C’era una volta a… Hollywood – La recensione

C'era una volta a... Hollywood - La recensione del film di Quentin Tarantino
C’era una volta a… Hollywood – La recensione del film di Quentin Tarantino

Il cinema, ormai è risaputo, ha salvato la vita di Quentin Tarantino (e, a dire il vero, anche quella di chi scrive) e Quentin Tarantino spende la sua vita nel tentativo costante di salvare il cinema per poi, attraverso questo, salvare altre vite.

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Una città in piedi – New York in 10 film

Prosegue il coinvolgimento dei nostri allievi nella stesura di playlist. Ce ne facciamo un vanto perché oltre a formare lavoratori del set, registi e sceneggiatori, abbiamo sempre ritenuto importante formare anche nella critica. Torna Giovanni Masturzo e stavolta ci parla di un luogo iconico come pochi.

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10 film hitchcockiani non diretti da Hitchcock

hitchcockiani

Se cercaste hitchcockiano in un dizionario, ne ricavereste solo la stringata definizione “pertinente a Hitchcock“. In Il cinema secondo Hitchcock (Il Saggiatore, 2008), Truffaut dice a Sir Alfred: “Credo che il suo stile e le necessità del suspense la portino continuamente a giocare con il tempo, qualche volta contraendolo, ma più spesso dilatandolo”, mentre Noël Carroll individua nella dialettica morale/immorale del dilemma dei personaggi, l’origine della suspense hitchcockiana. Inutile dire che valgono entrambe le teorie (Richard Allen, in Hitchcock and Narrative Suspense – Theory and Practice, parla di dialettica tra suspense oggettiva, quella legata al tempo della narrazione manipolato dal demiurgo/regista, e soggettiva, quella legata alla psicologia del personaggio), ma basta questo per definire un film hitchcockiano? Certo che no. Anzi, a volte, si tira in ballo Hitchcock per marketing o per incasellare facilmente un film. La vulgata è quindi che hitchcockiano significhi suspence, mistero, delitti. Ci aggiungeremmo anche un certo sadismo (che, a quanto pare, il regista di Psycho dispensava a piene mani, anche fuori dal set, soprattutto alle sue interpreti), l’attenzione al meccanismo (spesso più che alla trama, pensiamo al MacGuffin) e la sfida tecnica. Il dibattito potrebbe continuare a lungo, ma facciamo parlare le nostre scelte. Dalle quali abbiamo escluso i remake. Sia perché sarebbe stato facile sia perché, fatto salvo il caso di Psycho di Gus Van Sant che è quasi un’opera d’arte concettuale, spesso i rifacimenti non sono per nulla hitchcockiani (si vedano l’orribile Delitto perfetto di Andrew Davis e l’artaudiano La finestra sul cortile diretto per la Tv da Jeff Bleckner ed interpretato da un Christopher Reeve post incidente, quasi un’exploitation paratestuale) Questa è la nostra playlist.

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