Il cinema nobilita – 10 film sul lavoro

Il corso di Analisi e Critica di Pigrecoemme è uno di quelli cui, forse, teniamo in modo particolare. Questo perché pensiamo serva non solo a chi voglia intraprendere il lavoro di critico, analista o storico del cinema, ma anche a chi voglia essere uno spettatore più attento e consapevole. È motivo di grande soddisfazione per noi, quindi, ospitare una playlist di un’allieva del corso, così come abbiamo fatto poco tempo fa pubblicando la recensione di C’eravamo tanto amati di un altro allievo, Stefano Sessa. La sfida era di quelle difficili per una ventenne, ma Mariantonietta Losanno ha messo in pratica quanto noi docenti diciamo durante il corso, animata dalla curiosità e dalla voglia di approfondire che un critico deve avere. Probabilmente vi sorprenderete, data l’età dell’autrice, trovando nella playlist film come Omicron di Ugo Gregoretti oppure I compagni di Mario Monicelli, ma è esattamente quello che noi ci riproponiamo nel nostro corso: far scoprire (e, a volte, riscoprire) film, opere, autori. Buona lettura.

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L’immagine è sacra. Silence e Scorsese. Fede e Cinema.

Divide, l’ultima fatica dietro la mdp di Martin Scorsese. E fatica non è parola utilizzata a caso, vista la genesi sofferta di quest’opera che il regista aveva in animo di fare fin dai tempi di L’ultima tentazione di Cristo, quando l’arcivescovo di New York gli regalò il libro omonimo di Shusako Endo. Nel libro/intervista scritto da Scorsese con Richard SchickelConversazioni su di me e tutto il resto, edito per i tipi della Bompiani nel 2011, infatti, è frequente il rimpianto per il continuo mancato avvio di questo progetto cui il regista ha sempre tenuto tanto. D’altro canto, la fede è da sempre il tema ricorrente di Scorsese (che rinunciò al seminario per fare il regista), di un cinema, il suo, costellato, in fondo, di parabole di martirio, redenzione e anche di resurrezione (pensiamo a Casino). Il problema riscontrato nelle recensioni, sia positive che negative, ci sembra quello di essersi fermati a questo aspetto (il dissidio, il rapporto dell’autore col suo credo), forse il più superficiale, della pellicola. 

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I 10 migliori film del 2017

La lista dei 10 migliori film dell’anno trascorso sono buoni tutti a farla. Ma la lista dei 10 migliori film dell’anno appena iniziato? Diciamo che il nostro è un gioco, una scommessa. Poi a fine anno si vedrà quanti di quelli indicati corrisponderanno a quelli realmente inseriti.

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I 10 film più insignificanti del 2016

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Fine anno: tempo di classifiche. I 10 film migliori. I 10 film peggiori. Nessuno che pensi a quei film che non hanno neanche la dignità dell’essere brutti. Semplicemente non servono, sono inutili e non si capisce perché siano stati fatti.

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10 film da scoprire su Netflix

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In principio fu House of Cards e poi Daredevil. Dall’America all’Italia la strategia promozionale del colosso dell’entertainment on demand ha sempre sfruttato l’onda lunga della neoserialità immediatamente e completamente disponibile. Certo, al lancio italiano si contava anche su Beasts of No Nation, primo film prodotto da Netflix ad essere selezionato per un concorso internazionale, Venezia 2015, forte anche della regia di Cary Fukunaga reduce dal successo della prima stagione di True Detective, ma sarebbe da stupidi negare che il core business dell’azienda creata da Reed Hastings sia costituito dalle serie tv. Netflix, però, ha anche un catalogo di film, ma che tipo di film si trovano?Un po’ come scavare nei cestoni delle occasioni nel mercatino. Manco i “bancarellari” sanno cosa vendono, ma tra un Van Damme ed uno Steven Seagal, scansando l’ennesima edizione di un film di Totò, puoi trovare delle chicche non da poco. Questa playlist vuole essere una guida tra gli scaffali, vuole accompagnare la vostra mano a scegliere nel mucchio. Buona lettura e buona visione.

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Napoli Film Festival 2015 – Day 1

Napoli film festival 2015 day 1

La prima giornata della 17ma edizione del Napoli Film Festival si presenta come una breve rassegna sul tempo e le sue dinamiche. Sulla sua spaccatura interna e il modo in cui cerchiamo disperatamente di riempirla o nasconderla, seguendo l’età e le occasioni, per poi arrenderci alla sua definitiva presenza.
Sui rapporti che si vestono del linguaggio del tempo, che nascono da un segno e si annullano nella proiezione identitaria.

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