Guarda il corto, commenta e vinci un corso alla Pigrecoemme!

 

L’amore è un segno è un corto diretto dal nostro docente di regia Rosario Gallone e realizzato insieme agli studenti dell’anno di corsi 2013/2014.

Abbiamo deciso di pubblicarlo online e di abbinarvi un concorso, mettendo in palio un corso di cinema alla Pigrecoemme.

Dopo il corto troverete il regolamento.

 

CONCORSO

Guarda il cortometraggio della Pigrecoemme “L’amore è un segno”, clicca mi piace e racconta nei commenti, in modo originale, il tuo amore per il cinema.
Il racconto più suggestivo farà vincere al proprio estensore un corso della scuola di cinema Pigrecoemme, a scelta tra sceneggiatura, montaggio, regia e analisi e critica.

REGOLAMENTO

Modalità di partecipazione

Per partecipare al concorso è sufficiente e obbligatorio effettuare due operazioni:
1) Cliccare su “mi piace” sotto il video pubblicato all’url: https://www.facebook.com/photo.php?v=825407294144607
2) Scrivere, nella sezione commenti al video all’url https://www.facebook.com/photo.php?v=825407294144607 un testo di minimo 300 e massimo 1000 battute (spazi inclusi) in cui il partecipante dovrà raccontare il suo amore per il cinema.
– Sono ammessi a partecipare gli iscritti a Facebook che siano maggiorenni alla data del 28/07/2014.
– Sono ammessi solo coloro che siano iscritti a Facebook con il proprio vero nome. Non sono ammessi pseudonimi e nicknames.
– Il concorso parte il 28 Luglio 2014 e scade il 15 ottobre 2014.
– Il vincitore sarà scelto a insindacabile giudizio della giuria, composta dai fondatori della Scuola di cinema Pigrecoemme (Giacomo Fabbrocino, Rosario Gallone e Corrado Morra).
La giuria terrà conto della forma, del contenuto e dell’originalità del testo.

PREMI

Il premio consisterà in un corso a scelta tra quelli di regia, montaggio, sceneggiatura e analisi e critica del film, organizzati dalla scuola di cinema Pigrecoemme durante l’anno accademico 2014/2015.
I programmi di tali corsi sono consultabili a questi link:
Corso di regia: http://www.pigrecoemme.com/corsi/corso-regia.htm
Corso di montaggio: http://www.pigrecoemme.com/corsi/corso-montaggio-premiere.htm
Corso di sceneggiatura: http://www.pigrecoemme.com/corsi/corso-sceneggiatura.htm
Corso di analisi e critica del film: http://www.pigrecoemme.com/corsi/corso-critica-cinematografica.htm

Il premio non potrà essere commutato in denaro, né essere ceduto a terzi ed il vincitore potrà usufruirne durante l’anno accademico 2014/2015.

Pigrecoemme comunicherà la vittoria al partecipante selezionato solo ed esclusivamente tramite messaggio privato su Facebook.

Raffaela Mariniello | STILL IN LIFE

Venerdì 7 marzo 2014, alle ore 19.00, presso lo Studio Trisorio (a Napoli, alla Riviera di Chiaia 215) s’inaugura la mostra di Raffaela Mariniello Still in Life. L’esposizione, oltre a un light box di grande formato, un’installazione e una fotografia, presenta un video realizzato da Mariniello con il nostro Giacomo Fabbrocino, prodotto da Pigrecoemme.

Un frame dal video
Un frame dal video

A un anno dall’incendio doloso che ha distrutto Città della Scienza a Bagnoli, la fotografa napoletana – uno degli artisti più sensibili e “politici” della scena europea degli ultimi anni –, indaga tra le tracce del disastro (ma anche tra le pieghe del paesaggio, tra il vuoto del cielo, tra le ipotesi silenziose dei fuori campo…), alla (frustra?) scoperta dei prodromi e delle ragioni profonde che hanno provocato una tale ingiustificabile dissoluzione, ferita purulenta e non rimarginabile nel tessuto profondo, urbano e simbolico, della città.

Quello che emerge è il racconto doloroso di un disastro, ma ancor più che l’avvilente cronaca di un’irreparabile sciagura da cronaca nera, ciò che questo lavoro scopre davvero è la fotografia di un catastrofe morale che, in un insight luminescente ci costringe a una sorta di impietoso confronto con il “ritratto di Dorian Gray” della città e dei suoi sogni, svelandoci che cosa Napoli è infine diventata: uno spettro avvilito, l’arsa carcassa delle sue ambizioni e della sua appannata grandezza.

Potente, terribile, il grande light box ricostruisce, come se fosse un cupo fossile, i segreti e le stratificazioni di polvere e detriti di una scrivania con sopra un computer scorto in un angolo di un ufficio completamente andato a fuoco, e ci restituisce, in qualche modo, il segno della vita quotidiana che la sfiorava. Ma nella mostra Still in Life è poi il video a palesarci definitivamente – nel segno antropico di un’ombra, così come nelle mute soggettive e in certi carrelli rivelatori come vivisezioni – la vera perdita irrimediabile legata al rogo di Città della Scienza: lo sradicamento feroce della presenza dell’uomo come attore di ogni azione rigeneratrice, politica e sociale, espulso da quel paesaggio dall’arroganza della violenza, come fosse per sempre.

Un frame dal video
Un frame dal video

Un frame dal video

In equilibrio sul confine tra il linguaggio del cinema e quello della fotografia, Mariniello e Fabbrocino (con Fabio Farinaro alla macchina da presa)  investigano sì il corpo defunto di Città della Scienza, ma l’obiettivo non è quello di repertarne le macerie, né quello, in una bizzarra tassonomia necrofila, di classificare il danno. Qui la spinta a raccontare è data dalla tensione della testimonianza sociale, ma anche dall’amore per quei luoghi, al punto che anche la bruna nudità della ruggine, così come la cancrena ossidata dell’abbandono e le dune di detriti e polveri pesanti, diventano la fertile sorpresa della scoperta di forme e di colori, vivi e indomabili. È non certo, questo, un processo di cinica appropriazione del dolo (in una, cioè, malintenzionata idea del Sublime), quanto la necessità di un’ostinata ricerca di un’arte che, pur nella ferale constatazione del precipizio, al fondo, scavi e gratti fino a scoprire, ogni volta, la poesia nascosta del mondo.

E il mondo che questo video ci racconta è proprio un mondo sull’orlo della fine, e il suo gesto artistico è quello che si muove e insegue la rinascita, perché capace, con vibrante empatia e un tessuto straordinario di emozioni, di raccontarci la speranza che, pur nella calma morta e polverosa delle macerie, si nasconde nella devastazione: la palingenesi indomabile della Bellezza.

Il nuovo videoclip di Vito Ranucci in anteprima ad Amsterdam

“Tempus Fugit” è il secondo video musicale per Vito Ranucci al quale ci siamo trovati a collaborare: anche questo diretto da Antonio Longo, come “Tu Bella” (che è in realtà anche un estratto dal documentario “Ero un re” dello stesso Longo).

Ranucci, compositore eclettico e visionario, e  è i tra gli esponenti più in vista della scena world italiana. Durante gli anni ’90 i suoi Neroitalia, ad esempio, erano distribuiti su scala planetaria dalla celebre etichetta francese Harmonia Mundi, ma Ranucci ha lavorato anche in altri contesti. Capace di affrontare generi musicali diversi si è cimentato con le colonne sonore e ha al suo attivo importanti collaborazioni con artisti come Mario Monicelli per il cinema e Renato Giordano per il teatro.

“Killing the Classics” è il suo nuovo progetto/concerto e sarà presentato live, in anteprima europea, sabato 25 maggio al Pianola Museum di Amsterdam.
“Killing the Classics ” – dice Ranucci – “È un concerto dal sapore unico, in cui la bellezza dei grandi classici ci viene restituita ibridata dalle musiche del mondo e dall’elettronica”.

Il Video

Durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, venerdì 24 maggio, sarà mostrato in anteprima il videoclip del nuovo brano di Ranucci, Tempus Fugit, un pezzo ispirato a le “Lettere a Lucilio” di Seneca e che sarà contenuto nell’album “Killing the Classics”, in uscita il prossimo autunno.

Eccone 30 secondi in anteprima.

Il regista del video, Antonio Longo, interverrà come ospite insieme a Ranucci alla conferenza stampa.

Credits

Tempus Fugit

Ideato e diretto da Antonio Longo
Fotografia: Fabio Farinaro
Montaggio: e color correction Giacomo Fabbrocino

Riprese effettuate tra febbraio e marzo 2012

Prodotto da Antonio Longo, Fabio Farinaro, Pigrecoemme

Cast:
Benedetta Bottino
Virginia Catelli
Roberta Frascati
Valentina Vacca

“Questioni di coppia”, con una regia di Lucio Allocca, Pigrecoemme torna sul palco. Al Théâtre de Poche.

Prodotto della Scuola di cinema Pigrecoemme, lo spettacolo – libero adattamento da La tigre di Murray Schisgal – vede in scena, dal 24 al 27 gennaio, una coppia di giovani e intensi attori: Roberta Frascati e Fulvio Sacco.

Dal 24 al 27 gennaio 2013, al Théâtre de Poche di Napoli (Via Salvatore Tommasi, 15), andrà in scena Questioni di coppia, atto unico, libero adattamento di Ludovica Rambelli de La tigre di Murray Schisgal. La regia dello spettacolo è di Lucio Allocca. Sul palco, due giovani e interessanti attori formatisi ai corsi di recitazione della Scuola di cinema Pigrecoemme: Roberta Frascati e Fulvio Sacco.
Questioni di coppia è la storia di un uomo e una donna che incontriamo in una notte di pioggia. Ben, giovane incapace di inserirsi pienamente nella società, rapisce Gloria, una borghese annoiata che conduce una vita senza sorprese.
La vicenda si sviluppa nella tana di Ben, uno spazio-metafora che rispecchia pienamente la natura contorta del giovane.
L’incomunicabilità e la difficoltà di accettare di vivere il destino che la società massificata impone ai due protagonisti, rappresentano il tema più profondo della pièce, una sofisticata dark comedy, in cui i ruoli di oppresso e oppressore facilmente si confondo, fino a non sapere più chi sia davvero la vittima e chi il carnefice.

Le scene e i costumi sono di Imma Simonetti e le musiche sono firmate da Le Loup Garou, mitica band new wave napoletana. Foto di scena di Carmine Apice.
Gli spettacoli, da giovedì 24 gennaio a sabato 26, sono alle h. 21.00, mentre domenica 27 gennaio, l’ingresso è alle h. 18.00.
Info e prenotazioni: Théâtre de Poche, tel. 0815490928.