ma noi ci siamo abituati ed in fondo queste sono le regole delle playlist. Ci siamo fatti &#8230; <a title=\"I 10 spaghetti thriller pi\u00f9 belli di sempre\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/10-spaghetti-thriller-piu-belli-di-sempre\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I 10 spaghetti thriller pi\u00f9 belli di sempre\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[950,919],"tags":[67,1054,1056,1055,1053],"class_list":["post-1250","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-e-critica-2","category-playlist","tag-cinema","tag-dario-argento","tag-lucio-fulci","tag-mario-bava","tag-thriller"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1250","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1250"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1250\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pigrecoemme.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}