10 film tamarri del Terzo Millennio

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Dicesi film tamarro, o ignorante, il tipico action movie anni ’80, tutto testosterone, botte da orbi e cervello zero. Nella serie A ci rientrano Cobra con Stallone, Commando con Schwarzenegger, tanto per fare dei validi esempi del genere, ma ci si possono aggiungere i film di Steven Seagal, Jean-Claude Van Damme, Chuck Norris ed un po’ tutte le produzioni della Cannon di Golan-Globus, compresi i vari Guerriero Americano con Michael Dudikoff, ascrivibili, questi ultimi, alla serie B da cestoni dell’autogrill. Magari ha ragione chi vede nell’11 settembre 2001 e nell’esigenza successiva dell’immaginario cinematografico di ripopolarsi di nuovi eroi capaci da soli di sbaragliare i neocattivi, sta di fatto che il Terzo Millennio ha visto un revival del genere (intensificatosi nell’ultimo lustro, tanto che si può a ragione dire che “gli anni ’10 sono i nuovi ’80”, senza tener conto della new wave action thailandese), tra ammiccamenti da cinéphiles postmoderni ed epifanie palingenetiche di neotamarri.

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I 10 baffi più stilosi della storia del cinema

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Amati (le donne amano gli uomini con i baffi, ma, di recente, anche moda e pubblicità a quanto pare) e odiati (sono un trend hipster e gli hipster sono i “nuovi” paninari per quantità di fiele riversata su di loro) i baffi hanno una storia artistica non trascurabile (chi non conosce i baffi alla Gioconda di Marcel Duchamp?). E tra le arti, la settima, quella cinematografica, ha sempre avuto coi baffi un feeling particolare. Ecco i più stilosi di sempre.

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Lo sciacallo, la scimmia e il lupo di Wall Street

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Lo sciacallo (titolo italiano che fa pensare ad un remake, ma probabilmente scelto per paura che l’originale Nightcrawler facesse pensare ad un altro spin-off del franchise Marvel degli X-Men) aspirerebbe, nelle intenzioni, ad essere L’asso nella manica 2.0, ovvero a raccontarci l’amoralità e la manipolazione mediatica nell’era del giornalismo partecipativo. Sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda.
A dispetto dell’ottimismo debordante dal manifesto dei blogger tedeschi del 2009 in cui si leggevano cose al limite dell’ingenuità quali “Internet è la vittoria dell’informazione”, i fatti hanno dimostrato che, con buona pace di McLuhan, il medium non è il messaggio, ma, semmai, la forma del messaggio.
Il messaggio è sempre lo stesso e quasi sempre è manipolato.

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Di come Birdman arrivi alla verità e Whiplash solo alla realtà.

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Ci sono due opere particolarmente interessanti che concorrono agli Oscar 2015 (a parte Boyhood, un film-teoria che mette insieme l’immagine-tempo e l’immagine-movimento di Deleuze restituendo, ad un tempo e del tempo, sia un’immagine diretta che indiretta, per dirla, stavolta, con Henry  Bergson): Whiplash di Damien Chazelle e Birdman  or (The Unexpected Virtue of Ignorance) di Alejandro González Iñárritu. Whiplash è l’opera prima di Damien Chazelle (sceneggiatore di Il ricatto di Eugenio Mira, un thriller anche questo declinato in forma musicale) derivante da un suo cortometraggio dell’anno precedente in cui J.K.Simmons già rivestiva il ruolo dell’inflessibile Fletcher.

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10 film di cui conoscete meglio il remake

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La pratica del remake è sempre vista con sospetto. Dai cinefili, ma anche dai semplici spettatori di superficie (per dirla con Lino Miccichè). Certo, di fronte ad inspiegabili operazioni quali il reboot di Nightmare o, ancor di più, il rifacimento (quasi) all black  di Funeral Party di Frank Oz (ad opera di un irriconoscibile Neil Labute), è dura confutare questa stigmatizzazione, ma, a volte, il remake è un modo per superare barriere linguistiche e/o di costume. Oppure un’occasione per rifare meglio un film non eccelso per regioni estrinseche (scarso budget, attori non all’altezza, origine televisiva).

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I 10 migliori film del 2014 (secondo noi)

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Il fatto che tutti, ma proprio tutti, abbiano fatto la loro lista, ci ha fatto dubitare dell’esigenza che ce ne fosse un’altra. Poi abbiamo pensato comunque di stilarne una. Chiaramente ci saranno titoli che avrete trovato anche nelle altre liste ed altri che non abbiamo inserito perché non li abbiamo visti (Godard e Dumont, ad esempio). Altri ancora mancheranno perché secondo noi sopravvalutati (è il caso di Her e Under the Skin, ad esempio). Ci troverete un solo film con Matthew McCounaghey protagonista, perché lui è stato decisamente migliore dei film interpretati (anche quando erano dei buoni film come Dallas Buyers Club o Mud). E non ci troverete Mommy di Xavier Dolan, nonostante sia un gran film. Perché abbiamo amato di più Laurence Anyways che è inedito in Italia e perché si devono operare delle scelte.  E ci sarà una sorpresa finale, fuori lista. Il film più bello del 2014, giunto in extremis. Ma non è piaciuto a tutti.

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